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Il Blog del prof. Panizon

Plastica, pesci, petrolio e spermatozoi
lunedì, 16 Agosto 2010, ore 12:01
Il mare, ci dicono gli esploratori del fondo, è cosparso di spazzatura; plastica indistruttibile; il mare, ci dicono gli economisti, non dà più pesce; la Bp, il colosso petrolifero che ha fatto il buco fatale nel golfo del Messico, ci dicono le commissioni d’inchiesta, e io lo cito solo come simbolo della voracità dei potenti, e del disprezzo dell’uomo, deve la sua crescita folgorante (è la seconda società petrolifera del mondo) anche alla sua abitudine di trascurare le misure di sicurezza, tagliando i costi, licenziando, inquinando, provocando una serie incredibile di incidenti, e disgrazie mortali, e accumulando ammende milionarie, sempre inferiori ai profitti; gli spermatozoi dell’uomo, ci dicono gli andrologi, sono sempre più fiacchi, e, ci dicono i pediatri, i testicoli dei bambini se ne stanno sempre più spesso nascosti nelle loro tane; e tutto questo, ci dicono gli epidemiologi, è dovuto alla plastica, al petrolio, e a tutte le porcherie meno visibili che l’uomo infame, e l’industria, più infame, e la n’drangheta, ancora più infame, e la politica, più infame di tutti, scodellano o lasciano scodellare, in mare. È certo che non può durare; ma è anche certo che durerà un bel po’, forse fino alla irreversibilità; alla morte del mare, preludio alla morte del mondo. Eppure, io non ci credo, alla morte del mondo; ma mi domando, senza sapermi rispondere, chi e come fermerà questo spaventoso degrado. Ripeto sempre, con dolore, la raccomandazione (kantiana? non mi ricordo bene) “l’uomo come fine”; una raccomandazione, non da oggi, continuamente stravolta. Il profitto (ma di chi? ma perché?) come fine. Che tragica malattia. E che penose queste ridicole lamentazioni. Ma se l’uomo infame decidesse di cambiare, in un movimento dal basso, in una consapevolezza diffusa e condivisa della necessità di essere meno infame, se pensasse ai figli e ai figli dei figli?
Fantasie.