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Appunti di Terapia

Un programma di vaccinazione accelerato aiuta a proteggere il neonato dalla SIDS
G. Bartolozzi
Indirizzo per corrispondenza:bartolozzi@unifi.it

Qualche settimana fa sul BMJ è comparsa una pubblicazione che dimostra che la vaccinazione non solo non rappresenta un fattore di rischio per la morte in culla (SIDS), ma ha addirittura un effetto protettivo (Fleming PJ et al., BMJ 2001, 322:822-6).
Dal 1990 i lattanti nel Regno Unito vengono immunizzati contro difterite, tetano, pertosse, polio orale e dal 1992 contro l'Haemophilus influenzae tipo b, a 2, 3 e 4 mesi di età rispettivamente, invece che a 3,5 e 9 mesi, come nel passato. La ragione di questa accelerazione fu il riconoscimento che l'assunzione del vaccino talvolta era bassa perché le giovani famiglie passavano da un distretto a un altro, prima che il bambino avesse completato il ciclo primario.
Gli studiosi della morte improvvisa hanno compiuto uno studio caso controllo su una possibile associazione fra il programma accelerato di vaccinazione e la SIDS, la cui massima incidenza corrisponde proprio all'età nella quale viene eseguito il ciclo primario. Lo studio è durato dal febbraio 1993 al marzo 1996 in 5 regioni dell'Inghilterra, con una popolazione di 17,7 milioni di abitanti; questo studio ha portato a includere tutte le morti improvvise inaspettate (sia spiegate che non spiegate) di lattanti fa una settimana di vita a 1 anno. Per ogni morte venne eseguita un'intervista con i genitori, insieme a 4 interviste controllo, in soggetti normali, paragonabili per età, località e tempo di sonno. Fra la domande venne inclusa quella sulle vaccinazioni.
In 3 anni vi furono 470.000 nascite nell'area studiata e 456 morti improvvise inaspettate nel primo anno di vita: 325 di esse vennero attribuite alla SIDS. Gli intervistatori riuscirono a entrare in contatto con 325 famiglie, nelle quali si era verificata una morte per SIDS (90%), con 72 di 93 morti improvvise con causa identificabile (77%) e con le famiglie di 1588 controlli.
Le infezioni non riconosciute causarono 33 morti fra le 72 morti con causa identificabile, gli incidenti 11, le anomalie congenite 10 e le lesioni non-accidentali 9. La cause delle rimanenti morti inclusero i disordini metabolici, le ostruzioni intestinali, la displasia broncopolmonare e la cardiomiopatia.
Dopo che furono controllati tutti i fattori potenzialmente confondenti, risultò che la vaccinazione era fortemente associata con un più basso rischio di SIDS (odds ratio 0,45). Tuttavia questa differenza non risultò statisticamente significativa dopo un ulteriore aggiustamento per altri fattori specifici, riguardanti il modo di dormire del bambino. Dei lattanti con SIDS che morirono entro due settimane dalla vaccinazione, il 16% (5/31) avevano segni e sintomi di malattia, in confronto al 26% dei lattanti con SIDS non immunizzati a simili età.
I risultati di questo studio suggeriscono che l'immunizzazione non contribuisce al rischio di morte improvvisa in culla, anzi può proteggere da questa evenienza.

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G. Bartolozzi Un programma di vaccinazione accelerato aiuta a proteggere il neonato dalla SIDS. Medico e Bambino pagine elettroniche 2001;4(4) https://www.medicoebambino.com/?id=AP0104_20.html