Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.

M&B Pagine Elettroniche

Casi indimenticabili

L’autolesionismo non suicidario

Massimo Ronconi

Pediatra di Famiglia, Castelgomberto (VI)

Indirizzo per corrispondenza: massimo.ronconi@libero.it

Non suicidal self-injuring: a case report

Key words: Self-Injury, Somatic complaint, Perfectionism, Autissm Spectrum

This case study focuses on a 14-year-old girl presenting with self-harming behaviours, reported as a means to cope with deep emotional emptiness. Despite high academic achievement and advanced language skills, her clinical history reveals long-standing difficulties in social interaction, behavioural rigidity, sensory sensitivities and motor stereotypies dating back to early childhood. Upon entering high school, she experienced a decline in academic performance, feelings of inadequacy and somatic complaints (chronic headaches), while she maintained a perfectionist and emotionally guarded stance that led her to refuse psychotherapy. The clinical picture suggests the importance of looking beyond self-harm as a primary symptom to investigate potential underlying neurodivergent traits, such as high-masking Autism Spectrum Disorder.

Il caso riguarda una ragazza di 14 anni condotta in ambulatorio per episodi di autolesionismo, descritti come tentativo di colmare un senso di vuoto interiore. Nonostante un ottimo rendimento scolastico e un linguaggio evoluto, l’anamnesi rivela difficoltà croniche nella socializzazione, rigidità comportamentale, ipersensibilità sensoriale e stereotipie motorie presenti sin dall’infanzia. Con l’ingresso alla scuola secondaria di secondo grado, la giovane ha manifestato un calo del rendimento, sentimenti di inadeguatezza e somatizzazioni (cefalea), mantenendo però un atteggiamento perfezionista e una chiusura emotiva che l’ha portata a rifiutare inizialmente il supporto psicoterapico. Il quadro clinico suggerisce la necessità di un approfondimento diagnostico che vada oltre il sintomo acuto dell’autolesionismo, indagando possibili tratti dello spettro autistico sottostanti, spesso mascherati da buone capacità cognitive.

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