Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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DERMATOLOGIA


Che male questi brufoli

Serena Chiellino*, Teresa Oranges, Andrea Bassi, Cesare Filippeschi
UO di Dermatologia, AOU Meyer, Firenze
*Università di Firenze

Indirizzo per corrispondenza: serenachiellino90@gmail.com


Giunge alla nostra attenzione una ragazza di 15 anni, inviata dal medico curante per acne volgare. Nei mesi precedenti la ragazza riferisce la comparsa di lesioni ascessuali a livello inguinale, trattate con terapia antibiotica topica senza beneficio. Alla visita la paziente riporta una storia di dolore ricorrente nella sede di insorgenza delle lesioni, che limita parzialmente le attività quotidiane e le provoca disagio. Dall’anamnesi patologica emergono inoltre alterazioni a livello oculistico e ORL. All’esame obiettivo si apprezzano chiazze ipocromiche blaschkoidi, alterazioni dello smalto dentario, una malformazione capillare lombosacrale, noduli infiammatori e non infiammatori a livello inguinale e della zona interglutea, fistole non drenanti e un doppio comedone. Facciamo pertanto diagnosi di idrosadenite suppurativa Hurley II, con m-Sartorius 37,5 e HS-PGA moderato. Viene impostata terapia con clindamicina 300 mg per os per 2 volte/die, associata ad applicazione di clobetasolo topico. Nei controlli successivi abbiamo riscontrato una risposta solo parziale alla terapia, con una frequenza di recidive di circa otto episodi ogni due mesi. Abbiamo pertanto provveduto a effettuare un trattamento innovativo con laser a olmio intra-lesionale, in seguito a mappatura ecografica con ecografo ad altissima frequenza (70-48 MHz) Vevo MD, che ha portato a risultati soddisfacenti. La ragazza è attualmente in follow-up multidisciplinare per sospetta ipomelanosi di Ito.
L’idrosadenite suppurativa è una malattia infiammatoria che interessa il follicolo pilifero e si manifesta prevalentemente nelle aree che presentano ghiandole sudoripare apocrine. Si caratterizza per la comparsa di noduli spesso dolenti, ascessi e fistole, con esiti cicatriziali talvolta retraenti. L’andamento è cronico-recidivante con gravi ripercussioni sul piano psicologico. È fondamentale fare diagnosi precoce e impostare un trattamento tempestivo al fine di ridurre il dolore e garantire un miglioramento della qualità di vita. Il ruolo della popolazione batterica residente sulla cute è controverso, ma la terapia antibiotica rimane il trattamento di prima linea1. Tale patologia rappresenta un esempio di impiego dell’antibiotico-terapia non per l’azione specifica antimicrobica, bensì per l’effetto antinfiammatorio intrinseco, valido anche come supporto all’uso di corticosteroidi topici. Oltre alla terapia antibiotica è possibile ricorrere alla terapia con adalimumab e a trattamenti laser (CO2, Nd-YAG, al diodo) o all’exeresi chirurgica2,3. Non sono ancora state redatte linee guida pediatriche, ma si è da poco concluso uno studio internazionale, dal quale ne deriverà una linea di approccio specifica per questa popolazione.


Bibliografia

  1. Zouboulis CC, Desai N, Emtestam L, Hunger RE, et al. European S1 guideline for the treatment of hidradenitis suppurativa/acne inversa. J Eur Acad Dermatol Venereo 2015;29(4):619-44.
  2. Dini, V, Oranges, T, Rotella, L, Romanelli, M. Hidradenitis Suppurativa and Wound Management. Int J Low Extrem Wounds 2015;14(3):236-44.
  3. Oranges T, Chiricozzi A, Iannone M, Romanelli M, Dini V. Long-Term Outcome of Adalimumab in a Young Girl with Hidradenitis Suppurativa. Skin Appendage Disord 2018;5(1):38-41.

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S. Chiellino, T. Oranges, A. Bassi, C. Filippeschi Che male questi brufoli. Medico e Bambino pagine elettroniche 2019;22(26) https://www.medicoebambino.com/?id=PPT1907_110.html