Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
Settembre 2012 - Volume XV - numero 7
M&B Pagine Elettroniche
Casi indimenticabili
L'importante
è crederci!
Scuola
di Specializzazione in Pediatria, Università degli Studi di Trieste
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F. è
un ragazzone di 16 anni, che si presenta un sabato sera al nostro
Pronto Soccorso per la presenza di numerosi episodi di melena e
rettorragia.
La
sua storia comincia però una ventina di giorni prima con dolori
addominali crampiformi, localizzati soprattutto ai quadranti
inferiori, non associati né ad alterazioni dell'alvo né a
vomito. Il dolore si è protratto per qualche giorno, fino alla
comparsa di rettorragia e melena, motivo per il quale è stato
ricoverato nell'ospedale della sua città.
All'ingresso
in reparto i colleghi evidenziano sangue scuro all'esplorazione
rettale e positività della ricerca di sangue occulto fecale. Le
altre numerose indagini eseguite (copro cultura e ricerca di
Adenovirus, Rotavirus e H. pylori; ecografia addominale;
EGDS; scintigrafia con emazie marcate e per diverticolo di
Meckel) sono risultate tutte negative. Durante il ricovero,
inoltre, F. non presenta altri episodi di melena né di
rettorragia. Si evidenzia invece un gavocciolo emorroidario, già
noto da anni e associato a stipsi, per cui il ragazzo viene
dimesso, dopo una settimana, con la diagnosi di “dolore
addominale ed emorragia emorroidaria”.
Per
una decina di giorni tutto torna alla normalità: non c'è più
dolore addominale né perdite ematiche e il gavocciolo
emorroidario si riduce con la sola terapia locale.
La
mattina del ricovero nel nostro reparto, F. presenta però un
altro episodio di melena mista a rettorragia, per cui torna al
Pronto Soccorso della sua città, dove viene programmata una
visita gastroenterologica per il giorno successivo e viene
dimesso, in quanto i valori di emoglobina sono stabili
(10.2 g/dl).
All'arrivo
al nostro Pronto Soccorso gli episodi di rettorragia e melena si
sono susseguiti numerosi (circa una dozzina). Il ragazzo ci
appare prostrato e pallido, fa fatica a reggersi in piedi e
presenta forte dolore addominale. Agli esami di laboratorio
l'emoglobina è in netto calo rispetto al prelievo della
mattina (8.3 g/dl). La nostra prima ipotesi è che si tratti di un
diverticolo di Meckel sanguinante, anche se la scintigrafia
eseguita nell'altro ospedale è risultata negativa. Chiamiamo
quindi il chirurgo che concorda con la nostra ipotesi e decide di
operare subito il ragazzo.
Durante
la laparoscopia è stata evidenziata una grossa neoformazione sul
lato mesenterico dell'intestino tenue. Durante l'operazione e
successivamente durante l'osservazione, sono state necessarie 2
trasfusioni. Il referto istologico confermerà la diagnosi di
diverticolo di Meckel: “parete intestinale con presenza di
formazione diverticolare caratterizzata dalla presenza di ampie
aree di mucosa gastrica ed aree ulcero-erosive della mucosa ed
emorragie di parete; l'assetto morfologico della lesione
potrebbe far pensare ad un'invaginazione intra ileale di un
diverticolo di Meckel”.
Commento
Il
diverticolo di Meckel è un residuo del dotto onfalo mesenterico
che si stima sia presente nel 2% circa della popolazione
pediatrica. Il quadro clinico si caratterizza soprattutto per
dolore addominale diffuso e per sanguinamento intestinale,
generalmente di lieve entità, ma che può portare, come nel
nostro caso, anche a quadri di franca rettorragia e melena
associati a severa anemia. La diagnosi di diverticolo di Meckel
è ancora problematica, in quanto nessun esame a nostra
disposizione possiede elevata specificità e sensibilità per
questa patologia. L'esame d'elezione è la scintigrafia con
Tc-99, che tuttavia ha una sensibilità solo dell'85%.
Questo
caso è stato indimenticabile perché mi ha ricordato che:
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