Febbraio 2009 - Volume XXVIII - numero 2

Medico e Bambino


Farmacoriflessioni

La pillola del giorno dopo ovvero il “piano B” della contraccezione

ELENA BARBERO1, LUCA BELLO2, FABRIZIO OLIVERO2, LILIANA MAGLITTO3, LAURA MINIONI3, MARIA ROSA GIOLITO4, RENZO SANDRINI5, ANDREA GUALA6

1SOC Medicina Legale, ASL VCO
2SOC Ostetricia e Ginecologia, Ospedale Castelli, Verbania ASL VCO
3Consultori Familiari, ASL VCO
4Responsabile Coordinamento Regionale dei Consultori Familiari
5Direzione Generale, ASL VCO
6SOC Pediatria, Ospedale Castelli, Verbania ASL VCO - Regione Piemonte

Indirizzo per corrispondenza: pediatria.borgosesia@asl11.piemonte.it

THE DAY-AFTER PILL OR BETTER THE EMERGENCY CONTRACEPTION METHOD

Key words: Day-after pill, Emergency contraception, Levonorgestrel, Adolescent

The term emergency contraception refers to the contraceptive methods that can be used to prevent pregnancy in case of unprotected sex or if the birth control used fails. The WHO recommends levonorgestrel in a single dose of 1.5 mg per os. Ideally, “the day after pill” should be taken as soon as possible after the unprotected intercourse, preferably within 12- 24 hours and not later than 72 hours after the intercourse, but its residual effect can last for up to 120 hours; it is 88% effective in preventing pregnancy. To prescribe “the day-after pill” it is not necessary to be a specialist; any practitioner can prescribe it, since the only indication is the unprotected intercourse. If the doctor refuses to prescribe the medicine using the conscience clause, he must send the woman to another place where it can be prescribed (article 22 of the deontological code) and the procedure must be recorded. A specific law that allows to prescribe the drug to a minor does not exist, but the permission can be gathered from a series of provisions, resolutions, declarations and law articles that actually permit to prescribe levonorgestrel to minors. The essential requirement is that the girl is able to give a valid consent, after having been adequately informed.

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E. Barbero, L. Bello, F. Olivero, L. Maglitto, L. Minioni, Maria Rosa Giolito, R. Sandrini, A. Guala La pillola del giorno dopo ovvero il “piano B” della contraccezione. Medico e Bambino 2009;28(2):113 https://www.medicoebambino.com/?id=0902_113.pdf


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Pillola del giorno dopo
Caro dott. Castelli,

ho letto le sue “Farmacoriflessioni” sulla Pillola del giorno dopo pubblicate sul numero di febbraio di Medico e Bambino (2009;28:118-20) e sono rimasto sinceramente sconcertato.
Un medico non può rifugiarsi dietro una norma giuridica per decidere se una gravidanza è iniziata o no. Non credo che Lei non sappia che quando l’ovulo è fecondato comincia lo sviluppo dell’embrione e l’annidamento in utero è necessario per garantire la continuità della gravidanza, ma non introduce nessun elemento qualitativo nuovo.
Siccome la legge 194/78 dice che la gravidanza inizia con l’annidamento dell’ovulo già fecondato in utero, allora anch’io, medico e consapevole che ciò non risponde alla verità scientifica, mi dovrei adeguare e così non avrei problemi di coscienza: non credo che sia un metodo di ragionamento accettabile, indipendentemente dalla posizione culturale o religiosa che uno può avere.
Si tratta solo di usare la ragione e di non far prevalere l’ideologia sulla realtà. Se c’è onestà intellettuale si possono affrontare i problemi e trovare le giuste mediazioni, se non c’è onestà intellettuale non si può fare un tratto di strada assieme.



Arturo Alberti
Pediatra di famiglia, Cesena
martedì, 5 Maggio 2009, ore 10:13

Re: Pillola del giorno dopo

Caro dott. Alberti,

sinceramente non capisco la Sua domanda, in una materia così delicata, la legge (una norma giuridica, come dice Lei) mi sembra fondamentale, anche dal punto di vista legale, per decidere se una gravidanza è iniziata o meno, altrimenti, seguendo la Sua logica, qualsiasi rapporto sessuale non protetto sarebbe uguale a gravidanza sicura, questo è assurdo e lo sa anche Lei.
Le ricordo che non solo la nostra legislazione, ma anche l’American College of Obstetricians and Gynecologists (quindi anche la “scienza”) intende per gravidanza il periodo compreso tra l’annidamento dell’embrione in utero e il parto.
Tutto quello sopra detto è confermato dal fatto che il levonorgestrel è “etichettato” come farmaco “contraccettivo d’emergenza” e non abortivo.



Stefano Castelli
Pediatra di famiglia, Massarosa (Lucca)
martedì, 5 Maggio 2009, ore 10:35

Pillola del giorno dopo: abortiva?
Cari colleghi
È vero, come afferma il dott. Castelli, che l'inizio della gravidanza non è più fatto coincidere con l'inizio della vita del figlio. Questa modificazione della terminologia si è resa opportuna per il diffondersi delle pratiche di fecondazione assistita: l'embrione in provetta esiste, ma la donna non può essere definita "in gravidanza" prima che sia impiantato in utero.
Ciò non sposta però i termini del problema etico: la contrarietà alle pratiche abortive non deriva dal fatto che interrompono la gravidanza, ma dal fatto che, interrompendo la gravidanza, interrompono la vita del figlio. E con la pillola del giorno dopo la vita del figlio viene interrotta, che noi usiamo o no la parola "aborto".
Di fronte a questa evidenza possiamo accettare di non pensarla allo stesso modo, ma non dobbiamo nasconderci dietro le parole: nessuno può onestamente negare che in quella tuba (o in quella provetta) sia già in corso l'esistenza di un essere umano.
Le due posizioni che si confrontano sono invece:
1) quella di attribuire un valore in sé a ogni essere umano;
2) quella di far dipendere il valore di un essere umano dal raggiungimento di determinate prerogative.
Ne derivano due differenti antropologie, con implicazioni culturali, sociali e politiche che vanno ben oltre la faccenda della pillola del giorno dopo.
Queste implicazioni non sono sempre evidenti, ma probabilmente tutti ne siamo sotterraneamente consapevoli, perciò è inevitabile (e forse giusto) che il confronto sia aspro: ma non deve mai essere fraudolento.

Antonio Meo
Pediatra ambulatoriale, Rovigo
venerdì, 21 Agosto 2009, ore 23:25

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