Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

M&B Pagine Elettroniche

Casi indimenticabili

Avevo una cosa per la testa…
Sara Ciccone, Elisa Maria Gabriella Marrella, Adriana Fumarola, Sylvie Tagliati, Elisa Fiumana
Ambulatorio di Neurologia Pediatrica, Azienda Ospedaliero-Universitaria S. Anna, Ferrara
Indirizzo per corrispondenza: sara24282@yahoo.it

Da maggio 2011 Francesco, 15 anni, ha una sensazione di testa leggera, “vuota”, a sinistra associata a sensazione di fastidio a livello dell’occhio sinistro. Da una settimana si è aggiunto dolore all’orecchio omolaterale. Francesco ha già eseguito una valutazione ORL risultata normale.
Giunto al nostro Ambulatorio di Neurologia Pediatrica a luglio 2011, rileviamo un esame obiettivo generale e neurologico normale. Eseguiamo anche l’EEG, che risulta normale. Prescriviamo inoltre, senza urgenza, un approfondimento tramite RM cerebrale. Considerata la necessità di rimuovere l’apparecchio odontoiatrico fisso e la scomparsa spontanea della sintomatologia, si decide di rimandare l’esecuzione della RM. Rivediamo il ragazzo a dicembre 2012: da un paio di mesi il quadro si è ripresentato, con le stesse caratteristiche, quindi Francesco ci porta in visione la risonanza che ha eseguito. L’indagine evidenzia una formazione compatibile con voluminosa cisti aracnoidea in sede temporale polare sinistra (5 x 3,5 x 3,5 cm) che disloca il lobo temporale omolaterale (Figura).



La consulenza neurochirurgica conferma che i sintomi potrebbero essere legati a un’irritazione della dura madre della fossa cranica media sinistra; dato il quadro clinico-strumentale, il neurochirurgo consiglia intervento di fenestrazione della cisti e cisto-subaracnostomia. In attesa dell’intervento, Francesco è in preda alla disperazione… perché gli abbiamo detto che forse è meglio se lascia da parte il suo sport: la boxe.

Discussione
Le cisti aracnoidee (CA) sono raccolte liquorali circoscritte che si sviluppano tra la superficie cerebrale e la base o la volta cranica. Le CA sono più spesso sovratentoriali; di queste, il 70% circa si colloca nella fossa cerebrale media. Si tratta di un reperto frequente: su uno studio di 11.738 pazienti sottoposti a RM cerebrale di età pari o inferiore a 18 anni, la prevalenza di CA è risultata del 2,6%. Il riscontro è più frequente in età pediatrica (75% dei casi). La maggior parte delle CA è congenita, verosimilmente malformativa; raramente queste cisti rappresentano l’esito di traumi, infiammazioni o sanguinamenti che causano aderenze subaracnoidee.
Le CA sono spesso asintomatiche; in questo caso il loro rinvenimento rappresenta un reperto occasionale. I sintomi sono variabili in base alle dimensioni della cisti, alla sede interessata e agli effetti compressivi sulle strutture contigue. I quadri più frequenti sono rappresentati da epilessia, pubertà precoce, idrocefalo ostruttivo.
Si tratta di reperti di semplice riscontro alla RM o alla TC: appaiono come masse tondeggianti di densità analoga a quella del liquor; talvolta la densità appare differente per il possibile contenuto iper-proteico o emorragico. Dal punto di vista dell’evoluzione, in alcuni casi le CA rimangono stazionarie nel tempo, altre volte aumentano di dimensioni poiché dotate di attività secretoria propria o per lo sviluppo di meccanismi a valvola unidirezionale.
Considerate le possibili complicanze dell’intervento, le più recenti evidenze della letteratura concordano sul riservare la terapia chirurgica ai pazienti con sintomi debilitanti, come cefalea e epilessia, ai pazienti con cisti che aumentano di dimensioni, o a quelli portatori di CA voluminose (> 3 cm di diametro) con effetto massa significativo, come nel nostro caso.


Bibliografia di riferimento





Vuoi citare questo contributo?

S. Ciccone, E. Maria G. Marrella, A. Fumarola, S. Tagliati, E. Fiumana Avevo una cosa per la testa…. Medico e Bambino pagine elettroniche 2014;17(1) https://www.medicoebambino.com/?id=IND1401_20.html