Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
Settembre 2012 - Volume XV - numero 7
M&B Pagine Elettroniche
Casi indimenticabili
Non
sempre epistassi ed ecchimosi indicano una porpora
Scuola
di specializzazione in Pediatria, AOU di Sassari
Giacomo
giunge alla nostra osservazione per epistassi ed ecchimosi agli
arti e al tronco.
È
già stato visto qualche giorno prima dai colleghi
otorinolaringoiatri, i quali hanno praticato un tamponamento
nasale anteriore con parziale riduzione del sanguinamento.
All'ingresso
il piccolo esegue profilo coagulativo ed emocromo con i seguenti
valori: GR 3.590.000, Hb 9,8 g/dl, PLT 12.000. Nel sospetto di
una porpora trombocitopenica Giacomo pratica esami per escludere
un'infezione (TORCH, EBV, HAV, HBV, HCV, HIV) e pratica Ig vena
secondo protocollo. Il giorno seguente i valori dell'ematocrito
evidenziano: GB 6000, GR 3000000, Hb 8,7 g/dl e PLT 12.000. Il
profilo coagulativo presenta le seguenti alterazioni: PT: 14,8
sec; aPTT: 22,5 sec; fibrinogeno: 107 mg/dl; D-dimero: 16,8 mg/l.
Nelle ore seguenti dopo uno starnuto Giacomo manifesta epistassi
e vomito caffeano. Pertanto, viste le condizioni cliniche e i
valori ematochimici, si decide di eseguire un puntato midollare
urgente che, nonostante l'esiguità del campione, rivela,
all'esame microscopico, la presenza di cellule immature con
scarsi megacarioblasti.
Nel
frattempo Giacomo inizia la trasfusione con 1 Unità di
pool di piastrine e iperidratazione con soluzione
idroelettrolitica bilanciata.
Il
giorno successivo il numero di PLT è di 12.000 con 7,3
g/dl di Hb: il bimbo viene trasfuso con due pool di piastrine e
un pool di emazie irradiate e leucodeplete e viene ripetuto il
puntato midollare. Il campione viene poi inviato al Centro di
riferimento di Padova. Il referto è compatibile con
una leucemia mieloide acuta, fenotipo M3 (promielocitica) e si
riscontra all'indagine molecolare positività per mRNA
ibrido PLM/RAR alfa. Pertanto, fatta la diagnosi, inzia terapia
come da protocollo GIMEMA.
La
leucemia acuta promielocitica è un sottotipo distinto di
LMA con peculiari caratteristiche. La diagnosi di certezza è
genetica e consiste nella classica traslocazione cromosomica
bilanciata tra i cromosomi 15 e 17. Questa ultima dà luogo
alla formazione di una proteina anomala di fusione chiamata
PML/RAR alfa che coinvolge i geni che codificano per il recettore
alfa dell'acido retinoico (RAR alfa) e un gene chiamato
Promielocitico (PML) presenti, rispettivamente, sul cromosoma 17
e 15 che a causa della traslocazione vengono alterati nella loro
espressione. Tale alterazione determina un blocco maturativo
delle cellule staminali mieloidi che si arrestano allo stadio di
promielocita determinando un accumulo di questo tipo cellulare a
livello midollare. Tali cellule sono in grado di produrre grandi
quantità di sostanze proteolitiche, fibrinolitiche o ad
azione pro-coagulante che possono comportare il rapido
instaurarsi di una coagulazione intravasale disseminata.
La
prognosi è buona con remissione completa di circa il 90%
nei pazienti trattati secondo protocollo. La mortalità è
di circa il 10%, ma sembra essere sottostimata perché
spesso avviene prima che si possa arrivare alla diagnosi, a causa
della CID. Pertanto il caso invita a riflettere sulla
fondamentale importanza della diagnosi precoce al fine di
instaurare la terapia specifica e scongiurare la morte per CID.
Bibliografia di riferimento
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