Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

Ottobre 2013 - Volume XVI - numero 8

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Valentina Abate
Clinica Pediatrica, IRCCS Materno-Infantile “Burlo Garofolo”, Trieste
Indirizzo per corrispondenza: valentina_aba@yahoo.it





Pediatri, 3 milioni morti evitate con vaccini ma è sos morbillo
Commissione OMS controllerà prevenzione in Ue

Tre milioni di decessi evitati ogni anno nel mondo grazie alle vaccinazioni, secondo i dati dell'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS). Ma, a fronte di tale "successo", gli esperti segnalano però come alcune infezioni rischino di "ritornare" proprio per un calo di attenzione sulle vaccinazioni, a partire dal morbillo. Un virus pericoloso che in Gran Bretagna, attualmente, sta dando luogo a un'epidemia che nei soli primi 4 mesi del 2013 ha fatto registrare circa 600 casi.
Le vaccinazioni, ricordano gli esperti riuniti a Roma per il 13° Congresso Nazionale della Società Italiana di Infettivologia Pediatrica (SITIP), consentono di ottenere una protezione sicura verso numerose infezioni, tra cui morbillo, rosolia, pertosse, poliomielite, tetano, difterite, meningiti e altre gravi infezioni batteriche. Paradossalmente, però, avvertono i pediatri, grazie alle coperture vaccinali raggiunte, che hanno consentito di ridurre drasticamente l'impatto di numerose malattie infettive, molti genitori non temono più queste patologie, decidendo anche di non far più vaccinare i figli. Ciò determina il rischio del ritorno di alcune patologie, a partire appunto dal morbillo. Per questo l'OMS è corsa ai ripari, creando una Commissione che controllerà in Europa i programmi di prevenzione con due dosi di vaccino per i nuovi nati, recuperando gli adolescenti e gli adulti suscettibili alla malattia, con l'obiettivo di eradicarla entro il 2015.
Attualmente nel Regno Unito è in corso una importante epidemia che nel primo quadrimestre 2013 ha causato 587 casi, il 20% dei quali associato a focolai in comunità scolastiche; è stata quindi recentemente avviata una campagna per la vaccinazione dei ragazzi suscettibili allo scopo di arrestare l'epidemia prima dell'inizio del nuovo anno scolastico. Il morbillo, sottolineano gli esperti, può causare complicanze gravi come encefalite e/o danno cerebrale con sequele permanenti nel 25% dei casi, fino al decesso in 1 caso su 1000.
Da qui il ruolo centrale delle vaccinazioni: "Ogni volta che le coperture vaccinali diminuiscono si rischia che malattie prevenibili ricompaiano. Esperienze di questo tipo si sono verificate non solo per il morbillo, ma anche per la pertosse, la difterite e la poliomielite. Al contrario, l'analisi sul profilo rischio-beneficio dei vaccini è pienamente favorevole''. Da qui l'invito degli specialisti a ''mantenere la fiducia delle famiglie in questo fondamentale strumento di salute''.


Troppi antibiotici ai bambini
Pesano le pressioni da parte dei genitori

''L'Italia è considerato il Paese in Europa con un consumo di antibiotici eccessivo in età pediatrica''. Lo ha spiegato a Bari Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (Sipps), in occasione della 25esima edizione del Congresso Nazionale della Sipps. Diversi sono i fattori alla base dell'eccessivo utilizzo di antibiotici in pediatria, tra questi la difficoltà, in molti casi, nel raggiungere una diagnosi microbiologica dell'infezione e le pressioni da parte dei genitori sul proprio medico. ''Quando si utilizza una terapia antibiotica, non bisogna poi sottovalutare le eventuali reazioni avverse: un netto aumento del fenomeno delle resistenze batteriche, associate proprio ad una eccessiva prescrizione di antibiotici, con un impatto rilevante sulla sanità pubblica''.
Secondo i dati (della Consensus Conference) l'Italia risulta infatti tra i Paesi europei con i livelli più elevati di antibiotico-resistenza, soprattutto verso lo Streptococco, lo Stafilococco, l'Enterococco, l'Escherichia, la Klebsiella o la Pseudomonas. Tale fenomeno si manifesta con maggiore frequenza nelle regioni del Centro e del Sud rispetto a quelle del Nord.
Dai dati presentati a Bari emerge inoltre che gli antibiotici sono i farmaci più utilizzati in età pediatrica soprattutto a livello ambulatoriale: l'88,7% delle prescrizioni antibiotiche in età pediatrica viene realizzato dal pediatra (61,2%) o dal medico di famiglia (27,5%) e, di queste, oltre il 33% interessano bambini in età pre-scolare. Il maggior numero di prescrizioni di antibiotici viene eseguito per il trattamento delle infezioni respiratorie. Il rapporto dell'Osservatorio Arno pubblicato nel 2011, che ha preso in esame una rete di 31 ASL sul territorio nazionale, ha messo in luce come la classe degli antibiotici sia così ripartita tra le seguenti fasce d'ètà: 42% nei bambini di età inferiore ad 1 anno, 66% in quelli di 1 anno, 65% dai 2 ai 5 anni, 41% dai 6 agli 11 anni e 33% negli adolescenti dai 12 ai 13 anni.


Cefalea, sempre più fra adolescenti
Colpiti oltre la metà dei ragazzi e il 74% delle ragazze

Non più solo un disturbo da adulti.

La cefalea sembra caratterizzarsi come un problema dell'infanzia e dell'adolescenza: è raro che si manifesti prima dei quattro anni di vita, ma già in età scolare colpisce il 10% dei giovani, con un picco nel pieno dell'adolescenza, tra i 12 e i 17 anni, quando a soffrirne sono circa la metà dei ragazzi (il 56%) e oltre il 74% delle ragazze. Rispetto al passato c'è più attenzione a questi casi, e le "armi" in più per trattarli sono una diagnosi precoce e un approccio multidisciplinare, che parte dalla correzione di stili di vita scorretti. È quanto emerge dalla quinta giornata Anircef Lombardia (Associazione neurologica italiana per la ricerca sulle cefalee) dedicata alle età della cefalea, in corso a Sarnico, in provincia di Bergamo. Per una terapia corretta, è bene rivolgersi a un medico, perché il rischio è quello di un "over - use" dei farmaci che magari il ragazzo 'eredita' dai genitori che a loro volta soffrono di emicrania e che possono aggravare il disturbo anziché risolverlo. Da non trascurare, poi,l'aspetto psicologico. "L'adolescente emicranico - conclude ha alte performance scolastiche o sportive o comunque tende a volerle raggiungere: per questo ha un senso del dovere accentuato".


Per bambini a scuola da 3 a 8 raffreddori all'anno
Signorelli (Siti), prevenzione lavando mani e usando fazzoletto

ROMA - I bambini che in questi giorni iniziano la scuola avranno durante l'anno scolastico in media dai 3 agli 8 raffreddori. Lo ricordano gli esperti del Global Hygiene Council, secondo cui buona parte sarebbe evitabile con una corretta igiene delle mani.
I risultati dell'indagine Back to School Study - Hygiene Council 2012, condotta su un campione di mamme a livello globale, dimostrano che una mamma su tre è preoccupata per le infezioni delle vie respiratorie, come raffreddore e influenza stagionale. Il 68% delle madri ha inoltre dichiarato che a scuola vengono fatte lavare le mani ai loro bambini dopo che sono andati in bagno e al 60% prima di pranzo, mentre a meno della metà (44%) dopo aver giocato fuori dalla classe. Secondo il Cdc (Centers for Disease Control and Prevention), inoltre, nel 2012 il 40% dei bambini tra 5 e 7 anni d'età ha perso 3 o più giorni di scuola per colpa del raffreddore.
''Gli studi del Global Hygiene Council dimostrano che le persone sono maggiormente predisposte all'impiego di corrette pratiche di igiene quando sono loro insegnate sin dalla prima infanzia come gesti di normale routine - spiega Carlo Signorelli, vice presidente Siti, Società Italiana di Igiene, Medicina Preventiva e Sanità Pubblica - Per questo è importante che i genitori insegnino ai loro figli semplici ma efficaci misure d'igiene come lavare le mani in momenti chiave della giornata, per esempio dopo essere andati in bagno o prima di mangiare, e proteggersi con un fazzoletto in caso di colpi di tosse o starnuti, oltre che mantenere una certa distanza dai compagni di classe quando tossiscono, starnutiscono o accusano malesseri''.


Broncospasmo virale. Mario Negri: "Beclometasone poco efficace nel prevenirlo". Troppe prescrizioni inutili ai bambini

È quanto emerge da uno studio indipendente finanziato dall’Aifa e condotto dall’Irccs Mario Negri in collaborazione con un gruppo di pediatri di famiglia dell’Associazione culturale pediatri. Il farmaco viene prescritto ogni anno a 2 milioni di bambini e adolescenti italiani.

09 OTT - Il Beclometasone, farmaco prescritto ogni anno a 2 milioni di bambini e adolescenti italiani, ha un’efficacia modesta nel prevenire la comparsa di broncospasmo (wheezing) durante un’infezione virale delle vie aeree superiori (il cosiddetto “fischio”) in bambini che avevano avuto episodi in passato e che erano perciò a rischio di ricaduta. Un ‘fischio’ frutto di una contrazione anomala della muscolatura liscia dei bronchi che, come conseguenza, determina un restringimento della spazio all’interno delle vie respiratorie. Analogamente, anche la riduzione dei sintomi è risultata modesta.
Questo, in sintesi, è quanto emerso dallo studio “Efficacia del beclometasone versus placebo nella profilassi del wheezing virale in età prescolare (ENBe)” finanziato dall’Agenzia italiana del farmaco e coordinato dal Laboratorio per la Salute Materno Infantile dell’IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri in collaborazione con l’Associazione culturale pediatri (Acp).

I risultati di questa sperimentazione, che ha coinvolto 40 pediatri di famiglia di 9 Asl italiane e 525 bambini con i loro genitori, verranno presentati l’11 ottobre all’Urban Center di Monza nel corso del XXV Congresso Nazionale Acp. Il farmaco attivo ha ridotto del 4% (dall'11 al 7%) l'incidenza del wheezing rispetto al placebo, ma la differenza non è risultata significativa sia dal punto di vista clinico che statistico.
“Nonostante il beclometasone sia un farmaco antiasmatico, in Italia si caratterizza per essere prescritto principalmente per curare raffreddore, tosse e mal di gola. Nello studio ENBe non sono state osservate differenze nei tempi di scomparsa dei sintomi di infezione - ha spiegato Antonio Clavenna, ricercatore dell’IRCCS-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri che ha coordinato lo studio - e anche i genitori, che non erano a conoscenza del tipo di terapia ricevuta dal figlio, hanno giudicato come efficace sia il trattamento con il farmaco che con il placebo”.

La terapia ricevuta non ha, inoltre, modificato in modo significativo la probabilità di essere visitati nuovamente dal pediatra, di accedere al Pronto Soccorso, o di essere ricoverati in ospedale.
“Lo studio ENBe rappresenta la prima sperimentazione clinica formale (randomizzata e in doppio cieco) indipendente condotta nelle cure primarie pediatriche in Italia e in Europa - ha affermato Maurizio Bonati, responsabile del Laboratorio per la Salute Materno Infantile - e dimostra come sia possibile fare ricerca in modo rigoroso e appropriato anche nei contesti di cura pediatrica extraospedalieri. Una ricerca che non prescinde ma è parte della cura e che è momento di formazione/educazione sul campo”.

Sull’importanza del coinvolgimento dei pediatri di famiglia concorda anche Paolo Siani, presidente dell’Associazione Culturale Pediatri: “Lo studio ENBe ha rappresentato un’occasione per riflettere sul ruolo del pediatra di famiglia come ricercatore e garante della salute del bambino. Come singoli pediatri e come Associazione è importante riflettere sulle potenzialità e problematiche della ricerca in ambito extra-ospedaliero, partendo dall’esperienza vissuta”.

“Lo studio ENBe è stato possibile solo grazie al finanziamento pubblico per la ricerca indipendente – ha aggiunto Silvio Garattini, direttore dell’Irccs-Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri – e documenta ancora una volta il divario tra la frequente prescrizione di un farmaco e la scarsità di evidenze a supporto della sua efficacia”.


Nasce l'ambulanza a dimensione bambino
Tinte pastello e armadi che sembrano quelli di una cameretta

Un'ambulanza colorata in tinte pastello e decorata con personaggi di fantasia, senza attrezzature di soccorso in vista, con gli armadi e le cassettiere che sembrano quelli di una cameretta di bambini e con materiale per giocare e disegnare. Nasce così l'ambulanza 'a dimensione bambino', realizzata dall'associazione ''118 bimbi'' . La realizzazione di questo veicolo di soccorso innovativo ha permesso di definire un nuovo standard di progettazione per ambulanze che tiene conto dell'impatto psicologico che un mezzo di soccorso può avere per un bambino trasportato ma anche per i suoi familiari e accompagnatori: un nuovo modo di intendere il soccorso dei pazienti più piccoli.
Il veicolo verrà presentato in occasione della giornata di apertura della manifestazione nazionale sulle attrezzature di soccorso (Reas) il prossimo 5 ottobre a Montichiari (Brescia).


Anche i bimbi russano, capita ad uno su cinque
Attenti ai segnali come i brutti sogni, possono dipendere respiro

Russare durante la notte non capita solo agli adulti: un bimbo su cinque, infatti, ha questo problema, mentre il 3% combatte con un disturbo più complesso, le apnee notturne.
Occorre quindi fare attenzione ai "segnali" lanciati dal piccolo durante il sonno , a cui possono aggiungersi incubi, pipì a letto, iperattività durante il giorno o disattenzione a scuola: potrebbe infatti trattarsi di problemi del respiro che non vanno trascurati e per i quali potrebbe essere opportuno programmare una visita con lo specialista (otorino, broncopneumologo).
Per molti anni la medicina ha studiato con attenzione soprattutto i problemi legati al russamento notturno nell'età adulta, ritenendo erroneamente che le conseguenze negative delle difficoltà del respiro fossero appannaggio soprattutto di quella fascia di età. e' stato necessario prima comprendere che la manifestazione della malattia era profondamente differente nel bambino rispetto all'adulto: l'adulto che dorme male la notte è sonnolento nel corso della giornata, viceversa il bambino testimonia la mancanza di riposo notturno con iperagitazione".
Nel l'ampio spettro dei disturbi del respiro nel sonno nei bambini, che ha per estremi il russamento semplice e le apnee si inseriscono, in percentuali variabili e con gradi crescenti di difficoltà respiratoria, il russamento abituale, la sindrome delle aumentate resistenze respiratorie e l'ipoventilazione ostruttiva. Le cause sono molteplici ed è noto il legame di questi disturbi con altre patologie, come ad esempio la sindrome metabolica, i problemi al cuore e al sistema vascolare e gli episodi di Alte (eventi apparentemente rischiosi per la vita), caratterizzati da apnea, variazione del colorito cutaneo e del tono muscolare.
"Più in generale, in età prescolare e scolare il disturbo del respiro nel sonno ha un impatto negativo sul rendimento scolastico, sull'atteggiamento relazionale e sul comportamento, multifattoriale la genesi del problema, multidisciplinare deve essere pertanto la terapia, con il concorso di più specialità, sia mediche che chirurgiche: dall'otorinolaringoiatria all'ortodonzia, dalla chirurgia maxillo-facciale alla broncopneumologia, senza dimenticare la radiologia, la pediatria, la logopedia".


Bimbi liberi di ''esplorare'' casa, ma con attenzione
Attenti soprattutto agli oggetti piccoli e occhio ai fili di corrente

I bimbi vanno lasciati liberi di esplorare, conoscere e toccare gli oggetti in casa ma sempre con attenzione. Non bisogna limitarli eccessivamente, così come non è necessario sterilizzare sempre tutte le cose con cui vengono a contatto, ma per quelle più comuni come i peluche, che tendono ad accumulare polvere e il piccolo può ad esempio mettere in bocca, un lavaggio periodico è consigliato. Lo stesso vale anche per il tappeto, sul quale il bimbo puo' essere lasciato libero di muoversi e giocare, ma che non bisogna lasciare a lungo senza pulizia. Questi i consigli del professor Alberto Villani, responsabile dell'Unita' operativa di pediatria generale e malattie infettive del Bambin Gesù di Roma. "Il rischio di contrarre infezioni nelle nostre case è generalmente pari a zero perché c'è un buon livello di igiene tuttavia bisogna fare attenzione che il piccolo non venga in contatto con oggetti sporchi e invitarlo, soprattutto con la crescita, a lavare spesso le mani''.
"L'ambiente in cui il bambino si muove deve essere anche sicuro e a sua 'misura'- prosegue Villani- per questo e' bene che non vengano lasciati in giro oggetti troppo piccoli, che potrebbero essere ingeriti, e che il piccolo venga tenuto lontano da prese di corrente o fili tirati". "Se si ha anche solo il sospetto che il piccolo abbia ingerito o inalato qualcosa e' meglio rivolgersi al Pronto Soccorso - conclude - perché ci sono delle manovre che è possibile fare, ma se non si conoscono meglio non improvvisare". 


L'allarme dei radiologi: "Un esame radiografico su tre è inutile"
"Non solo spreco, ma anche rischi per il paziente"

La stima è della Società Italiana di Radiologia Medica ed è stata diffusa in occasione del convegno per il suo centenario, dal tema “L’innovazione in radiologia per la medicina di domani”. Faletti: “Rendere gli esami più performanti in termini diagnostici e ridurre l’esecuzione di quelli inutili".

In Italia una prestazione radiografica su 3 è inutile. Se si considera che il costo per ogni esame, a seconda delle metodiche impiegate (si va dai 20 € di un semplice esame radiologico ai 150-200 € di una risonanza magnetica), incide comunque sulla gestione sanitaria, specie per TC e RM, e che ogni anno si fanno circa 1 milione di prestazioni radiologiche, si può immaginare quanto ci perda lo Stato. 
 
La stima è della Società Italiana di Radiologia Medica, una delle più antiche associazioni di categoria del settore medico e, nello specifico, dei professionisti di radiologia (circa 10.000 gli associati), che, in occasione della celebrazione del convegno per il suo centenario, dal tema “L’innovazione in radiologia per la medicina di domani”, cerca di dare delle risposte costruttive a questo problema. Rendere gli esami più performanti in termini diagnostici e ridurre l’esecuzione di quelli inutili sono le due scommesse per il futuro lanciate da SIRM e ufficializza la propria adesione al progetto “Fare di più non significa fare meglio”.


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Anche i bimbi russano, capita ad uno su cinque
Bimbi liberi di “esplorare” casa, ma con attenzione
L'allarme dei radiologi: "Un esame radiografico su tre è inutile. Non solo spreco, ma anche rischi per il paziente"'>Pediatri, 3 milioni di morti evitate con vaccini ma è sos morbillo
Troppi antibiotici ai bambini
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Per bambini a scuola da 3 a 8 raffreddori all’anno
Broncospasmo virale. Mario Negri: "Beclometasone poco efficace nel prevenirlo". Troppe prescrizioni inutili ai bambini
Nasce l'ambulanza a dimensione bambino
Anche i bimbi russano, capita ad uno su cinque
Bimbi liberi di “esplorare” casa, ma con attenzione
L'allarme dei radiologi: "Un esame radiografico su tre è inutile. Non solo spreco, ma anche rischi per il paziente". Medico e Bambino pagine elettroniche 2013;16(8) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1308_10.html

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