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I minori maltrattati: riconoscimento in Pronto Soccorso e valutazione degli esiti a distanza

Erica Predonzani, Claudio Germani, Federico Poropat

Pronto Soccorso pediatrico, IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo”, Trieste

Indirizzo per corrispondenza: erica.predonzani@gmail.com

Il maltrattamento sull’infanzia è un fenomeno frequente ma troppo sottostimato, a causa delle mancate denunce e della difficoltà del riconoscere i singoli episodi. È fondamentale però riuscire a identificare i casi di abuso perché questo può andare a influire in vario modo sulla salute del minore, con esiti diretti e immediati ed esiti a distanza.
Nel caso si riscontri una grave situazione di maltrattamento intrafamiliare in assenza di genitore protettivo il medico può attivare la messa in protezione del minore grazie all’art. 403 del Codice Civile, che regola l’intervento della Pubblica Autorità a favore dei minori.

L’obiettivo primario dello studio è stato valutare la capacità dei medici del nostro Pronto Soccorso di individuare le situazioni particolarmente a rischio, andando a vedere quante volte l’attivazione dell’art. 403 del Codice Civile in PS è stata confermata dal Tribunale per i Minorenni.
In secondo luogo si è andati a valutare l’efficacia del progetto proposto, quindi la collaborazione da parte del minore e della sua famiglia e l’insorgenza di eventuali complicanze a carico del minore.
Si è trattato di uno studio retrospettivo sui pazienti segnalati dal PS al Servizio Sociale Ospedaliero che hanno necessitato della procedura dal 2006 ai primi mesi del 2018. I dati sono stati raccolti con l’aiuto dei Servizi Sociali comunali.

Nell’89,3% dei casi l’attivazione dell’art. 403 in PS è stata confermata dal Tribunale per i Minorenni, evidenziando le ottime competenze del personale. Si è notata tra i pazienti una prevalenza della fascia adolescenziale e del sesso femminile.
In merito all’efficacia del progetto proposto: il 32% dei minori è rimasto in comunità fino a 18 anni e poi è andato a vivere in autonomia; il 9% ha abbandonato il progetto; il 59% è stato reinserito nella propria famiglia. Tra i casi di reinserimento domestico, il 62% ha avuto un rientro pienamente positivo, il 38% invece dopo un’iniziale situazione di benessere ha sviluppato nuovamente delle criticità.
Considerando come esito positivo del progetto il rientro a casa positivo e l’allontanamento fino a 18 anni, quindi situazioni in cui l’intervento del medico ha permesso di salvare il paziente dalla situazione di pericolo in cui viveva, questo è avvenuto in quasi il 70% dei casi; l’esito negativo consiste invece nel rientro a casa negativo e nell’abbandono del progetto.
Lo sviluppo di problematiche (comportamenti devianti, abuso di sostanze, psicopatologia) è avvenuto nel 18% dei casi, ma nessuno degli “esiti positivi” ha sviluppato complicanze a distanza.

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Predonzani E, Germani C, Poropat F. I minori maltrattati: riconoscimento in Pronto Soccorso e valutazione degli esiti a distanza. Medico e Bambino 2021;24(4):e129 DOI: https://doi.org/10.53126/MEBXXIV129