Giugno 2026 - Volume XLV - numero 6
Linee guida
1Scuola di Specializzazione in Pediatria, Università di Modena e Reggio Emilia, Modena
2SOC di Neonatologia, 3Struttura Operativa Complessa di Pediatria, Dipartimento Materno-Infantile, AUSL-IRCCS di Reggio Emilia
1Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche Materno-Infantili e dell'Adulto, Università di Modena e Reggio Emilia, Modena
Indirizzo per corrispondenza: 224935@studenti.unimore.it
Key words: Fever, Infant, Procalcitonin, Sepsis, Blood culture
Fever in neonates and infants younger than 60 days is one of the most frequent cause of admission to the Paediatric Emergency Room and a significant clinical challenge. Although the majority of infections in this age group are viral, a non-negligible risk of invasive bacterial infections (IBIs), including bacteremia and bacterial meningitis, persists. The clinical presentation is often nonspecific and physical examination alone has low sensitivity for identifying serious bacterial disease. This paper provides a summary of the most recent evidence on the management of febrile newborns and infants (<60 days), with particular reference to the guidelines of the American Academy of Pediatrics, and compares them with European and British approaches. AAP recommendations propose an age-stratified decision-making model (8-21, 22-28, and 29-60 days) integrating clinical assessment with inflammatory biomarkers, particularly procalcitonin, C-reactive protein and absolute neutrophil count. This strategy allows clinicians to tailor the indication for invasive testing, hospitalisation and empiric antibiotic therapy according to the neonate/infant’s risk profile, thereby reducing unnecessary interventions in low-risk infants without compromising patient safety. Available evidence shows that the combined use of inflammatory biomarkers, especially procalcitonin, has a high negative predictive value for IBIs and supports a more selective approach to lumbar puncture and hospitalisation. In conclusion, the management of febrile neonates and infants younger than 60 days should be based on a structured and cautious approach able to balance the need for early identification of serious bacterial infections with the goal of limiting unnecessary diagnostic and therapeutic interventions.
La febbre nel neonato e nel lattante di età inferiore a 60 giorni rappresenta una delle principali cause di accesso al Pronto Soccorso pediatrico e costituisce una sfida clinica rilevante, in quanto, a fronte di una prevalenza elevata di infezioni virali, persiste un rischio non trascurabile di infezioni batteriche invasive (IBIs), quali batteriemia e meningite. La presentazione clinica è spesso aspecifica e la sola valutazione obiettiva risulta scarsamente sensibile nell’identificare le forme gravi. Questo lavoro fornisce una sintesi delle evidenze più recenti sulla gestione di neonati e lattanti (<60 giorni) febbrili, con particolare riferimento alle linee guida dell’American Academy of Pediatrics, confrontandole con gli approcci Europei e Britannici. Le raccomandazioni AAP propongono un modello decisionale stratificato per fasce d’età (8–21, 22–28 e 29–60 giorni) e basato sull’integrazione tra valutazione clinica e biomarcatori infiammatori, in particolare procalcitonina, proteina C-reattiva e conta assoluta dei neutrofili. Tale approccio consente di modulare l’indicazione ad esami invasivi, ricovero e terapia antibiotica empirica in base al rischio individuale, riducendo trattamenti non necessari nei neonati/lattanti a basso rischio senza compromettere la sicurezza. Le evidenze disponibili dimostrano che l’utilizzo combinato dei biomarcatori, soprattutto della procalcitonina, presenta un elevato valore predittivo negativo per le IBIs e permette una gestione più selettiva della rachicentesi e dell’ospedalizzazione. In conclusione, la gestione del neonato e del lattante febbrile <60 giorni dovrebbe basarsi su un approccio strutturato e prudente, capace di bilanciare la necessità di identificare precocemente le infezioni gravi con l’obiettivo di limitare l’eccesso di interventi diagnostico-terapeutici.
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