Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.

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Caso contributivo

Aritmia ventricolare dovuta a tireotossicosi indotta da amiodarone: un rischio anche a distanza

Giulia La Malfa1, Giovanni Barbera1, Giovanni Francesco Saia1, Mauro Cardillo2, Serena Marchese1, Maria Fiorella Sanfilippo2, Calogero Comparato2, Giovanni Corsello1

1Dipartimento di Promozione della Salute, Materno-Infantile, di Medicina Interna e Specialistica di Eccellenza “G. D’Alessandro”, Università di Palermo
2UOC di Cardiologia Pediatrica, ARNAS Civico Ospedale dei Bambini “G. Di Cristina”, Palermo

Indirizzo per corrispondenza: giulilm98@gmail.com

Ventricular arrhythmia due to amiodarone-induced thyrotoxicosis: a long-term risk

Key words: Ventricular Arrhythmia, Amiodarone-Induced Thyrotoxicosis, Corticosteroids, Methimazole

Management of dilated cardiomyopathy in children and adolescents may be challenging, not only for the treatment of heart failure but for also the management of complex arrhythmias. Amiodarone is widely used for arrhythmia control in patients with impaired left ventricular ejection fraction. Its well-documented side effects include pulmonary and thyroid toxicity. Even after discontinuation of the drug, delayed-onset hyperthyroidism with potentially life-threatening clinical presentation may occur, a condition that highlights the need for continuous and long-term monitoring. The paper reports a complex case of adverse effects to anti-arrhythmic therapy in a female patient with genetically determined dilated cardiomyopathy (DCM) carrying a heterozygous PRDM16 mutation. The patient developed severe hyperthyroidism associated with ventricular arrhythmia nine months after discontinuation of amiodarone. High-dose beta-blocker therapy alone was insufficient to adequately control the ventricular arrhythmias and a complete clinical response required the introduction of high-dose corticosteroids and methimazole. Thyroid function tests normalised and both symptoms and arrhythmias improved during follow-up.

La gestione della cardiomiopatia dilatativa nei bambini e negli adolescenti può essere impegnativa, non solo per il trattamento dell’insufficienza cardiaca, ma anche per la gestione delle aritmie complesse. L’amiodarone è ampiamente utilizzato per la gestione delle aritmie nei pazienti con frazione di eiezione del ventricolo sinistro compromessa. I suoi effetti collaterali, ben documentati, includono tossicità polmonare e tiroidea. Nonostante la sospensione del farmaco, può verificarsi ipertiroidismo tardivo con presentazione clinica potenzialmente letale, sottolineando la necessità di un monitoraggio continuo e a lungo termine. Riportiamo il complesso caso di effetti avversi alla terapia anti-aritmica in una paziente di sesso femminile con cardiomiopatia dilatativa (DCM) familiare con riscontro di mutazione in eterozigosi a carico del gene PRDM16. Nove mesi dopo la sospensione dell’amiodarone la paziente ha sviluppato un grave ipertiroidismo con aritmia ventricolare. La gestione medica con beta-bloccanti ad alto dosaggio non è stata sufficiente a controllare correttamente le aritmie ventricolari e una risposta clinica completa ha richiesto l’introduzione di corticosteroidi ad alto dosaggio e metimazolo. I test di funzionalità tiroidea si sono normalizzati e i sintomi e le aritmie sono migliorati con il proseguimento del follow-up.

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La Malfa G, Barbera G, Saia GF, Cardillo M, Marchese S, Sanfilippo MF, Comparato C, corsello G. Aritmia ventricolare dovuta a tireotossicosi indotta da amiodarone: un rischio anche a distanza. Medico e Bambino 2026;29(6):e151-e155 DOI: https://doi.org/10.53126/MEBXXIXGU151

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