Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

Settembre 2012 - Volume XV - numero 7

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRCCS Pediatrico “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino




Dipinti in terapia intensiva per guarire
Opere d'arte in terapia intensiva come strumenti utili alla guarigione. Sono state sistemate nelle nuove sale, che saranno inaugurate in autunno, riservate a chi e' in pericolo di vita nell'antico ospedale fiorentino di Santa Maria Nuova. Le opere sono realizzate appositamente da Luca Alinari, uno dei pittori contemporanei più conosciuti, saranno visibili da ogni letto in cui troveranno posto i malati. E' la prima volta che questa forma di arteterapia viene usata in terapia intensiva


40% casi è esposizione a farmaci, 57% a prodotti pulizia e altro

Hanno generalmente meno di 6 anni, e l'incidente più frequente è l'esposizione a prodotti per la pulizia della casa o farmaci, in ambito domestico e in modo accidentale: sono queste le caratteristiche più ricorrenti dei casi segnalati al Centro antiveleni (Cav) di Milano, che nel 2008 ha notificato al Sistema informativo nazionale per la sorveglianza delle esposizioni pericolose e delle intossicazioni ben 47.278 casi di esposizione provenienti dall'intero territorio nazionale. Lo riferisce il rapporto Istisan dell'Istituto superiore di Sanità del giugno 2012. Secondo il rapporto, il 98% degli incidenti esaminati nel 2008 ha coinvolto un solo soggetto, mentre il 2% due o più soggetti. Il 44% dei pazienti esaminati aveva meno di 6 anni, e nel 77% dei casi l'esposizione e' stata di tipo accidentale, mentre nel 19% di tipo intenzionale (nel 15% per tentato suicidio). Il 90% delle esposizioni si e' verificato in ambito domestico, il 3% durante attività lavorative e il 2% a seguito di incidente ambientale.
Circa il 40% dei casi esaminati è stato per l'esposizione a farmaci (principalmente sedativi, analgesici e antidepressivi), il 57% a non farmaci e il 2% a entrambe le categorie. Nel caso di esposizione accidentale a non farmaci, si è trattato di prodotti per la pulizia di uso domestico (18%), corpi estranei (6%), antiparassitari (5%), cosmetici (4%), alcolici (3%) e alimenti-acqua contaminata (3%), funghi (2%), piante (2%), colori-cancelleria (2%) morsi-punture (2%) e fumi-gas-vapori (2%). Le Regioni con il numero più elevato di casi sono state Lombardia (31%), Veneto (10%), Campania (9%), Emilia Romagna (8%), Sicilia (6%), Puglia (6%), Piemonte (6%), Toscana (5%), con un rapporto tra numero di casi esaminati e popolazione residente tra il massimo di 15 casi per 10mila residenti della Lombardia, e il minimo di 1,5 per 10mila residenti del Lazio.


Euro 2012: SOS campioni "improvvisati",più traumi tra giovani

Sull'onda degli Europei di calcio e dei successi della Nazionale italiana sono sempre di piu' i campioni 'improvvisati', giovani e meno giovani, che imitando le mosse calcistiche dei 'grandi' rischiano di finire in pronto soccorso per distorsioni o traumi agli arti. A richiamare l'attenzione sul pericoloso "effetto emulazione" è Sandro Rossetti, primario della divisione di Ortopedia e Traumatologia dell'Ospedale San Camillo di Roma.
In generale, ''d'estate - spiega l'esperto - si registra un aumento medio del 20-30% di distorsioni e traumi per la maggiore pratica di sport all'aperto, ma in queste settimane una percentuale degli incidenti rilevati è certamente legata a un fenomeno emulativo tra i non professionisti che vogliono imitare i nostri campioni''. I nostri muscoli e le nostre articolazioni non sono infatti preparati ad affrontare sollecitazioni così importanti e improvvise, e il rischio di trovarsi "azzoppati" per uno strappo muscolare o per una distorsione è elevatissimo''. Da qui il consiglio: ''Bisogna ricordare sempre che il muscolo deve essere riscaldato con uno sforzo progressivo-crescente e deve sempre essere allungato (stretching) prima dello stress sportivo. Inoltre - conclude Rossetti - ricordiamoci che la protezione migliore delle articolazioni è sempre il muscolo: più questo è efficiente e tonico, più e articolazioni, come caviglia o ginocchio, vivono in sicurezza lo sforzo fisico''.


In aumento gli shock allergici nei bambini. "Primi rischi a scuola e docenti impreparati"
L'Accademia di allergia e immunologia clinica lancia l'allarme: 17 milioni di persone in Europa soffrono per le reazioni dell'organismo agli alimenti. E molti sono minori. "Bisogna insegnare nelle scuole il primo soccorso in caso di emergenza e rendere più trasparenti le etichette alimentari".

Più di 17 milioni di persone in Europa soffrono di allergie alimentari. E di questi ben 3,5 milioni hanno meno di 25 anni. Sarebbe già di per sè un dato allarmante, ma a peggiorare il quadro è la consapevolezza che sono i bambini a rischiare di più. Secondo i numeri diffusi dall'Eaaci (l'Accademia europea di allergia e immunologia clinica), infatti, le reazioni allergiche, come l'anafilassi, che potrebbero essere letali per i più piccoli sono aumentate di sette volte negli ultimi 10 anni. E il rischio shock è più alto a scuola, dove si manifestano per la prima volta un terzo delle allergie: il contatto con cibi nuovi e potenzialmente pericolosi e l'incapacità degli insegnanti di far fronte a situazioni di questo genere rendono potenzialmente fatali gli episodi di anafilassi nei bambini.
Per sensibilizzare al problema e prevenire il rischio, l'Eaaci ha lanciato una campagna contro le allergie alimentari il cui scopo è quello di aumentare la consapevolezza e l'attenzione al problema, educando le persone a riconoscere i sintomi e ciò che li provoca e insegnando loro gli interventi di primo soccorso come l'utilizzo della penna adrenalinica salvavita.
Fra le priorità - riferisce una nota Eaaci - c'è anche la necessità di coinvolgere le autorità europee per migliorare le etichette alimentari. Le diciture riportate oggi su alcune confezioni, del tipo "Può contenere arachidi'" o "Può contenere latte", sono utilizzate dai produttori di loro iniziativa e non seguono tutte gli stessi criteri. Il che significa, in concreto, che l'espressione "Può contenere" nasconde in realtà livelli differenti di contaminazione e quindi anche diversi livelli di rischio. Nell'Europa continentale la forma di allergia alimentare più diffusa nei bambini è quella da uovo, da latte di mucca e da noccioline


Cancro, quando i videogiochi aiutano i bambini ad affrontare la malattia
DaI cd navigabile aI social network, sono tanti gli ospedali italiani che puntano sull'innovazione tecnologica per alleviare il dolore e le insicurezze dei piccoli malati di tumore e delle loro famiglie. Per una migliore riuscita della terapia

Computer, cellulari e videogame sono parte integrante della vita dei bambini. Ci giocano, fanno i compiti, scoprono il mondo. La tecnologia è un'amica che conoscono e di cui si fidano. Anche quando devono affrontare sfide difficili, come il cancro. Ma oltre a essere di compagnia, la tecnologia può davvero aiutarli a sopportare la sofferenza della malattia e delle cure? Sì. E sono tante le esperienze che in Italia utilizzano videogiochi e applicazioni per smartphone per aiutare i bambini malati e le loro famiglia a fronteggiare il problema del dolore e della solitudine.
"In Italia ogni anno si ammalano
circa duemila bambini 1. Oltre il 70% guarisce. Ma non basta".
Il benessere del paziente è parte fondamentale della cura e della guarigione. E la tecnologia può essere un'alleata importante.
"È difficile da dimostrare la correlazione diretta tra una maggiore attenzione alla qualità della vita dei bambini malati di cancro e la loro guarigione. Ma è vero e scientificamente provato che in un bambino sereno, l'organismo libera citochine e cortisolo, sostanze proteiche e ormoni che lo aiutano a sopportare meglio le cure. E di conseguenza favoriscono la riuscita della terapia. Ben venga quindi tutto l'aiuto che l'innovazione tecnologica può apportare".


Cuore artificiale a un bimbo di 16 mesi a Roma l'intervento senza precedenti

Con un intervento senza precedenti al mondo, è stato impiantato il più piccolo cuore artificiale (11 grammi) a un bimbo di soli 16 mesi. L'operazione è stata eseguita in aprile 2012 all'Ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma. Oggi la direzione dell'ospedale ha reso noto che il piccolo, che in seguito è stato sottoposto a trapianto cardiaco, è in buone condizioni di salute.
Secondo quanto reso noto da fonti del Bambino Gesù, il cuore artificiale applicato temporaneamente al bambino è il più piccolo esistente, ha il peso di 5 monetine da un centesimo ed è composto da una pompa al titanio di 11 grammi capace di sostenere una portata fino a 1,5 litri di sangue al minuto. Il dispositivo è stato applicato d'urgenza al piccolo, affetto da miocardiopatia dilatativa con una grave infezione del sistema di assistenza ventricolare che gli era stato impiantato in precedenza. " Il dispositivo è un prototipo di laboratorio sviluppato nell'ambito un programma di ricerca americano del National institutes of health.


Anche il padre fumatore può danneggiare il DNA del nascituro
Una ricerca britannica sostiene che non è solo la madre che fuma in gravidanza a mettere a rischio la salute del figlio: i papà possono trasmettere allo stesso modo il loro codice "alterato"

Le donne che fumano durante la gravidanza mettono a rischio la salute del proprio figlio. Il dato è acquisito da tempo dalla scienza medica, ora però una nuova ricerca rivela che anche i padri che erano fumatori al momento del concepimento possono trasmettere Dna danneggiato, aumentando il rischio per i figli di malattie tra cui il cancro.
La tesi è il punto di arrivo di uno studio portato avanti dai dell'University of Bradford in Gran Bretagna, i quali hanno scoperto che dei marker di danni al Dna contenuto nello sperma o nel sangue del padre al tempo del concepimento si ritrovano anche nel Dna della prole.
"Tramite dei biomarker molto sensibili - ha spiegato Diana Anderson, autrice dello studio pubblicato sul Faseb Journal - siamo stati in grado di determinare il ruolo dell'esposizione al fumo nei padri prima, dopo e durante il concepimento. Esiste una correlazione evidente tra biomarker del danno da fumo nei padri e danni al Dna dei figli. Anche se questo studio - ha aggiunto - non ha trovato un diretto collegamento, sembra abbastanza evidente che lo stile di vita del padre abbia una grande influenza sulla salute genetica del figlio".


Conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale

Sebbene il tema inerente alla conservazione cellule staminali del cordone ombelicale sia di grande importanza e attualità, sui media tradizionali circolano ancora informazioni poco limpide in merito all'argomento. Cerchiamo di fare chiarezza. Al momento del parto, i futuri genitori si trovano dinnanzi a una grande opportunità, quella di conservare le cellule staminali presenti nel sangue del cordone ombelicale del proprio bambino in una banca cordone ombelicale. In Italia, il campione prelevato al momento del parto, secondo la volontà della famiglia, può essere donato a un istituto pubblico oppure conservato all'interno di un centro privato all'estero. Per il momento, il sistema di donazioni pubbliche, al contrario di quanto avviene nelle biobanche private, non garantisce il buon esito della domanda di donazione da parte della famiglia. Questo può avvenire per diverse ragioni, per esempio perché la struttura non è opportunamente servita da una biobanca pubblica oppure perché la biobanca di riferimento, essendo aperta generalmente in orario diurno dal lunedì al sabato, non è in grado di fornire una copertura continua 24h su 24, per tutto l'anno.


Perché i neonati umani sono così indifesi

Nascere in una fase precoce dello sviluppo forse non è il frutto dell'evoluzione concomitante di un cervello di grandi dimensioni e della locomozione bipede, ma la risposta a un'eccessiva domanda metabolica del feto. Questa precocità potrebbe comunque servire a ottimizzare le possibilità di sviluppo neuronale cognitivo e motorio di Kate Wong

La spiegazione tradizionale dei nove mesi di gestazione e della nascita di neonati indifesi è che la selezione naturale avrebbe favorito il parto in una fase iniziale dello sviluppo fetale per conciliare le selezione di un cervello di grandi dimensioni con la selezione della locomozione in postura verticale, caratteristiche che definiscono entrambe la stirpe umana.
In questa prospettiva, l'adattamento al bipedismo avrebbe limitato la larghezza del canale del parto, e di conseguenza le dimensioni del bambino che può passare attraverso di esso.
Secondo i ricercatori, l'espansione del cervello del feto non sarebbe stata limitata dalle dimensioni del bacino materno ma da qualche altro fattore. Questo altro fattore, è il tasso metabolico della mamma. "Per la madre la gestazione è un pesante fardello metabolico (misurato in calorie consumate)". I dati relativi a una vasta gamma di mammiferi suggeriscono che ci sia un limite a quanto un feto può crescere e diventare energeticamente dispendioso prima di uscire dal grembo materno.
Sulla base di un'idea nota come ipotesi del crossover metabolico, si ipotizza che "i vincoli energetici della madre e del feto sono i determinanti principali della lunghezza della gestazione e della crescita fetale negli esseri umani e tra i mammiferi”. Dopo nove mesi o giù di lì, le esigenze metaboliche di un feto umano minacciano di superare la capacità della madre di soddisfare sia il proprio fabbisogno energetico sia quello del bambino, e quindi avviene il parto.
Gli Autori citano la possibilità che il momento della nascita di fatto ottimizzi lo sviluppo neuronale cognitivo e motorio."Forse i neonati umani sono adattati per assorbire tutto questo materiale culturale e forse nascere prima permette di farlo. Forse, se sei un animale culturale, è meglio nascere prima."
(La versione originale di questo articolo è apparsa su scientificamerican.com il 28 agosto 2012. Riproduzione autorizzata, tutti i diritti riservati)


Antinfiammatori. Aifa declassa il Nimesulide. Rimborsabile solo in caso di dolore acuto

L'Aifa (Agenzia italiana del farmaco) ha declassato il nimesulide, che diventa rimborsabile dal Servizio sanitario nazionale solo in caso di dolore acuto. I medici potranno prescriverlo quindi solo per trattamenti di breve durata, e non piu' per un uso sistemico nell'osteoartrosi dolorosa. E' quanto dispone l'aggiornamento della nota 66 dell'Aifa sulla prescrizione dei farmaci antinfiammatori a carico del Ssn, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale. L'Ema (l'Agenzia regolatoria europea sui farmaci) ritiene che l'uso sistemico del farmaco per l'osteoartrite dolorosa, che e' una condizione cronica, ''comporterebbe un uso a lungo termine con un conseguente aumento del rischio di danno epatico''. Sono stati segnalati infatti casi di insorgenza di insufficienza epatica fulminante in coincidenza con l'uso del farmaco. La nota Aifa conferma invece le limitazioni per gli altri principi attivi antinfiammatori non steroidei, che potranno essere prescritti a carico del Ssn solo in presenza di artropatie su base connettivitica, osteartrosi in fase algica o infiammatoria, dolore neoplastico, e attacco acuto di gotta.


Cannabis. La marijuana fa male al cervello? Sì, ma solo nell'adolescenza

La dipendenza da marijuana nell'adolescenza potrebbe avere conseguenze inimmaginate sull'intelligenza, abbassando il quoziente intellettivo fino a 8 punti. A dirlo è uno studio pubblicato su Pnas e condotto dalla Duke University su un campione di neozelandesi che hanno iniziato a fare uso di cannabis prima dei 18 anni: a seguito della dipendenza, i partecipanti presentavano un declino del QI pari a 8 punti, registrato nei test effettuati regolarmente dall'età di 13 anni a quella di 38. Il danno non sembrava invertirsi nel caso si smettesse di assumere la sostanza psicotropa, tuttavia, si presentava solo nelle persone che avevano iniziato a far uso di marijuana in età particolarmente giovane.
Il che, spiegano gli esperti, è in linea anche con studi precedenti effettuati sugli animali, che riguardano non solo la cannabis, ma anche la nicotina, l'alcool e la cocaina: l'esposizione a queste sostanze prima del completo sviluppo del cervello quando è ancora vulnerabile perché ancora soggetto a cambiamenti e rimodellamenti”. 
Sebbene 8 punti nel quoziente intellettivo potrebbero forse sembrare pochi, le conseguenze secondo l'autrice potrebbero essere importanti. “Un quoziente intellettivo più alto è genericamente correlato a un'educazione migliore e a uno stipendio più alto, nonché a una vita più longeva”, ha detto. In ogni caso, il messaggio è semplice: fumare marijuana quando si è troppo piccoli fa male. Il momento di maggiore vulnerabilità è l'adolescenza”. “Non è l'uso cronico a causare danni, ma l'uso cronico in età giovanile.


Medicinali e caramelle possono confondersi: lo dicono i bambini

I medicinali vanno tenuti fuori dalla portata dei bambini. Vero. Ma non solo da loro. Negli Usa, più di un bambino su 4 tra i 2 e i 6 anni non distingue le medicine dalle caramelle. E non solo: dalla ricerca emerge anche che l'incapacità riguarda anche 1 insegnante su 5. Lo studio è stato condotto in una scuola elementare, 2 alunne aiutate dal padre di una di loro, medico al Cincinnati Children's Hospital Medical Center, hanno così rifornito la scuola di un armadietto provvisto di diversi tipi di medicinali stipati assieme a un numero equivalente di confezioni di caramelle. Hanno poi scelto in modo casuale 30 insegnanti e 30 studenti e hanno chiesto loro di distinguere i primi dalle seconde, tenendo conto del fatto che molti dei bambini più piccoli erano già in grado di leggere. Dallo studio è emerso che i giovani studenti sono stati in grado di distinguere correttamente le medicine dalla caramelle nel 71% dei casi, gli insegnanti nel 78%, appena un 7% in più. Il livello più alto di confusione è stato registrato nei bambini che non sanno leggere. ªLe caramelle più frequentemente scambiate per medicine sono quelle di forma circolare, simili in colore e lucentezza e senza segni particolari». I partecipanti sono poi stati intervistati sulle modalità di conservazione e sull'utilizzo delle medicine in casa propria: ed è emerso che, sia nel caso degli insegnanti che degli studenti, 8 persone su 10 hanno affermato di avere, in casa, farmaci facilmente raggiungibili e alla portata di tutti. In conclusione: educare le famiglie a conservare i medicinali in sicurezza e in modo che siano chiaramente distinguibili in quanto tali può aiutare a ridurre i casi di ingestione accidentale.


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it; brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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Anche il padre fumatore può danneggiare il DNA del nascituro
Perché i neonati umani sono così indifesi
Conservazione delle cellule staminali del cordone ombelicale
Antinfiammatori. Aifa declassa il Nimesulide. Rimborsabile solo in caso di dolore acuto
Cannabis. La marijuana fa male al cervello? Sì, ma solo nell'adolescenza
Medicinali e caramelle possono confondersi: lo dicono i bambini'>Dipinti in terapia intensiva per guarire
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Cannabis. La marijuana fa male al cervello? Sì, ma solo nell'adolescenza
Medicinali e caramelle possono confondersi: lo dicono i bambini. Medico e Bambino pagine elettroniche 2012;15(7) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1207_10.html

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