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Contributi Originali - Ricerca

Dislessia: indagine epidemiologica in una Scuola Elementare di Palermo
A. Spataro, I. Mirabile*
Pediatra di famiglia, ACP Trinacria di Palermo
* Psicopedagogista, Scuola Elementare "Montegrappa" Palermo

(vedi ancheeditorialedi A. Scabar sull'argomento)

Keywords:Dyslexia, school, family pediatrics

Summary
In a primary school the teachers picked out 25 out 276 students, 8 to 9 years aged, through a reading and writing screning test. Out of this group the educational psychologist and the pediatrician brought to the singling 9 children with defined dyslexia. A screening for dyslexia and dysgraphia can be successfully carried out, jointly workyng among family pediatrician and school teachers.

Premesse
Per Dislessia si intende una difficoltà duratura della lettura e della scrittura, in bambini di intelligenza normale, scolarizzati e indenni da deficit motori, uditivi e visivi. La prevalenza del disturbo è valutata intorno al 3% della popolazione scolastica.
La Dislessia è una delle cause principali di dispersione scolastica. E' causa di senso di inferiorità e di rifiuto dell'ambiente scolastico. Il disagio del bambino che presenta difficoltà della lettoscrittura è aggravato spesso dalla incomprensione degli insegnanti e della famiglia. La Scuola e il Pediatra di famiglia devono lavorare insieme per affrontare un argomento tanto importante quanto trascurato quale è quello che riguarda i bambini con difficoltà della lettoscrittura.

Scopo della ricerca
Lo scopo di questa ricerca epidemiologica è stato soprattutto quello di vedere se esiste la possibilità di una collaborazione tra Pediatra di famiglia e Insegnante al fine di fare emergere una patologia frequente, quale è la Dislessia, nei bambini dell'età scolare.

Materiali e metodi
Ai bambini di III e IV elementare che hanno presentato durante l'anno scolastico difficoltà nella lettura e nella scrittura è stato somministrato da parte degli insegnanti un test di lettura e un test di scrittura. Questi bambini sono stati in seguito da noi esaminati per una valutazione dello sviluppo cognitivo secondo il modello di sviluppo formulato da Jean Piaget. Attraverso uno studio anamnestico e un esame neurologico è stata valutata la presenza di deficit motori ed è stata valutata, attraverso una visita oculistica ed un esame audiometrico, la presenza di deficit visivo e uditivo. E' stato quindi valutato lo sviluppo linguistico attraverso prove di decodificazione e codificazione fonologica, semantica e sintattica per escludere un disturbo primario del linguaggio parlato. Sono state somministrate in seguito delle prove strumentali dell'analizzatore visivo (prova di Head mano-occhio-orecchio e copia della figura di Rey) e dell'analizzatore uditivo (analisi e fusione di suoni e memorie di cifre) che, quando devianti, ci hanno confermato la presenza di un disturbo primario della lettura e/o della scrittura.
E' stata infine fatta una ricerca dei fattori di rischio (rischio biologico, rischio psicosociale familiare, disturbi comportamentali, familiarità per disturbi di apprendimento, disordine pedagogico, scolarità della madre) che, quando presenti, aggravano la prognosi della Dislessia.

Risultati
Lo studio ha riguardato 276 alunni ( 138 alunni di III elementare e 138 alunni di IV elementare ) . Attraverso i test di lettura e di scrittura sono stati segnalati dagli insegnanti 25 alunni ( 14 alunni di III elementare e 11 alunni di IV elementare). Abbiamo revisionato i test di lettura e di scrittura ed abbiamo concluso che dei 14 alunni di III elementare 6 non presentavano difficoltà notevoli della lettura e della scrittura mentre i rimanenti 8 bambini sono entrati nell'iter diagnostico. Degli 11 bambini di IV elementare 10 non presentavano difficoltà notevoli della lettura e della scrittura, mentre 1 è entrata nell'iter diagnostico.
Nove bambini (8 di III elementare e 1 di IV elementare) su 25 bambini segnalati dagli insegnanti e su un totale di 276 alunni sono entrati nell'iter diagnostico.I 9 bambini con difficoltà della lettoscrittura non hanno presentato deficit cognitivo, motorio, uditivo e visivo; lo sviluppo linguistico è risultato normale, mentre le prove strumentali dell'analizzatore visivo e uditivo sono state devianti, confermando la presenza di un disturbo primario della lettoscrittura. In tutti i bambini dislessici erano presenti dei fattori di rischio, soprattutto rischio biologico, rischio psicosociale familiare, disordine pedagogico e basso livello di scolarità della madre.

Conclusioni
La Pediatria di famiglia e la Scuola devono porsi oggi come principale "fattore di protezione dell'infanzia". Diventa quindi necessaria una collaborazione tra queste due istituzioni per venire incontro ai bisogni del bambino inserito nel suo contesto familiare, scolastico e sociale. Il nostro studio sulla Dislessia dimostra che tale collaborazione è possibile e dà risultati soddisfacenti. Il nostro obiettivo è infine quello di coinvolgere i Neuropsichiatri infantili del territorio al fine di potere affrontare l' argomento Dislessia sotto l'aspetto diagnostico e, soprattutto, sotto l'aspetto terapeutico-riabilitativo.

Bibliografia
Ciotti, Biasini, Panizon, Pediatria dello sviluppo, Ed.NIS
Quaderni acp, vol.VII - n° 1 : 48-51
Quaderni acp, vol.VII - n° 6 : 45-46

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A. Spataro, I. Mirabile Dislessia: indagine epidemiologica in una Scuola Elementare di Palermo. Medico e Bambino pagine elettroniche 2001;4(7) https://www.medicoebambino.com/?id=RI0107_10.html