Ottobre 2010 - Volume XXIX - numero 8

Medico e Bambino


Editoriali

Influenza 2010-2011:
le raccomandazioni del Ministero della Salute

Rosario Cavallo

Pediatra di famiglia, Salice Salentino (Lecce)

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R. Cavallo Influenza 2010-2011:
le raccomandazioni del Ministero della Salute. Medico e Bambino 2010;29(8):483-484 https://www.medicoebambino.com/?id=1008_483.pdf

Editoriali

Sviluppo del gusto nel bambino: tra genetica e ambiente

Paolo Gasparini

Direttore della Struttura Complessa di Genetica Medica, IRCCS “Burlo Garofolo”, Trieste

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P. Gasparini Sviluppo del gusto nel bambino: tra genetica e ambiente. Medico e Bambino 2010;29(8):483-484 https://www.medicoebambino.com/?id=1008_483.pdf

Editoriali

“Medico e Bambino” su Facebook

Federico Marchetti, Gianluca Tornese

Clinica Pediatrica, IRCCS “Burlo Garofolo”, Trieste
per la Redazione di Medico e Bambino

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F. Marchetti, G. Tornese “Medico e Bambino” su Facebook. Medico e Bambino 2010;29(8):483-484 https://www.medicoebambino.com/?id=1008_483.pdf


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Gli incubi di Alice
La lettura dell’editoriale del dott. Cavallo, nell’ultimo numero di M&B, dischiude un orizzonte fatto di paesaggi bucolici e di limpide visioni. Dopo la tempesta torna il sole e gli incubi peggiori che avevano disorientato Alice nel suo sogno stralunato e popolato di strani personaggi, a volte bizzarri a volte terribili, si dissolvono grazie al provvidenziale risveglio. I membri delle istituzioni sanitarie mondiali sono i cappellai matti mentre i rappresentanti di Big Pharma le spregiudicate regine di cuori che con la minaccia di terribili pestilenze tengono soggiogata l'umanità. Ma ora si torna alla normalità e alle giuste proporzioni da dare agli eventi.
Così la recente pandemia diventa una banale tempesta in un bicchiere d'acqua, l'influenza una tra le tante virosi che provocano al massimo qualche fastidio e, soprattutto, viene scongiurata quella che sarebbe una vera catastrofe: la vaccinazione universale.
Non importa che venga sostenuta da nazioni evolute e non si interroga il dott. Cavallo sulle motivazioni di questa scelta, l’importante è che in Italia prevalga un atteggiamento realistico capace di ridimensionare gli eventi e ricondurli al loro corso naturale.
Ma certo, la pandemia da noi non è praticamente esistita, schiacciata da un’informazione di carattere politico-sanitario che ha profuso il massimo impegno nel minimizzarla e da un rifiuto di buona parte del mondo medico-scientifico di capirne la portata e le implicazioni.
Tant’è che da noi non se ne parla più, mentre negli altri Paesi, tra cui quelli che sostengono la vaccinazione allargata, si sta facendo un grande lavoro di analisi di quanto accaduto,si cerca di capire dove i piani di preparazione hanno fallito e di gettare le basi di una gestione più accorta ed efficace nel futuro. E questo partendo dall’affrontare i problemi alla radice, cioè da quella che rappresenta la potenziale minaccia intrinseca nella natura del virus influenzale.
Che non è un virus tra tanti, come lascerebbe intendere quel 38% dei ritrovamenti, che nulla può dire sulla sua pericolosità, così come non possiamo giudicare la meningite sulla base della sua incidenza nei casi di cefalea con febbre.
È l’unico tra i virus respiratori ad avere un potenziale pandemico, ad avere la capacità di diffusione planetaria con impressionante rapidità. Non dipende da vettori (come la dengue) e al tempo stesso attinge, con possibilità di scambiare materiale genetico, a serbatoi di animali che vivono a stretto contatto con l’uomo.
Grazie alla attenta sorveglianza durante la recente pandemia, sappiamo che gli ospedali hanno registrato numerosi ricoveri in terapia intensiva e decessi di persone anche giovani e sane, legati in maniera preponderante al nuovo virus. Dove erano gli altri virus? Quanti sono finiti in ECMO con virus parainfluenzali?
Gli anziani sono quelli che vengono più colpiti dalle influenze stagionali, quest’anno sono stati in larga misura risparmiati, come testimoniano le statistiche sulla mortalità da tutte le cause elaborate in tempo reale da alcuni Paesi come Australia, Usa ed Inghilterra. Gli altri virus si sono presi un anno sabbatico?

In molti Paesi di area orientale e occidentale si è fatto e si sta facendo uno sforzo di comprensione e di analisi, con numerosi studi pubblicati sull’andamento epidemiologico, sulla sieroprevalenza, sui quadri clinici ed anatomopatologici, sulle caratteristiche di genetica e di citopatologia, che rappresentano un grande bagaglio di conoscenze di cui da noi non vi era traccia alcuna durante la pandemia né vi è stata dopo. Nulla si è capito prima e nulla si capisce adesso.
È questo il ritorno alla normalità che piace al dott. Cavallo?


PRANDONI STEFANO
pdf, Valdagno
mercoled�, 17 Novembre 2010, ore 09:55

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