Giugno 2018 - Volume XXI - numero 6

M&B Pagine Elettroniche

I Poster degli specializzandi

Un caso di Staphylococcal Scalded Skin Syndrome
Irene Sammartino1, Fabio Campisi1, Riccardo Ganci2, Maddalena Violante2, Nicola Cassata2
1Scuola di Specializzazione in Pediatria, Palermo
2UO di Pediatria, Ospedali Riuniti “Villa Sofia-Cervello”, Palermo
Indirizzo per corrispondenza: irenesammartino@libero.it


Una bambina di 6 mesi giunge alla nostra osservazione per febbre continuo-remittente da 72 ore e per la comparsa di intenso eritema in regione periorale, perianale, alle pieghe inguinali e ascellari con piccole aree di desquamazione. Quattro giorni prima la piccola era stata vaccinata e circa 10 giorni prima aveva presentato una lesione simile a puntura di insetto in sede fronto-temporale sinistra.
Al ricovero si presenta in discrete condizioni generali. È febbrile. L’eritema diffuso del mantello cutaneo risparmia i piedi, appare più intenso nella regione periorale e perianale, con desquamazione lamellare del padiglione auricolare e della regione periorale. Non ha enantema né iperemia congiuntivale. Non si hanno incremento degli indici di flogosi né alterazioni della formula leucocitaria.
Che si tratti di una forma atipica/incompleta di malattia di Kawasaki, o di una sindrome di Stevens-Johnson?
Dalla seconda giornata di degenza la desquamazione al volto peggiora, compaiono edema palpebrale e secrezioni congiuntivali (Figura 1). Sul dorso del piede destro, sede in cui il giorno prima era stata applicata una intensa sollecitazione meccanica, compare una lesione bollosa (Figura 2). È il segno di Nikolsky! Nasce dunque il sospetto che possa trattarsi di un caso Staphylococcal Scalded Skin Syndrome (SSSS).


Figura 1. Desquamazione al volto ed edema palpebrale.


Figura 2. Lesione bollosa sul dorso del piede destro: segno di Nikolsky.


Si avvia subito la coltura di tamponi congiuntivale, cutaneo e nasale, quest’ultimo risultato positivo per Staphylococcus aureus, mentre l’emocoltura risulta negativa.
Si intraprende terapia con teicoplanina a 10 mg/kg ogni 12 ore per le prime tre somministrazioni, poi a 10 mg/kg ogni 24 ore. Dopo 48 ore dall’inizio della terapia si assiste a completa defervescenza e a regressione dell’eritema. A carico di volto, dorso, regione glutea e regione pubica si apprezza una desquamazione furfuracea, mentre le dita delle mani e dei piedi sono sede di una desquamazione “a guanto”. La terapia con teicoplanina viene proseguita per sette giorni, poi sostituita con amoxicillina + acido clavulanico per altri tre giorni.



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I. Sammartino, F. Campisi, R. Ganci, M. Violante, N. Cassata Un caso di Staphylococcal Scalded Skin Syndrome. Medico e Bambino pagine elettroniche 2018;21(6) https://www.medicoebambino.com/?id=PSR1806_20.html