Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
Febbraio 2026 - Volume XXIX - numero 2
M&B Pagine Elettroniche
I Poster degli specializzandi
Non un semplice stridor
1Scuola di Specializzazione in Pediatria, Università di Milano-Bicocca
2Patologia Neonatale, ASST “Papa Giovanni XXIII”, Bergamo
Indirizzo per corrispondenza: d.rossi53@campus.unimib.it
Neonato a termine nato a 38 + 0 settimane di età gestazionale, AGA (peso alla nascita 3.020 g), da gravidanza complicata da diabete gestazionale, con buon adattamento alla vita extrauterina (Apgar 8 e 9 al primo e quinto minuto rispettivamente), presenta a circa 4 settimane di vita comparsa di stridor inspiratorio associato a lieve distress respiratorio. All’obiettività clinica emergevano lievi rientramenti intercostali e al giugulo e cornage, esacerbati in pianto o in concomitanza dei pasti. La persistenza del quadro clinico ha motivato l’approfondimento diagnostico mediante videolaringotracheobroncoscopia con strumento flessibile in narcosi, che ha evidenziato compressione postero-anteriore della trachea a livello medio-distale, suggestiva per anomalia vascolare. È stata quindi eseguita un’ecocardiografia che ha posto il forte sospetto di dopio arco aortico (Figura). Tale reperto è stato quindi confermato dalla TC cuore con e senza mezzo di contrasto che documentava doppio arco aortico con ramo destro dominante e ramo sinistro ipoplasico, con compressione tracheale significativa (calibro minimo 1,5 mm) per un tratto di 5 mm. In base ai riscontri, veniva posta indicazione a correzione cardiochirurgica.
Discussione
Il doppio arco aortico è una patologia rara con una prevalenza stimata di 1:15.000 nati vivi (0,05 - 0,07%), tuttavia rappresenta la più comune causa di anomalie vascolari congenite del mediastino (33 - 75% di tutti gli anelli vascolari). Tale condizione è dovuta alla persistenza del IV arco branchiale durante lo sviluppo embrionario e al fallimento della regressione dell’arco aortico destro, con formazione di due archi che circondano trachea ed esofago, generando un anello completo1,2. Nel 70 - 80% dei casi il ramo destro è dominante e il sinistro ipoplasico/atresico. La sintomatologia respiratoria precoce (stridore inspiratorio, tirage, distress durante l’alimentazione) è dovuta alla compressione tracheale e talvolta si associa anche a disfagia e difficoltà di suzione3. L’ecocardiografia è l’esame diagnostico di primo livello; è tuttavia necessario l’utilizzo della TC cardiaca per conferma diagnostica, che permette di definire morfologia, dominanza e grado di compressione tracheoesofagea ed è utile per il planning preoperatorio.
In virtù della diagnosi precoce, a 6 settimane di vita il neonato è stato pertanto sottoposto a resezione dell’arco sinistro mediante toracotomia sinistra al IV spazio intercostale. Dopo legatura del dotto di Botallo e sezione del ramo sinistro ipoplasico, la trachea risultava decompressa, con scomparsa della pulsazione endotracheale. Sebbene non siano state osservate complicanze perioperatorie, nel decorso post-operatorio il drenaggio pleurico ha cominciato a rifornirsi con abbondante liquido ematico-lattescente.
L’esame chimico-fisico del liquido ha confermato la diagnosi di chilotorace (trigliceridi 519 mg/dl). Tale complicanza post intervento cardiochirurgico non è rara (incidenza pari a 2 - 16%) ed è secondaria o a una lesione del dotto toracico o a un’ostruzione linfatica in seguito a manovre chirurgiche4,5. Il trattamento è stato di tipo conservativo mediante drenaggio pleurico in aspirazione, passaggio ad alimentazione con monogen (latte a basso contenuto di LCT ed elevato apporto di MCT), indi per mancanza di risposta clinica è stata avviata una nutrizione parenterale totale4,5.
In assenza di ingenti e persistenti perdite (>10 ml/kg/die oltre 14 giorni), non si è resa necessaria la somministrazione di octreotide o la legatura chirurgica del dotto toracico, con progressivo miglioramento del quadro clinico.
Questo caso sottolinea l’importanza di un approccio diagnostico al neonato con stridore inspiratorio persistente: l’obiettività clinica in sinergia con esami endoscopici e imaging cardiovascolare consentono di riconoscere tempestivamente un’anomalia rara ma potenzialmente grave come il doppio arco aortico, la cui correzione chirurgica precoce garantisce una prognosi eccellente e un rapido miglioramento respiratorio. Sebbene il chilotorace rappresenti una complicanza non infrequente della chirurgia del mediastino, la gestione conservativa consente nella maggioranza dei casi la risoluzione spontanea.
Bibliografia
- Hanneman K, Newman B, Chan F. Congenital Variants and Anomalies of the Aortic Arch. Radiographics 2017;37(1):32-51. DOI: 10.1148/rg.2017160033.
- Tarmahomed A, Umapathi KK. Double Aortic Arch. 2023 Aug 8. In: StatPearls [Internet]. Treasure Island (FL): StatPearls Publishing; 2025 Jan–.
- Richardson MA, Cotton RT. Anatomic abnormalities of the pediatric airway. Pediatr Clin North Am 1984;31(4):821-34. DOI: 10.1016/s0031-3955(16)34647-8.
- Said SM, Marey G, Knutson S, et al. Outcomes of Surgical Repair of Vascular Rings and Slings in Children: A Word for the Asymptomatic. Semin Thorac Cardiovasc Surg 2021;33(2):492-500. DOI: 10.1053/j.semtcvs.2020.09.013.
- Agrawal A, Chaddha U, Kaul V, Desai A, Gilla-spie E, Maldonado F. Multidisciplinary Management of Chylothorax. Chest 2022;162(6):1402-12. DOI: 10.1016/j.chest.2022.06.012.
Vuoi citare questo contributo?
