Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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a cura di Irene Bruno
Presidio Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di Pediatria
Indirizzo per corrispondenza: irene.bruno@tele2.it
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Nota Informativa Importante su Panacef/Cefaclor
A seguito di segnalazioni di reazioni avverse gravi di tipo allergico insorte in bambini sottoposti a terapia con Cefaclor/Panacef, sono state apportate alcune modifiche al Riassunto delle Caratteristiche del Prodotto di PANACEF® nella sezione “Avvertenze speciali e opportune precauzioni d'impiego” e nella sezione “Effetti indesiderati”.
Anche se le reazioni segnalate sono previste in generale per gli antibiotici, una maggiore frequenza di episodi di orticaria, angioedema e shock anafilattico è stata segnalata a seguito dell'uso di Cefaclor nei bambini rispetto ad altri antibiotici somministrati per via orale. Considerato che le reazioni da ipersensibilità sono reazioni IgE mediate, riteniamo che un'accurata anamnesi familiare e individuale e un'attenta valutazione del rapporto beneficio/rischio per il singolo paziente possano aiutare a prevenire tali reazioni, tenendo presente che vi sono prove di allergenicità crociata tra le penicilline e le cefalosporine.
Sono stati pertanto aggiornati gli stampati in particolare il Riassunto delle Caratteristiche del prodotto è stato aggiornato nelle sezioni 4.4 Speciali avvertenze e Precauzioni d'Uso e 4.8 Effetti indesiderati con l'inserimento di quanto segue:
RCP.4.4 Prima di istituire la terapia con il Cefaclor, deve essere attentamente valutato il rapporto beneficio/rischio per il singolo paziente. Si deve attentamente valutare se il paziente è risultato precedentemente ipersensibile alle cefalosporine e alle penicilline. […].
RCP 4.8: Reazioni di ipersensibilità più severe, comprese la sindrome di Stevens- Johnson, la necrolisi tossica epidermica e l'anafilassi sono state raramente osservate.
Sono stati segnalati molto raramente casi a esito fatale; l'insorgenza e l'evoluzione di una reazione anafilattica grave possono essere molto rapide, pertanto occorre adottare tutte le precauzioni utili a prevenire tali reazioni (vedi punto 4.4). L'anafilassi può essere osservata più facilmente in pazienti allergici alle penicilline.
Aifa - 17/04/2007

Farmaci, l'AIFA realizza i nuovi foglietti illustrativi


L'Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) sta revisionando i foglietti illustrativi per renderli più comprensibili ai cittadini. Un gruppo di esperti composto da medici, psicologi, farmacisti e comunicatori ha infatti realizzato una prima bozza di linee guida per una corretta stesura dei bugiardini, che contiene non solo una struttura e un repertorio di immagini pre-testati dall'AIFA, ma anche criteri generali e modalità per condurre i test di leggibilità e comprensibilità necessari, e un glossario di termini medici.
La bozza definitiva sarà pronta per fine anno. Le linee guida, una volta pronte, verranno sottoposte al vaglio di esperti, aziende farmaceutiche, ma anche associazioni di pazienti e di consumatori.
Valeria Severi dell'AIFA, sottolinea a proposito: “Le maggiori criticità dell'AIFA riguardano da un lato la scarsa comprensione, dovuta a un linguaggio complicato o a frasi troppo generiche, e la scarsa leggibilità, dovuta a caratteri troppo piccoli, carta troppo sottile, interlinee del testo troppo fitte e difficoltà a reperire a colpo d'occhio le informazioni più importanti”.
20 Aprile 2007

Psicofarmaci ai bambini


S': quando proprio necessario, e sotto controllo.
Il provvedimento dell'Agenzia Italiana del Farmaco con cui il 28 marzo sono state modificate le indicazioni terapeutiche dellafluoxetina (conosciuta come Prozac®, ma in commercio in Italia anche con altri 21 nomi commerciali), aggiungendo la possibilità prescrittiva per i bambini a partire dagli 8 anni di età affetti da depressione medio-grave, ha suscitato sugli organi di informazione commenti spesso emotivi e poco oggettivi (non basati sulle conoscenze scientifiche disponibili).
L'Organizzazione Mondiale della Sanità ha recentemente documentato che la depressione nei bambini minori di 14 anni rappresenta la quinta causa di malattia nei giovani europei. In adolescenza il suicidio, spesso legato a un disturbo depressivo, costituisce la seconda causa di morte. Si stima che oltre il 10% dei bambini soffra di disturbi neuropsichiatrici, rappresentati in maggioranza da sindromi depressive (2% nei bambini e 8% negli adolescenti). In Italia, sebbene un accurato e sistematico monitoraggio nazionale dei disturbi neuropsichiatrici a esordio nell'età evolutiva non sia ancora attivo, la situazione non dovrebbe differire molto da quella europea.
Secondo i criteri diagnostici internazionali, per poter formulare la diagnosi di depressione occorre che il medico osservi un bambino con umore marcatamente triste o irritabile che permane costante per più di due settimane e con la persistente incapacità di provare piacere per le attività precedentemente gradite.
Occorre, inoltre, che siano anche presenti almeno quattro dei seguenti sintomi: disturbi del sonno (insonnia o ipersonnia), aumento o diminuzione significativi del peso corporeo, fatica o perdita di energia, agitazione o marcato rallentamento psicomotorio, pensieri di morte, ideazione suicidaria o tentativo di suicidio. L'entità dei sintomi e la loro valutazione variano considerevolmente e l'accuratezza della diagnosi e la stima della gravità possono differire tra gli operatori, ma l'elemento caratterizzante è che l'insieme dei sintomi deve determinare una grave e stabile interferenza nella vita quotidiana, sociale, scolastica e familiare.
Il primo intervento terapeutico è rappresentato dalla terapia psicologica che in molti casi (i medio-lievi) è efficace nel ridurre e controllare i sintomi. Nei casi più gravi è invece necessario ricorrere anche al farmaco (che va quindi aggiunto alla terapia psicologica, anche familiare, e che non rappresenta, se non in rari casi l'intervento di prima scelta). Sebbene le informazioni di efficacia e sicurezza degli psicofarmaci nei bambini siano scarse, tra i farmaci antidepressivi le conoscenze scientifiche disponibili indicano nella fluoxetina il farmaco (oggi) di scelta.
Le considerazioni che si possono fare circa la prescrizione della fluoxetina sono comuni all'uso di tutti gli psicofarmaci nel bambino e nell'adolescente e possono essere così riassunte:
• la diagnosi del disturbo neuropsichiatrico deve essere effettuata da operatori della salute mentale dell'età evolutiva e deve sempre coinvolgere, oltre al bambino, i suoi genitori, gli insegnanti e il pediatra di famiglia;
• il programma di trattamento deve prevedere consigli, supporto alla famiglia e al contesto di vita, e interventi psicologici specifici. La terapia con farmaci dovrebbe essere intrapresa solo se indicata dal neuropsichiatria infantile, in accordo con le evidenze riconosciute dalla comunità scientifica internazionale.
Il provvedimento AIFA già vincola la prescrizione di fluoxetina nei bambini alla presenza di diagnosi e piano terapeutico degli specialisti di Neuropsichiatria Infantile, in associazione ad un intervento psicoterapico. Per attuare ulteriormente queste indicazioni, limitare l'uso di psicofarmaci ai soli casi di reale bisogno e monitorare i percorsi assistenziali dei bambini (e delle relative famiglie) con disturbi neuropsichiatrici è auspicabile l'attivazione di un Registro Nazionale specifico per l'uso di tutti gli psicofarmaci nei bambini, sul modello di quanto attuato con il Registro Nazionale dell'ADHD.
5 aprile 2007
Vedi anche, sull'argomento, JAMA, 21 aprile 2007: Clinical response and risk for reported suicidal ideation and suicide attempts in pediatric antidepressant treatment

WHO e lista di farmaci essenziali per i bambini

Esiste una lista di “medicine essenziali” stilata nel 1977, ma che riguarda prevalentemente l'adulto. I bambini non vanno trattati come “piccoli adulti”, anche per quel riguarda i farmaci: differiscono infatti, per modo di assunzione, assorbimento, metabolizzazione ed escrezione dei farmaci.
Un rapporto di UNICEF e WHO dell'anno scorso concludeva che la maggior parte dei farmaci nel mondo non sono formulati per una semplice e accurata somministrazione ai bambini.
Circa 10 milioni di bambini muoiono ogni anno per diarrea, malaria, malattie respiratorie, polmonite, HIV/AIDS. Le medicine per la loro cura esistono, ma le formulazioni e le conoscenze su come utilizzarle al meglio nei bambini, spesso mancano.
Per questo motivo, ad Agosto 2006, l'UNICEF ha proposto una lista di medicine essenziali in pediatria.
Attualmente un comitato di esperti sta finendo di preparare questa lista arricchita di tutti i commenti e suggerimenti fatti sulla proposta UNICEF. La lista sarà pronta a settembre-ottobre 2007. Questa sarà la prima rivolta agli interessi dei bambini nei Paesi in via di sviluppo.
Per esempio, esistono 12 farmaci antiretrovirali formulati in sciroppo ma non esistono formulazioni con combinazioni di farmaci, come invece è necessario e come avviene per l'adulto; esistono farmaci efficaci, come lo zinco per la diarrea, ma che, per il loro sapore, i bambini rifiutano di assumere. È necessario, insomma, che la ricerca verta su questi campi e che le industrie si interessino a questi argomenti spesso difficili e costosi da affrontare.
Bulletin of the World Health Organization (BLT), Aprile 2007.

Secco no degli scienziati alle medicine alternative


È questa la sentenza emessa da scienziati della medicina ufficiale come Umberto Veronesi, Umberto Tirelli, il farmacologo Silvio Garattini e il fisico Tullio Regge, dall'immunologo Alberto Mantovani e dall'internista Pier Mannuccio Mannucci.
Le medicine non convenzionali (MNC) (tra queste rientrano l'agopuntura, l'omeopatia, la fitoterapia e la chiropratica) non posso equipararsi alla medicina ufficiale. E soprattutto si leva alto il NO all'introduzione delle stesse nel Sistema Sanitario Nazionale, nella pratica clinica o nei corsi universitari di tipo scientifico.
Questi i punti essenziali emersi nel corso del Convegno tenutosi ieri a Milano e che ha riunito gli scienziati dell'associazione "Galileo 2001", del "Gruppo 2003" e della Società Italiana di Medicina Interna, associazioni di cui fanno parte gli scienziati sopra menzionati.
La presa di posizione degli scienziati viene giustificata dal fatto che «oltre 9 milioni di persone già negli anni '90 facevano ricorso alle MNC - hanno spiegato i partecipanti al Convegno - mentre il 25% dei medici oggi le utilizza, e il 40% circa indirizza i propri pazienti ai relativi specialisti». Pratiche che - hanno concluso gli scienziati - non hanno alla base alcuna evidenza scientifica».
“Paradossale. Incredibile. Inaccettabile. Forse dovrebbero informarsi meglio”. Con questi tre aggettivi l'Associazione Nazionale Medici Fitoterapeuti rigetta la bocciatura della Fitoterapia come scienza. “Sono stupito”, sostiene il presidente dell'Associazione Fabio Firenzuoli, docente di Fitoterapia Clinica all'Università di Firenze, direttore all'ospedale S. Giuseppe di Empoli del Centro di Medicina Naturale e del Centro di riferimento per la Fitoterapia della Regione Toscana. “Ho tutto il rispetto possibile per questi cinque grandi scienziati, ma non si comprende come possano ignorare le migliaia di lavori scientifici pubblicati sull'argomento e già disponibili nelle banche dati di tutto il mondo”.
20 Aprile 2007

Fibrosi Cistica: “L'acqua che cura il mio respiro”
In queste ultime settimane sono giunti alla Società Italiana Fibrosi Cistica (SIFC) numerosi messaggi da parte di operatori dei centri Fibrosi Cistica (FC), di pazienti e familiari in cui si chiedono chiarimenti per l'iniziativa "L'acqua che cura il mio respiro" promossa dalla Lega Italiana Fibrosi Cistica (LIFC) e si sollecita la SIFC ad esprimersi al riguardo.
Il progetto è formulato in modo generico e non ne sono stati resi noti i dettagli. Si conoscono solo i tre aspetti fondamentali che sono stati pubblicizzati nei passaggi televisivi e nei siti web: la minipiscina per effettuare la terapia con acqua salata, la calotta di copertura della piscina, la terapia aerobica all'interno della copertura.
Il progetto include quindi tre profili particolarmente rilevanti per la cura delle persone con FC e per gli operatori che vi si dedicano: la terapia con soluzione salina, la prevenzione delle infezioni e la fisioterapia. La SIFC, con i propri Gruppi professionali, Gruppi di Lavoro e Commissioni, ha al suo interno le competenze disponibili su questi tre argomenti e desta sorpresa il fatto che essa non sia stata interpellata per dare il suo contributo di conoscenze e di esperienza nella formulazione del progetto. Il progetto presenta le seguenti criticità:
- Per quanto riguarda l'aspetto della terapia con soluzione salina, occorre osservare che esistono vari studi che hanno portato evidenze a supporto della efficacia di specifiche concentrazioni di soluzione salina ipertonica. Tutti gli studi, però, prevedono l'inalazione della soluzione salina attraverso normali apparecchi personali per aerosol, almeno due volte al giorno. La vaporizzazione di una soluzione salina in una minipiscina chiusa da una calotta non è stata studiata e non può essere considerata equivalente a quanto documentato negli studi clinici citati (www.sifc.it: Orizzonti FC N° 4, 28.10.2006).
- Per quanto concerne il profilo della prevenzione e controllo delle infezioni, è noto che in ambiente sanitario l'acqua è una importante fonte di infezioni da parte di Pseudomonas aeruginosa, battere presente negli impianti idrici degli ospedali e delle strutture sanitarie ed in ogni ambiente umido o con acqua stagnante. Per questo motivo, le linee guida internazionali sulla prevenzione delle infezioni in FC raccomandano, tra le altre cose, di evitare nei centri di cura i contenitori di acqua stagnante e di istruire i pazienti a non frequentare terme, vasche di idromassaggio, saune ed altri luoghi in cui vi sia acqua nebulizzata. Le recenti raccomandazioni della SIFC sulla prevenzione ed il controllo delle infezioni hanno ribadito queste indicazioni (www.sifc.it: Linee Guida della SIFC). La proposta avanzata, non chiara nei dettagli e negli aspetti di sicurezza, sembra pertanto rappresentare un rischio di infezione crociata per i pazienti. Tale rischio potrebbe essere forse ridotto da alti livelli di clorazione dell'acqua in cui i pazienti vengono immersi. Non esistono però allo stato attuale studi che abbiano offerto prove convincenti sulla efficacia dei diversi tipi di disinfezione nonchè sulla innocuità degli stessi in caso di inalazione da parte dei pazienti FC. È per questi motivi che tutte le linee guida internazionali sconsigliano prudenzialmente ai pazienti FC la frequentazione di terme, saune, idromassaggi e altri luoghi pubblici in cui può essere inalata acqua nebulizzata.
- La terapia aerobica giova se attuata secondo criteri precisi, che stabiliscono l'intensità dello sforzo, la frequenza settimanale dell'attività e la durata del programma. Ciò rappresenta un aspetto rilevante nella prescrizione riabilitativa da parte dei fisioterapisti. Un programma avviato in ospedale deve poter avere continuità a domicilio.
La sperimentazione di nuove cure è sempre lecita ed auspicabile. Essa deve però essere presentata come tale e non dovrebbe essere presentata come "terapia" o "cura".
La SIFC conferma alla LIFC la propria offerta di collaborazione e mette a sua disposizione il patrimonio di conoscenze scientifiche e di esperienza clinica degli operatori sanitari che rappresenta.
Il Consiglio Direttivo della SIFC
14 Aprile 2004


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire.
Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a irene.bruno@tele2.it).

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I. Bruno Psicofarmaci ai bambini
WHO e lista di farmaci essenziali per i bambini
Secco no degli scienziati alle medicine alternative
Fibrosi Cistica: “L’acqua che cura il mio respiro” '>Nota informativa Importante su Panacef/Cefaclor
Farmaci, l'AIFA realizza i nuovi foglietti illustrativi
Psicofarmaci ai bambini
WHO e lista di farmaci essenziali per i bambini
Secco no degli scienziati alle medicine alternative
Fibrosi Cistica: “L’acqua che cura il mio respiro” . Medico e Bambino pagine elettroniche 2007;10(4) https://www.medicoebambino.com/_farmaci_terapia_acqua_sifc_psicofarmaci_fibrosi

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