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Editoriali sui contributi originali

Commenti sull' ADHD
Aldo Scabar

Commento su:
Prevalenza del disturbo da deficit dell'attenzione con iperattività (ADHD)
in una popolazione di bambini seguita dai pediatri di famiglia

Ho letto con interesse l'articolo di Corbo e Coll., che affronta un argomento particolarmente sentito, soprattutto nel momento in cui la sensibilizzazione esiste ma ancora non vi è, nel nostro paese, la disponibilità concreta di farmaci di provata efficacia. Anche tenendo conto del fatto che per l'ADHD la terapia farmacologica non è l'unica e spesso, da sola, non è risolutiva, definirei la situazione attuale "imbarazzante". Il lavoro dimostra che è possibile una collaborazione tra pediatra di base, scuola e neuropsichiatra infantile secondo criteri "standardizzati" ed anticipa pertanto i criteri recentemente fatti propri dalla "linee-guida per la diagnosi e la terapia farmacologica del Disturbo da Deficit Attentivo con Iperattività (ADHD) in età evolutiva" a cura della Sinpia (consultabili al sito www.erreddi.it/adhd/ultimissime.htm). Lo studio dimostra pure come affrontare il problema dell'iperattività ponendosi l'obiettivo di verificare innanzitutto la presenza di un ADHD non significa affatto trascurare le altre ipotesi diagnostiche o peggio "etichettare" il bambino. Un approccio di questo genere contribuisce anzi a mio avviso a sgombrare il campo da malintesi e, talvolta, da ipotesi "fantasiose" di genitori, insegnanti o altri operatori.

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A. Scabar Commenti sull' ADHD. Medico e Bambino pagine elettroniche 2002;5(9) https://www.medicoebambino.com/?id=ED0209_10.html