Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
Marzo 2013 - Volume XVI - numero 3
M&B Pagine Elettroniche
Casi indimenticabili
Un
pianto rivelatore
Clinica
Pediatrica e Neonatologia, Sassari
Caso
Clinico
Alessandra
(nome di fantasia), 20 giorni, viene condotta dai genitori presso
il PS della Clinica Pediatrica A. Filia di Sassari, per crisi di
apnea. All’ingresso condizioni generali buone, paziente
vigile e reattiva, cute rosea, buone saturazioni in aria. Reperto
auscultatorio polmonare: murmure vescicolare normotrasmesso su
tutti gli ambiti, toni cardiaci puri e ritmici, non soffi.
Fontanella normotesa. Addome trattabile, organi ipocondriaci nei
limiti.
Be
capillare: pH 7,41, pCO2 42, Be 2,2, HCO3-
26,2, Glicemia 84 mg/dl, elettroliti nella norma, PCR 0,08.
In
anamnesi viene riferito ricovero di 7 giorni presso un ospedale
periferico per crisi di apnea. Le stesse vengono descritte dai
colleghi come episodi di desaturazione e bradicardia di durata
inferiore ai 20 secondi, con risoluzione in seguito a
stimolazione. Diagnosi alla dimissione: reflusso gastroesofageo.
Durante
la degenza Alessandra presenta diversi cali di saturazione (fino
a 66%) con bradicardia (fino a 80 bpm) e lieve cianosi
periorale. Gli stessi episodi sono più frequenti durante
il sonno e a risoluzione spontanea. In seconda giornata di
ricovero, la piccola esegue pertanto Eco Cerebrale, Rx torace,
ECG, ECOCG e visita cardiologica che risultano essere nella
norma. Si richiede inoltre, per completare l’iter
diagnostico, consulenza neuropsichiatrica ed EEG: entrambi a
esito negativo.
In
quarta giornata di degenza, in occasione di una crisi di pianto
associata a lieve desaturazione, nel tentativo di consolare la
piccola, viene notata con grande stupore, la presenza nel cavo
orale, di una formazione nodulare delle dimensioni di circa 1,5
cm, localizzata in corrispondenza della base della lingua. La
stessa non risulta essere apprezzabile in stato di quiete. Si
decide pertanto di eseguire risonanza magnetica del collo.
L’indagine evidenzia in corrispondenza dell’orofaringe,
una formazione nodulare ovoidale, del diametro massimo di
circa 1 cm, che si localizza postero-inferiormente
all’epiglottide, con tendenza occlusiva. Tale formazione,
che mostra un peduncolo connesso alla superficie linguale
posteriore, presenta intensità di segnale di tipo adiposo
ma con aspetto disomogeneo. La stessa lesione sembrerebbe
compatibile con teratoma faringeo. Alessandra pertanto viene
sottoposta il giorno seguente a intervento di resezione della
neoformazione, mediante laringoscopia in blanda sedazione (esame
istologico in corso) e successiva dimissione il giorno dopo. La
piccola, che non ha più presentato crisi di apnea, gode
attualmente di buona salute (Figura 1).
![]() Discussione
Le
masse del nasofaringe e cavo orale sono estremamente rare
nell’infanzia. Possono essere suddivise in anomalie di
sviluppo (gliomi nasali, cisti del dotto naso-lacrimale, cisti da
ritenzione, cisti del dotto tireoglosso...) e neoplasie. Tra le
neoplasie la maggior parte sono di natura mesenchimale e a
carattere benigno, in genere con abbondante componente vascolare
e pertanto classificate come emangiomi. Una modesta parte di
queste neoplasie è rappresentata invece dagli
amartomi caratterizzati da una abnorme proliferazione di normali
componenti tissutali dell’organo di origine. I teratomi
sono invece estremamente rari nell’orofaringe, sono
presenti alla nascita e sono formati da cellule e tessuti di
tutti e tre i foglietti embrionali (ectoderma, endoderma e
mesoderma).
Conclusioni
Sulla
base della nostra esperienza consigliamo quindi che in ogni
neonato con ricorrenti crisi di apnea, dopo aver escluso le più
comuni cause di distress respiratorio, venga sempre presa in
considerazione la possibilità di una massa oro o
naso-faringea.
Bibliografia
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