Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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I Poster degli specializzandi

Quando l’EBV arriva al fegato
Sara Lega, Martina Tubaro
Scuola di Specializzazione in Pediatria, IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo”, Università di Trieste
Indirizzo per corrispondenza: saralega83@gmail.com


Il coinvolgimento epatico in corso di infezione da EBV è presente nell’80% dei casi, è generalmente asintomatico ed è caratterizzato da un aumento solo moderato delle transaminasi. In alcune casistiche relative alla popolazione giovane-adulta l’epatocolangite emerge come il tipo di lesione prevalente. Epatiti sintomatiche sono raramente descritte e possono essere caratterizzare dal dolore addominale e dai segni di colestasi (prurito, ittero).
Abbiamo analizzato retrospettivamente i casi di epatite in corso di infezione da virus EBV che sono stati ricoverati presso l’IRCCS "Burlo Garofolo" negli ultimi 5 anni.
Abbiamo trovato 9 casi: 7 avevano un’età compresa tra gli 11 e i 17 anni, 2 avevano meno di 2 anni (18 e 24 mesi rispettivamente). Tutti avevano una sierologia compatibile con infezione da EBV in atto.
In 7 casi, ovvero in tutti i pazienti >11 anni, erano presenti alla diagnosi almeno due segni tipici di mononucleosi (faringite, linfoadenopatie, epatosplenomegalia, febbre), 3 casi presentavano dolore addominale, in 5 casi era presente l’ittero, di questi ultimi 3 avevano una emolisi in atto (aptoglobina ridotte, aumento della bilirubina indiretta). Nei due casi di età minore la clinica era totalmente aspecifica (febbre protratta) e il riscontro di epatite è stato occasionale.
Sul piano ematochimico nella maggior parte dei casi (7 casi) si è trattato di una epatocolangite (GGT >5x).
L’aumento degli indici di citolisi epatica è stato di entità moderata (ALT < 10x) in 5 casi. In 3 casi si è osservato un aumento sino 20-30x dei valori delle ALT. In nessun caso si è osservata una alterazione della funzionalità epatica. Nei casi in cui è stato seguito l’andamento con esami ripetuti, gli enzimi epatici hanno raggiunto il valore massimo a 2 settimane dall’esordio dei sintomi e si sono normalizzate entro i 2 mesi successivi. Con il limite del numero e della modalità di reclutamento dei casi possiamo comunque trarre alcune conclusioni:
  • in presenza di una epatocolangite una infezione da EBV va sempre considerata, anche in assenza dei sintomi classici di mononucleosi specie nei bambini più piccoli.
  • il riscontro di indici di citolisi molto elevati è possibile; al di fuori dell’epatite autoimmune e dei rari difetti immunitari l’evoluzione è comunque benigna.
  • nei casi con ittero la presenza di una emolisi concomitante va ricercata.


ALT max
GGT
BIL tot (d)
Evoluzione
11 a
x 20
x 5
4,8 (4,5)
Risol 4 sett
13 a
x 13
x 4
4,6 (4,0)
Risol 3 sett
17 a
x 12
x 7
3,7 (2,8)
Risol 3 sett
15 a
x 4
x 7
9,2 (5,9)
Risol 3 sett
16 a
x 6
x 4
9,3 (6,3)
Rid 3 sett
16 a
x 9
x 5
nn
Rid 2 sett
18 m
x 30
x 8
nn
Risol 2 m
24 m
x 7
x 2
nn
Risol 2 sett



Sintomi tipici mononucleosi
11 a
SI
Splenomegalia, LNF LC+ ING
13 a
SI
Epatosplenomegalia, LNF LC
17 a
SI
LNF LC, Astenia,
15 a
SI
Odinofagia, LNF LC,
16 a
SI
Faringite, splenomegalia, LNF LC
16 a
SI
Faringite, LNF LC
18 m
NO
24 m
NO


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Sara Lega, Martina Tubaro Quando l’EBV arriva al fegato. Medico e Bambino pagine elettroniche 2014;17(6) https://www.medicoebambino.com/?id=PSR1406_30.html