Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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Contributi Originali - Casi contributivi

Una crescita che passa attraverso un sondino
I. Berti, S. Martelossi, A. Ventura
Dipartimento di Scienze dello Sviluppo. UCO Clinica pediatrica, IRCCS Burlo-Garofolo. Trieste

Enteral feeding in malnourished boy with epyleptic encephalopathy and swallow incohordination
A severe malnutrition in an epyletic encephalopathic boy, cured by enteral feeding

Keywords: Swallow incohordination, malnutrition , epilepsy

Il caso
La storia di Gianmarco é quella di un bambino affetto da cerebropatia epilettogena, con ritardo psicomotorio, che al momento della presa in carico all'età di 6 anni pesava 12.5 Kg (<<3 centile). Le masse muscolari erano molto povere e il tessuto sottucutaneo quasi assente.
La sua crescita era stata buona nel primo anno di vita nonostante le difficoltà di suzione, l'ipotonia e la scarsa reattività. Raggiunto ad 1 anno un peso di 11-12 Kg il bambino non era più cresciuto ( a 8 anni il peso era di 13,8 Kg) . Anche l'altezza si era arrestata passando progressivamente dal 50 al 3 centile. Erano presenti segni indiretti di difficoltà nella deglutizione (eccesso di bava, occasionali crisi di tosse durante i pasti, con un episodio di cianosi severa) cui erano verosimilmente correlati i ripetuti episodi di bronchite che caratterizzavano la sua storia. I tentativi di alimentarlo assumendo una postura corretta durante i pasti (spalle abbassate, collo centrato e leggermente flesso in avanti) erano falliti a causa dell'ipotonia del bambino che coinvolgeva anche i muscoli orofacciali e condizionava la fuoriuscita del cibo dalla bocca. La radiologia e la pH metria escludevano un reflusso; le feci non presentavano steatorrea, il tets dello xilosio era normale, EMA negativi.
Dagli elementi raccolti, la scarsa crescita di Gianmarco sembrava legata alle sue difficoltà di deglutizione, con conseguente apporto calorico insufficiente. E' stata quindi avviata una nutrizione enterale notturna. Dopo pochi giorni di "addestramento", la sua famiglia era in grado di gestire la nutrizione enterale a domicilio, senza problemi Lacrescita al controllo successivo era decisamente buona (5 Kg in 3 mesi).

Il contributo
La storia di Gianmarco esemplifica l'utilità di fare ricorso all'alimentazione enterale nei bambini cerebropatici, che quasi sempre sono affetti anche da severi disturbi della crescita, determinati proprio dalla loro incapacità di nutrirsi adeguatamente e/o dalla compresenza di disturbi gastroenterologici (soprattutto il reflusso gastro-esofageo).

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I. Berti, S. Martelossi, A. Ventura Una crescita che passa attraverso un sondino. Medico e Bambino pagine elettroniche 2001;4(9) https://www.medicoebambino.com/?id=CL0109_30.html

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