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Il punto su

Noduli tiroidei e agobiopsia con ago sottile in età pediatrica: uno sguardo alla letteratura
Simona Spagnolo, Massimo Barreca, Daniela Tarantino, Barbara Vonella, Laura Fuiano, Mariangiola Baserga
Dipartimento di Pediatria, Università degli Studi di Catanzaro “Magna Graecia”
Indirizzo per corrispondenza: smn.spagnolo@gmail.com



Thyroid nodules and fine-needle aspiration biopsy in paediatrics

Key words

Thyroid nodules, FNAB (Fine-needle aspiration biopsy), children


Summary
Thyroid nodules are uncommon in children before puberty. Thyroid cancer represents a relatively rare disease in children. No investigation of laboratory is able to distinguish between benign and malignant lesions preoperatively. Ultrasonography is the diagnostic investigation of first instance in all children with thyroid nodules. Only a few paper have documented the use of cytological examination for diagnosing thyroid nodules in children. Recourse to FNAB in childhood is still a particular concern, both for the possibility of complications, for epidemiological factors, and for specificity and sensitivity often operator-employers. Replay of examination is certainly to be considered in cases of clinical data and ultrasound relevant medical history (previous irradiation of head and neck, family history of thyroid cancer, rapid growth of nodules and presence of cervical adenopathy suspect).



Riassunto

I noduli tiroidei sono rari nei bambini prima della pubertà. Nonostante il carcinoma della tiroide rappresenti una patologia piuttosto rara nei bambini, la comparsa di un nodulo tiroideo desta nel pediatra e nel genitore particolare preoccupazione che impone comunque la diagnosi differenziale tra patologia benigna e maligna.
Il ruolo dei fattori genetici è accertato per tutta la patologia tiroidea, tuttavia in un sottogruppo di noduli tiroidei è stata evidenziata una forte associazione con fattori ereditari. I pazienti irradiati presentano un maggior rischio di sviluppare cancro della tiroide.

La palpazione del collo deve essere accurata e deve mirare a individuare le caratteristiche del/dei nodulo/i: la consistenza, la dimensione, i limiti, la superficie, il rapporto con le strutture adiacenti, la cute sovrastante, la presenza di linfoadenopatie latero-cervicali.
Nessuna indagine di laboratorio è in grado di distinguere una lesione benigna da una maligna.
L’ecografia rappresenta l’indagine diagnostica di prima istanza in tutti i bambini con noduli tiroidei. Non esiste un pattern ecografico “certo” di benignità o malignità di un nodulo. Esistono tuttavia delle caratteristiche ecografiche che possono far sospettare una lesione maligna.
La scintigrafia tiroidea ha scarsa sensibilità e specificità nella diagnosi differenziale tra nodulo neoplastico e non-neoplastico. Pertanto non è utile nel follow-up del nodulo tiroideo nel bambino.

L’agobiopsia con ago sottile (FNAB) del nodulo tiroideo è stata proposta da diversi autori come la procedura diagnostica iniziale più appropriata, tuttavia i dati relativi all’età pediatrica sono ancora limitati. Da alcuni studi è emerso che l’accuratezza di FNAB in età pediatrica è del 77,2%, con una specificità del 63,8% e sensibilità del 78,9%, percentuali inferiori a quelle registrate per i soggetti adulti. Alcuni Autori considerano il procedimento di scarsa utilità nei bambini a causa del suo disagio e l'alto tasso di effetti collaterali; altri raccomandano l’esecuzione della procedura solo quando i noduli sono palpabili poiché raramente il cancro della tiroide è presente nei noduli non palpabili. Eseguire FNAB su ogni nodulo accidentalmente rilevato agli US rappresenterebbe un uso improprio della metodica. Uno dei limiti principali della FNAB della tiroide è il gran numero di aspirati in cui il materiale prelevato è insufficiente; anche con l’esecuzione di un esame citologico esiste un rischio di falsi negativi. La ripetizione del FNAB e/o la biopsia escissione deve essere certamente presa in considerazione se sono presenti dati clinico-anamnestici rilevanti.

Conclusioni: La scoperta di un nodulo tiroideo, desta sempre apprensione nel genitore e nel pediatra. I dati in letteratura riguardanti l’età pediatrica sono carenti. Il ricorso all’agobiopsia in età pediatrica desta ancora particolari preoccupazioni, sia per la possibilità di complicanze, sia per fattori epidemiologici, che per specificità e sensibilità spesso operatore-dipedente. La riesecuzione dell’esame è sicuramente da prendere in considerazione in caso di dati clinico anamnestici ed ecografici rilevanti (storia clinica, precedente irradiazione della testa e del collo, storia familiare di cancro della tiroide, la rapida crescita del/dei nodulo/i e la presenza di adenopatia cervicale sospetta).


Introduzione

I noduli tiroidei sono rari nei bambini prima della pubertà e la loro incidenza aumenta in modo lineare per ogni decennio di vita:
  • 8-10 anni = 10%
  • 70 anni = 60%
Nonostante il carcinoma della tiroide rappresenti una patologia piuttosto rara nei bambini (incidenza annuale 0,5 casi/100.000 nella popolazione mondiale rispetto a una percentuale variabile da 0,5 a 10 casi/100.000 al di fuori dell’infanzia) la comparsa di un nodulo tiroideo desta sempre nel pediatra e nel genitore particolare preoccupazione che impone comunque la diagnosi differenziale tra patologia benigna e maligna.
La patologia nodulare della tiroide comprende un ampio spettro di disordini tra cui: nodulo solitario, gozzo multinodulare in malattia autoimmune (tiroidite di Hashimoto, Morbo di Graves), noduli non palpabili, noduli in bambini con Ipotiroidismo Congenito (probabilmente a causa di una disormonogenesi da difetto della TPO 1,2,3 o di un difetto di trasporto dello iodio). Noduli tiroidei possono essere riscontrati occasionalmente durante una visita di controllo oppure individuati da un genitore o ancora durante l’esecuzione di tecniche di imaging del collo per patologie tiroidee e non.
I noduli costituiscono un’entità nosologica complessa dal punto di vista etiopatogenetico e presentano tuttora una serie di problemi aperti che rendono spesso complesso l’approccio diagnostico e ancor più quello terapeutico. Il ruolo dei fattori genetici è accertato per tutta la patologia tiroidea, tuttavia in un sottogruppo di noduli tiroidei (adenoma eutiroideo e tossico, gozzo multi nodulare eutiroideo e tossico) è stata evidenziata una forte associazione con fattori ereditari ed è stato identificato un comportamento biologico peculiare, caratterizzato da progressiva, irreversibile e scarsa risposta alla terapia soppressiva con L-tiroxina. La maggior parte dei noduli iperfunzionanti è di origine monoclonale e la linea cellulare contiene mutazioni somatiche a carico del gene del recettore del TSH o del gene della proteina Gsα. Lo sviluppo di noduli autonomi iperfunzionanti è stata descritta con maggiore frequenza in aree a grave carenza iodica4.

I pazienti irradiati per essere sottoposti a trapianto di midollo osseo (TMO) presentano un maggior rischio di sviluppare cancro della tiroide e per questo motivo devono essere attentamente seguiti mediante ecografie periodiche. Sklar et al. hanno dimostrato come i pazienti affetti da Linfoma di Hodgkin che erano stati trattati con terapia radiante mostravano un rischio più elevato di presentare non solo noduli e cancro tiroideo, ma anche ipo e ipertiroidismo. La maggior parte di questi pazienti aveva ricevuto dosi superiori a 1.000 cG palesando così l’effetto dose-dipendente delle radiazioni5.
L’esposizione allo iodio 131 avvenuta nel 1986 in seguito al disastro di Chernobyl, ha determinato in Ucraina, Bielorussia, Polonia e nazioni vicine una carenza iodica della quale hanno risentito soprattutto le fasce d’età in rapida crescita. I bambini bielorussi hanno risposto in tempi brevi a questa esposizione6,7,8,9, così come quelli ucraini10,11,12. I bambini che, vivendo più distanti dal luogo del disastro, hanno accumulato più piccole quantità di iodio radioattivo, sembrano aver reagito più tardi (periodo di latenza)13. I bambini piccoli, di età inferiore a 2 anni, sono stati i più sensibili allo sviluppo di carcinoma papillare della tiroide radio indotto14,15,16. I bambini italiani, anche se esposti al fallout di Chernobyl, presumibilmente per la maggiore distanza, non hanno presentato alcun aumento nell'incidenza di cancro della tiroide17.
 

Diagnosi clinica

L’approccio al paziente con uno o più noduli tiroidei parte, come tutte le forme morbose, da un’attenta anamnesi mirata a evidenziare una familiarità per patologie tiroidee, una pregressa irradiazione della testa o del collo, recenti variazioni di volume del collo ed eventuali patologie tiroidee già note (ipotiroidismo, ipertiroidismo, tiroidite)4.
La palpazione del collo deve essere accurata e deve mirare a individuare le caratteristiche del/dei nodulo/i: la consistenza, la dimensione, i limiti, la superficie, il rapporto con le strutture adiacenti, la cute sovrastante, la presenza di linfoadenopatie latero - cervicali (Figura 1).


Indagini di laboratorio

Nessuna indagine di laboratorio è in grado di distinguere una lesione benigna da una maligna. La valutazione di TSH, fT3, fT4 consente unicamente di evidenziare la funzionalità tiroidea del paziente con uno o più noduli: essa può risultare normale, ridotta o aumentata. Gli anticorpi anti-tiroide (TPOab, TGab, TRab) possono risultare variamente positivi soprattutto in caso di tiroidite, ma talora anche nella malattia di Graves e nel carcinoma. Anche il dosaggio della tireoglobulina non è diagnostico, in quanto un suo aumento si può riscontrare in caso di gozzo o di malattia di Graves4.
 

Ecografia

L’ecografia è un esame facilmente accessibile, poco costosa, priva di radiazioni, di elevata sensibilità e specificità e di conseguenza rappresenta l’indagine diagnostica di prima istanza in tutti i bambini con noduli tiroidei. Essa fornisce non solo informazioni su numero, posizione, dimensioni, ecogenicità ed ecostruttura ma anche contribuisce in modo significativo alla differenziazione di tumori maligni vs neoformazioni benigne. La disponibilità di apparecchiature in grado di valutare la vascolarizzazione della formazione nodulare (color-doppler), in mani esperte, può fornire informazioni aggiuntive sulla natura della lesione.
Non esiste un pattern ecografico “certo” di benignità o malignità di un nodulo, ma esistono tuttavia delle caratteristiche ecografiche che possono far sospettare una lesione maligna4,18,19: lesione solitaria solida, ipoecogenicità, localizzazione sottocapsulare, margini irregolari, invasione locale, natura eterogenea della lesione, lesione multifocale, microcalcificazioni, elevato flusso intra-nodulare al Doppler, linfonodi loco regionali sospetti in pazienti con noduli (Figura 2).


Scintigrafia

La scintigrafia tiroidea è stata a lungo considerata il primo esame da eseguire su un nodulo della tiroide. Tuttavia, negli ultimi anni è stata meno frequentemente utilizzata per la valutazione iniziale poiché ha scarsa sensibilità e specificità nella diagnosi differenziale tra nodulo neoplastico e non-neoplastico20,21,22. Non permette la diagnosi di natura di una lesione, in quanto è possibile che una formazione benigna sia ipocaptante o che una maligna sia normo- o addirittura ipercaptante5. Pertanto non è utile nel follow-up del nodulo tiroideo nel bambino.
 

L’ago-biopsia

Anche se il cancro della tiroide nei bambini presenta, solitamente, una progressione lenta, la diagnosi precoce è importante per l’individuazione più rapida possibile dei pazienti che devono sottoporsi a intervento chirurgico.
L’ago-biopsia eseguita con ago sottile (FNAB) del nodulo tiroideo è stata indicata da diversi autori come la procedura diagnostica iniziale più appropriata23,24. Essa è diventata, negli adulti21,22,25,26, un elemento fondamentale nella valutazione dei noduli tiroidei solitari, cisti e noduli dominanti all'interno di gozzo multinodulare. Quando la procedura viene eseguita correttamente, si dovrebbero avere un numero ridotto di falsi negativi e falsi positivi, con una precisione che varia, in alcune casistiche, tra il 69% e il 93% 27,28. Da alcuni studi è emerso che l’accuratezza di FNAB in età pediatrica è del 77,2%, con una specificità del 63,8% e sensibilità del 78,9%, percentuali inferiori a quelle registrate per i soggetti adulti29. In letteratura, uno studio ha confrontato l'accuratezza del FNAB con quella di altre procedure diagnostiche nella valutazione dei noduli tiroidei nei bambini. Gli Autori hanno messo in evidenza come l'accuratezza globale della FNAB fosse simile a quella di altre procedure diagnostiche, ma nessuno di questi era sufficientemente accurato tanto da essere utilizzato come unico fattore predittivo di malignità30.
Pertanto, i dati relativi all’età pediatrica sono ancora limitati e ciò spiega come mai siano ancora molte le domande senza risposta unanime e chiara, come ad esempio, FNAB è una procedura sicura per i bambini? Alcuni Autori considerano il procedimento di scarsa utilità nei bambini a causa del suo disagio e l'alto tasso di effetti collaterali, come l'iperplasia papillare endoteliale, emorragie, proliferazione vascolare, trombosi vascolare, fibrosi cistica, infarto e raramente ascesso28,31,32,33,34 (Figura 3).
 
Quando si raccomanda la FNAB?

Alcuni Autori raccomandano l’esecuzione della procedura solo quando i noduli sono palpabili35, perché i dati epidemiologici dimostrano che raramente il cancro della tiroide è presente nei noduli non palpabili. Eseguire FNAB su ogni nodulo accidentalmente rilevato agli US rappresenterebbe di conseguenza un uso improprio della metodica. Inoltre, il tumore più frequente della tiroide durante l'infanzia e l'adolescenza è il tipo papillare36, che presenta solitamente una crescita lenta anche dopo metastatizzazione locale e polmonare37. Tuttavia, altri autori sottolineano come, a volte, noduli anche più grandi di 2 cm possano essere rilevati solo agli US38,39. In realtà, l'esame fisico è abbastanza efficace per individuare i noduli localizzati nell’istmo o nella superficie anteriore, ma è molto meno per i noduli localizzati nel polo superiore della ghiandola, anche se sono di grandi dimensioni. Inoltre, il cancro della tiroide è stato diagnosticato anche in noduli molto piccoli38,40,41.

Di conseguenza alcuni Autori suggeriscono di eseguire il FNAB se il nodulo è: più di 1 cm 42; 1,5 cm 21; o 2 cm 35, altri ritengono opportuno considerare diversi fattori prima di eseguire il FNAB43: la storia clinica, precedente irradiazione della testa e del collo, storia familiare di cancro della tiroide, la rapida crescita del/dei nodulo/i, le caratteristiche ecografiche e la presenza di adenopatia cervicale sospetta.
Tuttavia, uno dei limiti principali della FNAB della tiroide è il gran numero di aspirati in cui il materiale prelevato è insufficiente. Alcuni studi (Tabella 144) mostrano come il materiale aspirato è insufficiente nel 7-31% dei casi45,46,47. Tale variabilità è determinata dall’inesperienza dell’operatore che esegue FNAB e dai differenti criteri utilizzati per definire il prelievo “adeguato”46,48.



Cytologic Diagnosis, %

Series, y
Total N.of Aspirates
Positive
Negative
Suspicious
Unsatisfactory
Sensitivity, %
Specificity, %
Gardiner et al 1986
1465
1
74
10
15
65
91
Altavilla et al 1990
2433
1
78
5
16
71
100
Caraway et al 1993
394
17
60
14
9
93
91
Gharib et al 1993
10971
4
64
11
21
98
99
Gharib 1993
18183
3,5
69
10
17
83
92
Burch et al 1996
504
3
57
9
31
80
73
Burch et al 1998
662
16
69
4
11
92
84
Current study
6226
3,4
60
7,2
29
93
96
Tabella 1. Tratta da: Amrikachi M, et al: “Accuracy of fine-needle aspiration of thyroid”, 2001 (Modificata)

La ripetizione del FNAB e/o la biopsia escissione deve essere certamente presa in considerazione se sono presenti dati clinico-anamnestici rilevanti (crescita del/i nodulo/i specialmente nei casi trattati con L-T4, segni o sintomi di compressione del collo, pregressa terapia per altre malattie maligne).
Da uno studio condotto da Niedziala e coll49, è emerso che nei pazienti in cui l’esame citologico aveva mostrato cellule “maligne” o un quadro “sospetto” sono stati riscontrati carcinomi o adenomi all’esame istologico post-operatorio. Tuttavia, il cancro è stato rilevato anche in pazienti con citologia “benigna” all’esame FNAB pre-operatorio. Anche con l’esecuzione di un esame citologico, come con l’uso delle tecniche precedenti, esiste un rischio di falsi negativi50.
 

Conclusioni

La scoperta di un nodulo tiroideo, desta sempre una particolare apprensione nel genitore e nel pediatra. Con questa breve consultazione della letteratura a riguardo ci siamo resi conto come, effettivamente, esistano ancora molte perplessità su tali argomenti, soprattutto per quanto concerne l’approccio diagnostico. I dati in letteratura riguardanti l’età pediatrica sono carenti, spesso non univoci. Ragionevole ci sembra il concetto dell’individuazione di bambini a più alto rischio (storia familiare, anamnesi personale); unanime nei vari lavori consultati è il consenso verso un approccio strumentale per mezzo dell’ecografia, non altrettanto quello verso i dosaggi di laboratorio.
Il ricorso all’agobiopsia in età pediatrica desta ancora particolari preoccupazioni, sia per la possibilità di complicanze, sia per fattori epidemiologici, che per specificità e sensibilità spesso operatore-dipedente. La riesecuzione dell’esame è sicuramente da prendere in considerazione in caso di dati clinico anamnestici ed ecografici rilevanti (storia clinica, precedente irradiazione della testa e del collo, storia familiare di cancro della tiroide, la rapida crescita del/dei nodulo/i e la presenza di adenopatia cervicale sospetta).
 

Caratteristiche del nodulo tiroideo alla palpazione:
  • Consistenza
  • Dimensioni
  • Limiti
  • Superficie
  • Rapporti con le strutture adiacenti
  • Cute sovrastante
  • Presenza di linfoadenopatie latero-cervicali
Figura 1.
 
 
Caratteristiche ecografiche di lesione maligna:
  • Lesione solitaria solida
  • Ipoecogenicità
  • Localizzazione sottocapsulare
  • Margini irregolari
  • Invasione locale
  • Natura eterogenea della lesione
  • Lesione multifocale
  • Microcalcificazioni
  • Elevato flusso intra-nodulare al Doppler
  • Linfonodi loco regionali sospetti in pz con noduli
Figura 2.


Possibili effetti collaterali di FNAB:
  • Iperplasia papillare endoteliale
  • Emorragia
  • Proliferazione vascolare
  • Trombosi vascolare
  • Fibrosi cistica
  • Infarto
  • Ascesso
Figura 3.
 

Valori e limiti dell’esame citologico mediante ago aspirato in età pediatrica:
  • Falsi negativi 2-4 %
  • Falsi positivi 0-3 %
  • Citologia non determinabile 17-30%
  • Prelievo inadeguato 7-31%
  • Accuratezza diagnostica 77,2%
  • Sensibilità 78,9%
  • Specificità 68,3%
Figura 4.



Bibliografia

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S. Spagnolo, M. Barreca, D. Tarantino, B. Vonella, L. Fuiano, M. Baserga Noduli tiroidei e agobiopsia con ago sottile in età pediatrica:
uno sguardo alla letteratura. Medico e Bambino pagine elettroniche 2010;13(1) https://www.medicoebambino.com/?id=IPS1001_10.html

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