Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino




Scoperto un gene causa di una malattia congenita


Scoperto da ricercatori dell'Università Cattolica di Roma il gene che causa una malattia dello sviluppo psicomotorio (chiamata sindrome da delezione 17q21.31'), tra le più comuni patologie di natura genetica (circa un paziente ogni 16.000 nuovi nati). E' il risultato messo a segno dall'équipe di Marcella Zollino, dell'Istituto di Genetica medica dell'ateneo, e pubblicato sulla rivista Nature Genetics. Lo studio apre dunque le porte a nuove possibilità terapeutiche.


Ogni anno 16 milioni di baby mamme

Nel mondo circa 16 milioni di adolescenti partoriscono ogni anno nei Paesi a basso e medio reddito e si stima che circa 3 milioni di ragazze tra i 15 e 19 anni si sottopongano ad aborti pericolosi. Le gravidanze precoci sono uno dei principali fattori di mortalità infantile e materna, come ricorda l'Organizzazione mondiale della sanità, che ha redatto delle linee guida contro questo fenomeno. I casi di bambini nati morti e di morti neonatali sono il 50% più frequenti fra le adolescenti.


Tumori: cibi anti-cancro anche da piccoli, progetto Ieo

La salute passa dal cibo, persino dai primissimi anni di vita. L'Istituto Europeo di oncologia di Umberto Veronesi si è appena alleato con Heinz, proprietaria del marchio Plasmon, per progettare alimenti e molecole funzionali capaci di stimolare le difese immunitarie dei bambini, con lo scopo di ridurre il rischio di malattie immunitarie come allergie, patologie infiammatorie, morbo celiaco e alcuni tumori.
Gli scienziati si focalizzeranno in particolare sugli alimenti funzionali, ovvero quei cibi che oltre ad avere un valore nutrizionale agiscono positivamente su una o più funzioni dell'organismo, e sono quindi in grado di migliorare lo stato di salute e di ridurre il rischio di malattie.
''Tali effetti - commentano i responsabili dell'accordo - sono di particolare interesse in età pediatrica, quando l'organismo non è ancora completamente maturo, perché possono aiutare il corretto sviluppo del bambino fornendo benefici sia a breve che a lungo termine.


Bevande dolci da bambini, a rischio il cuore

I bambini che consumano alti livelli di bevande dolcificate e carboidrati hanno un maggiore rischio di malattie di cuore più tardi nella vita. Lo indica uno studio dell'Istituto di ricerca medica dell'Università di Sydney, condotto su 2000 bambini di 12 anni. La ricerca guidata da Bamini Gopinath ha stabilito che i bambini che bevono una o più bevande dolcificate al giorno hanno arterie più sottili dietro gli occhi, un fattore associato a un rischio accresciuto di malattie cardiache e di pressione alta.
Lo studio, pubblicato sull'American Journal of Clinical Nutrition, è il primo a dimostrare che le bevande dolci e i carboidrati nell'infanzia sono legati a vasi sanguigni retinali più sottili. Il danno tuttavia non ha effetti sulla vista.
I risultati rafforzano l'importanza di una dieta sana, scrive Gopinath. ''E' un'ulteriore prova che le bevande effervescenti non fanno bene ai bambini'', dichiara. I dati degli stessi bambini saranno nuovamente analizzati fra cinque anni per verificare se il danno persiste.


I figli fanno la felicità

Da non crederci quando fanno disperare, ma i figli ''fanno la felicità'': infatti in media i genitori sono più felici, positivi e raggiungono un livello più profondo di comprensione del senso della vita rispetto alle persone senza figli (coetanee e a parità di altri fattori come lavoro e situazione sentimentale).
Lo dimostra una ricerca pubblicata sulla rivista Psychological Science coordinata dalla psicologa Sonja Lyubomirsky della University of California, Riverside, insieme con University of British Columbia e Stanford University.
La genitorialità è di certo associata a maggiori responsabilità e oneri; ma forse ne vale la pena a giudicare da questo lavoro.
Questo studio è coerente con alcune recenti teorie evoluzionistiche secondo cui essere genitori è un bisogno fondamentale dell'uomo, concludono gli psicologi.


Nido per solo 2 bimbi su 100, al Sud

Solo due bambini su 100 che nascono nel Mezzogiorno hanno una chance di frequentare l'asilo nido pubblico. E' uno dei dati messi in luce dalla Società italiana di pediatria (Sip) che ha presentato alcuni risultati del progetto '"Crescere al Sud", sottolineando come condizioni di povertà non solo economica ma anche come mancanza di istruzione, opportunità, informazioni, ha effetti negativi anche sulla salute. E i bimbi del Sud sono svantaggiati fin dall'inizio del percorso scolastico, visto che se in Italia solo un bambino su 10 tra gli 0 e i 3 anni frequenta un nido, al Sud la percentuale è addirittura 4 volte inferiore e raggiunge livelli minimi in Calabria e Campania, dove il nido pubblico è una possibilità appunto solo per 2 bambini ogni 100.
E non va meglio con le performance della scuola primaria e secondaria, visto che usando il parametro Ocse-Pisa (che valuta le competenze acquisite dagli studenti) i ragazzi del Sud risultano mediamente un anno e mezzo indietro rispetto ai loro coetanei del nord. Inoltre nonostante lo sport sia la terza agenzia educativa dopo famiglia e scuola, al sud sono presenti solo il 20% degli impianti rispetto a quelli disponibili al nord, e i nostri bambini svolgono solo 500 ore di attività fisica durante il percorso scolastico rispetto alle 1000 della media europea.


Sanità: da pediatri decalogo su false allergie al latte
Congresso Sip, troppe "autodiagnosi", quella reale allo 0,9%

Un decalogo che smitizza credenze false e chiarisce le implicazioni vere dell'allergia alle proteine del latte. Lo presentano i pediatri della Sip (Società Italiana di Pediatria) riuniti a Roma per il 68° congresso nazionale. Negli ultimi anni, spiegano gli esperti, sono aumentate le diagnosi di allergie e intolleranze al latte e alle sue proteine, ma spesso si tratta di "autodiagnosi", di "percezioni" riferite dai pazienti e non confermate dal ''test di carico orale positivo''.


Adolescenti sempre più fermi e pigri: "Dieci ore seduti fra scuola, tv e web"

Esiti preoccupanti dall'indagine annuale su "Abitudini e stili di vita degli adolescenti" della Società italiana di pediatria. In Italia cresce una generazione "statica" al cui interno aumentano il fenomeno dell'obesità e i comportamenti a rischio legati a internet, come il cyberbullismo.
Si muovono sempre di meno. Stanno ore seduti a scuola e anche a casa davanti alla tv o al computer. Sono pigri, anzi pigrissimi. Buttati sul divano a seguire la puntata di una fiction, magari mangiando uno snack, o seduti per chattare o mandare messaggi su Facebook al pc. Una generazione seduta, con oltre il 60% degli adolescenti che trascorre tra le 10 e le 11 ore quotidiane tra la sedia in classe e la poltrona di casa. Persino la televisione, dopo anni di calo, sta tornando tra le abitudini dei ragazzi e quando si spegne la tv, si accende il computer, soprattutto di notte. Questa fotografia della generazione dei ragazzi 'pigri' emerge dall'edizione 2011-2012 dell'indagine "Abitudini e stili di vita degli adolescenti 1", realizzata dalla Società italiana di pediatria (Sip), che ha coinvolto un campione nazionale rappresentativo di 2081 studenti.

Più ore davanti alla tv. Per la prima volta, da tre anni a questa parte, sono di nuovo aumentati coloro che la guardano per più di tre ore al giorno (17,3%). Ma fiction e partite di calcio non si sostituiscono, ma si aggiungono, al pc e al web che continuano ad essere interessi in crescita.
"La sedentarietà è un determinante importante dell'obesità, quindi della sindrome metabolica come fattore predisponente delle principali malattie cardiovascolari, degenerative e tumorali dell'adulto e dell'anziano - spiega Alberto Ugazio, presidente della Sip - . Inoltre non bastano le due ore a settimane di sport per recuperare quelle passate seduti. Ulteriore conferma degli stili di vita errati è il fatto che il mezzo utilizzato più spesso per andare a scuola è l'auto, nel 43,1% dei casi".
L'eccesso di sedentarietà influisce negativamente sull'umore, perché l'assenza di movimento riduce l'ossigenazione del cervello, rallenta la produzione di endorfine e di dopamina, sostanze chimiche prodotte dal nostro organismo che sono associate alle sensazioni di benessere e al senso del piacere".

Schiavi di Facebook e smartphone. Facebook e gli smartphone sono ormai fenomeni di massa. Sono otto su dieci i tredicenni che hanno il profilo su Facebook (il 79,8%, con un altro 6,5% che vorrebbe averlo a breve), mentre appena un anno fa erano il 10% in meno. E il 65% possiede un cellulare che permette di navigare on line. In città i comportamenti a rischio sono maggiori A collegarsi alla rete per più di 3 ore al giorno è il 17% (media nazionale) dei ragazzi, ma la percentuale sale al 25,4% nelle grandi città. Ad avere il profilo sul Facebook è l'80% (50% nel 2009 , 61% nel 2010) che diventa 85% nelle grandi città si supera l'85%. E nell'ambito della navigazione in rete, i comportamenti potenzialmente pericolosi sono praticati maggiormente proprio dagli adolescenti che vivono nelle aree metropolitane.

Offese e molestie, esplode il cyberbullismo. Se le giornate si passano sempre di più al computer, anche i comportamenti degli adolescenti si trasferiscono on line. Cala infatti il bullismo classico, ma preoccupa il "cyberbullismo". A dichiarare, infatti, di aver assistito ad atti di bullismo è il 54% del campione. Un dato minore rispetto al 61,5% registrato lo scorso anno e rispetto al 75% del 2008. Quasi dimezzate dallo scorso anno sia la percentuale di chi pensa che un ragazzo o una ragazza prepotenti siano in gamba (dal 4,5 al 2,4%), sia quella di chi considera una spia chi riferisce gli episodi subiti (dal 10,5 al 5,1%). Accanto a questi dati complessivamente confortanti c'è però una realtà 'sommersa' costituita appunto dal cyberbullismo, ovvero persecuzioni, offese e molestie perpetrati in rete, soprattutto attraverso i social network. Lo registra già il 43% degli adolescenti, percentuale che sale al 62% tra i grandi utilizzatori del web.

Pericoli di internet. "In rete c'è un mondo parallelo in cui si ripropongono dinamiche relazionali in parte simili a quelle che si verificano nel mondo esterno - dice Oliverio Ferraris - . In più è possibile nascondersi dietro l'anonimato. Un altro aspetto è quello delle alleanze che si possono formare rapidamente tra gli internauti sulla base di 'voci' fatte girare ad hoc per perseguitare qualcuno. Poi ci sono le immagini messe in rete senza il consenso dei soggetti che vi sono rappresentati. E' importante che i ragazzi conoscano i pericoli in cui possono incorrere e imparino a gestire con cautela le iniziative che prendono".

Il sondaggio. Una vita "poco sana" quella emersa dai dati dello studio che è confermata dai risultati del sondaggio del progetto Zheng Un amico 2, un servizio gratuito di aiuto e ascolto psicologico per adolescenti su Facebook. Dalle risposte emergono ragazzi vittime di droghe e bullismo. Uno su 5 ammette infatti aver fatto uso di droghe, uno su tre di fumare e uno su cinque di coloro che hanno superato i 15 anni di bere alcolici fuori pasto. Sono vittime del bullismo soprattutto i maschi, nel 30% di casi, mentre le femmine nel 20%. Il dato cambia se si parla invece di cyberbullismo: ne è vittima il 25% delle ragazze e il 15% dei ragazzi. Infine il 45% del campione ha avuto rapporti sessuali completi, nel 27% dei casi prima dei 14 anni.


Nel mondo 15 milioni di prematuri "E' la seconda causa di morte infantile"

Lo rivela un rapporto realizzato da 100 esperti, provenienti da 40 istituti tra università, istituti di ricerca e agenzie dell'Onu. "Molte vite potrebbero essere salvate con cure adeguate"
Sono quindici milioni i neonati prematuri che nascono ogni anno nel mondo. Fra loro più di un milione, non riesce a sopravvivere. E' qui che vedere la luce in un ospedale francese o nel Malawi, può fare la differenza. A perdere la vita, a poche ore o giorni dalla nascita, sono soprattutto i bambini dei paesi in via di sviluppo. Tanto che la nascita pre-termine costituisce ormai la seconda causa di morte infantile. Lo rivela un Rapporto realizzato da più di 100 esperti, provenienti da 40 istituti tra università, istituti di ricerca e agenzie dell'Onu e che fa il punto sulla salute neonatale.
Nelle nazioni povere il 12% dei piccoli sono prematuri, nascono troppo presto, a 37 settimane, mentre dove c'è maggiore benessere la percentuale è del 9%. Secondo i ricercatori, 3/4 dei bambini prematuri che muoiono potrebbero invece avere un futuro con cure semplici e con una prevenzione adeguata durante la gravidanza. Cure che possono essere disponibili facilmente, a prezzi contenuti, anche nei paesi poveri. La realtà è che in queste nazioni non esiste un sistema sanitario che possa garantire mamma e bambino.
"Nascere troppo presto è una causa di mortalità ignorata", spiega Joy Lawn, direttrice dell'Ong "Global Evidence and Policy for Save the Children", fra gli autori della ricerca. "Una volta su due la nascita pre-termine costituisce la causa di morte dei nuovi nati ed è anche ormai la seconda causa di mortalità fra i bambini al di sotto dei cinque anni, subito dopo la polmonite", aggiunge.
Undici paesi con un tasso di nascite di prematuri superiore al 15% si trovano quasi tutti nell'Africa Subsahariana.
Cure che sono considerate di normale routine nei paesi ricchi, potrebbero salvare 400.000 bambini ogni anni nelle aree più povere del mondo. Secondo i ricercatori anche "la tecnica del marsupio" nella quale la mamma tiene vicino alla sua pelle il neonato, potrebbe essere utile, nelle aree dove non ci sono incubatrici. "Vedere bambini che pesano 900 grammi sopravvivere senza tecnologie avanzate è veramente fantastico. Abbiamo sperimentato la "tecnica del marsupio" in alcuni paesi ed è stata utile", spiega Lawn. Fra i paesi coinvolti c'è il Malawi, dove le nascite pre termine raggiungono il 18.1%.


Fumo passivo, per bimbi danni cardiaci
Studio Istituto Menzies, arterie meno elastiche in eta' adulta

I bambini esposti al fumo dei genitori possono subire danni irreversibili alla salute in età adulta, con più alto rischio di attacchi cardiaci e ictus. Lo spiega uno studio condotto dall'Istituto di ricerca Menzies della Tasmania. ''Abbiamo osservato che chi era stato esposto nell'infanzia al fumo passivo aveva arterie meno elastiche. E l'effetto è stato osservato fino a 27 anni dopo'', spiega l'autrice della ricerca Seana Gall. Ogni anno sono esposti al fumo passivo il 40% dei bambini.


5 regole per una scuola pulita
Un sondaggio per i genitori, un concorso per i piccoli e 5 regole da appendere in classe: basta poco per una scuola pulita

Sanihelp.it - Un’indagine per capire cosa i genitori vorrebbero per preparare i loro figli ad affrontare le sfide del futuro, un concorso per insegnare ai bambini cosa significa vivere in un ambiente scolastico pulito e 5 semplici regole da appendere in classe.
È l'idea di Scuole pulite, un progetto nazionale partito a febbraio e che si avvia al termine. Consiste in un questionario di 20 domande, redatto dalla dottoressa Rosalba Trabalzini, psichiatra e psicoterapeuta, a cui i genitori dovranno rispondere per capire quali aspettative nutrono verso la scuola italiana. «Per la prima volta saranno i genitori a fornire uno spaccato della loro idea di scuola. Le risposte al questionario permetteranno di conoscere, in base alle aree geografiche di appartenenza, le priorità da privilegiare», spiega la dottoressa Trabalzini.

Per i bambini sono disponibili le 5 regole della scuola pulita, da stampare e appendere in classe; poche frasi per un’educazione civica semplice e di facile applicazione:
1. Disegna sul tuo quaderno, non su banchi o muri!
2. Fai la raccolta differenziata, separa la carta dagli altri rifiuti!
3. Non lasciare fazzoletti o avanzi sotto al banco, ma gettali nel cestino!
4. Quando hai finito la merenda, pulisci il banco da briciole e cartacce!
5. Non appiccicare le gomme da masticare sotto al banco, ma buttale nel cestino!


UGANDA: Migliaia di bambini affetti da "Nodding Desease"

Nel nord dell'Uganda, migliaia di bambini si sono ammalati di una fatale e incurabile malattia conosciuta come"nodding desease", che si manifesta nei bambini dai 5 ai 15 anni con convulsioni e veloci movimenti del capo (da qui il nome). Le comunità si stanno facendo prendere dal panico e alcune persone stanno perdendo la speranza in quanto la comunità medica fatica a trovare sia una causa che una cura, come riporta la BBC. Guidando attraverso i villaggi di Kitgum, distretto dell'Uganda settentrionale, è impressionante vedere quante famiglie sono state colpite da questa sindrome debilitante.
Nel 
villaggio di Tumangu è come una peste. Francis Anywar siede davanti alla casa fatta di paglia. Il 15enne è nudo e sembra essere in un altro mondo, non parla. Le cicatrici sulla sua testa testimoniano le convulsioni violente che lo colpiscono più volte al giorno. La salute di Francis ha iniziato a deteriorarsi otto anni fa e sia il suo sviluppo fisico che quello mentale sono stati costantemente intaccati.

Poche centinaia di metri a valle della strada sterrata una madre mi dice qualcosa che non dimenticherò mai. "Hoperso la speranza. Mi sto solo prendendo cura di Sarah e di Mosè come se fossero fiori in casa sapendo che sono di alcuna utilità per il futuro," dice Betty Olana. A causa della sindrome neurologica, sua figlia di 14 anni e il figlio dodicenne sembrano molto più piccoli e hanno bisogno di un'assistenza continua. Non possono lavarsi o vestirsi senza un aiuto. "Quando svolgo le mie attività agricole li lego all'albero modo che non si feriscano. Se si allontanano non sanno dove stanno andando, continuano a camminare e si perdono."
Un'infermiera ha detto che quando i bambini sviluppano queste psicosi e vagano nella boscaglia spesso non tornano a casa. Ha detto che la fame in seguito può ucciderli e ha citato casi di cani che trasportano i corpi dei bambini morti di nuovo al villaggio.


Quando La signora Olana tira fuori un vassoio di zuppa di miglio e uno stufato, Sarah e Mosè si lavano le mani e si preparano, ma in pochi minuti la testa di Mosè inizia a cadere, i suoi occhi si chiudono e come in trance sembra essere alla deriva in un altro mondo.
Cibo, il caldo e il freddo scatenano le crisi.
Ci sono più di 3.000 casi segnalati nel nord Uganda e il governo ha istituito dei 
centri di screening della sindrome "nodding" nei centri sanitari. Tuttavia, a causa dell'estrema povertà, molte famiglie non possono permettersi di pagare per il trasporto. Altri, come la sig.ra Olana ci hanno semplicemente rinunciato. 

Ojok Samuel è seduto presso la clinica con lo sguardo fisso nel vuoto. Ha 9 anni, ma sembra che ne abbia 3 o 4. "Ha iniziato scuotendo la testa, all'età di due anni, ogni volta che gli davamo da mangiare," dice suo padre John Oboda,aggiungendo che i problemi della famiglia hanno influito sulla sua salute. Impossibilitata a svolgere l'attività agricola,in quanto costantemente impegnata nella cura dei figli, la famiglia sta scivolando sempre di più nella povertà. Nessuno di questi bambini va a scuola e la cosa più preoccupante per Ojok è che non c'è stato alcun segno di miglioramento da quando ha iniziato, un anno fa, l'assunzione di farmaci per controllare le crisi.
Vi è anche stigma. "I vicini non permettono ai loro bambini di interagire con Samuel e Jaqueline. La nostra famiglia ora 
è isolata”. Alcune moto taxi si rifiutano di trasportare i bambini ammalati.

Nonostante il suo impatto devastante, gli ufficiali sanitari rimangono perplessi mentre cercano di capirne le causa e trovare una cura. Alcuni dei sintomi sono simili a quelli dell'epilessia e gli operatori sanitari prescrivono farmaci anticonvulsioni che vengono utilizzati per gestire gli attacchi epilettici. Nel nord dell'Uganda si è appena iniziato a provare un nuovo farmaco, il valproato di sodio, che viene anche questo usato per trattare l'epilessia. Il personale medico afferma che con questo farmaco i bambini migliorano e alcuni soffrono meno frequentemente di crisi convulsive. Ma, purtroppo, a questo punto il danno per lo sviluppo del bambino è già avanzato e non si può tornare indietro.
Nel novembre 2009, il governo ugandese ha chiesto aiuto ai Centri statunitensi per il Controllo delle Malattie e la prevenzione (
CDC). Degli esperti hanno visitato la zona colpita e hanno acquisito campioni per eseguire dei test, ma sono in difficoltà nel trovare la causa della malattia. "I team CDC hanno documentato per la prima volta che la sindrome Nodding è una nuova e complessa sindrome epilettica, e che i movimenti della testa sono una manifestazione diretta delle convulsioni che provocano un breve decadimento del tono muscolare a causa di alterazioni nella funzionalità del cervello", dice l'organizzazione.

"I bambini che vivono in povere condizioni in cui non c'è abbastanza cibo, acqua potabile, o senza un alloggio decente sembrano più suscettibili a questa malattia. E' una situazione traumatica anche per noi. Si vedono nuovi casi ogni giorno... bambini con convulsioni, altri cadono per terra... umanamente è molto doloroso", dice AdongJosephine, un'infermiera psichiatrica in ospedale di Kitgum. "Così tanti bambini sono morti e altri probabilmente ci stanno arrivando perché quando li guardi, alcuni sono troppo deboli, consumati, non riescono a mangiare e acamminare. Se non vengono portati in ospedale possono morire in pochi giorni", aggiunge. Nella stanza ci sono due bambini gravemente ustionati. Il fuoco in casa è una trappola mortale per i bambini colpiti perché quando una crisi li colpisce non sono in grado di allontanarsi dalle fiamme.

La causa della nodding desease, che porta al deterioramento del tessuto cerebrale e causa onde cerebrali anomale e convulsioni, rimane sconosciuta. Una teoria la collega ad un'infezione da un verme parassita portato dalla mosca nera, già noto di provocare la cecità fluviale. Durante un'epidemia nel 2004, più di nove bambini su 10 ospitavano il parassita. È possibile che l'infezione da parassita porti il sistema immunitario a reagire in modo eccessivo, e causi danni al cervello e al sistema nervoso. Tuttavia, gli scienziati non sono stati in grado di spiegare perché la Nodding Desease non si verifica in alcune zone dove è diffuso il parassita. Altre teorie hanno collegato lamalattia all'esposizione a sostanze chimiche tossiche, alla carne contaminata, la mancanza di una forma di vitamina B e a problemi psichiatrici.


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it; brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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UGANDA: Migliaia di bambini affetti da "Nodding Desease"'>Scoperto un gene causa di una malattia congenita
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UGANDA: Migliaia di bambini affetti da "Nodding Desease". Medico e Bambino pagine elettroniche 2012;15(6) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1206_10.html

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