Marzo 2013 - Volume XVI - numero 3
M&B Pagine Elettroniche
Caso contributivo
Una
strana artrite settica dell’anca
1UOC
Pediatria, Dipartimento di Pediatria Sistematica e Specialistica,
2UOC Radiologia Pediatrica, 3UOC Oncologia
Pediatrica, AORN Santobono-Pausilipon, Napoli
Indirizzo
per corrispondenza:
paolo.siani@fastwebnet.it
An
odd septic arthritis of the hip
Key
words: Septic
arthritis of hip, Diagnosis, Neuroblastoma Abstract
The
paper reports the case of a 3-year-old girl presenting with
septic arthritis of left hip with poor clinical response to
treatments. The child had been treated for at least 3 weeks by
hip joint drainage and antibiotic therapy based on synovial fluid
culture (positive for Coagulase negative Staphylococcus). Seven
days after discharge she was admitted to our paediatric division
for relapse of hip pain. Biochemical investigation showed
increase in inflammatory parameters and mild anemia.
Roentgenogram of the hips and femora revealed a markedly altered
left proximal femoral region with disruption of subcortical bone.
Hip ultrasonography was compatible with diagnosis of septic
arthritis of the hip. After few days of antibiotic treatment she
revealed worsening of hip pain, right knee pain, and abdominal
pain, poorly responsive to analgesic treatment. Eventually,
abdominal US scan showed a mass in adrenal right region
compatible with malignancy. It was diagnosed as neuroblastoma
stage 4, n-myc unamplified. |
Riassunto
Riportiamo
il caso di una bimba di 3 anni ricoverata per artrite settica
dell’anca sinistra con scarsa risposta al trattamento. La bimba
è stata trattata per tre settimane mediante drenaggio
articolare e terapia antibiotica basata sull’antibiogramma,
effettuato su coltura del liquido sinoviale (positiva per
stafilococco coagulasi negativo). Sette giorni dopo la dimissione è
stata ricoverata presso il nostro Reparto per ricomparsa del dolore
all’anca. Gli esami di laboratorio hanno mostrato aumento degli
indici infiammatori e modesta anemia. L’ecografia è
risultata compatibile con artrite settica dell’anca. La
radiografia ha mostrato alterazione della regione prossimale del
femore sinistro con distruzione dell’osso sottocorticale. Dopo
alcuni giorni di trattamento antibiotico si è osservato
peggioramento del dolore a sinistra, dolore all’anca destra,
dolore addominale, scarsamente responsivi al trattamento antalgico.
L’ecografia dell’addome ha mostrato una massa in sede
surrenalica destra compatibile con tumore. La diagnosi finale è
stata di neuroblastoma stadio 4 n-myc non amplificato.
La
piccola Vittoria, di 3 anni, giunge alla nostra osservazione per
intenso dolore all’anca sinistra, febbre e condizioni generali
compromesse. La diagnosi di artrite settica dell’anca era stata
formalizzata in Polonia circa un mese prima, presso l’ospedale
Pediatrico di Wroclaw. L’aspirato del liquido sinoviale aveva
mostrato positività per Staphylococcus aureus
coagulasi-negativo. Era stata trattata con terapia antibiotica ed
antifungina ev (vancomicina, amikacina, fluconazolo). Per la lenta e
incompleta risposta alla terapia, e per la presenza di aree di
osteolisi era stata praticata biopsia ossea che non aveva evidenziato
presenza di cellule tumorali. In tale occasione erano state applicate
delle spugne endoarticolari contenenti gentamicina, vancomicina,
biocefal, amikacina. L’intradermoreazione alla tubercolina
risultava negativa.
Vittoria
era stata dimessa dopo circa 3 settimane in terapia antibiotica con
lincomicina per os. Le condizioni generali alla dimissione sono
apparse discrete e si era osservata una parziale regressione della
sintomatologia dolorosa con ripresa della deambulazione.
Pochi
giorni dopo il rientro in Italia, Vittoria presentava nuovamente
dolore all’anca. Poiché non riusciva ad assumere la
lincomicina per bocca, il pediatra di famiglia aveva prescritto
ceftriaxone per 7 giorni; dopo alcuni giorni di terapia è
stata condotta presso il Pronto Soccorso del nostro ospedale, per la
persistenza del dolore e la comparsa di febbre.
L’esame
clinico risultava molto difficile perché la bimba rifiuta
quasi di farsi toccare, l’anca sinistra era semi flessa e la
posizione eretta non era possibile. All’ingresso gli esami di
laboratorio mostravano: GB 10.500/mmc (N 80%), Hb 11,0 g/dl, PCR 91
mg/l. L’Rx delle anche e dei femori evidenziava l’assenza
di segni evidenti di lesioni ossee in atto a carico del femore
destro; esiti di processo infiammatorio destruente della regione
intertrocanterica sinistra con frammento distaccato nei tessuti
periferici laterali (Figura 1).
L’ecografia dell’anca sinistra evidenziava un versamento
corpuscolato di circa 1 ml, ispessimento della capsula articolare di
circa 3 mm, con aspetto irregolare, e irregolarità del profilo
corticale osseo. L’esame ecografico del muscolo ileo-psoas
sinistro era normale.
In
accordo con gli ortopedici, considerato l’esiguo versamento
articolare, abbiamo deciso di trattare Vittoria di nuovo con terapia
antibiotica orientata nei confronti anche di un’eventuale
infezione da stafilococco aureo meticillino-resistente (MRSA),
rimandando il drenaggio articolare. Viene richiesta la Risonanza
Magnetica Nucleare (RMN) dell’anca sinistra per meglio
caratterizzare il coinvolgimento osseo identificato all’Rx del
bacino (prenotata dopo 5 giorni). Dopo circa 3 giorni di apparente
iniziale beneficio, la sintomatologia dolorosa all’anca
sinistra si accentua. Gli esami di laboratorio ripetuti dopo 4 giorni
dal ricovero mostrano: emocromo GB 12.500/mmc (N60%), Hb 10,5 g/dl,
VES 120 mm, PCR 150 mg/l, LDH 694 UI/l.
Il quadro
clinico doloroso risultava essere drammatico con risposta solo al
tramadolo ev. Per la comparsa di dolore anche al ginocchio destro
rimettiamo in discussione la diagnosi, anche per l’incremento
degli indici infiammatori nonostante la terapia antibiotica,
l’aumento dell’LDH (precedentemente non praticato), le
condizioni generali compromesse.
Nel
sospetto di dolore “neoplastico” decidiamo di richiedere
Rx torace ed ecografia dell’addome. Quest’ultima mostra
una massa di 5 cm di diametro massimo in sede surrenalica destra, con
aspetto ipervascolarizzato e calcificazioni nel suo contesto.
La TC
total body ha confermato, in sede surrenalica destra, la presenza di
una formazione espansiva che misura circa 46 x 50 x 60 mm. Tale
formazione, a struttura disomogenea per la presenza di calcificazioni
contestuali, “non sembra dissociarsi dal polo superiore del
rene di destra, e si porta intorno alla vena cava che appare
dislocata in alto, ma visibile nel suo decorso” (Figura
2).
Vittoria
è quindi trasferita nel reparto di oncologia pediatrica dove
effettua le indagini specifiche per la definizione della massa
tumorale e per la stadiazione. La raccolta delle urine delle 24 ore
per acido vanilmandelico ed acido omovanillico risultata alterata con
valori elevati pari rispettivamente a 137,62 mg/g di creatinina e
130,03 mg/g di creatinina.
Le
biopsie osteomidollari hanno evidenziato una infiltrazione da
neuroblastoma. La scintigrafia con MIBG, con tecnica whole body, in
anteriore e posteriore ha mostrato iperaccumulo dell’indicatore
in corrispondenza della loggia surrenalica destra, dell’anca
sinistra e della tibia sinistra. I restanti distretti corporei sono
risultati negativi.
Visto il
risultato delle indagini praticate, è stata posta diagnosi di
neuroblastoma stadio IV (n-myc non amplificato). È stata
iniziata chemioterapia secondo il protocollo NB-AR-01.
Dopo due
cicli di chemioterapia a distanza di dieci giorni l’uno
dall’altro, ha mostrato un netto miglioramento della
sintomatologia dolorosa a tal punto che è stata dimessa ed è
tornata a casa, finalmente senza dolore, ma con davanti a sé
un lungo percorso di terapia.
Il dolore
articolare a livello dell’anca è un sintomo frequente in
età pediatrica. La severità del quadro clinico, le
indagini di laboratorio e radiologiche spesso orientano e definiscono
la diagnosi. Tuttavia in alcuni casi la distinzione tra condizioni
cliniche più o meno gravi e di differente natura può
essere difficile1. Una diagnosi differenziale del dolore
all’anca in età pediatrica deve almeno considerare le
seguenti condizioni2:
- in
un bambino piccolo, febbrile, l’artrite settica va esclusa con
urgenza;
- la
malattia di Perthes tipicamente colpisce i bambini di 3-10 anni,
colpendo soprattutto i maschi (M:F = 4:1);
- l’epifisiolisi
colpisce prevalentemente gli adolescenti (10-16 anni), più
frequentemente i maschi (M:F = 3:1) obesi;
- la
sinovite transitoria dell’anca ha un esordio acuto ed una
risoluzione spontanea, non presenta anomalie radiografiche e/o
sintomi sistemici; si presenta in genere nei bambini di 2-10 anni
(picco tra i 5 e i 6 anni), più frequentemente nei maschi,
spesso preceduta da un’infezione virale;
- le
malattie infiammatorie croniche (artrite reumatoide giovanile, LES
ecc.) possono avere come localizzazione iniziale l’anca;
- i
tumori delle ossa giovanili (osteosarcoma, sarcoma di Ewing);
- le
leucemie e i linfomi possono localizzarsi secondariamente alle anche
e determinare una coxalgia come sintomo predominante;
- il neuroblastoma coinvolge frequentemente il sistema muscolo-scheletrico e la coxalgia può costituirne il sintomo di esordio nel 15% dei casi3.
Nel
nostro caso, la diagnosi di artrite settica dell’anca è
stata posta in un Centro estero e trattata con terapia antibiotica.
Queste iniziali scelte diagnostico-terapeutiche meritano alcune
considerazioni. La diagnosi iniziale, della quale abbiamo avuto
notizie tramite una relazione clinica (in polacco), è stata
posta in base alla sintomatologia clinica (febbre, dolore e impotenza
funzionale), aumento degli indici di flogosi, presenza di versamento
articolare significativo, e alla coltura del liquido sinoviale. Di
questi criteri considerati, soltanto la coltura del liquido sinoviale
è da ritenersi specifica per la diagnosi di artrite settica
dell’anca. Il riscontro di Staphylococcus aureus
coagulasi negativo (non ulteriormente identificato) avrebbe dovuto
far sorgere dei dubbi su una possibile contaminazione. Questo
batterio è riscontrato molto raramente come agente etiologico
dell’artrite settica dell’anca. Non sappiamo (perché
non risulta dalla documentazione in nostro possesso) se sia stata
eseguita l’analisi biochimica del liquido sinoviale: sebbene
sia difficile differenziare le infezioni articolari dai processi
infiammatori non infettivi, il riscontro di cellule >
50.000-100.000/mm3 su liquido sinoviale è
fortemente suggestivo di infezione e avrebbe permesso di orientare la
diagnosi. Un’eventuale artrite tubercolare, per quanto rara, è
stata indagata in Polonia mediante test alla tubercolina. I colleghi
hanno verosimilmente praticato il test sia per la lenta risposta
clinica al trattamento antibiotico sia perché Vittoria non
risultava vaccinata per la tubercolosi. Non sappiamo se siano stati
eseguiti test immunologici, colturali o PCR sull’aspirato del
liquido sinoviale. Sarebbe stato utile eseguire anche un test per la
diagnosi immunologica di tubercolosi (IGRAs: Interferon-Gamma Release
Assays) come il QuantiFERON-TB. L’uso di questi test in età
pediatrica, anche se ancora dibattuto, è consigliabile, in
quanto in associazione con l’intradermoreazione alla
tubercolina, ne aumenta l’accuratezza diagnostica4.
Non è
chiaro quale protocollo terapeutico sia stato seguito all’esordio
della sintomatologia in Polonia, poiché dalla relazione si
evince soltanto il tipo di farmaco utilizzato e non il tempo o la
modalità di somministrazione. Considerato comunque il
miglioramento dei sintomi dopo il trattamento e la sostanziale
negatività delle altre indagini diagnostiche (negatività
della Mantoux, assenza di cellule neoplastiche alla biopsia ossea
dell’anca sinistra), in fase di riacutizzazione della
sintomatologia abbiamo pensato a una ricaduta e intrapreso nuovamente
la terapia antibiotica. Il rischio di recidiva dell’artrite
settica in età pediatrica non è conosciuto, ma è
considerato raro5 e non esistono linee guida specifiche
per il trattamento della ricaduta (in assenza di un esame colturale).
Noi ci siamo orientati verso una terapia contro l’MRSA
(vancomicina-clindamicina), ma abbiamo deciso di coprire anche
eventuali batteri Gram-negativi (ampicillina-sulbactam, gentamicina).
Le linee guida per il trattamento dell’artrite settica da MRSA
in età pediatrica6 prevedono l’utilizzo della
vancomicina alla dose di 15 mg/kg ogni 6 ore. Qualora il paziente sia
stabile, non abbia segni di batteriemia o infezione intravascolare
può essere utilizzata come prima scelta la clindamicina ev
alla dose di 10-13 mg/kg/pro dose (max 40 mg/kg/die)7.
L’esatta durata della terapia dovrebbe essere individualizzata,
ma è raccomandato un trattamento minimo di 3-4 settimane per
l’artrite settica e 4-6 settimane per l’osteomielite. In
alternativa possono essere utilizzate la daptomicina (6 mg/kg/die) o
il linezolid (10 mg kg/dose ogni 8 ore per i bambini di età <
12 anni). La sospensione della terapia antibiotica andrebbe comunque
presa in considerazione non prima che i valori di PCR risultino <
20 mg/dl.
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Figura
1. Rx bacino(a) e Rx anca sinistra (b): assenza di segni
evidenti di lesioni ossee in atto a carico del femore destro. Esiti
di processo infiammatorio destruente della regione intertrocanterica
sinistra con frammento distaccato nei tessuti periferici laterali.

Figura
2. TC addome senza e con m.d.c.: formazione espansiva che
misura circa 46 x 50 x 60 mm, che appare a struttura disomogenea per
la presenza di calcificazioni contestuali, non sembra dissociarsi dal
polo superiore del rene di destra, e si porta intorno alla vena cava
che appare ancora dislocata in alto ma più visibile nel suo
decorso.
Non
conosciamo l’esito dell’Rx delle anche all’esordio
della sintomatologia, né se fossero già presenti
lesioni osteolitiche o queste siano comparse successivamente. L’Rx
tradizionale del bacino e delle anche può orientare per
un’artrite settica anche per la presenza di dislocazione
mediale del muscolo otturatorio (segno dell’otturatore),
dislocazione laterale o obliterazione delle linee adipose dei glutei
e ampliamento dell’arco di Shenton8. Non è
stata effettuata (seppur programmata) una RMN del bacino poiché
la diagnosi di tumore è stata posta prima di praticare
l’esame. La RMN rappresenta infatti l’indagine
radiologica più sensibile per la diagnosi di artrite settica
(più dell’Rx del bacino e della Tomografia
Computerizzata) e permette di definire meglio il grado di
infiammazione dell’articolazione e l’eventuale presenza
di osteomielite. Esistono numerosi studi di tipo descrittivo9
sull’uso della RMN nella diagnosi differenziale dell’artrite
acuta nel bambino, mentre gli studi clinici controllati sono comunque
prevalentemente orientati alla diagnosi differenziale tra artrite
(sinovite) transitoria e artrite settica. Recentemente Kirkhus e
coll. hanno riportato che il quadro RMN (presenza di edema massivo
del midollo osseo ed edema dei tessuti molli peri-articolari e
ridotto enhancement dopo somministrazione di mezzo di contrasto delle
regioni epifisarie) può contribuire significativamente alla
diagnosi differenziale dell’artrite settica in età
pediatrica rispetto ad altre forme di artrite come ad esempio
l’artrite reumatoide giovanile10.
Nel
nostro caso la diagnosi è stata posta in seguito
all’evoluzione clinica in quanto la persistenza della
sintomatologia dolorosa e la comparsa di dolore all’arto
controlaterale ci hanno condotto alla rivalutazione del caso e in
conclusione alla diagnosi di neuroblastoma, un tumore piuttosto
frequente in età pediatrica, costituendo dal 10% al 12% delle
neoplasie, che va sempre considerato nella diagnosi differenziale di
una coxalgia11.
La
presenza di anemia viene considerata in letteratura come possibile
fattore discriminante tra il tumore e il quadro infettivo3,12.
Nel nostro caso la lieve anemia è stata giudicata inizialmente
compatibile con l’infezione e con la precedente
ospedalizzazione, mentre la scarsa risposta alla terapia antibiotica
e la presenza di dolore poco controllato dalla terapia antalgica ha
permesso di orientare la diagnosi.
In
conclusione, in un bambino con coxalgia in cui si sospetta un’artrite
settica, gli esami di laboratorio, l’aspirato del liquido
sinoviale e l’RMN dell’anca consentono di migliorare
l’accuratezza diagnostica. Tuttavia anche quando la diagnosi è
fortemente orientata verso un’artrite settica, in caso di
risposta parziale alla terapia antibiotica oppure in presenza di
anemia e/o aumento dell’LDH o, una forma neoplastica di dolore
articolare va sempre sospettata (in particolar modo il neuroblastoma)
e indagata mediante ulteriori esami, considerata l’importanza
prognostica di una diagnosi precoce.
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