Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
Febbraio 2013 - Volume XVI - numero 2
M&B Pagine Elettroniche
Casi indimenticabili
Un
quattrocchi piuttosto agitato
Pediatria,
Sassari
A. è
un bambino di 7 anni, che arriva in PS in stato di agitazione,
lamentando cardiopalmo, secchezza delle fauci e cefalea. All’EO
Saturazione 100% in aria ambiente, FC 150 bpm, PA 130/80, soffio
protomesosistolico 3/6. Tachipnea, murmure vescicolare
normotrasmesso. Apiretico, presenta rash al volto, pupille
midriatiche.
Anamnesi
patologica e farmacologia negative. Situazione familiare e
sociale normali. Esegue esami ematochimici ed ECG urgenti. PCR,
emocromo, elettroliti, profilo tiroideo e profilo cardiaco nella
norma. All’ECG FC 150 BPM, ripolarizzazione nella norma.
Tachicardia sinusale. Esclusi in prima istanza cardiopatie acute,
disionie, ipertiroidismo, ritorniamo a valutare il paziente con
maggior tranquillità. I genitori negano che il piccolo sia
un soggetto emotivo, e che possa aver assunto farmaci o droghe,
in quanto in casa non ne hanno. Il piccolo non ha malattie
croniche e non è seguito da nessuno specialista.
All’ennesima negazione mi cade l’occhio sugli
occhialini rossi di A. e chiedo per quale motivo li porta. Il
piccolo è molto ipermetrope, mi dice la mamma. “Stavamo
giusto andando dall’oculista…” A questo punto
chiedo se ha per caso messo il collirio, e la mamma candidamente
annuisce. “Ma come signora, ma non aveva detto che il
bambino non aveva preso medicine?” La risposta è
stata che pensava intendessimo pillole o sciroppi!
Appurato
che anche il collirio è una medicina, la mamma ci dice che
il piccolo ha messo 1 goccia/die di atropina 0,5-1% per occhio
per 5 giorni.
Il
piccolo viene monitorato per circa 24 ore con il ritorno della
frequenza cardiaca entro i limiti per l’età. Viene
perciò dimesso in buone condizioni generali.
L’atropina
collirio ha un potente effetto midriatico (utile per la
valutazione del fundus) e cicloplegico (utile per la
determinazione oggettiva della rifrazione nei bambini). Può
dare però importanti effetti collaterali: tachicardia,
tachipnea, irritabilità, riduzione delle secrezioni,
ritenzione urinaria, iperpiressia… Tali eventi, più
frequenti nei bambini, possono aversi anche dopo applicazione
topica in forma di collirio e possono durare fino a 12 giorni
dopo il termine della somministrazione, per questo da anni la
tendenza è quella di utilizzare molecole quali tropicamide
e ciclopentolato, che danno minori effetti collaterali. Questo
caso è indimenticabile perché più unico che
raro ai giorni nostri.
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