Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRCCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino





Celiachia, su web 12mila firme per uso buoni in supermarket
Appello a Lorenzin, acquisto prodotti non solo in farmacia

ROMA - Un appello al ministro della Salute Beatrice Lorenzin perché il ticket erogato mensilmente dallo Stato ai celiaci, un buono del valore di circa 100 euro, possa essere speso oltre che nelle farmacie anche nei supermercati.

A lanciarlo con una petizione che ha già raccolto 12mila adesioni su change.org, una piattaforma web aperta che permette di promuovere una campagna, Marina Pellizzari, una geometra, celiaca e mamma di Francesco, un bambino di sei anni anch'egli affetto da celiachia. "Non mi piace il fatto che si lucri sulla celiachia. Non si può pagare un chilo di farina che è semplicemente un misto di farina e amido di riso e mais 6,70 euro, è un furto" scrive Marina presentando la propria petizione su change.org.
"I prezzi dei prodotti senza glutine sono purtroppo esorbitanti, soprattutto in farmacia, nonostante si tratti di prodotti contenenti ingredienti molto semplici, come farine di riso o di mais. I prodotti senza glutine non sono medicinali, ma solo prodotti fatti con materie prime senza glutine naturali - sottolinea- gli stessi che si trovano in farmacia al supermercato hanno un prezzo inferiore".


Cento bimbi con malformazioni. In Brasile torna incubo Talidomide
Il farmaco, usato durante la gravidanza negli anni '50, potrebbe essere ancora oggi causa di gravissimi difetti alla nascita. Utilizzato per trattare sintomi di lebbra, avrebbe portato a un centinaio di casi in 6 anni

ROMA - Il farmaco talidomide potrebbe essere ancora oggi causa di gravissimi difetti alla nascita in Brasile. Lo dimostrano i risultati di uno studio della Universidade Federal do Rio Grande do Sul di Porto Alegre: il medicinale viene somministrato a persone affette da lebbra per alleviare i sintomi della malattia ed è possibile che alcune donne malate abbiano assunto il prodotto senza essere a conoscenza dei rischi che si corrono durante la gravidanza. Risultato: potrebbero essere almeno 100 i casi di malformazioni riconducibili al medicinale, messi in luce dall'indagine.
Usato in gravidanza negli anni '50. Il talidomide è stato commercializzato alla fine del 1950 come sedativo e poi come anti-nausee mattutine durante la gravidanza, prima che si venisse a scoprire che questo farmaco danneggia il feto, limitando la crescita delle braccia e delle gambe. Sono nati circa 10.000 bambini malformati in tutto il mondo finché il medicinale è stato ritirato nel 1960. Nella maggior parte dei Paesi, questi bambini sono ormai adulti e si credeva che non ci fossero più stati casi del genere. Ma in Brasile il farmaco è stato autorizzato nel 1965 come trattamento per le lesioni cutanee, una delle complicazioni della lebbra.
Usato in Brasile per curare la lebbra.
La lebbra è più diffusa in Brasile che in qualsiasi altro Paese al mondo esclusa l'India. Più di 30.000 nuovi casi vengono diagnosticati ogni anno e vengono distribuiti milioni di pillole di talidomide per trattarne i sintomi. Senza però che i malati, appartenenti alle classi più povere e disagiate, si attengano in tutti i casi e strettamente alle avvertenze presenti sulle confezioni, che limitano l'uso alle donne che utilizzano due tipi di contraccettivi e che abbiano fatto un test di gravidanza risultato negativo.
I dati. I ricercatori, che hanno esaminato gli atti di nascita di 17,5 milioni di bambini venuti al mondo tra il 2005 e il 2010 (nello stesso periodo 5,8 milioni di pillole di talidomide sono stati distribuiti in tutto il Brasile), ora affermano che sarebbero nati almeno 100 bambini brasiliani con malformazioni causate dal talidomide.
Usato per curare la lebbra. Eppure attivisti, medici e malati di lebbra sono convinti che il medicinale sia di vitale importanza e che i benefici che esso apporta superino i rischi. "È il miglior farmaco - afferma Francisco Reis, dal lebbrosario a Curupaiti Hospital vicino a Rio de Janeiro - esiste il 'fantasma' del talidomide,  ma risale agli anni '50, si dovrebbe dimenticare". Artur Custodio di Morhan, la campagna nazionale contro la lebbra, riconosce che il farmaco è pericoloso, ma dice che sono le automobili a causare la maggior parte delle disabilità in Brasile. E fa notare che "non si parla di vietare le auto, ma si dice che dovremmo insegnare alla gente come guidare in modo responsabile. Ed è la stessa cosa per il talidomide".
Le scuse dell'azienda. Dopo 50 di silenzio solo un anno fa l'azienda che ha prodotto il farmaco, la Grunenthal, ha chiesto scusa per la le vittime del Talidomide. Negli anni Settanta la compagnia aveva pagato risarcimenti finanziari ai bambini nati tra il 1957 e l'inizio degli anni Sessanta con gravissime malformazioni dopo che le loro madri avevano assunto il medicinale.


Se il bebè non fa la cacca non portatelo in ospedale

Ma cosa spinge un genitore a portare il proprio bambino alle tre di notte al pronto soccorso perché non fa la cacca da un giorno? O perché ha la febbre da un'ora? Forse perché cosi fa prima e non deve aspettare il proprio pediatra? necessità del tutto e subito, difficoltà nell'aspettare e gestire l'urgenza spesso relativa, servizi ospedalieri sempre disponibili ed esenti ticket per l'infanzia (fino ai 14 anni). Il Paese in cui viviamo è l'unico al mondo con una pediatria di famiglia, fiore all'occhiello per l'assistenza pediatrica. Ma è anche il Paese nel quale gli accesi al pronto soccorso sono sempre più in aumento. L'ansia dell'essere genitore si traduce in richieste che nulla hanno a che vedere con l'urgenza pediatrica vera e propria, determinando soprattutto nei weekend un vero e proprio assalto con l'esigenza della visita immediata e reclami se questo non avviene. Non ci si rende conto che l'urgenza relativa del genitore spesso non corrisponde a una vera e propria urgenza per il clinico. Come si esce da questa situazione? Anni di discussioni e di elaborati senza risultati. Non voglio cercare colpe o responsabilità. Forse dobbiamo prendere atto che la situazione sarà sempre questa e che il cittadino possa gestire il proprio tempo come meglio crede alla faccia dell'appropriatezza: "Io pago le tasse e quindi vengo in pronto soccorso anche per niente!!" (mi ha detto un genitore qualche giorno fa). Si parla da anni di educazione alla salute e di percorsi condivisi con i pediatri di famiglia. Gli stessi pediatri di famiglia che devono rispondere normalmente alle stesse richieste dell'ospedale si trovano a gestire più il "buon senso" che una patologia. L'urgenza pediatrica esiste e per fortuna è minima rispetto al numero degli accessi. Ma è per questa che le strutture ospedaliere sono deputate. Non possiamo rifiutare una visita al pronto soccorso anche se ci pare impropria; così come il pediatra di famiglia ha nei suoi compiti l'educazione alla salute alla famiglia. Insieme dobbiamo però per la salute mentale dei bambini che un giorno saranno genitori evitare che quello stesso giorno uno starnuto porti i loro futuri figli al pronto soccorso. (l'Autore è Direttore della Pediatria del Maggiore)


Livelli bassi di vitamina D per più di un terzo della popolazione mondiale, rischi per la salute

Secondo un nuovo studio pubblicato sul British Journal of Nutrition che ha analizzato quasi 200 ricerche sul tema promosse in 44 paesi, più di un terzo della popolazione di tutto il mondo ha bassi livelli di vitamina D.  I valori più elevati di vitamina D sono stati rilevati in Nord America rispetto all’Europa e al Medio Oriente. L’indagine è stata condotta da Kristina Hoffmann del Mannheim Institute of Public Health (MIPH). Bassi livelli di vitamina D hanno un potenziale impatto negativo sulla salute, in particolare sul benessere di ossa e muscoli. Nei bambini il deficit causa rachitismo mentre negli adulti è associato a osteomalacia, osteopenia, osteoporosi e rischio maggiore di fratture.




Più vicina una cura per la fibrosi cistica

Un team di ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine ha compiuto un significativo passo avanti nella lotta alla fibrosi cistica, trovando quali sono le mutazioni genetiche benigne e quella dannose per la fibrosi cistica (FC).
Prima di questo studio, le mutazioni conosciute che sottendono all’insorgere della FC erano 22, ma oggi si è potuto arrivare a 127. E questo grazie ai ricercatori della Johns Hopkins University School of Medicine, coordinati dal dottor Garry Cutting, professore di pediatria al McKusick-Nathans Institute of Genetic Medicine della JHU.
Lo studio, pubblicato su Nature Genetics, dimostra come il 95% di queste mutazioni siano riscontrabili nei pazienti affetti da FC.
La FC è una malattia genetica ereditaria. È causata da un difetto nella produzione di una proteina chiamata CFTR, che va a colpire i sistemi respiratorio e digerente causando seri problemi a bronchi, polmoni, pancreas, fegato.
Il passo avanti compiuto dai ricercatori in questo senso potrà portare a una diagnosi precoce nei portatori sani della malattia (i genitori) e anche alla progettazione di nuovi farmaci per il trattamento.
Secondo il prof. Cutting e colleghi siccome non tutte le mutazioni causano la malattia, il sequenziamento del DNA in entrambe le copie del gene CFTR e il trovare una anomalia in uno non ci direbbe se si è un portatore di FC, a meno che non si sapesse già se quella anomalia era la causa della FC. In questo modo, fino a prima dello studio, oltre un quarto delle coppie di genitori che avevano entrambi una mutazione della proteina CFTR restavano senza una risposta circa la possibilità che la prole ereditasse la malattia. Oggi, invece, si è scesi al 9%.
Questi progressi sono stati possibili dopo l’aver analizzato un database contenente le informazioni genetiche di quasi 40mila pazienti con FC. Gli scienziati hanno poi esaminato 159 mutazioni che si sono verificate con una frequenza di almeno lo 0,01% – tenuto conto che la maggior parte delle oltre 1.900 mutazioni note sono ancora più rare. Dopo di che, il team di studio ha analizzato ciascuna di queste mutazioni per determinare la sua rilevanza clinica e il suo effetto sulle attività della proteina CFTR.
L’analisi clinica delle concentrazioni di sale nel sudore dei pazienti ha permesso di valutare in prima battuta l’impatto sulla salute di ogni mutazione. La procedura è stata seguita dopo aver constatato che la presenza di fibrosi cistica causa insolite ed elevate quantità di Sale nel sudore. Un’elevata concentrazione di sale nel sudore faceva dunque supporre che vi fosse una mutazione clinicamente significativa.
Il passo successivo ha portato i ricercatori a esaminare come ogni errore genetico avesse influenzato la proteina prodotta dal gene CFTR. Delle 159 mutazioni, 80 impedirebbero la produzione di ogni proteina CFTR in base alla posizione della mutazione stessa: queste sono state classificate come patogene. Le 77 mutazioni rimanenti sono state testate biochimicamente nelle cellule per determinare l’ammontare dei danni subiti dalla proteina CFTR in ciascun caso.
Infine, nel totale, 127 delle principali 159 mutazioni hanno mostrato di causare la CF, se ereditata con un’altra mutazione causa di CF, mentre di queste, 105 non erano mai state caratterizzate. L’aver dunque caratterizzato queste nuove mutazioni apre nuove vie di diagnosi e possibili trattamenti per questa patologia che in Italia, allo stato attuale, colpisce circa 1 bambino su 2.500, mentre i portatori sani sono circa 1 individuo su 25, secondo i dati della Lega Italiana Fibrosi Cistica.

Per approfondimenti: Fibrosicistica.it


Geymonat, allarme per nove farmaci ritirati dal mercato per «difetti di qualità»

ROMA - Divieto di utilizzo per nove farmaci della Geymonat per difetti di qualità: lo ha deciso l'Agenzia Italiana del farmaco con un provvedimento cautelativo. Si tratta della stessa azienda per la quale era stato disposto a giugno il sequestro delle supposte prodotto da loro per i neonati. I farmaci sono stati bloccati alla distribuzione.
Un'indagine coordinata dalla Procura di Frosinone e condotta dal N.A.S. di Latina assieme all'Aifa, aveva portato nel giugno 2013 al ritiro dei lotti di Ozopulmin prodotto dalla Geymonat. Ora il sospetto di difetti di qualità si è esteso ad altri prodotti e riguarda la possibile presenza di un quantitativo di principio attivo inferiore a quello approvato e indicato in etichetta. Si attendono ora i risultati delle analisi dell'Istituto Superiore di Sanità, che potrebbero portare alla revoca del provvedimento AIFA .
I NOMI DEI FARMACI «Coloro che dovessero avere in casa alcune delle confezioni della Geymonat sequestrate sono invitati a non utilizzarle in attesa del completamento delle indagini», avverte l'Aifa.
Si tratta del farmaci:
  • ALVENEX 450 mg per l'insufficienza venosa
  • GASTROGEL 2 g/10 ml per l'ulcera gastrica
  • SUCRATE 2 g gel orale per l'ulcera
  • INTRAFER 50 mg/ml per le anemie
  • ITOGEL 2g/10 ml per l'ulcera
  • ECOMÌ per le infezioni dermatologiche
  • VENOSMINE 4% per le varici
  • TESTO ENANT per patologie sessuali


Una risonanza del cervello può prevedere il rischio di dislessia
Mette in evidenza differenze strutturali in alcune aree cerebrali

Roma La risonanza magnetica cerebrale può aiutare a disgnosticare la dislessia in età pre scolare. Lo suggerisce una ricerca del Massachusetts Institute of Technology di Boston (Usa, pubblicata sul Journal of Neuroscience.  
Le scansioni cerebrali effettuate con la risonanza magnetica, secondo i ricercatori, possono rivelare infatti dei marcatori precoci della dislessia presenti in aree particolari del cervello che hanno un ruolo nelle funzioni linguistiche. Ciò consentirebbe di “intercettare” il possibile futuro sviluppo del disturbo.  «Le differenze strutturali nel cervello riscontrabili grazie alla diagnostica per immagini - precisano gli autori - potrebbero essere una causa, piuttosto che una conseguenza della dislessia. Anche se non sappiamo quanti di questi bambini svilupperanno poi il problema».  Lo studio fa parte di un progetto più ampio che ha coinvolto 1.000 bambini nelle scuole materne del Massachusetts e di Rhode Island. All’inizio dell’anno i piccoli sono stati sottoposti a test per valutarne le capacità di lettura. I ricercatori hanno poi invitato un piccolo gruppo di 40 bimbi a sottoporsi alla risonanza magnetica cerebrale. Ebbene, dall’imaging è emerso che alcuni avevano un restringimento nella regione del cervello, la materia bianca, dove vengono elaborati i suoni, le parole e il linguaggio. I ricercatori si sono poi concentrati su 3 tratti di questa zona, tutti situati sul lato sinistro del cervello: il fascicolo arcuato, il fascicolo longitudinale inferiore e il fascicolo longitudinale superiore. Quando poi hanno confrontano le scansioni del cervello con i risultati di diversi tipi di test di pre-lettura, gli scienziati hanno trovato una correlazione tra le dimensioni e l’organizzazione del fascicolo arcuato e le prestazioni nei test. I bambini con un fascicolo arcuato più piccolo avevano punteggi più bassi.  


Pediatri Usa, quasi tutte medicine ok in allattamento
No ad antidolorifici, farmaci psichiatrici e supplementi erbe

ROMA, 26 AGO - Le mamme che allattano possono assumere buona parte dei farmaci senza pericoli per la salute del bambino. Lo afferma un rapporto della American Academy of Pediatrics pubblicato dalla rivista Pediatrics, che individua in alcuni antidolorifici, in molti farmaci psichiatrici e in diversi supplementi a base di erbe le uniche eccezioni.
La maggior parte dei farmaci non 'passa' nel latte in livelli da considerare preoccupanti. Fra quelli da evitare ci sono i narcotici come codeina, idrocodone e ossicodone, alcuni comuni antidepressivi come il Prozac, anche se quello conosciuto come Paxil risulta invece più sicuro, mentre per i supplementi a base di erba, per cui mancano studi scientifici sugli effetti, gli esperti statunitensi consigliano estrema prudenza. Nel caso dello stimolante yohimbina, ci sono invece diversi report che hanno dimostrato un legame con la morte di alcuni bambini. Secondo il documento il più completo database dei principi attivi consultabile da parte delle mamme è quello del National Institute of Health chiamato Lactmed, che ha anche dato vita ad una app gratuita per iOs e Android. ''Prima di rassegnarsi al fatto di dover smettere di allattare, e l'assunzione di farmaci è uno dei motivi principali bisogna avere tutte le informazioni per capire se effettivamente è necessario''.(ANSA).


Sgridare duramente e inveire contro i propri figli è controproducente soprattutto nella prima adolescenza

ROMA - Sgridare duramente ed inveire contro i propri figli può far male ed essere controproducente ai fini educativi e comportamentali, soprattutto nella prima adolescenza. Lo rivela uno studio che ha coinvolto circa 1000 famiglie e che è stato pubblicato sulla rivista Child Development.
Secondo quanto riferito da Ming-Te Wang, docente di psicologia presso la University of Pittsburgh, redarguire verbalmente un adolescente, specie se con durezza, non sortisce i risultati sperati in termini di educazione ma, anzi, genera nel ragazzo irritabilità e aggressività e lo rende ancora più incline a comportamenti disobbedienti, a dire bugie ai genitori, comportarsi male a scuola e con i propri coetanei. Molti studi sono stati pubblicati finora sugli effetti delle punizioni corporali e fisiche sui bambini, bocciando questo tipo di punizioni. Questo nuovo studio si concentra su un'altra forma di ''punizione'', quella verbale che comporta lo sgridare o inveire contro il bambino, spesso con durezza, e magari etichettarlo con parole umilianti come 'sei scemo', 'sei pigro'.
Secondo dati Usa, il 90% dei genitori sgrida con durezza i propri figli. Gli psicologi Usa hanno somministrato questionari a figli e ai genitori: ai primi hanno chiesto di dire quante volte nell'ultimo anno avessero mentito ai propri genitori, si fossero comportati male a scuola, fossero stati aggressivi o addirittura si fossero resi rei di piccoli furti. Ai genitori hanno chiesto invece quante volte hanno sgridato, e come, i figli per i loro comportamenti scorretti e disobbedienti. Incrociando le informazioni così ottenute, è emerso che i figli si comportano peggio quando vengono sgridati con durezza dai genitori. Inoltre anche a livello psicologico risultano più 'destabilizzati'.
Cosa fare quindi? L'ideale, spiegano gli psicologi, sarebbe imparare a discutere coi propri figli spiegando loro le conseguenze dei loro comportamenti.


Pediatri, no al 'fai da te' con integratori naturali
Da somministrare sotto il controllo del medico

BOLOGNA - Attenzione agli integratori a base di piante medicinali: nei bambini è assolutamente sconsigliato il fai-da-te. Se infatti tali prodotti possono risultare efficaci per disturbi per cui non esiste un farmaco di riferimento, è necessario che vengano somministrati sotto controllo del pediatra. Ad affermarlo sono gli esperti riuniti al Congresso nazionale della Società italiana di pediatria. È opinione diffusa che gli integratori a base di piante non possano far male in quanto 'naturali'. In realtà, avvertono i pediatri, ''l'uso di prodotti erboristici per auto-prescrizione o su consiglio di operatori non qualificati non è privo di rischi. Al punto che lo stesso Istituto Superiore di Sanità ha attivato un sistema di segnalazione delle reazioni avverse''.
Primo monito è di controllare il dosaggio: ''Gli integratori sono considerati alimenti e non farmaci: pertanto non c'è alcun obbligo di inserire i foglietti illustrativi né di riportare in etichetta la quantità di principio attivo contenuto. È dunque difficile capire qual è il dosaggio adeguato al peso''. Quanto agli effetti avversi più frequenti ai prodotti naturali, questi sono ipersensibilità e allergie''. Tuttavia il sistema di sorveglianza ISS è "abbastanza rassicurante sul fenomeno delle intolleranze in quanto riporta, in un periodo di 5 anni - conclude la pediatra - 18 casi di sospetti eventi avversi con l'uso dei propoli, di cui 6 pediatrici, a fronte di un consumo molto diffuso di questa sostanza''. 


I bimbi accuditi dai nonni ingrassano di più

(ANSA) ROMA - Quando sono accuditi dai nonni i bimbi ingrassano di più. È quanto emerge da una ricerca dell'Università di Helsinki, pubblicata sulla rivista Evolutionary Psichology. Il team di ricercatori ha comparato i dati di 9000 famiglie inglesi con almeno un bimbo di età compresa tra i nove mesi e i tre anni, mettendo in relazione i dati relativi al peso dei piccoli con il tipo di assistenza ricevuta: è emerso che quelli di cui si prendevano cura per lo più i nonni avevano il 22% in più di rischio di sviluppare sovrappeso e obesità rispetto ai coetanei, che magari stavano per gran parte del tempo con mamma o baby-sitter. Questo perché - spiegano gli scienziati - i nonni (in particolare le nonne), nella visione tradizionale del loro ruolo, vorrebbero aumentare le 'chance' di sopravvivenza dei bambini nutrendoli. Ma finiscono per eccedere. Rispetto al passato, poi, secondo la ricerca ci si sposa più tardi quindi i nonni sono più anziani al momento del nascita dei nipotini e questo incide non poco sul loro modo di gestire il tempo trascorso insieme ai piccoli. Meno energici e mobili del passato, in sostanza, i nonni moderni provano a tenere calmi i piccoli deliziandoli con biscotti, torte e altri generi di leccornie, non tenendo però in adeguato conto il rischio che ingrassino.


Con nuoto in gravidanza più rischi asma e allergie bimbi

Il nuoto in gravidanza potrebbe aumentare il rischio del bebè di soffrire di asma, eczema, rinite allergica.
È quanto sostengono esperti inglesi del St. John's Institute of Dermatology di Londra e della University of Manchester in un report pubblicato sul British Journal of Dermatology che documenta un vertiginoso aumento di queste patologie nei bambini.
Il nuoto è uno degli sport più di frequente consigliati in gravidanza perché l'acqua aiuta a sostenere il peso del feto e protegge la gestante da danni alle articolazioni.
Coordinato dal dermatologo John McFadden, il rapporto presentato sulla rivista britannica propone varie possibili cause dell'aumento di queste patologie che riguardano il sistema immunitario del bambino: in primis la teoria dell'igiene, secondo cui l'eccesso di prodotti chimici oggi usati per l'igiene domestico e personale potrebbe avere un peso sia durante lo sviluppo fetale sia nei primissimi anni di vita del bimbo.
Inoltre i dermatologi affermano che il cloro e altri prodotti usati per igienizzare le piscine a loro volta possano avere un impatto sul sistema immunitario in fieri del nascituro.
Servono ovviamente studi per provare in modo definitivo queste ipotesi, concludono i dermatologi.


L'incredibile storia di Ryan Marquiss, il bambino con il cuore fuori dal torace

A guardarlo oggi, sembra un bambino come tanti altri, eppure a Ryan Marquiss non avevano dato speranze di vita. Ryan infatti è nato con una rarissima malformazione: il suo cuore si è sviluppato solo a metà, e lo ha fatto fuori dal torace. L’incredibile condizione di Ryan, l’ectopia cordis, per cui il cuore sporge dal torace, colpisce 8 nascite su 1 milione ed il 90% di questi sopravvive al massimo tre giorni; senza considerare che Ryan soffriva anche di sindrome del cuore destro ipoplasico, per cui solo la parte sinistra del cuore si è sviluppata correttamente. Il bambino è nato con una combinazione di patologie che lo rendono un caso unico al mondo: i dottori avevano consigliato ai genitori di interrompere la gravidanza alla dodicesima settimana, ma coraggiosamente hanno rifiutato. I genitori di Ryan hanno scommesso e hanno vinto: il bambino ha ormai compiuto 4 anni e mezzo. La madre ha dichiarato: “Volevamo che la natura seguisse il suo corso, così abbiamo rifiutato di interrompere la gravidanza. Sapevamo che sarebbe stato un miracolo se fosse sopravvissuto alla nascita ma non volevamo essere noi a decidere. I dottori ci hanno detto che nessun bambino con la combinazione di malformazioni di Ryan è mai sopravvissuto” Ryan è sopravvissuto alla nascita, ma “il suo cuore sporgeva dal torace, era coperto solo da una sottile membrana, ma era vivo e potevamo solo pregare che continuasse a lottare.” Il bambino è stato poi sottoposto a un’operazione ad appena due settimane di vita che gli ha permesso di ricevere un sufficiente afflusso di sangue, seguita, nei suoi primi due anni, da altre dodici operazioni: alcune per fare in modo che la metà sviluppata del suo cuore riuscisse a fare il lavoro di un cuore normale, altre per aumentare lo spessore del tessuto che ricopriva il suo cuore. Il caso di Ryan è stato oggetto di pubblicazioni e studi: i medici credono che possa costituire una speranza per altri bambini con malformazioni cardiache simili.Probabilmente in futuro potrebbe avere bisogno di un trapianto di cuore, ma, al momento, sta bene.



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Celiachia, su web 12mila firme per uso buoni in supermarket
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I bimbi accuditi dai nonni ingrassano di più
Con nuoto in gravidanza più rischi asma e allergie bimbi
L’incredibile storia di Ryan Marquiss, il bambino con il cuore fuori dal torace. Medico e Bambino pagine elettroniche 2013;16(7) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1307_10.html

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