Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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Striscia... la notizia

a cura di Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRCCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino




Troppi antibiotici ai bimbi. Europa divisa

Europa spaccata a metà nel corretto utilizzo degli antibiotici, soprattutto per i bambini. Se al Nord, in Paesi come Inghilterra, Germania e Belgio, si utilizzano meno e meglio, più indietro rimangono Paesi come Italia, Grecia e Spagna. Nel nostro Paese il consumo di antibiotici arriva a circa il 38%, posizionandoci al penultimo posto, dopo Portogallo (28.5%) e Spagna (37,7%). Medaglia nera alla Grecia, con un utilizzo che raggiunge il 40%. Questi i dati del progetto ARPEC.


Pesce Sì, pesce no. Mercurio in gravidanza può causare l’ADHD nel bambino.
Mangiare o non mangiare pesce in gravidanza? La questione è dibattuta per via dei pro e dei contro.

Anche una lieve esposizione al metilmercurio nelle donne in gravidanza pare possa causare la sindrome da iperattività e deficit di attenzione nel bambino. Tuttavia, l’assunzione di pesce, che può contenere mercurio, è stata associata una riduzione del rischio. Il metilmercurio, un tipo di mercurio organico, è più volte stato associato all’ADHD, la sindrome da iperattività e deficit dell’attenzione. Questo tipo di mercurio può essere assunto per mezzo del consumo di pesce, che ormai ne è da molto tempo contaminato. Tuttavia, lo stesso pesce contiene elementi nutritivi salutari come, per esempio, gli acidi grassi essenziali omega 3 che sono considerati avere un ruolo di primo piano nello sviluppo cerebrale del feto. Ora, la questione si fa complicata: se da un lato le autorità sanitarie come l’FDA americana o la US Environmental Protection Agency hanno raccomandato alle donne in gravidanza di limitare il consumo di pesce per non esporre il nascituro al mercurio; dall’altro è stato appunto dimostrato che il pesce fa bene al nascituro. Come se ne esce da questo impiccio? Alla domanda hanno tentato di rispondere i ricercatori della Boston University School of Public Health con uno studio i cui risultati sono stati pubblicati sulla rivista Archives of Pediatrics & Adolescent Medicine.
Per dipanare la matassa della questione mercurio Sì/mercurio No, la dottoressa Sharon K. Sagiv e colleghi della BU hanno analizzato i dati relativi al New Bedford birth cohort che comprendevano informazioni su un gruppo di bambini nati tra il 1993 e il 1998. Le informazioni raccolte e analizzate riguardavano i livelli di mercurio riscontrati nei capelli delle donne incinte e l’assunzione di pesce prenatale, che dovevano essere confrontate con i comportamenti dei bambini correlati all’ADHD all’età di 8 anni. «In questo studio di coorte prospettico sulla popolazione, i livelli di mercurio nei capelli sono stati costantemente associati con i comportamenti correlati all’ADHD, tra cui disattenzione e iperattività o impulsività. Abbiamo anche scoperto che un maggiore consumo prenatale di pesce è stato invece protettivo per questi comportamenti». «In sintesi, questi risultati suggeriscono che l’esposizione al mercurio prenatale è associata a un più alto rischio di comportamenti correlati all’ADHD, e il consumo di pesce durante la gravidanza è associato a un minor rischio di questi stessi comportamenti. Tuttavia, anche una singola stima per la combinazione di questi effetti benefici contro gli effetti dannosi nei confronti del consumo di pesce non è possibile con questi dati – sottolineano infatti i ricercatori – Questi risultati sono coerenti con una crescente letteratura che mostra il rischio di esposizione al mercurio e i benefici del consumo materno di pesce sullo sviluppo del cervello del feto, e sono importanti per le raccomandazioni dietetiche per le donne incinte».
 
 
Usa: Pediatri: nessuna prova su benefici degli alimenti bio

Washington, 23 ott. (TMNews) - Nessuno studio scientifico ha dimostrato finora i benefici nutrizionali apportati ai bambini dagli alimenti biologici rispetto a quelli convenzionali. E' quanto si legge in un rapporto dell'American Academy of Pediatrics (AAP), in cui i pediatri americani raccomandano piuttosto il consumo di una grande varietà di prodotti alimentari, biologici o meno.


Artrite reumatoide e salute dentale: c’è un legame
Ricercatori scoprono che c'è un legame tra la salute della bocca e l'artrite reumatoide, e viceversa
La salute del cavo orale e l’artrite reumatoide pare siano collegate: da un lato chi soffre di artrite può essere soggetto a caduta dei denti e dall’altro la malattia parodontale può essere causa dell’artrite reumatoide.

Il legame tra l’artrite reumatoide e la salute di denti e gengive non solo sembra esserci, ma pare sia anche ambivalente. Accade così che chi soffre di artrite reumatoide possa essere soggetto alla caduta dei denti e chi soffre di una malattia parodontale sia soggetto a sviluppare i sintomi dell’artrite reumatoide. Ad aver scoperto questo legame è un nuovo studio a opera della dottoranda Melissa Cantley, insieme ai professori David Haynes e Bartold Mark, ricercatori dell’Università di Adelaide. Gli scienziati australiani, utilizzando un modello animale, hanno potuto constatare come vi fosse un’influenza congiunta tra l’infiammazione dei tessuti e il tipo di malattia che interessa le gengive. L’artrite reumatoide si caratterizza per l’infiammazione, la perdita di tessuto osseo e cartilagine a causa di un attacco indotto dalla patologia ai tessuti sani e le articolazioni da parte del sistema immunitario. La condizione si contraddistingue anche per il dolore che l’accompagna e la riduzione della normale funzione articolare.
Il commento della ricercatrice segue i risultati emersi nello studio che mostravano come vi fosse una chiara perdita di densità e massa ossea nelle articolazioni dei ratti affetti unicamente da una malattia parodontale. E, allo stesso modo, si è riscontrata una perdita della densità e massa ossea nella bocca dei ratti affetti soltanto dall’artrite reumatoide. I risultati mostrano pertanto che gli effetti delle due malattie sono in qualche modo collegati.
Dopo questa scoperta, i ricercatori sono impegnati in studi clinici per determinare se il trattamento della parodontite può aiutare a ridurre i sintomi legati all’artrite, e viceversa. Quello che tuttavia emerge dallo studio e che spesso malattie all’apparenza completamente diverse possono invece avere un collegamento. In questo modo potrebbe essere possibile che scoprendo o migliorando una cura per un tipo di malattia si possa intervenire anche su un’altra.


Mezzo milione di euro a 67 medici: così un’azienda favoriva i propri farmaci

ROMA - E' un'operazione "medici puliti": 67 dottori in 15 diverse regioni sono indagati per aver ricevuto dall'azienda farmaceutica Sandoz somme di denaro, viaggi all'estero e oggetti di valore con l'obiettivo di incrementare le vendite di alcune tipologie di farmaci. L'inchiesta riguarda in special modo i pazienti pediatrici: i medici prescrivevano dosaggi ben al di sopra delle indicazioni terapeutiche per aumentare gli incassi. Tra i farmaci prescritti illegalmente ci sarebbero anche ormoni della crescita.
Nel corso delle indagini è stata scoperta l'esistenza di una rete formata da dodici informatori scientifici e dirigenti della casa farmaceutica Sandoz incaricata di prendere accordi con i camici bianchi.
Gli informatori avrebbero sollecitato i medici indagati (tra cui anche specialisti in nefrologia e endocrinologia) ad aumentare le prescrizioni di alcuni farmaci, con l'inserimento in terapia di nuovi pazienti. "In alcune circostanze - sottolineano gli investigatori - i medici non esitavano ad aumentare le somme pretese" e "alti dirigenti dell'industria farmaceutica incontravano personalmente i medici".
Per giustificare lo scambio di denaro gli informatori scientifici producevano false documentazioni che attestavano le somme per attività di consulenza o di studio, di contributi a congressi o seminari e viaggi per partecipare a meeting internazionali.


Più giovani con infarto, droga tra cause

Sempre più giovani sono colpiti da patologie cardiovascolari e l'uso di droghe, soprattutto cocaina, amplifica il rischio di infarto. E' emerso al convegno degli esperti italiani di medicina cardiovascolare.
I dati italiani indicano in 235.000 i decessi annuali per malattie cardiovascolari: una persona ogni quattro minuti subisce un attacco cardiaco e uno su quattro non sopravvive. Ma ciò che preoccupa maggiormente gli specialisti è l'insorgenza di simili eventi tra i giovani.
 

Mal d'autunno” colpisce anche i bambini
Gli esperti: rallentare i ritmi e mangiare cibi di stagione

ROMA - Sono più stressati, ansiosi e stanchi del solito, tanto che in molti casi perdono persino l'abitudine al gioco. Insomma, anche i bambini sono vittime del ''mal d'autunno'', quello che colpisce nel momento in cui riprendono a pieno ritmo le attività frenetiche della vita di tutti i giorni e il maltempo incupisce l'umore, contribuendo a rendere tutto più difficile. Con giornate organizzate fin nei minimi dettagli, nelle quali non c’è praticamente nessun momento libero tra scuola e attività extra scolastiche, i più piccoli manifestano i sintomi del loro malessere con l’iperattività o in alcuni casi con il suo esatto contrario, l'apatia, la noia, come spiega la dottoressa Francesca Saccà, psicologa e psicoterapeuta.
''Il primo consiglio da dare ai genitori è perciò quello di osservare il comportamento dei bambini a scuola, a casa e soprattutto quando giocano con i loro amici, perché' è il momento in cui sono più spontanei;  se si avverte un cambiamento nel loro modo di agire allora è il momento provare a rallentare i ritmi ''. E' importante, spiega la dottoressa, che il carico di impegni giornalieri non sia ridotto solo per i bambini ma anche per i genitori, perché' il rischio è che i più piccoli altrimenti vivano di riflesso lo stress degli adulti''. ''Prendere il tempo per fare una passeggiata all'aria aperta il pomeriggio, oppure per leggere una favola con la tv spenta la sera, è fondamentale per il benessere del bambino, lo aiuta a rilassarsi'' spiega ancora la specialista.
La cura dei bambini e del loro ''mal d'autunno'' passa anche da una corretta alimentazione, a partire dalla prima colazione, come evidenzia Gian Vincenzo Zuccotti, direttore della Clinica pediatrica Luigi Sacco di Milano. ''E' fondamentale ricavare il tempo per farla con calma al mattino, perché' da energia e aiuta il bimbo ad arrivare fino allo spuntino di metà mattinata senza calo di zuccheri''. ''La colazione ideale è quella che fornisce il 15-20% dell'apporto calorico giornaliero complessivo ed è composta da latte o yogurt, cereali e un frutto'' . A pranzo e a cena, invece, ''cibi di stagione, cercando di variare il più possibile l'alimentazione e facendo scegliere anche al bambino cosa desidera mangiare''
 

Alcol e droga, 1 milione di adolescenti a rischio
30 mila l'anno tentano suicidio; i dati al congresso di psichiatria

(ANSA) - MILANO, si stima che in Italia un milione di ragazzi e ragazze fra 14 e 18 anni faccia uso di alcol o di droghe, rischiando di scivolare nella dipendenza, mentre sono 30 mila i giovani che ogni anno, in preda al disagio di vivere, tentano di togliersi la vita. E 120 di loro purtroppo ci riescono. Sono le drammatiche cifre rese note dagli psichiatri riuniti a Milano per il 46/o Congresso nazionale della Società Italiana di Psichiatria (Sip).
In particolare, i dati indicano che circa il 20% dei giovani dai 15 ai 34 anni ha fatto o fa uso di ecstasy, il 23% ha provato la cannabis, il 2% la cocaina.
Inoltre, otto ragazzi su 10 bevono alcol, che è considerato il principale fattore di rischio di invalidità e di mortalità prematura per i giovani. Secondo il World Health Report infatti l'eccesso di alcol è la causa di un decesso su quattro nella fascia d’età fra 15 e 29 anni. Il consumo di alcol in giovane età si associa poi a un maggior rischio di abuso di sostanze stupefacenti e disturbi depressivi nella vita adulta; e secondo l'Istat, nella fascia fra i 14 e i 16 anni si stanno registrando i maggiori incrementi nel consumo di bevande alcoliche.
''Alcol e sostanze - osserva Massimo Clerici, docente di Psichiatria all’Università di Milano-Bicocca - vanno spesso a sommarsi ai disagi psicologici degli adolescenti: uno su tre soffre di ansia, quasi il 15% di disturbi dell'umore. In alcuni casi sono proprio le sostanze stupefacenti a portare a galla il malessere psichico, in altri casi accade il contrario. Ma quando i fattori si sommano, l'effetto può essere devastante e portare a comportamenti aggressivi verso di se' o verso gli altri. Così si stima che dal 5 al 15% degli adolescenti pensi al suicidio, mentre ogni anno tenta di togliersi la vita circa l'1% dei ragazzi, il 10% ci riprova nel giro di sei mesi, il 40% entro meno di due anni. I decessi per suicidio sono 120 all'anno, con i ragazzi in numero sei volte maggiore rispetto alle ragazze''.
L’età adolescenziale è una 'terra di mezzo', per cui ne' i servizi di neuropsichiatria infantile, per lo più gestiti da pediatri, ne' i servizi psichiatrici per adulti sanno dare una risposta ideale. Servirebbe una razionalizzazione delle risorse e la creazione di centri dedicati all'adolescenza, anche perché' intercettare il disagio prima possibile è fondamentale per riuscire a risolverlo''.
 

Sonno, per adolescenti ideali 9 ore a notte
E' quanto emerge da una ricerca canadese

ROMA - Gli adolescenti hanno bisogno di dormire circa nove ore al giorno, per non incorrere nel corso della loro vita in problemi di colesterolo e pressione alta. La conferma arriva da una ricerca svolta dall'Hospital for Sick Children di Toronto pubblicata sulla rivista Canadian Medical Association Journal. Gli studiosi hanno studiato, tramite un questionario, le abitudini di sonno di 4100 ragazzi, scoprendo che quelli in debito di sonno perché' restavano svegli fino a tarda notte, dormivano male o facevano incubi in molti casi era obesi e presentavano già le prime avvisaglie di fattori di rischio cardiaco come il colesterolo alto e l'ipertensione. I ricercatori hanno poi evidenziato come gli adolescenti, anche quelli con sonno regolare, dichiarassero di dormire al massimo sette ore a notte, mentre sarebbe consigliato dormire per nove, stando attenti soprattutto a non considerare "scorta" gli scampoli di sonno in più nel weekend. Per questo il consiglio, dato in particolar modo ai genitori, è quello di rimuovere tutto ciò che può essere "stimolante" dalla stanza: quindi via la tv, il computer e il telefono cellulare, in modo da provare a far si che l'ambiente circostante concili il sonno
 

È l'inconscio a innescare l'effetto placebo

Il miglioramento o il peggioramento delle condizioni di salute in seguito alla somministrazione di una sostanza inerte non sono legati a un'aspettativa cosciente, ma alla risposta di alcune strutture cerebrali che sono in grado di elaborare gli stimoli prima che arrivino alla nostra coscienza (red)

È la mente inconscia, e non le aspettative coscienti, a innescare l’effetto placebo: lo ha stabilito uno studio condotto presso il Massachusetts General Hospital e il Beth Israel Deaconess Medical Center della Harvard Medical School, ora pubblicato sui “Proceedings of the National Academy of Sciences”. Finora si pensava che le risposte placebo fossero legate a convinzioni o pensieri coscienti e che l'effetto positivo di una pillola priva di qualunque principio attivo fosse legato all'aspettativa di un miglioramento o, nel caso dell'effetto nocebo, di un peggioramento. Gli studi di neuroimaging del cervello umano hanno però indicato che alcune strutture, come lo striato e l'amigdala, possono elaborare stimoli in ingresso – in particolare di ricompensa o di minaccia - prima che questi raggiungano la coscienza, e quindi possono mediare effetti cognitivi e comportamentali di cui non si è consapevoli. A influenzare i risultati, ha osservato Ted Kaptchuk, coautore dello studio, "non è ciò che i pazienti pensano che accadrà ma quello che anticipa la mente inconscia, qualunque siano i pensieri coscienti. Questo meccanismo è automatico, veloce e potente, e non dipende da giudizi o valutazioni deliberate”. La cosa più importante, tuttavia, ha sottolineato Jian Kong, autore senior della ricerca, "è che lo studio offre un modello unico per effettuare ulteriori indagini sui meccanismi placebo e nocebo usando metodologie come l'imaging cerebrale."


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it; brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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E' l'inconscio a innescare l'effetto placebo'>Troppi antibiotici ai bimbi. Europa divisa
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Più giovani con infarto, droga tra cause
Sonno, per adolescenti ideali 9 ore a notte
“Mal d'autunno” colpisce anche i bambini
Alcol e droga, 1 milione di adolescenti a rischio
E' l'inconscio a innescare l'effetto placebo. Medico e Bambino pagine elettroniche 2012;15(9) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1209_10.html

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