Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.

Gennaio 2026 - Volume XXIX - numero 1

M&B Pagine Elettroniche

I Poster degli specializzandi

Una PRESsione da indigestione

Maddalena De Peppo Cocco1, Ilaria Mattia1, Marianna Fabi2, Monia Gennari2, Marcello Lanari2,3

1Scuola di Specializzazione in Pediatria, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna
2UO Pediatria d’Urgenza, Pronto Soccorso Pediatrico e Osservazione Breve Intensiva, IRCCS Azienda Ospedaliero-Universitaria di Bologna
3Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche, Alma Mater Studiorum, Università di Bologna

Indirizzo per corrispondenza: maddalena.depeppo@studio.unibo.it

Si presenta il caso di un bambino di 9 anni e mezzo giunto alla nostra osservazione per un episodio critico caratterizzato da ipertono, scosse tonico-cloniche ai quattro arti e sguardo fisso della durata di pochi minuti, in apiressia. Nei giorni precedenti riferita una gastroenterite non febbrile con addominalgia, scariche diarroiche pluriquotidiane e un episodio di vomito. L’anamnesi personale e familiare raccolta all’ingresso in reparto è risultata negativa per patologie di rilievo. Alla valutazione in PS pediatrico riscontro di paziente in stato post-critico con obiettività neurologica e generale nella norma, eccetto per dolorabilità alla palpazione addominale in sede periombelicale. I parametri vitali misurati in triage erano i seguenti: TC 36,7 °C, FC 60 bpm, FR 20 apm, pGCS 15/15, SpO2 98% in aria ambiente; non è stata misurata la pressione arteriosa. Una volta ricoverato presso il reparto di Pediatria d’urgenza, il bimbo ha presentato tre ulteriori episodi critici con medesima semeiologia e sempre in apiressia, per cui è stato eseguito un video-EEG con registrazione di crisi a semeiologia parziale secondariamente generalizzata.
Per escludere la presenza di una lesione focale a livello centrale è stata eseguita una TC encefalo in urgenza, risultata negativa per lesioni focali e aree emorragiche. Nel sospetto di infezione acuta a carico del sistema nervoso centrale, è stata eseguita una puntura lombare: l’esame chimico-fisico, l’esame microscopico per batteri, miceti e micobatteri e la ricerca PCR per virus (West-Nile, CMV, EBV, VZV, HSV1, HSV2, HHV6, enterovirus e Toscana virus) su liquor cefalorachidiano sono risultati negativi. Le indagini microbiologiche su siero (emocolture, sierologie per Rickettsia, Toscana virus, Leishmania, West-Nile virus, Toxoplasma, VZV, HSV, Borrelia burgdorferi, EBV, adenovirus, CMV, rosolia, HHV6, parvovirus B19, enterovirus, reazione di Widal Wright) e su feci (virus e batteri compreso H. pylori, parassiti) sono risultate anch’esse tutte negative.
A ulteriore approfondimento, è stata eseguita una RM encefalo con riscontro di multiple aree di alterato segnale a livello corticale localizzate bilateralmente agli emisferi cerebrali con reperto prevalente a destra in regione frontale e parietale e con coinvolgimento, a questo livello, della sostanza bianca e in assenza di segni di impregnazione patologica di mezzo di contrasto, reperti radiologici compatibili con leucoencefalopatia posteriore reversibile (PRES).
Approfondendo l’anamnesi con i caregiver è emerso un consumo abituale e continuativo di liquirizia da parte del bambino negli ultimi mesi prima del ricovero. Inoltre, alla misurazione della PA durante la degenza, è stata riscontrata un’ipertensione arteriosa di stadio II (PA >95esimo percentile) senza danno d’organo a livello cardiologico, renale e retinico. L’ipertensione riscontrata ha necessitato di politerapia antipertensiva con ACE-inibitore (captopril), diuretico (acetazolamide) e calcio-antagonista (amlodipina) per ottenere un buon controllo pressorio. Inoltre, il paziente non ha più presentato episodi critici ed è stato riscontrato un netto miglioramento del quadro radiologico alla RM encefalo eseguita a 14 giorni di distanza.
La presenza di un alterato stato di coscienza, ipertensione arteriosa e reperti radiologici compatibili e reversibili con un buon controllo pressorio, ci ha permesso di porre diagnosi di sindrome da PRES. Una volta escluse altre cause secondarie di ipertensione arteriosa (renali, endocrinologiche e vascolari), la causa più probabile dell’ipertensione sviluppata è verosimilmente l’abuso di liquirizia.

Discussione

La sindrome da leucoencefalopatia posteriore reversibile (PRES) è una sindrome clinica e radiografica a eziologia eterogenea caratterizzata da sintomi neurologici acuti di disfunzione cerebrale associati ad anomalie caratteristiche al neuroimaging nella sostanza bianca e grigia cerebrale posteriore (Figura).

Figura. Da voce bibliografica 2, modificata.


I sintomi tipici alla presentazione sono la cefalea non responsiva ad analgesici, l’alterazione dello stato di coscienza, i disturbi visivi e le crisi epilettiche (tipicamente focali con secondaria generalizzazione)1. Alla diagnosi di PRES l’ipertensione è frequente, ma non sempre presente in quanto la crisi ipertensiva può precedere la sindrome neurologica di 24 ore o più. La patogenesi rimane poco chiara, ma sembra essere legata a un disturbo dell’autoregolazione cerebrale e a una disfunzione endoteliale che si instaura in caso di aumento rapido della pressione arteriosa con conseguente iperperfusione cerebrale2.
Al neuroimaging (preferibilmente RM con immagini pesate in diffusione) si riscontra tipicamente un edema vasogenico localizzato bilateralmente a livello della sostanza bianca negli emisferi cerebrali posteriori, in particolare nelle regioni parieto-occipitali, ma l’interessamento è variabile3.
La maggior parte delle pubblicazioni suggeriscono che la PRES è una condizione benigna e in molti casi sembra essere completamente reversibile entro un periodo di giorni o settimane, dopo la rimozione del fattore scatenante e con il controllo della pressione sanguigna, senza sequele neurologiche4. La morte e la grave disabilità neurologica permanente, tuttavia, sono state riportate come possibili conseguenze.
Il miglioramento radiologico è più lento del recupero clinico.
Riguardo al nostro caso clinico, l’ingestione cronica di liquirizia induce una sindrome con caratteristiche simili a quelle della sindrome da eccesso apparente di mineralcorticoidi (AME), caratterizzata da ipertensione, ipokaliemia, alcalosi metabolica, bassa attività della renina plasmatica e bassi livelli di aldosterone plasmatico. Il meccanismo sembra ricondursi al fatto che la liquirizia contiene uno steroide, l’acido glicirretinico, che inibisce lo stesso enzima che è carente nell’AME, con conseguente incremento dei livelli di cortisolo in circolo. Quantità relativamente piccole di liquirizia da pasticceria, anche solo 50 g al giorno per due settimane, producono quindi un aumento della pressione sanguigna anche in persone sane5.

Conclusioni

In caso di alterazione dello stato di coscienza è importante non dimenticarsi di misurare la pressione arteriosa perché potrebbe aiutare il medico ad accelerare l’iter diagnostico e quindi terapeutico. Inoltre, non appena le necessità assistenziali lo permettono, è altresì importante raccogliere un’anamnesi non solo patologica, ma anche fisiologica approfondita e focalizzata anche sulle abitudini alimentari del paziente e sulla eventuale assunzione di farmaci (e non) al domicilio.

Bibliografia

  1. Lee VH, Wijdicks EF, Manno EM, Rabinstein AA. Clinical spectrum of reversible posterior leu-koencephalopathy syndrome. Arch Neurol 2008;65(2):205-10. DOI: 10.1001/archneurol.2007.46.
  2. Fugate JE, Rabinstein AA. Posterior reversible en-cephalopathy syndrome: clinical and radiological manifestations, pathophysiology, and outstanding questions. Lancet Neurol 2015;14(9):914-25. DOI: 10.1016/S1474-4422(15)00111-8. Erratum in: Lancet Neurol 2015;14(9):874. DOI: 10.1016/S1474-4422(15)00195-7.
  3. Fugate JE, Claassen DO, Cloft HJ, Kallmes DF, Kozak OS, Rabinstein AA. Posterior reversible en-cephalopathy syndrome: associated clinical and ra-diologic findings. Mayo Clin Proc 2010;85(5):427-32. DOI: 10.4065/mcp.2009.0590.
  4. Raj S, Overby P, Erdfarb A, Ushay HM. Posterior reversible encephalopathy syndrome: incidence and associated factors in a pediatric critical care popula-tion. Pediatr Neurol 2013;49(5):335-9. DOI: 10.1016/j.pediatrneurol.2013.06.007.
  5. Sigurjónsdóttir HA, Franzson L, Manhem K, Ragnarsson J, Sigurdsson G, Wallerstedt S. Liq-uorice-induced rise in blood pressure: a linear dose-response relationship. J Hum Hypertens 2001;15(8):549-52. DOI: 10.1038/sj.jhh.1001215.

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