Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
Aprile 2012 - Volume XV - numero 4
M&B Pagine Elettroniche
Caso contributivo
Disturbi
extrapiramidali da inappropriata prescrizione di antiemetici: 2 casi
clinici
1Clinica
Pediatrica, 2Scuola di Specializzazione in Pediatria,
Azienda
Ospedaliera Universitaria Sant'Anna, Ferrara
Indirizzo
per corrispondenza: desiderioelena@libero.it
Extrapyramidal
disorders due to an inappropriate prescription of antiemetics: 2
clinical cases
Key
words
Vomiting,
Acute gastroenteritis, Antiemetics, Extrapyramidal disorder
Abstract
Nausea
and vomiting are frequent in infancy and in preschool age,
particularly during gastroenteritis. Guidelines about acute
gastroenteritis underline the importance of correct oral
rehydration and early refeeding; the use of antiemetics is not
recommended. Nevertheless, due to the importance given to this
symptom, the use of these drugs is widespread and produces
limited benefits if compared with their relevant side effects.
The article describes the clinical cases of two patients who came
to the paediatric unit for extrapyramidal syndrome due to
clebopride and metoclopramide.
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Nausea e
vomito sono spesso sperimentate nell'infanzia e nell'età
prescolare, in particolare in corso di gastroenterite. Le linee guida
per la gastroenterite acuta pongono l'attenzione sulla
reidratazione orale correttamente eseguita e la rialimentazione
precoce; l'uso di antiemetici invece non è indicato. Tuttavia,
data anche la rilevanza che viene attribuita a questo sintomo,
l'utilizzo di tali farmaci è molto diffuso, producendo scarsi
benefici a fronte di rilevanti effetti collaterali.
Descriviamo
i casi clinici di due pazienti giunti alla nostra osservazione per
sindrome extrapiramidale da clebopride e da metoclopramide.
Filippo,
10 anni, gastroenterite febbrile. Nonostante il rapido sfebbramento e
la scomparsa del vomito, per la persistenza di dolore addominale il
curante prescrive clebopride (Motilex®) 3 cp da 0,5 mg al giorno. In
terza giornata, dopo aver assunto complessivamente 6 mg, il bambino
ha lamentato inizialmente cervicoalgia e deviazione del capo a
destra, seguiti da difficoltà ad aprire la bocca con digrignamento
dei denti e difficoltà ad articolare le parole. Mentre veniva
condotto presso il nostro Pronto Soccorso, Filippo ha lamentato
annebbiamento del visus a carico dell'occhio sinistro. Alla visita
rileviamo inizialmente contrattura a carico dei muscoli del collo e
masseteri con deviazione del capo a destra. Restante obiettività
generale e neurologica nella norma. Nel sospetto di un torcicollo
miogeno viene somministrato paracetamolo (Perfalgan®) 1 gr ev. Dopo
alcuni minuti comparsa di spasmi distonici della durata di qualche
minuto che coinvolgono alternativamente i muscoli del collo di
entrambi i lati, i muscoli masseteri e temporali con movimenti di
deviazione dello sguardo e contrattura dell'orbicolare. Si
somministra prima diazepam (Valium®) 15 gocce per os e
successivamente 1 fiala da 10 mg/2 ml ev. Si ricovera in
osservazione.
Dopo
circa un'ora si osserva miglioramento della sintomatologia con
risoluzione del quadro distonico. Gli esami ematochimici risultano
nella norma. Dopo 4 giorni viene dimesso con diagnosi di sindrome
distonica da clebopride.
Jasmine,
1 anno, giunge al nostro Pronto Soccorso appena tornata dal Marocco.
Durante il viaggio in nave ha presentato febbre, vomito e diarrea per
cui il medico di bordo avrebbe somministrato farmaci non specificati
per via intramuscolare. All'esame obiettivo T 38,8 °C, pianto
lamentoso, lieve rigidità nucale, tendenza alla deviazione degli
occhi verso destra, lesioni crostose impetiginizzate al tronco e agli
arti. Nel sospetto iniziale di meningite si esegue rachicentesi con
fuoriuscita di liquor cerebrospinale limpido. L'esame
chimico-fisico e colturale risulta negativo. Gli esami ematochimici
mostrano leucocitosi neutrofila con aumento della PCR, negativi urino
e coprocoltura. Si inizia terapia antibiotica con ceftriaxone
(Rocefin®) 1 gr ev. Si somministrano paracetamolo 4 ml per os e
metilprednisolone (Solu-Medrol®) 20 mg ev e si ricovera. Per la
persistenza del quadro neurologico e alla luce della negatività
dell'esame liquorale, viene eseguita TC cerebrale (risultata
negativa per lesioni occupanti spazio) e sorprendentemente la
sintomatologia neurologica si risolve dopo somministrazione di
midazolam (Ipnovel®) 0,5 mg ev utilizzato per la sedazione. A un
approfondimento anamnestico emerge che il medico di bordo avrebbe
somministrato metoclopramide (Plasil®) intramuscolo e supposte di
domperidone (Peridon®). Durante la degenza Jasmine non presenta
alterazioni neurologiche e si sfebbra in prima giornata di ricovero.
Viene dimessa quindi in 7a giornata di degenza con diagnosi di
impetigine bollosa e crisi distonica secondaria ad antiemetico.
Nausea e
vomito sono spesso sperimentate nell'infanzia e nell'età
prescolare1, in particolare in corso di gastroenterite, ma
anche in caso di cinetosi, nel post-operatorio e in associazione con
terapia antineoplastica. La differente percezione del sintomo da
parte del medico e del paziente, l'angoscia della famiglia e
l'aumento dell'accessibilità agli antiemetici, hanno portato a
una maggiore prescrizione di queste molecole da parte dei
pediatri2-4.
Le linee
guida attuali per il trattamento della gastroenterite acuta nel
bambino sottolineano l'importanza nelle forme a lieve-media
disidratazione delle soluzioni reidratanti orali e della precoce
rialimentazione5. L'infusione elettrolitica è
raccomandata per i casi di disidratazione grave. La reidratazione
enterale per via naso-gastrica è altrettanto efficace, se non
migliore, di quella ev poiché ha meno effetti collaterali e
necessita di minor tempo di ricovero6.
L'utilizzo
di antiemetici è invece controverso in quanto mancano evidenze che
giustifichino il loro uso e perfino le molecole più recenti sono
gravate da effetti collaterali di rilievo7,8. A fronte di
un presunto beneficio derivante dall'utilizzo degli antiemetici,
bisogna sempre considerare che esistono potenziali effetti
collaterali associati a tali farmaci, come la letargia e i sintomi
extrapiramidali causati dall'azione anti-dopaminergica8,9.
Principali
molecole
I
principali antiemetici/procinetici utilizzati sono: clebopride,
metoclopramide, domperidone, ondansetron. Molecole meno usate sono le
fenotiazine.
Nella
Figura 1 è schematizzato il meccanismo
d'azione di questi farmaci a livello dei recettori dopaminergici
e/o serotoninergici7,10.

Figura
1. Meccanismo d'azione degli antiemetici. I
neurotrasmettitori coinvolti includono dopamina, acetilcolina,
istamina, endorfine, serotonina e neurochinine. Le sedi recettoriali
sono collocate a livello del centro del vomito (CV), della zona
trigger chemocettoriale (CTZ) e del tratto gastrointestinale (GI). La
CTZ risente delle alterazioni metaboliche e riceve impulsi dal nervo
vago. Il CV riceve impulsi dal CTZ, dal GI, dall'apparato
vestibolare e dalla corteccia cerebrale, a sua volta invia segnali
efferenti ai centri della salivazione e del respiro e ai muscoli
faringei, addominali e gastrointestinali (da voci bibliografiche 7 e
10).
Ci
soffermiamo sui tre antiemetici somministrati ai nostri pazienti:
1.
Clebopride
La
clebopride, usata quasi esclusivamente in Italia e in pochi altri
Paesi, determina un blocco selettivo dei recettori dopaminergici del
tratto gastrointestinale, della zona trigger chemocettoriale (CTZ) e
del sistema mesolimbico, associato a una azione pro-serotoninergica a
livello del tratto gastrointestinale. Viene utilizzata principalmente
per discinesie gastro-duodenali, nausea e vomito, aerofagia e
meteorismo, disturbi digestivi psicosomatici, come coadiuvante nella
terapia della malattia ulcerosa gastroduodenale, disturbi digestivi
da stasi gastrica, sindrome da reflusso gastro-esofageo e vomito da
chemioterapia antineoplastica8.
La dose
raccomandata è di 15 µg/kg/die divisa in 3 somministrazioni.
Secondo
alcuni studi la clebopride avrebbe maggiori effetti collaterali
rispetto alla metoclopramide10,11.
2.
Metoclopramide
La
metoclopramide è un'antagonista competitivo dei recettori D1 e D2
(dopamina) e dei recettori 5-HT3 (serotonina), nonché agonista
aspecifico dei recettori 5-HT4 coinvolti nella stimolazione dei
neuroni colinergici enterici. L'affinità sui recettori D2 è
responsabile anche dei sintomi extrapiramidali10,12. Le
principali indicazioni sono i disordini motori della prima parte del
tratto gastro-intestinale che includono dispepsia funzionale,
ritardato svuotamento gastrico, nausea e vomito di natura infettiva,
post-operatoria o post-chemioradioterapia9,10.
Il
farmaco è controindicato sotto i 16 anni, la dose è di 0,10
mg/kg/dose per un massimo di 3 volte/die12.
3.
Domperidone
Il
domperidome è un farmaco ad attività antidopaminergica periferica
il cui utilizzo è da evitare nei bambini di età inferiore ad un
anno. è indicato per il trattamento dei sintomi della dispepsia
post-prandiale da rallentamento dello svuotamento gastrico con/o da
reflusso gastro-esofageo (sensazione di peso/gonfiore epigastrico o
addominale, flatulenza e bruciore epigastrico) e il trattamento
sintomatico della nausea e del vomito8.
La dose
raccomandata per via orale (sospensione) è di 0,25-0,5 mg/kg da 3 a
4 volte al giorno. Per i bambini di peso superiore ai 15 kg è
possibile utilizzare anche la formulazione in supposte (1 supposta da
30 mg due volte al giorno) mentre le compresse non sono adatte in
bambini con peso inferiore ai 35 kg.
Gli
effetti collaterali più frequenti sono astenia, sonnolenza, diarrea;
molto più raramente compaiono sintomi extrapiramidali.
Ci sembra
opportuno citare brevemente l'ondansetron, antagonista selettivo
dei recettori serotoninergici 5HT3 centrali e periferici. è un
farmaco antiemetico utilizzato in campo chemioterapico, radioterapico
e post-operatorio. Attualmente in Italia non è registrato per l'uso
in corso di gastroenterite, perciò il suo utilizzo in questo ambito
è tuttora off-label13; sono stati pubblicati diversi
lavori che ne hanno dimostrato l'efficiacia ed altri sono in
corso7,8,13,14. L'ondansetron sembra avere un'ottima
maneggevolezza ed efficacia, riducendo il rischio di ricorrere alla
reidratazione endovenosa del 46,9%, così come
l'ospedalizzazione7,13,14. Gli effetti collaterali
extrapiramidali sono meno frequenti, vista l'assenza di attività
antidopaminergica. L'unico effetto collaterale dimostrato è un
aumento della diarrea, spiegato con la ridotta eliminazione delle
tossine con il vomito13,14.
Effetti
collaterali extrapiramidali
I fattori
che influenzano maggiormente la presentazione di effetti collaterali
da antiemetici sono: la giovane età, la dose e/o i fattori
idiosincrasici/familiari individuali responsabili dell'alterata
metabolizzazione epatica del farmaco15,16.
Le
reazioni distoniche sono rare (0,2%)17 ma raggiungono una
frequenza del 25% in età pediatrica18.
Le
manifestazioni extrapiramidali sono rappresentate da: movimenti
involontari della lingua e della bocca, blefarospasmo, trisma,
torcicollo, opistotono, tremore a riposo, rigidità e bradi-acinesia
degli arti, acatisia, spasmi dei muscoli extra-oculari con crisi
oculogire, discinesie tardive potenzialmente irreversibili11,19,20,
disartria, diplopia, strabismo e nistagmo7. Sono segnalati
anche letargia, alterazione dello stato di coscienza, confusione,
cefalea, allucinazioni, diarrea e convulsioni7,8. Nel caso
della clebopride è stato riportato anche un caso di paralisi
sopranucleare progressiva21.
In genere
questi effetti collaterali insorgono entro 36 ore dall'inizio del
trattamento; recedono entro 24 ore interrompendo la somministrazione
del farmaco e/o instaurando la terapia con benzodiazepine11.
Il
meccanismo alla base di tali reazioni sarebbe dovuto al rilascio
compensatorio pre-sinaptico di dopamina in risposta al blocco dei
recettori dopaminergici post-sinaptici e da un incremento di
sensibilità dei recettori post-sinaptici19.
La scelta
di usare un farmaco antiemetico dipende quindi dalla valutazione del
rapporto rischio/beneficio nel singolo bambino e qualora si opti per
una terapia farmacologica, ciò deve avvenire tenendo conto delle
modalità d'uso autorizzate per le singole molecole e dei rischi
connessi al trattamento8.
In
Europa
L'aderenza
dei pediatri europei alle linee guida sulla gestione della
gastroenterite acuta, secondo uno studio dell'ESPGHAN (European
Society of Paediatric Gastroenterology, Hepatology and Nutrition),
è risultata scarsa sia per la prescrizione di soluzioni reidratanti
orali che per la rialimentazione precoce22,23. Inoltre, nonostante
gli antiemetici non siano raccomandati dalle linee guida, vista
l'assenza di studi convincenti su sicurezza ed efficacia, vengono
prescritti per incrementare il successo della reidratazione orale e
per ridurre il disconfort del vomito24,25.
In
Italia
Una
recente indagine sul tasso di prescrizione di farmaci antiemetici in
corso di gastroenterite acuta, condotta attraverso un questionario
distribuito ai pediatri italiani, evidenzia che la maggior parte di
questi (79%) prescrive tali farmaci. La percentuale tra i pediatri di
famiglia risulterebbe significativamente superiore a quella dei
colleghi ospedalieri (94,5%, vs 66%; P < 0,0001). L'antiemetico
maggiormente usato è il domperidone (96% dei pediatri) e la via di
somministrazione è soprattutto rettale. La metoclopramide è
considerata una valida alternativa per il 22% dei pediatri; di
questi, il 57% preferisce la somministrazione per via endovenosa.
Il 45%
dei pediatri afferma di aver somministrato o prescritto un
antiemetico non rispettando i limiti d'età. L'utilizzo, nella
maggior parte dei casi, è stato finalizzato ad aumentare la
probabilità di successo della reidratazione orale (40%)23.
Gli
antiemetici non sono farmaci innocui e il loro utilizzo deve
accompagnarsi sempre a indicazioni precise, tenendo conto dell' età
e peso del paziente11.
Tutti i
medici dovrebbero conoscere e considerare i potenziali rischi di un
approccio farmacologico nei confronti del vomito, che è uno dei
sintomi più frequenti dell'età pediatrica, a fronte di un
beneficio molto relativo. Dopo aver escluso, grazie all'anamnesi e
all'esame obiettivo, la presenza di una disidratazione grave o di
un vomito incoercibile tale da compromettere l'efficacia della
terapia reidratante orale, il medico deve considerare che la gestione
delle aspettative, delle ansie e l'educazione dei genitori ai fini
terapeutici, rappresentano l'aspetto più importante per un
approccio efficace al bambino con gastroenterite. È stato infatti
ampiamente dimostrato che la somministrazione di piccole quantità di
liquidi, a intervalli frequenti, rappresenta il migliore approccio
per una reidratazione sicura ed efficace26.
Infine la
crescente prescrizione di antiemetici, soprattutto sul territorio, ci
induce a considerarne gli effetti collaterali prima della
prescrizione, ma non solo: può essere importante sospettarne
l'utilizzo in caso di sintomi neurologici aspecifici in corso di
gastroenterite, infatti un'anamnesi approfondita, con domande
mirate, risulterà più utile di indagini strumentali.
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