Gennaio 2026 - Volume XLV - numero 1
Articolo speciale
UOC di Pediatra e Neonatologia, Ospedale di Ravenna, Dipartimento di Scienze Mediche e Chirurgiche (DIMEC), Università di Bologna
Indirizzo per corrispondenza: federico.marchetti@auslromagna.it
Key words: Adolescents, digital literacy education, Online safety measures, Informed social media use
The digital landscape significantly influences adolescents, with fifteen-year-olds spending an average of seven hours per day on devices. One-third of youth aged 11 to 15 are continuously connected to social media, raising concerns about implications for their mental health. Research has shown small size links between social media usage indicators and mental health problems, while time-series analyses indicate significant increases in psychological distress alongside rising social media usage. The greatest risks are connected to problematic social media use (PSMU), which disrupts daily life and correlates with negative outcomes like anxiety, depression and poor academic performance. The prevalence of PSMU has increased by 50% globally in the last four years. Current research emphasizes distinguishing problematic use from intensive engagement and exploring the potential feedback loop between distress and social media usage. In public health, the lack of definitive conclusions is typical due to the complexity involved. Despite generally small associations, the cumulative effects may be significant, especially among vulnerable groups. Implementing strategies that include digital literacy education, community actions and online safety measures is crucial. In Italy, initiatives are emerging to promote informed social media use and highlight the collective responsibility of families, schools and society in addressing the deteriorating mental health of youth.
Il panorama digitale influenza significativamente gli adolescenti; i quindicenni trascorrono in media sette ore al giorno davanti ai dispositivi. Un terzo dei giovani tra gli 11 e i 15 anni è costantemente connesso ai social media, sollevando preoccupazioni sulle implicazioni per la loro salute mentale. La ricerca ha mostrato legami di modesta entità tra gli indicatori di utilizzo dei social media e i problemi di salute mentale, mentre le analisi delle serie storiche indicano aumenti significativi del disagio psicologico in concomitanza con il crescente utilizzo dei social. I rischi maggiori sono legati all'uso problematico dei social media (PSMU), che sconvolge la vita quotidiana e si correla a esiti negativi come ansia, depressione e scarso rendimento scolastico. La prevalenza del PSMU è aumentata del 50% a livello globale negli ultimi quattro anni. La ricerca attuale sottolinea l'importanza di distinguere l'uso problematico dal semplice impegno intensivo e di esplorare il potenziale circolo vizioso tra disagio e utilizzo dei social media.In ambito di salute pubblica, la mancanza di conclusioni definitive è tipica a causa della complessità dei fattori coinvolti. Nonostante le associazioni siano generalmente limitate, gli effetti cumulativi possono essere significativi, specialmente tra i gruppi vulnerabili. È fondamentale attuare strategie che includano l'educazione all'alfabetizzazione digitale, azioni comunitarie e misure di sicurezza online. In Italia, stanno nascendo iniziative per promuovere un uso consapevole dei social media e per evidenziare la responsabilità collettiva di famiglie, scuole e società nel far fronte al deterioramento della salute mentale dei giovani.
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