Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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Striscia... la notizia

a cura di Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS Pediatrico “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino





Morbillo e influenza: le infezioni in Ue

Morbillo, legionellosi e influenza sono le principali malattie infettive che attualmente stanno minacciando e colpendo l'Europa, secondo l'ultimo report dell'European Center Desease Control (Ecdc). Il morbillo è riemerso per il basso utilizzo della vaccinazione. Nel 2011 sono stati segnalati 30mila casi in Europa, di cui l'82% tra persone non vaccinate.


Attenti al fosforo, fa male ai reni
Studio italiano, riduce anche effetto farmaci protettori

Esami scolastici vicini? Fosforo per migliorare le performance della memoria. Così genitori e medici di una volta cercavano di dare aiuto agli studenti in difficoltà. Oggi uno studio italiano pubblicato sul Journal of American Society of Nephrology sostiene però che una dieta ricca di fosforo peggiora le condizioni dei reni, anche se il fosforo, di per sè, non va comunque criminalizzato. Prima di somministrare fosforo occorrerebbe esser certi di avere i reni sani.


Il digiuno, arma segreta della chemio: "due giorni senza cibo e cellule più forti"
Studio dell'Usc di Los Angeles e del Gaslini di Genova: 48 ore di restrizione calorica garantiscono risultati migliori delle cure, facendo regredire il tumore e riducendo gli effetti collaterali

Solo acqua e quarantott'ore di digiuno per aumentare la validità della chemio e prevenire le recidive. È il risultato di uno studio in corso di pubblicazione su Science Translational Medicine e condotto dai ricercatori coordinati da Valter Longo, direttore dell'istituto di Longevità alla University of Southern California di Los Angeles, insieme ai colleghi del laboratorio di Oncologia dell'istituto Gianna Gaslini di Genova, diretto da Vito Pistoia.
In cosa differisce una cellula normale da una tumorale? Quella tumorale si moltiplica in modo incontrollato ed è refrattaria a qualcunque segnale che cerchi di bloccarne la crescita. Al contrario, la cellula normale smette di proliferare ed entra in una condizione di autoprotezione.
In un lavoro pubblicato nel 2008 da Longo con Raffaghello è stato dimostrato che una restrizione calorica (48 ore di digiuno prima della somministrazione della chemioterapia) proteggeva le cellule normali ma non quelle tumorali in un modello animale di neuroblastoma, tumore pediatrico spesso a cattiva prognosi.
"In altre parole il meccanismo permette di distinguere cellule amiche da quelle nemiche. Il cancro è come un esercito di traditori difficilissimo da combattere, dal momento che hanno la stessa divisa dei nostri soldati (le cellule normali). La strategia messa a punto agisce dotando i nostri soldati di uno 'scudo magico' che li protegge e differenzia dai nemici 'traditori". Restava da capire se il digiuno obbligato (cioè la restrizione calorica) potesse rendere le cellule maligne più sensibili alla chemioterapia. La risposta è arrivata proprio dalla sperimentazione appena conclusa che, condotto su diversi modelli preclinici di tumori pediatrici e dell'età adulta, ha dimostrato che 48 ore di digiuno pre-trattamento non solo sono efficaci nel rendere più vulnerabili le cellule tumorali agli effetti della chemio, ma ritardano la progressione del tumore.


Paralisi ospedali, da Pronto Soccorso a posti letto

Molti ospedali italiani sono alla paralisi. I pronto soccorso "scoppiano" - per sovraffollamento, carenza di organici e strutture - e la situazione va verso il peggioramento, denunciano medici e sindacati: la riduzione in atto dei posti letto in corsia, frutto dei tagli ai bilanci della sanita', sta infatti proprio provocando l'ulteriore intasamento dei Pronto Soccorso, con il moltiplicarsi di situazioni limite come quella fotografata al San Camillo-Forlanini di Roma.
E dopo l'avvio dell'indagine da parte della procura sui Pronto soccorso della capitale, i medici dell'emergenza-urgenza hanno scritto una lettera aperta al Ministro della Salute Renato Balduzzi: gli organici sono al collasso, denunciano, e sono necessarie misure urgenti, partendo dallo sblocco del turn-over.


Salute: cani “dottori” alleviano il ricovero dei bambini
Studio italiano, i giochi migliorano le competenze relazionali dei bimbi

Il primo è stato Orso poi sono arrivati Nuvola e Abra. Non sono medici ma due barboncini e un meticcio, "impiegati" in alcuni ospedali napoletani per far valere il diritto al gioco dei bambini ricoverati, sancito dalla Carta dei diritti dei Bambini. Per due ore, il martedì di ogni settimana i piccoli degenti del reparto di pediatria generale del II Policlinico dell'Università Federico II di Napoli, dal 2007, hanno incontrato gli operatori di un'associazione di volontariato, Aitaca, nella quale lavorano psicologhe, addestratori e una biologa, Amelia Stichi, la fondatrice, specializzata nella fecondazione assistita che a un certo punto della carriera ha deciso di portare sollievo con l'AAA (Attività Assistita da Animali).
Il gruppo di Aitaca ha misurato i "benefici percepiti" dagli oltre mille bambini (tra i 3 e i 14 anni) in uno studio dal quale è emerso che tutti hanno avuto un miglioramento delle capacità relazionali e di interazione. In particolare per i bambini con disturbi del comportamento si è registrato un incremento delle competenze linguistiche e relazionali e nei soggetti con disturbo da deficit di attenzione e iperattività si è osservata una riduzione dell'iperattività e un aumento dell'attenzione.
Fin qui la ricognizione scientifica ma le parole di Amelia Stinchi vanno oltre: "la meraviglia e la gioia sui volti dei bambini all'arrivo del cane in ospedale - afferma Stinchi all'ANSA - sono difficilmente dimostrabili da grafici e tabelle".


Tumori: Fiagop,ogni anno colpiti 2.100 bambini
17 e 18 febbraio Giornata Mondiale contro il cancro infantile

Ogni anno, in Italia si ammalano di cancro circa 2.100 bambini e adolescenti, da 0 a 18 anni, con un incremento annuo di nuovi casi valutato tra l'1,5 e il 2%. E se si sono raggiunti buoni livelli di cura e di guarigione per leucemie e linfomi rimangono ancora basse le possibilità diguarigione per i tumori cerebrali, neuroblastomi e osteosarcomi. Sono i dati diffusi dalla Federazione italiana associazioni genitori oncoematologia pediatrica onlus (Fiagop), in occasione della Giornata Mondiale contro il cancro infantile che si è celebrata il 17 e 18 febbraio, sotto l'Alto Patronato del Presidente della Repubblica. "Nei Paesi ricchi la percentuale di guarigione è intorno al 75%" - osserva la Fiagop. Ma nel mondo solo il 20% dei bambini ha la possibilità di accedere a cure mediche adeguate ed è drammatico il fenomeno ell'abbandono delle cure. L'Italia è all'avanguardia nella cura dei tumori pediatrici ed è in atto un fenomeno migratorio al contrario per il quale, dall'estero arrivano bambini a farsi curare. Per la Fiagop, però, il Paese è indietro sui servizi socio assistenziali, "molti dei quali gravano ancora sulle spalle delle associazioni, dei genitori dei bambini malati".


Il sonno perduto dei bimbi. Dormono un'ora di meno
In un secolo televisione e internet hanno tolto tempo al sonno. La notte dei bambini si è ristretta: 73 minuti in meno ogni notte. Così le ore di riposo tra 0 e 18 anni ridotte in media a 9 ore e 10 minuti, di più fra gli adolescenti
 
"La fretta e la tensione della vita moderna sono alla base dell'insonnia" scriveva il British Medical Journal. Era il 1894, luce artificiale e libri erano accusati di disturbare il riposo dei bambini. Se già un secolo fa ci si lamentava per la mancanza di sonno, oggi le notti dei bambini si sono accorciate di altri 73 minuti. Lo hanno calcolato tre ricercatrici dell'università dell'Australia, preoccupate per il restringersi di una coperta - quella del riposo notturno - che avanza sempre più. E che pur essendo imputato alla vita moderna, è un fenomeno iniziato in realtà più di un secolo fa.
Le studiose hanno ripescato dagli archivi medici tutti gli studi relativi a sonno e bambini: ore consigliate, disturbi più diffusi, durata effettiva del riposo. Da 300 resoconti hanno estratto i contorni di un fenomeno che procede inesorabile: la colonizzazione del tempo notturno che un secolo fa era imputata ai libri, poi fu attribuita alla radio e ora vede come accusati internet, telefonini e tv.
I 73 minuti citati dallo studio pubblicato su Pediatrics sintetizzano quanto si è accorciata la notte dei bambini e dei ragazzi fra 0 e 18 anni. E alla fine le scienziate australiane scelgono di affidarsi a un consiglio basato sui ritmi della natura che poco riflette gli sforzi di un secolo di medicina: "Un bambino dovrebbe svegliarsi da solo al mattino. Se non lo fa, occorre mandarlo a letto prima".


Salute: poca vitamina D in gravidanza e ritardi nel linguaggio

I bambini nati da madri con bassi livelli di vitamina D durante la gravidanza hanno un rischio raddoppiato di soffrire di disturbi di linguaggio in età scolare. Lo indica uno studio dell'Istituto di Ricerca Telethon sulla Salute Infantile di Perth, in Australia, il primo a mostrare che bassi livelli di vitamina D nell'utero possono danneggiare lo sviluppo linguistico del bambino, come l'abilità di apprendere parole nuove e di comporre frasi più lunghe. Non è emerso invece alcun legame tra la carenza della vitamina e problemi di comportamento o emotivi nell'infanzia.
La ricerca, pubblicata sulla rivista Pediatrics, ha monitorato oltre 740 donne incinte, e quindi lo sviluppo e il comportamento della prole fino a 17 anni. Un quarto delle donne durante la gravidanza aveva livelli insufficienti di vitamina D, che sono generalmente legati alla scarsa esposizione ai raggi solari. Il ritardo linguistico più significativo è emerso nei bambini di età fra cinque e 10 anni.
I risultati sono significativi, sostiene Andrew Whitehouse che ha guidato il progetto, scrive: 'Era noto da anni che l'insufficienza di vitamina D durante la gravidanza è associata a una serie di effetti avversi sulla salute della prole, come scarsa crescita e asma, ma questo è il primo studio a rivelare un'associazione con le difficoltà di linguaggio'', aggiunge. E tali problemi sono particolarmente preoccupanti se persistono negli anni di scuola. Circa il 12% dei bambini piccoli hanno ritardi linguistici ma molti di loro li risolvono prima di cominciare la scuola, mentre i problemi che persistono negli anni di scuola tendono a rimanere per gran parte della vita, osserva Whitehouse. Lo studio ha implicazioni significative, sostiene lo studioso, poiché può facilitare interventi tempestivi per prevenire difficoltà di linguaggio.


3.000 bambine in Italia rischiano l'infibulazione
Madri impongono il rispetto dei costumi dei paesi d'origine

Sono nate in Italia ma per rispettare le tradizioni, non religiose ma culturali, dei Paesi d'origine dei genitori, rischiano di essere infibulate. E' il destino a cui possono andare incontro fino a tremila bambine attualmente residenti in Italia, secondo uno studio dell'ospedale San Camillo-Forlanini di Roma, diffuso in occasione della Giornata Mondiale delle mutilazioni genitali femminili.
"Il nostro studio ha incrociato i dati delle donne immigrate provenienti da Paesi a forte tradizione scissoria - afferma all'ANSA Aldo Morrone, direttore generale del San Camillo-Forlanini - con quelli epidemiologici delle bambine nate in Italia da famiglie provenienti dalle quelle aree del mondo e abbiamo scoperto che circa 2.000-3.000 bambine rischiano di essere infibulate". L'infibulazione è una pratica diffusa nel Corno d'Africa, in Egitto, Sudan e Mali che consiste nell'asportazione di parti dell'organo genitale con successiva cauterizzazione che non di rado provoca infezioni e problemi al momento del parto. "In tutti i grandi ospedali italiani si sono osservati casi di donne infibulate arrivate al parto in condizioni critiche" e ci sono anche richieste di giovani donne che vogliono essere infibulate.
Uno dei casi osservati da Morrone riguarda "una ragazza di origine somala che chiedeva di essere infibulata ma in Italia è proibito per legge (ed è punito con la reclusione fino a 12 anni). Dopo un anno l'abbiamo rivista. Aveva fatto l'intervento in Svezia, pagando, ed è tornata in ospedale perché le ferite le avevano creato problemi".


Seri sintomi psicosomatici nei bambini vittime di abusi fisici

Uno studio pubblicato su Acta Paediatrica pone l'accento su un problema purtroppo ancora attuale: la violenza sui bambini. Atti di abuso fisico che, laddove non sfociano in manifestazioni eclatanti o tragedie, spesso trovano espressione nei sintomi psicosomatici sviluppati dai bambini che ne sono stati vittima.
Secondo i ricercatori svedesi della Karlstad University (KU), che hanno condotto lo studio, i bambini vittime di abusi hanno più del doppio di probabilità di sviluppare tutta una serie di disturbi psicosomatici che comprendono problemi alimentari, mali, dolori, difficoltà a dormire e altri. Alcuni di questi sintomi sono stati rilevati anche nei bambini che sono stati testimoni di violenza tra i partner – o genitori – detta IPV.
Il professor Staffan Janson dalla Division of Public Health Sciences e colleghi della KU, hanno analizzato e studiato oltre 2.500 bambini di entrambi i sessi e di età compresa tra i 10 e i 15 anni.
Ai bambini è stato chiesto se avessero avuto uno dei seguenti sintomi almeno due volte nell'ultimo mese: mal di stomaco, mal di testa, insonnia, vertigini, mal di schiena e perdita di appetito. Analizzando l'incidenza e la manifestazione dei disturbi psicosomatici, gli scienziati svedesi hanno riscontrato che due terzi dei bambini, ossia il 66%, presentavano almeno un sintomo psicosomatico. Il 35% dei bambini – o poco più di un terzo – presentavano tre o più sintomi psicosomatici.
Tra i sintomi più comuni individuati vi erano la cefalea nel 38% dei casi, l'insonnia nel 36% e infine il mal di stomaco nel 31% dei bambini.
"l nostro studio dimostra una chiara associazione tra alti livelli di sintomi psicosomatici e un aumento del rischio di abuso fisico" commenta il professor Janson, ricordando che l'associazione è stata ancora maggiore nei bambini che, oltre all'abuso, avevano fatto esperienza di violenze tra i genitori.
A conclusione dello studio, i ricercatori, suggeriscono che gli operatori sanitari dovrebbero tenere conto di questi possibili fattori quando un bambino presenta determinati sintomi.


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it; brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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a cura di Valentina Abate e Irene Bruno 3.000 bambine in Italia rischiano l'infibulazione
Seri sintomi psicosomatici nei bambini vittime di abusi fisici'>Morbillo e influenza: le infezioni in Ue
Attenti al fosforo, fa male ai reni
Il digiuno arma segreta della chemio: "due giorni senza cibo e cellule più forti"
Paralisi ospedali, da Pronto Soccorso a posti letto
Salute: cani "dottori" alleviano il ricovero dei bambini
Tumori: Fiagop, ogni anno colpiti 2.100 bambini
Il sonno perduto dei bimbi. Dormono un'ora di meno
3.000 bambine in Italia rischiano l'infibulazione
Seri sintomi psicosomatici nei bambini vittime di abusi fisici. Medico e Bambino pagine elettroniche 2012;15(3) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1203_10.html
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