Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Presidio Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di Pediatria
2Redazione di Medico e Bambino
Indirizzo per corrispondenza:irene.bruno@tele2.it; alessandra.perco@gmail.com




Istituito Working Group dedicato all'età pediatrica

L'Agenzia Italiana del Farmaco al fine di superare la sottovalutazione, ancora esistente, dei bisogni di salute dei bambini nell'ambito della ricerca e della sperimentazione clinica e farmacologica, ha istituito un Working group dedicato all'età pediatrica. Attualmente, infatti, la conduzione di studi clinici prevalentemente incentrati sulla popolazione adulta e sulla sua realtà biologica impediscono di cogliere appieno le diversità nonostante vi sia un numero sempre maggiore di evidenze scientifiche che sottolineano differenze non trascurabili nel profilo di sicurezza e efficacia dei farmaci tra la popolazione pediatrica e quella adulta.
Il gruppo di esperti, che prosegue il lavoro svolto dal precedente Tavolo pediatrico ampliandone le funzioni in raccordo con l'Emea, da un lato avrà il compito di analizzare sotto il profilo etico e scientifico la possibilità di promuovere e realizzare studi clinici sui farmaci rivolti ai bambini e, dall'altro, avrà la funzione di approfondire a tutto campo ogni area di criticità riguardante l'età pediatrica. A tal fine sarà presto comunicato il calendario dell'attività congressuale finalizzata anche alla creazione di una rete sul territorio.

Preipertensione e ipertensione negli adolescenti

Da indagini recenti sappiamo che l'ipertensione in età pediatrica è nettamente sottodiagnosticata e si accompagna anche a dubbi ancora irrisolti: il riscontro di un valore elevato di pressione in un adolescente quali ripercussioni avrà sul suo futuro? Per chiarire la questione alcuni ricercatori hanno esaminato il persistere di ipertensione (sistolica e/o diastolica ≥ 95° centile) o di preipertensione (sistolica e/o diastolica ≥ 90° centile oppure ≥ 120/80) in 8533 adolescenti la cui pressione era stata misurata all'età di 13, 14 o 15 anni e ricontrollata dopo 2 e 4 anni. All'inizio il 67% dei maschi e il 77% delle femmine risultava normoteso; la maggior parte di loro è rimasta normotesa dopo 2 anni, ma il 31% dei primi e il 12% delle seconde è diventato preiperteso e rispettivamente il 5% e il 4% sono diventati ipertesi. Tra i maschi e le femmine inizialmente classificati come preipertesi (21% e 13%, rispettivamente), il 50% e il 24% sono rimasti in questa fascia di valori dopo 2 anni, mentre il 14% e il 12% è diventato iperteso. Tra quelli inizialmente già ipertesi (11% e 10%), il 31% e il 26% sono rimasti ipertesi mentre il 47% e il 26% sono “retrocessi” a preipertesi. Dopo 4 anni i cambiamenti sono stati simili a quelli registrati dopo 2 anni, e si è vista un'associazione stretta tra aumento della pressione sistolica e aumento di peso corporeo.
Il commento a questo articolo
Lo studio si basa su singole misurazioni, isolate nel tempo, per cui molto probabilmente il fenomeno ipertensione risulta sovrastimato. In ogni caso, il risultato importante è che il 7% degli adolescenti preipertesi diventa iperteso, per cui la misurazione della pressione arteriosa deve entrare a far parte della normale visita medica di un soggetti in questa fascia di età.

Convulsioni febbrili infantili e rischio di mortalità


Le convulsioni febbrili nell'infanzia - che colpiscono circa il 5% dei bambini al di sotto dei 5 anni di età - causano inevitabilmente ansia dei genitori, preoccupati spesso per la sopravvivenza del piccolo. La frequenza delle convulsioni febbrili nell'infanzia è stimata in circa il 5% dei bambini al di sotto dei 5 anni di età, con l'inevitabile ansia dei genitori anche per quanto riguarda la sopravvivenza del piccolo. Alcuni ricercatori in Danimarca hanno pertanto utilizzato il registro nazionale per verificare il rischio di mortalità in 1.675.643 bambini che sono stati seguiti dalla nascita fino ad un massimo di 28 anni (mediamente per 13 anni): di questi, 55.215 (3.2%) aveva presentato almeno un episodio convulsivo febbrile tra i 3 mesi ed i 5 anni.
Il rischio di morte è risultato significativamente maggiore nei primi 2 anni dopo l'episodio convulsivo; l'indice di mortalità (MRR) è risultato1.73, ma tale riscontro si è avuto solamente in un sottogruppo di bambini affetti da altre anomalie neurologiche: convulsioni complicate (durata superiore a 15 minuti o recidiva entro 24 ore: MRR 1.99); convulsioni scatenate da una temperatura inferiore ai 39°C (MRR 2.26); convulsioni febbrili prima del compimento dell'anno di vita (MRR1.84). Al contrario, il tasso di mortalità tra bambini che avevano presentato convulsioni febbrili semplici (febbre elevata, durata inferiore a 15 minuti, non recidive entro 24 ore) è risultato simile a quello della popolazione generale.
Il commento a questo articolo
Indubbiamente i risultati sono rassicuranti: le convulsioni febbrili rappresentano un'evenienza drammatica per i genitori, ma fortunatamente senza conseguenze per il bambino, purché siano di tipo semplice. Ovviamente, occorre tenere sotto controllo i bambini che invece presentano episodi convulsivi atipici.

I traumi prevenibili uccidono 2000 bambini ogni giorno
Più di 2000 bambini muoiono ogni giorno a causa di traumi non intenzionali o accidentali ed ogni anno decine di milioni di bambini in tutto il mondo vengono portati all'ospedale con traumi che spesso li lasciano con disabilità permanenti. Il resoconto sulla prevenzione dei traumi nel bambino conclude che se venissero applicate sempre le dimostrate misure di prevenzione dei traumi, almeno 1000 vite di bambini potrebbero essere salvate ogni giorno.
“I trauma in età infantile sono un importante problema di salute pubblica. Oltre agli 830000 morti all'anno altri milioni di bambini soffrono per ferite non letali che spesso richiedono lunghe ospedalizzazioni e riabilitazioni. Il costo di questi trattamenti può portare le famiglie allo stato di povertà. I bambini di famiglie povere e inseriti in comunità sono quelli più a rischio di ferite perché sono quelli che meno beneficiano dei programmi di prevenzione e di servizi di migliore qualità”. Questo report mostra che I trauma accidentali sono la principale causa di morte nell'infanzia dopo l'età di noveani e che il95% di questi accidenti avvengono nei paesi in via di sviluppo. L'Africa ha il tasso più alto di morti dovute a traumi accidentali. Questo resoconto mostra che la frequenza in Africa è 10 volte più alta che nei paesi ricchi. Va detto però che anche se I paesi ricchi sono stati capaci di ridurre le morti infantili per trauma accidentale del 50% negli ultimi 30 anni, esse rimangono comunque ancora un problema da affondare, essendo responsabili del 40% di tutte le morti in questi paesi.

Le prime cinque cause di morte accidentale sono:
  1. Incidenti stradali: uccidono 260 000 bambini ogni anno e ne feriscono circa 10 milioni. Sono la prima causa di morte tra i bambini dai 10 ai 19 anni e la principale causa di disabilità.
  2. Annegamento: uccide più di 175000 bambini all'anno. Ogni anno fino a 3 milioni di bambini sopravvivono ad un annegamento. L'annegamento non mortale ha l'impatto sociale ed economico più alto di qualunque altro accidente e questo è dovuto ai danni neurologici conseguenti.
  3. Ustioni: le ustioni uccidono circa 96000 bambini ogni anno e la frequenza di morte è 11 volte più alta nei paesi poveri.
  4. Cadute: circa 47000 bambini muoiono per cadute, ma centinaia di migliaia restano feriti dopo una caduta.
  5. Avvelenamento: più di 45000 bambini muoiono per avvelenamenti non intenzionali.
Si può migliorare.

Il report sottolinea alcune misure preventive ben dimostrate:
  • Leggi su cinture di sicurezza e caschi
  • Regolazione della temperatura dell'acqua del rubinetto
  • Tappi a prova di bambino per i medicinali, e contenitori; corsie separate per motocicli e biciclette
  • Ridurre l'acqua non necessaria da vasche da bagno e secchielli
  • Ridisegnare i mobili per i nidi, i giochi e gli attrezzi per i parchigiochi
  • Rinforzare i servizi per l'emergenza e la riabilitazione

    E identifica anche cose che dimostratamente vanno evitate:
  • Blister per pastiglie apribili anche da bambini
  • Gli airbag sul sedile anteriore possono divenire lesivi per bambini sotto i 13 anni
  • Burro, zucchero, olio e altri rimedi tradizionali non vanno usati nelle ustioni

Presentati i risultati del progetto frutta snack, i distributori di prodotti freschi nelle scuole
Bioagricultura Notizie] Numero 44, Venerdi 19 dicembre 2008

Sono stati presentati i risultati del monitoraggio del progetto Frutta Snack, predisposto dal Ministero del Lavoro, della salute e delle politiche sociali e da quello dell'Istruzione, dell'università e della ricerca e coordinato dalla centrale sperimentazioni e servizi agroambientali di Cesena. Il progetto - spiega un comunicato - prevede la disponibilità di porzioni di prodotti ortofrutticoli, freschi e trasformati, attraverso distributori automatici collocati nelle scuole. "Attraverso questo progetto - ha spiegato il sottosegretario al Ministero del Lavoro, salute e politiche sociali Francesca Martini - puntiamo con forza sulla parte più ricettiva del paese, cioè l'infanzia e l'adolescenza, con l'obiettivo di un cambiamento complessivo delle abitudini alimentari". "Il progetto - ha poi annunciato il sottosegretario - Sarà rifinanziato". Secondo il rilevamento dei consumi nei distributori automatici compiuto dalla centrale di Cesena, l a macedonia di frutta e' il prodotto preferito con il 51%, seguita dalle mele fresche a fette (11,7%) e dalle mele a fette essiccate (11,3%). (agra press).


Terapia antiretrovirale precoce e mortalità tra i neonati con HIV
Il momento dell'inizio della terapia antiretrovirale nei neonati con HIV è stato elemento di dibattito, in parte a causa della tossicità potenziale a lungo termine del farmaco, del rischio di resistenza, delle sfide per l'aderenza alla terapia e per il costo. In questo studio randomizzato su 377 neonati con HIV in Sudafrica, l'inizio precoce della terapia antiretrovirale ha ridotto la mortalità del 76% ed il tasso di progressione del 75%!

Un'analisi del sangue potrebbe aiutare nella diagnosi e nel trattamento del glioblastoma
Una semplice analisi del sangue può scoprire gli esosomi rilasciati dai glioblastomi, e potrebbe essere utile nella diagnosi e nella personalizzazione del trattamento di questi tumori aggressivi. Il materiale è contenuto in piccoli sacchetti chiamati erosomi o microvescicole, rilasciati dai glioblastomi in numero sufficiente da superare la barriera ematoencefalica e possono essere rintracciati tramite esami del sangue. Molte cellule rilasciano esosomi cosa che fa parte della normale comunicazione tra cellule. Numerosi tumori rilasciano esosomi contenenti proteine in grado di alterare il normale funzionamento cellulare in modo da favorire la crescita del tumore stesso. In particolare gli esosomi del glioblastoma forniscono informazioni su fattori di crescita (EGFR). Questa informazione può essere importante per la terapia: si è visto infatti che i glioblastomi EGRFvIII-positivi gliomas rispondono 50 volte meglio di quelli EGFRvIII-negativi alla terapia con inibitori dell'EBFR. (N Engl J Med 2005;353:2012-2024). In precedenza questa informazione su EGFR positivi-negativi sarebbe stata ottenuta solo con metodi invasivi.
La diagnostica degli erosomi è in via di sviluppo, serve a misurare single mutazioni genetiche (EGFR, KRAS e BRAF) da utilizzare per tumori di colon, cervello e per il melanoma.

L'obesità infantile può danneggiare la tiroide

L'obesità infantile potrebbe alterare la forma e le funzioni della tiroide in un periodo in cui la ghiandola è importante per la crescita e lo sviluppo del bambino. Ecografie svolte in 186 bambini hanno suggerito che il loro peso potrebbe essere legato ad alcuni cambiamenti strutturali nella tiroide. Alcuni scienziati italiani riterrebbero che l'obesità potrebbe essere responsabile di malfunzionamenti della tiroide e non viceversa. Non è chiaro se il successivo calo di peso potrebbe poi risolvere il problema.
Secondo il dr.Giorgio Radetti, ospedale di Bolzano, l'infiammazione causata dall'obesità, potrebbe essere la responsabile del danno alla tiroide. “Abbiamo riscontrato un'associazione tra BMI e livelli di ormone tiroideo, il che suggerisce che l'eccesso di grasso possa avere un ruolo nella modificazione del tessuto tiroideo. Anche se la perdita di peso può portare ad una normalizzazione del dosaggio degli ormoni tiroidei, non è certo che i cambiamenti strutturali riscontrati all'ecografia siano totalmente reversibili. Servono comunque ulteriori studi anche solo per confermare questa ipotesi.

Un test rapido per la meningite tutto italiano
Nella lotta alla meningite la prevenzione e la tempestività della diagnosi sono determinanti, ma da oggi la Medicina ha un'arma in più contro questa malattia: è un nuovo test sviluppato presso l'Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer di Firenze. Il test, messo a punto dal Laboratorio di Immunologia della Clinica Pediatrica II dell'Università di Firenze diretta da Chiara Azzari con il contributo di Maria Moriondo, si basa sulla biologia molecolare e presenta una sensibilità molto più elevata delle indagini colturali utilizzate finora per diagnosticare molte malattie infettive, tra cui la stessa meningite. La meningite è una grave infiammazione delle meningi, le membrane che rivestono il cervello, e del liquido cerebro-spinale, dal decorso rapidissimo. È estremamente pericolosa e contagiosa, ma non facile da diagnosticare, soprattutto nei bambini piccoli. In Italia, circa 900 persone ogni anno si ammalano di questa infezione e la percentuale dei decessi si aggira intorno al 10 per cento. Malattie che ora possono essere facilmente diagnosticate e curate con tempestività. "Il test rivoluziona il modo di fare la diagnosi della malattia", spiega Massimo Resti, primario dell'Unità Operativa di Pediatria dell'Ospedale Meyer, "e quindi ha un impatto importante anche sulla cura tempestiva e sulla prevenzione in tutti coloro che sono stati a contatto con il malato. La meningite è una malattia dal decorso rapidissimo dove il fattore tempo può rappresentare spesso l'unica possibilità di salvezza per il paziente. Fino ad ora per individuarla si sono utilizzate tecniche di coltura microbiologica che davano un esito dopo un tempo minimo di 24 ore ma anche di 7 giorni, a volte falsamente negativo a causa delle terapia antibiotica ad ampio spettro iniziata prima degli esami diagnostici per contrastare l'infezione. Ora invece siamo riusciti a mettere a punto un test basato sulla biologia molecolare di rapida esecuzione, alta specificità e sensibilità, superiore ai metodi colturali oltre ad essere, rispetto ai metodi colturali, molto più economico. La biologia molecolare non ha bisogno di germi vivi, ricerca direttamente il DNA del germe e quindi si può utilizzare anche quando, dopo terapia antibiotica, i germi hanno perso la loro vitalità. Si esegue direttamente su campioni biologici come il sangue o il liquor cefalorachidiano, dà il risultato in meno di due ore e permette di intervenire con una terapia antibiotica mirata e quindi più efficace sia in caso di meningite che di altre patologie molto pericolose per l'uomo, come la polmonite". A partire da novembre il test sarà distribuito negli ospedali italiani.

Fonte: Ufficio stampa Azienda Ospedaliero Universitaria Meyer, Firenze 2008

Violazione dei diritti dell'infanzia: la nuova piaga del XXI secolo

Dichiarazione del Presidente dell'UNICEF Italia sul 60esimo anniversario della Dichiarazione Universale sui Diritti dell'Uomo
10 dicembre 2008- «L'occasione della ricorrenza dei 60 anni dalla Dichiarazione Universale dei diritti dell'uomo ci dà la possibilità come UNICEF Italia di riaffermare con forza la necessità della difesa dei diritti dell'infanzia e dell'adolescenza, temi che traggono naturale declinazione nella Dichiarazione stessa e che si pongono davanti a tutti, con l'esplosione di fenomeni come l'abuso e lo sfruttamento dei minori, come i diritti più violati del nuovo secolo» ha detto Vincenzo Spadafora, Presidente dell'UNICEF Italia. «A ciò» prosegue «è necessario aggiungere il grave problema della fame nel mondo che emerge in maniera sconcertante dai dati forniti dalla FAO e che richiede a tutte le comunità uno sforzo sempre maggiore. Non si può restare inermi di fronte al fatto che quasi un miliardo di persone soffrono per mancanza di alimenti, e che molti sono purtroppo bambini. Occorre ripensare le strategie globali di cooperazione e mettere al primo posto dell'agenda dei Governi, specie in vista del G8 che si terrà in Italia questi due temi, spesso trascurati, oggetto di tagli ed iniziative poco incisive. Raccolgo l'appello del Presidente Napolitano a tutti i giovani affinchè si impegnino maggiormente a difesa delle violazioni dei diritti umani con la speranza che siano proprio i temi legati all'infanzia e all'adolescenza al centro delle loro attenzioni. Mi rivolgo infine al Ministro degli Esteri Franco Frattini, che giorni fa aveva espresso la volontà di istituire in Italia un organismo nazionale indipendente per i diritti umani. Spero che onori tale impegno e che intraprenda le iniziative necessarie per evitare il taglio dei fondi alla cooperazione internazionale da noi ultimamente denunciato.»


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a irene.bruno@tele2.it; alessandra.perco@gmail.com.

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a cura Irene Bruno e Alessandra Perco L'obesità infantile può danneggiare la tiroide
Un test rapido per la meningite tutto italiano
Violazione dei diritti dell'infanzia: la nuova piaga del XXI secolo '> Istituito Working Group dedicato all’età pediatrica
Preipertensione e ipertensione negli adolescenti
Convulsioni febbrili infantili e rischio di mortalità
I traumi prevenibili uccidono 2000 bambini ogni giorno
Presentati i risultati del progetto frutta snack, i distributori di prodotti freschi nelle scuole
Terapia antiretrovirale precoce e mortalità tra i neonati con HIV
Un'analisi del sangue potrebbe aiutare nella diagnosi e nel trattamento del glioblastoma
L'obesità infantile può danneggiare la tiroide
Un test rapido per la meningite tutto italiano
Violazione dei diritti dell'infanzia: la nuova piaga del XXI secolo . Medico e Bambino pagine elettroniche 2008;11(10) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS0810_10.html
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