Rivista di formazione e aggiornamento di pediatri e medici operanti sul territorio e in ospedale. Fondata nel 1982, in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri.
Ottobre 2012 - Volume XV - numero 8
M&B Pagine Elettroniche
Casi indimenticabili
Un
ragazzo che non mangia, tossisce e perde peso;
con una spirometria da ostruzione senza ostruzione...
con una spirometria da ostruzione senza ostruzione...
Ospedale
Santa Maria degli Angeli, Pordenone
Ali è
un ragazzo albanese di 14 anni che è sempre stato bene;
giunge alla nostra attenzione perché da circa un anno
lamenta dolore addominale urente crampiforme a volte continuo che
peggiora con i pasti. Da 9 mesi ha tosse inizialmente secca e
solo notturna e nelle ultime settimane è presente tutto il
giorno è produttiva e tale da disturbare le attività
quotidiane. Anche il dolore addominale è diventato molto
fastidioso nell’ultimo mese, non riesce a mangiare, ha una
sensazione di intoppo alla deglutizione, non riesce a digerire.
Ha perso 8 kg negli ultimi 8 mesi. Da pochi giorni febbricola. Ha
subito un ciclo di duplice terapia antibiotica eradicante per
Helicobacter pylori (antigeni fecali positivi) ed è
in trattamento con omeoprazolo, ma senza beneficio.
Alla
nostra visita Ali è un adolescente dall’aspetto
depressotico. Ci colpisce la sua estrema magrezza (peso 37,7 kg,
altezza 164 cm, BMI 14 (< 3 °C)), la marcata astenia quasi
al confine della cachessia, l’ipotrofia delle masse
muscolari. Si apprezzano linfonodini diffusi (laterocervicali,
sopraclaveari, ascellari, inguinali) mobili di consistenza
teso-elastica e inferiori al centimetro. Fegato e milza non sono
ingranditi, l’attività cardiorespiratoria è
regolare. Anche la restante obiettività è nella
norma.
Cosa
pensare?
Accertamenti
eseguiti:
Diagnosi
e terapia eseguita
Il
quadro endoscopico e clinico deponevano quindi per un quadro di
acalasia esofagea.
Vista
la febbricola, l’impossibilità ad alimentarsi,
l’astenia ingravescente veniva applicato catetere venoso
centrale, avviata terapia antibiotica con ciprofloxacina,
antiacida endovena e nutrizione parenterale totale. Ali veniva
quindi trasferito presso un centro di terzo livello dove è
stato eseguita:
Ali è
stato sottoposto ad intervento di miotomia extramucosa secondo
Heller e plastica antireflusso secondo Dor per via laparascopica.
L’acalasia
esofagea è una rara patologia del tratto intestinale
caratterizza da un’alterazione motoria della muscolatura
liscia dell’esofago che genera un aumentato tono dello
sfintere esofageo inferiore, da un suo improprio rilasciamento e
dalla sostituzione della normale attività peristaltica del
corpo esofageo con contrazioni anomale. Vengono distinti due tipi
di acalasia: classica in cui sono presenti contrazioni simultanee
a bassa ampiezza e vigorosa in cui le contrazioni sono
simultanee, di ampiezza elevata, ripetitive e simili a
quelle osservate nello spasmo esofageo diffuso.
L’incidenza
dell’acalasia in età pediatrica è pari a
0,1/100.000/bambini/anno.
L’acalasia
idiopatica è il risultato di un’anomala innervazione
della porzione di muscolatura liscia del corpo esofageo e dello
SEI secondaria alla degenerazione dei neuroni inibitori
mioenterici. L’eziologia non è nota: sono discussi
fattori genetici, autoimmuni e infettivi.
Dal
punto di vista anatomo-patologico è caratterizzata da una
flogosi mioenterica con fibrosi delle fibre nervose e marcata
riduzione dei gangli.
L’acalasia
può essere secondaria a: linfoma, carcinoma infiltrante,
malattia di Chagas, pseudostruzione intestinale, radiazioni,
tossine e farmaci.
Le
principali manifestazioni cliniche sono la disfagia (sia per i
liquidi che per i solidi), il dolore toracico, il rigurgito e
l’aspirazione di materiale alimentare nelle vie
respiratorie, sintomi di reflusso gastro-esofageo, calo
ponderale, anoressia e astenia.
La
diagnosi viene confermata dai seguenti esami strumentali:
La
terapia medica consiste nella somministrazione di nitrati,
calcio-antagonisti, sildenafil e iniezioni di tossina botulinica
nel SEI; è possibile anche una terapia con dilatazione
meccanica tramite palloncino del SEI, ma sembra essere gravata da
un’alta percentuale (50%) di fallimento.
Attualmente
la terapia più efficace è quella chirurgica che
consiste nella miotomia extramucosa secondo Heller associata o
meno a plastica antireflusso.
Commento
A una
prima valutazione la presenza di disfagia, tosse persistente e
produttiva, calo ponderale, il quadro spirometrico di ostruzione
espiratoria e anche inspiratoria non reversibile ci facevano
pensare a un’ostruzione intratoracica: un linfoma? Una
tubercolosi polmonare? Deponevano contro la storia di dolore
addominale, la negatività della radiografia toracica e la
normalità degli esami. Non capivamo perché Ali
presentasse una spirometria da ostruzione ma senza segni
radiologici di ostruzione e perché avesse tutti quei
linfonodi reattivi (anche sopraclaveari, quelli che non si vedono
mai!). Ma a una più attenta valutazione, quest’ultimi
sono apparsi tutti elementi confondenti. Valorizzando l’anamnesi,
infatti, i sintomi di esordio di Ali erano stati prevalentemente
a carico del tratto gastroenterico e solo successivamente era
subentrato il problema respiratorio; e questo è ciò
che ci ha indotto a eseguire in primis l’endoscopia
gastroesofagea. La diagnosi di acalasia - che, vista la rarità
della patologia in età pediatrica, non è certo la
prima malattia alla quale abbiamo pensato - ci ha consentito di
mettere a fuoco tutti i sintomi e i segni clinici riscontrati in
Ali; per noi è stato illuminante, perché a un
tratto tutto è diventato chiaro e tutto così
semplice… Come non pensarci prima? Pertanto è
diventato per noi un caso indimenticabile.
…e
Veronica?
Storia
simile a quella di Ali è quella di Veronica, una piccola
di 8 mesi che giunge alla nostra attenzione per arresto della
crescita ponderale e deflessione della curva di crescita
staturale e della circonferenza cranica. Ha una storia di
ricovero in TIN alla nascita per sospetta inalazione di liquido
amniotico con crisi di apnea in sala parto e opacizzazione
pressoché totale del polmone di sinistra che si schiarisce
in pochissimi giorni, con un Rx torace nella norma ad un mese di
vita.
A un
mese e mezzo di vita Veronica è una bella bimba che fa
impazzire i neogenitori: piange di continuo soprattutto ai pasti,
i pasti sono piccoli e frequenti, si interrompe durante il pasto
e piange, ha numerosi rigurgiti, presenta ruminazione ed
eruttazione, ha un atteggiamento in opistotono. Il suo pediatra,
pensando a un reflusso gastroesofageo, decide di avviare terapia
con ranitidina che sembra migliorare la situazione.
Dopo
l’avvio della terapia i genitori sembrano sereni, la bimba
non è un colosso ma la crescita ponderale si stabilizza
sul 3° percentile e cresce regolarmente su questo percentile,
tanto che a 6 mesi circa di vita il pediatra prova a sospendere
la ranitidina: ora che iniziano le pappe dovrebbe andare meglio.
Invece iniziano le pappe e Veronica va peggio. Vomita quasi a
ogni pasto, presenta tosse notturna con gorgoglio, è
diventata inappetente e debole e si ammala per niente. A questo
punto il peso si arresta ai 5,8 kg, si nota una deflessione della
curva di crescita anche per lunghezza e circonferenza cranica. È
chiaro che c’è qualcosa che non va e la piccola
viene ricoverata.
Alla
visita Veronica è una bella bimba rossa di capelli, ha un
colorito pallido, ci sembra. Ha un aspetto distrofico.
Obiettivamente si apprezza solo una polipnea con saturazione
periferica di 96% in aa, ha una piccola impurità sistolica
da PFO.
Avvalorando
la storia perinatale il primo pensiero è che si possa
trattare di un problema gastrico/esofageo ma vengono escluse
anche cause infettive, metaboliche, di malassorbimento e
neoplastiche. Deve esser fatta la gastroscopia, ma prima la
bambina di ammala, poi i genitori rifiutano e il tempo passa e
Veronica non cresce. Alla fine i genitori accettano di sottoporre
la piccola all’esame. Diagnosi di stenosi esofagea
congenita. La piccola viene sottoposta ad intervento chirurgico
correttivo e finalmente riesce a mangiare!
Commento
Anche
in questo caso di problema esofageo, il sintomo d’esordio
era stato di tipo gastrico e solo in un secondo momento è
subentrato il sintomo respiratorio. Era stata fuorviante
l’apparente risposta alla terapia con ranitidina il che
aveva indotto il curante a confermare il sospetto di una malattia
comune per sintomi altrettanto comuni. Ma esistono anche malattie
rare che si dimenticano… insomma un caso davvero
indimenticabile.
Bibliografia
di riferimento
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