Settembre 2009 - Volume XII - numero 7

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino




Fattori di rischio legati a un fallimento della chirurgia bariatrica
N Engl J Med
Numerosi fattori di rischio possono aiutare a identificare i pazienti che hanno maggiore probabilità di fallimento della chirurgia bariatrica. La stampa divulgativa ha spesso descritto la chirurgia bariatrica come molto rischiosa e inaffidabile. Gli effetti collaterali legati a questo tipo di chirurgia maggiormente descritti includono la morte, il tromboembolismo venoso, la necessità di reintervento sia per via per cutanea, che endoscopica, che laparoscopica e l’impossibilità di dimissione. Per migliorare gli esiti del trattamento della chirurgia bariatrica e valutarne la relativa pericolosità è stato eseguito uno studio pubblicato recentemente sul New England Journal of Medicine.
L’età media dei pazienti inseriti nello studio era di 44,5 anni, il 21,1% erano uomini, per il 90% bianchi e più della metà presentava almeno due comorbidità. Il BMI medio era di 46,5 Kg/m2.


La procedura bariatrica eseguita è stata un bypass gastrico Roux-en-Y in 3412 pazienti (eseguito per via laparoscopica nell’87,2% di questi pazienti) e un bendaggio gastrico per via laparoscopica in 1198 pazienti. Tra i pazienti trattati la mortalità a 30 giorni è stata dello 0,3% e uno o più esiti avversi si sono verificati nel 4,3% dei pazienti. I fattori associati maggiormente a eventi avversi sono stati: la trombosi venosa profonda o l’embolia polmonare, una diagnosi di apnea ostruttiva del sonno e uno stato generale compromesso. Anche un valore estremamente alto di BMI è stato associato a maggior numero di eventi avversi, mentre non è stata riscontrata alcuna associazione con il sesso, l’età, la razza, l’etnia. Il rischio generale di morte dopo chirurgia bariatrica è stato basso e molto dipendente dalle condizioni di base dei pazienti. Nell’aiutare questi pazienti sulla decisione di sottoporsi o meno a questo tipo di chirurgia vanno considerati i rischi dell’intervento e confrontati con quelli di rimanere dei gravi obesi. È noto infatti che alcuni giovani obesi hanno una aspettativa di vita di 20 anni inferiore a quella della popolazione normale. L’obesità va quindi trattata in maniera aggressiva e, al momento attuale, la chirurgia bariatrica appare sicura ed efficace.

Quel mal di testa che inizia da adolescenti
Intervistati mille ragazzi tra i 12 e i 15 anni: almeno il 10% soffre di mal di testa due volte alla settimana
MILANO – Cefalea da insonnia, da troppo lavoro o ancora da qualche eccesso (un bicchiere di troppo?): il mal di testa è da sempre un disturbo da grandi spesso quasi sconosciuto ai più piccini. Eppure ai giorni nostri non è più così e già in età puberale un ragazzino su cinque ne soffre con una frequenza settimanale e uno su dieci ha a che fare con la cefalea anche due volte nel corso di una settimana.
LO STUDIO – Lo sostiene una ricerca britannica pubblicata sul “British Journal Of General Practice” che denuncia la cefalea come una seria e frequente patologia dell’età pediatrica. I giovani tra i dodici e i quindici anni ne soffrono con frequenza settimanale nel 20 per cento dei casi e con frequenza bisettimanale nel dieci per cento. Inoltre tra i mille partecipanti allo studio, equamente distribuiti tra i due sessi, un 20 per cento dei ragazzini sostiene che in un periodo di tre mesi sono circa dodici i giorni in cui si sente fuori gioco e non riesce a svolgere una vita normale proprio a causa della cefalea.
IMPLICAZIONI – David Kernick, autore dello studio, sottolinea l’importanza di comprendere le cause del fenomeno e di interpretarne le implicazioni sulla qualità della vita dei ragazzi: «Troppo spesso il mal di testa non viene preso sul serio o non viene identificato, ma in realtà talvolta può essere un sintomo preoccupante di malessere e di depressione tra i giovanissimi». Secondo gli esperti infatti la cefalea è molto spesso collegata all’ansia anche tra gli adulti, ma nel caso dei giovani il legame tra stato psicologico e mal di testa è ancora più significativo.

La TAC non è utile nella maggior parte delle cefalee in età pediatrica

Raramente la TAC si rivela di utilità diagnostica o terapeutica nei bambini che si presentino in pronto soccorso con cefalea ed esame neurologico normale e senza una anamnesi particolarmente preoccupante. Questi i risultati di uno studio pubblicato su Pediatrics a luglio.
Il neuroimmaging ha un valore molto limitato nella diagnostica dei bambini con cefalea ed esame neurologico negativo. Il rischio di esposizione alle radiazioni in età pediatrica è alto e per questo è stato svolto uno studio volto a individuare la reale efficacia della TAC encefalo nei bambini con età inferiore ai 6 anni.
Sono stati valutati 364 bambini di età tra i 2 e i 5 anni visti in PS per cefalea. Sono stati distinti i pazienti con cefalea secondaria a cause note come uno shunt ventricolo-peritoneale, un tumore cerebrale o una malattia acuta come una virosi, una probabile meningite o un trauma. Dei restanti pazienti con storia di cefalea sono stati rivalutati la storia, l’esame neurologico e gli esami di laboratorio e di neuroimaging.
Tra i 306 bambini (84%) con cefalea secondaria è stata diagnosticata una malattia infettiva acuta come causa di cefalea nel 72% dei bambini.
La TAC è stata eseguita in 16 (28%) dei 58 bambini senza una malattia già nota all’ingresso. In 15 (94%) dei 16 pazienti, la TAC non è stata utile nel facilitare la diagnosi o la terapia. Soltanto una TAC è risultata alterata e ha mostrato la presenza di un glioma del tronco encefalico. Questo paziente, comunque, aveva un esame neurologico patologico. In conclusione la TAC non è utile nei bambini che si presentano in PS con cefalea ed esame neurologico normale. I limiti di questo studio includono il fatto che lo studio era retrospettivo e manca di un successivo follow-up. Pediatrics. 2009;124:e12-e17

Seicento bambini intossicati dal piombo

PECHINO - Centinaia di persone hanno fatto irruzione in una fonderia dello Shaanxi, nel nord-ovest della Cina, ritenuta responsabile dell’intossicazione da piombo di 615 bambini, pari all’80% dei 731 bambini che vivono in due villaggi vicino all’impianto per la fusione di metalli della Dongling. Di questi, 150 si trovano in ospedale.
Inizialmente le autorità locali hanno negato, ma poi hanno dovuto ammettere che l’impianto è responsabile dell’inquinamento che ha causato i malori. L’irruzione nella fonderia della città di Baoji è avvenuta lunedì mattina, scrive l’agenzia cinese Xinhua e un centinaio di poliziotti è intervenuto per sedare i disordini. Al momento l’impianto è stato chiuso. «I test della settimana scorsa indicano che su 30 bambini 20 hanno una presenza eccessiva di piombo nel sangue e 10 ne hanno più di 200 milligrammi per litro» (i valori normali sono quelli tra lo 0 e 100).

LO SCANDALO SCOPPIATO NEL 2004 - Lo scandalo del era scoppiato nel 2004 nella località di Fengxiang e gli abitanti dell’area avrebbero dovuto essere trasferiti in un posto più sicuro entro il 2006. Invece più di 400 famiglie vivono ancora nella vicinanze dell’impianto. Secondo Nuova Cina, l’impianto ha sospeso la produzione dal 6 agosto scorso. Una concentrazione troppo alta di piombo nel sangue può provare anemia, debolezza muscolare e, nei casi più gravi, danni irreversibili al cervello.

I medici del Corpo Pediatrico per l’AIDS cominciano a lavorare
Il gruppo nuovo di medici selezionati per formare il corpo Pediatrico per l’AIDS, un programma comune del Baylor International Pediatric AIDS Initiative e della Bristol-Myers Squibb Foundation, viaggerà verso l’Africa questa settimana per cominciare il proprio lavoro. Lo schieramento del gruppo all’estero segue il completamento di un corso di formazione di due settimane su HIV/AIDS pediatrico e medicina tropicale al Baylor College of Medicine.

Azzurra: Corsi di rilassamento e percezione corporea, incontri autunno 2009
Siamo lieti di informarVi che Azzurra Associazione Malattie Rare organizzerà altri due cicli di RILASSAMENTO E PERCEZIONE CORPOREA PER FAMILIARI E CAREGIVER nel periodo settembre - dicembre 2009.
Gli incontri intendono fornire gli elementi di base per una corretta auto gestione dell’attività motoria necessaria a garantire un benessere psicofisico, attraverso un percorso di apprendimento che preveda l’acquisizione di tecniche di rilassamento e di presa di coscienza ma che possa anche essere un momento di incontro, scambio e svago tra familiari e caregiver che condividono la difficoltà di avere un familiare affetto da gravi patologie/malattie.
Ogni ciclo prevede la realizzazione di circa 10 incontri di 1 ora ciascuno con 2 fisioterapisti specializzati che effettueranno ed insegneranno le tecniche di rilassamento corporeo, la presa di coscienza corporea (elemento di partenza per iniziare qualunque attività fisica), l’acquisizione di elementi di conoscenza sull’igiene posturale, l’acquisizione di semplici esercizi da svolgere, anche individualmente a casa propria, in un’ottica di self efficacy.
Si presume che entrambi i cicli di incontri si terranno nel periodo META’ SETTEMBRE -NOVEMBRE; l’attività sarà a numero chiuso e potranno essere accettati al massimo n.8-10 partecipanti per ogni ciclo.
Pertanto, Vi preghiamo cortesemente di comunicare una Vostro eventuale interesse all’iniziativa, restituendoci la scheda di pre-iscrizione (in allegato) tramite fax (040/3785467) o inviando una e mail a azzurra@burlo.trieste.it.
Cogliamo l’occasione per informare chi si era già iscritto al CORSO DI TRAINING AUTOGENO (inizialmente previsto per la primavera 2009 e poi sospeso) che il suddetto corso partirà presumibilmente in autunno 2009 (sempre tra settembre e dicembre); sarà cura della scrivente avvertire gli interessati sulle nuove date di svolgimento del suddetto. Cordiali saluti,
Il Presidente, Alfredo Sidari
www.triesteabile.it: newsletter del 29/07/2009

La FDA approva la terapia con teriparatide per il trattamento dell'osteoporosi indotta da glucocorticoidi


La FDA ha approvato l’indicazione allargata al teriparatide (Forteo, Eli Lilly and Company, Inc) per il trattamento dell’osteoporosi indotta da terapia corticosteroidea prolungata (≥5 mg/dì di prednisone) nei pazienti con storia di fratture osteoporotiche, in quelli con più fattori di rischio per fratture e nei pazienti in cui gli altri trattamenti per l’osteoporosi sono risultati inefficaci o intollerabili.
Secondo le notizie fornite dalla ditta produttrice, fino al 3% degli adulti di 50 anni o più, ricevono farmaci corticosteroidei; coloro che li assumono in maniera cronica hanno un rischio aumentato del 50% di avere una frattura osteoporotica. A differenza dei farmaci anti-riassorbitivi (es. alendronato), la teriparatide agisce stimolando la produzione di osso che la somministrazione di glucocorticoidi, invece, diminuisce.
La decisione della FDA si basa su uno studio randomizzato, in doppio cieco, controllato su 428 pazienti con osteoporosi indotta da glucocorticoidi. I risultati a 18 mesi dimostrano che la terapia con teriparatide ha permesso di ottenere importanti miglioramenti in termini di densità ossea della colonna lombare (7,2%), dell’anca (3,6%) e del collo femorale (3,7%, P<0.001 per tutti).
Gli eventi avversi più comunemente riportati nello studio includono nausea (14%), gastrite (7%), polmonite (6%), dispnea (6%), insonnia (5%), ansia (4%) e herpes zoster (3%).
Il farmaco per ora non va utilizzato nei pazienti pediatrici per gli effetti ancora non noti sulle epifisi ancora aperte.
La teriparatide era stata già precedentemente approvata per un trattamento di seconda linea di osteoporosi in pazienti in post menopausa ad alto rischio di fratture e per aumentare la massa ossea in uomini con osteoporosi primaria o secondaria a ipogonadismo e ad alto rischio di fratture.

Catanzaro. “Io mangio Positivo”, progetto per educare le scuole al bio
Bioagricultura Notizie
Si è concluso il progetto “Io mangio Positivo” finanziato dalla Regione Calabria inserito nel Piano per il diritto allo Studio Anno Scolastico 2008-2009, che ha avuto come oggetto “l’Educazione alla salute e promozione del benessere” e in particolare l’ambito trattato è stato quello dell’Educazione alimentare. Il progetto ha coinvolto 40 ragazzi. L’obiettivo principale del progetto è stato quello di fornire ai partecipanti una “coscienza alimentare”, tenendo soprattutto presenti tre livelli di intervento per l’educazione alla salute: la prevenzione, il contenimento del disagio, la promozione delle situazioni di benessere. “Io Mangio Positivo” è stato strutturato in 4 moduli: “Bio?...è logico” per comprendere meglio l’Agricoltura Biologia e lo stretto legame che unisce l’alimentazione, la tutela della qualità della vita e dell’ambiente;
“Mangio dunque sono” che ha avuto come obiettivo principale quello di individuare e prevenire i problemi psico-affettivi-corporei connessi con l’alimentazione nelle diverse fasi della crescita della persona; “Mangiare bene…fa bene” che ha fornito ai genitori dei cenni sul contenuto e sulle funzioni degli alimenti ed elementi di educazione alimentare permettendo loro di conoscere le corrette abitudini alimentari. La fase conclusiva di “Io Mangio Positivo” ha visto la visita a una fattoria biologica”La locanda del parco” situata ai piedi del Parco Nazionale del Pollino. L’intero gruppo ha potuto vivere un esperienza a diretto contatto con la natura e con cibi biologici, si sono potuti ritrovare i gusti delle pietanze dell’antica tradizione contadina, caratterizzate fortemente dall’utilizzo della genuinità dei prodotti derivanti dall’attività sui campi coltivati con metodo biologico. (Uscatanzaro.net)

Niente radiografie ai bambini con asma!
Siccome la presenza di polmonite è rara nei pazienti con asma senza febbre, l’utilizzo rutinario della radiografia del torace in questi bambini va abbandonato. Questo il risultato di uno studio prospettico pubblicato a Luglio su Pediatrics. Scopo dello studio era valutare i fattori predittivi di radiografia del torace positiva nei pazienti ricoverati per asma. Sono stati valutate le storie di 526 pazienti con meno di 21 anni ricoverati per asma e che erano stati sottoposti a Rx torace nel sospetto di polmonite. Tra i pazienti inclusi, il 4,9% aveva una polmonite.
I fattori che maggiormente hanno correlato con la presenza di polmonite sono stati la presenza di febbre a casa (positive likelihood ratio [LR], 1.39; 95% CI, 1.13 - 1.70), la presenza di dolori addominali (positive LR, 2.85; 95% CI, 1.08 - 7.54), una temperatura >= a 38°C (positive LR, 2.03; 95% CI, 1.34 - 3.07), una saturazione inferiore al 92% (positive LR, 3.06; 95% CI, 1.15 – 8.16). Con tutte le limitazioni di uno studio retrospettivo, le conclusioni dicono che la polmonite nei pazienti con attacco asmatico acuto è rara e che la radiografia del torace va riservata ai pazienti con determinati fattori di rischio. In particolare, concludono gli autori, la Rx del torace NON va fatta nei pazienti con asma senza febbre.
Pediatrics. 2009;124:e29-e36.


L’influenza delle esperienze dalla nascita fino ai 5 anni di età sulla salute emozionale e psicologica
Come riassunto nel rapporto dell’Istituto di Medicina “From Neurons to Neighborhoods”, la ricerca estensiva ha documentato che il periodo che va dalla nascita ai 5 anni rappresenta una finestra critica dello sviluppo umano cognitivo e sociale. Il cervello del neonato triplica nelle sue dimensioni durante i primi 2 anni di vita in risposta diretta agli stimoli esterni

Il fumo può innescare un attacco d’asma nei bambini
L’esposizione al fumo può peggiorare l’asma del bambino e dovrebbe pertanto essere eliminato per aiutare efficacemente a gestire i sintomi, ha affermato un pediatra pneumologo del Baylor College of Medicine. “Talvolta, trattare l’asma in un bambino significa trattare il vizio del fumo nei genitori” ha detto il Dr. Harold Farber, professore associato di pneumologia pediatrica al BCM e direttore medico associato del Texas Children’s Health Plan al Texas Children’s Hospital.


Risolvere il problema delle carie precoci nei bambini
Il rapporto di Milgrom et al. su uno studio clinico randomizzato sullo xilitolo topico per prevenire le carie dentali nei bambini evidenzia la necessità pressante di eliminare una malattia opprimentemente prevenibile che dilaga tra i nostri figli. La carie infantile precoce è ben compresa dai microbiologi e dai ricercatori dentisti, se non addirittura dal pubblico e dagli operatori sanitari, come un decadimento dentale ordinario impazzito.



Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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a cura Irene Bruno e Alessandra Perco Catanzaro. “Io mangio Positivo”, progetto per educare le scuole al bio
Niente radiografie ai bambini con asma!
L’influenza delle esperienze dalla nascita fino ai 5 anni di età sulla salute emozionale e psicologica
Il fumo può innescare un attacco d’asma nei bambini
Risolvere il problema delle carie precoci nei bambini'>Fattori di rischio legati a un fallimento della chirurgia bariatrica
Quel mal di testa che inizia da adolescenti
Seicento bambini intossicati dal piombo
I medici del Corpo Pediatrico per l’AIDS cominciano a lavorare
Azzurra: Corsi di rilassamento e percezione corporea, incontri autunno 2009
La FDA approva la terapia con teriparatide per il trattamento dell\'osteoporosi indotta da glucocorticoidi
Catanzaro. “Io mangio Positivo”, progetto per educare le scuole al bio
Niente radiografie ai bambini con asma!
L’influenza delle esperienze dalla nascita fino ai 5 anni di età sulla salute emozionale e psicologica
Il fumo può innescare un attacco d’asma nei bambini
Risolvere il problema delle carie precoci nei bambini. Medico e Bambino pagine elettroniche 2009;12(7) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS0907_10.html