Medico e Bambino
2015
Ottobre 2015
numero 8
MEDICINA E SOCIETà










Rifiuto genitoriale delle vaccinazioni obbligatorie: quali implicazioni?

Vittoria Leila Marchese, Anna Aprile
Laboratorio di Bioetica Clinica, Dipartimento di Medicina Molecolare, Sede di Medicina legale, Università di Padova

indirizzo per corrispondenza:anna.aprile@unipd.it


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V.L. Marchese, A. Aprile. RIFIUTO GENITORIALE DELLE VACCINAZIONI OBBLIGATORIE: QUALI IMPLICAZIONI?. Medico e Bambino 2015;34:511-513 https://www.medicoebambino.com/?id=1508_511.pdf


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1 commento

Ti piace vincere facile?
Cari Colleghi,
a proposito delle vaccinazioni, in base alla mia esperienza, la contrarietà di certi genitori nei confronti delle vaccinazioni è anche dovuta al “poco entusiasmo” di alcuni pediatri di famiglia, o per “medicina difensiva” (non si sa mai...), o per opportunismo, o perché “naturalisti” (va sempre di moda...).
Contro tutto questo, non serve minacciare i medici con provvedimenti drastici nei loro confronti. Basterebbe una cosa semplice: in qualche modo (decreto legge?) inserire nel loro Accordo Nazionale Collettivo di lavoro, l’obbligo, per i pediatri, di eseguire loro stessi le vaccinazioni dei loro piccoli pazienti, pena l’esclusione dalla convenzione.
Invece, da sempre (ecco il secondo fattore negativo), facciamo fare le vaccinazioni a persone non-medico (ripeto, ne ho esperienza personale!) qualcuna delle quali mostra la propria insicurezza alle mamme già sensibilizzate in modo negativo da associazioni pseudo (molto)-scientifiche (molto poco), o tramite il dottor Internet.
Basterebbe dare ai pediatri di famiglia la libertà di scegliere se fare la vaccinazione nel proprio ambulatorio o presso la struttura sanitaria della propria ULSS, cioè con personale, registri, vaccini e mezzi (frigorifero, siringhe ecc.) già a disposizione.
In TOSCANA, la Regione ha stipulato in tal senso un accordo nell’aprile 2014 e ogni pediatra di famiglia vaccina i propri piccoli pazienti nel suo ambulatorio!
Mi chiedo (e vi chiedo): perché non farlo in tutta Italia?
Quindi, secondo me, l’antidoto a tanti infondati timori e alle false informazioni sulle vaccinazioni, non è che uno solo: il/la pediatra di famiglia vaccinatore/veccinatrice!
PS: Da tanti anni questa è stata una delle mie idee fisse, e l’ho tirata fuori non perché in pensione, ma perché stufo di tanta ipocrisia di chi si piange addosso perché sempre più bambini non vengono vaccinati, invece di chiedersi: ma noi non abbiamo colpe?
Ma le colpe sono sempre degli altri?
Parafrasando quella pubblicità, sarebbe da dire: "Ti piace vincere facile?"
Cordiali saluti.

Francesco Alibrandi
Pediatra, Feltre (Belluno)
lunedì, 26 Ottobre 2015, ore 13:05



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