Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri
- Su questo numero - Aprile 2026
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L’Editoriale/a> di apertura< celebra i 35 anni dell’introduzione della vaccinazione universale contro l’epatite B in Italia, un successo di sanità pubblica che ha drasticamente ridotto incidenza e complicanze, ma che il calo delle coperture in altri contesti e le disuguaglianze globali rendono oggi più fragile di quanto si creda. Tra i Binomi, due quadri di disgusto alimentare apparentemente innocui — “uno yogurt… da vomito” e una bambina magra con steatosi — si rivelano spie di patologie ben definite. La Pediatria narrativa, con Barabino, racconta una porpora di Schönlein-Henoch in cui il dolore addominale ha preceduto ogni altro segno clinico.
Il cuore di questo numero è dedicato al virus di Epstein-Barr. L’Aggiornamento di Tommasini rilegge il paradosso dell’infezione precoce — un tempo protettiva, oggi sempre più tardiva e potenzialmente rischiosa — integrando le conoscenze classiche sulla mononucleosi con le scoperte più recenti su mimetismo molecolare, vulnerabilità genetiche e rischio autoimmune. I Percorsi clinici proseguono su questo filo descrivendo un EBV “atipico” che non si presenta con la solita triade ma esordisce con segni oculari, cutanei e marcate alterazioni epatiche.
Nei Problemi speciali, Casieri, Vitale e Selicorni fanno il punto sugli impieghi attuali e potenziali dell’intelligenza artificiale a sostegno dell’inquadramento diagnostico e terapeutico delle malattie rare, tra opportunità concrete e limiti da non sottovalutare. L’Intervista al prof. Paolo Nucci lancia invece l’allarme sulla miopia in età pediatrica: cosa deve sapere e fare il pediatra di fronte a una progressione che ha assunto i contorni di una vera epidemia. Ne L’aria che tira, Marchetti, Cozzi e Barbi propongono di considerare la scuola come ottavo segno vitale, spostando lo sguardo dell’assenza scolastica da trasgressione a espressione di distress e ridefinendo di conseguenza l’alleanza tra pediatra, scuola e famiglia.
La rubrica ABC, con Volpe, mette a punto il riconoscimento e la riduzione della pronazione dolorosa del radio, evento frequente e spesso gestito a vista. Se la conosci la riconosci, a cura di Selicorni, porta in copertina la sindrome di Wiedemann-Steiner e la sua ipertricosi “particolare” che, quando c’è, può davvero orientare la diagnosi. Nell’Osservatorio, Tamburlini riflette sui padri e sulla paternità oltre i primi mille giorni di vita.
Tra i Casi indimenticabili, Maggiore descrive una steatosi silenziosa di famiglia protetta proprio dal disgusto alimentare, e Giuseppin e Cutrone raccontano un “pisello scolorito” dalla diagnosi meno scontata di quanto sembri. Nel Caso contributivo, Di Dio, Lasagna e Gazzolo propongono una ragazza di 12 anni con pre-sincope, disartria, ipostenia e parestesie degli arti: una presentazione insolita di emicrania emiplegica, una forma rara da conoscere per riconoscere. Chiudono il numero la Dermo mail di Berti su lichen striatus e orticaria pigmentosa, il Radio quiz di Badina, e Oltre lo specchio con l’esperienza di Valletta e colleghi sulla pet therapy in ambito ospedaliero: corpi che curano, presenze che restano.
