Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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Striscia... la notizia

a cura di Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino





Trapianto di polmone da vivente primo via libera alla legge

Accordo in Commissione alla Camera per il testo che autorizza la donazione di lobi polmonari, dando più speranze ai tanti malati di fibrosi cistica in lista d'attesa. Il "dono" interesserà soprattutto le madri di giovani affetti dalla patologia. Varrà anche per pancreas e intestino

Trapianto di polmone, intestino e pancreas da donatore vivente: è accordo bipartisan nella XII commissione Affari sociali della Camera. La legge è ora a un passo dall'approvazione e consentirà di salvare la vita a circa 100 pazienti giovanissimi colpiti da fibrosi cistica che ogni anno muoiono in lista di attesa per un trapianto polmonare.
La notizia l'ha data la relatrice della norma, il deputato (e medico) Melania Rizzoli, Pdl. "Con questa legge - ha spiegato Rizzoli - si potrà donare un lobo polmonare a un ricevente, in genere un bambino, e la donazione è generalmente materna. La donazione genitore-figlio è stata fortemente voluta dalla deputata cattolica (e neuropsichiatra infantile), Paola Binetti, Udc. Il 40 per cento dei pazienti con questo difetto genetico in lista di attesa per un trapianto polmonare ha un'età media di 15-20 anni. "Il 15-20 per cento di loro - spiega Amoroso - a oggi, muore in lista di attesa entro un anno per mancanza di un organo". La nuova legge, grazie al "dono di sé" di un genitore (per dirla alla Binetti), offrirà loro una nuova speranza di vita.


Medicina: leggere ad alta voce aiuta sviluppo mentale bimbi

Progetto "Leggere per crescere" compie 10 anni

Seicentomila famiglie raggiunte in 14 Regioni, 11mila operatori coinvolti in oltre 520 tra scuole, asl, associazioni, Comuni e biblioteche: è questo il bilancio del progetto "Leggere per Crescere", che compie 10 anni, celebrato sabato 26 novembre con un convegno a Verona la citta' da cui è partito, su iniziativa di GlaxoSmithKline. Uno degli obiettivi del progetto è stato quello di sostenere e diffondere la pratica della narrazione e lettura a voce alta, che insieme alla musica, il disegno e l'attività fisica, è una delle esperienze che più contribuisce allo sviluppo mentale del bambino. Sono stati infatti organizzati incontri e corsi di formazione per pediatri, educatrici di asili nido, insegnanti di scuole dell'infanzia, bibliotecari e farmacisti, con la collaborazione di esperti di psicologia dell'età evolutiva, letteratura per l'infanzia e lettura ad alta voce.



In India muore un bimbo ogni 20 secondi

Ogni 20 secondi un bambino muore in India a causa di malattie facilmente curabili, come dissenteria e polmonite. E' lo scioccante dato presentato da Save the Children in occasione del lancio di una nuova campagna a New Delhi chiamata "No Child Born to Die" (Nessun bambino nasca per morire).
L'organizzazione internazionale no profit ha lanciato un appello al governo indiano perché spenda almeno il 5% del Pil per migliorare le cure e l'accesso alla sanità per madri e bambini in modo da ridurre la mortalità infantile. Secondo statistiche dell'associazione, ogni anno in India muoiono 1,73 milioni di bambini prima di raggiungere il quinto anno di età. "L'India il più alto tasso di mortalità infantile al mondo.


Salute: memoria migliora dopo aver fatto esercizio fisico

Aumenta produzione proteina che fa bene a cellule nervose

Mens sana in corpore sano. La saggezza dei latini viene confermata, ancora una volta, da una ricerca che ha scoperto che subito dopo aver fatto esercizio fisico migliora la memoria, rispetto ai sedentari, perché aumenta la produzione di una proteina che migliora la salute delle cellule nervose. A spiegarlo è uno studio irlandese di cui parla il "New York Times".
La spiegazione è venuta dalle analisi del sangue, dove subito dopo l'esercizio in bicicletta sono stati riscontrati livelli più alti di una proteina, il fattore neutrofico cervello derivato (bdnf), che aumenta il benessere delle cellule nervose. Secondo i ricercatori l'aumento della proteina innescato dall'attività fisica ha quindi un ruolo importante nel migliorare la memoria e il ricordo.


Il vaccino? Meglio di pomeriggio!

I bambini durante il primo anno di vita devono ricevere numerose vaccinazioni: uno studio condotto presso l'università della California e pubblicato sulla rivista Pediatrics sostiene che effettuare la vaccinazione nel pomeriggio aiuta i bambini a dormire di più nelle 24 ore successive al vaccino. Gli studiosi hanno valutato gli effetti della prima immunizzazione in neonati di due mesi monitorando la loro temperatura corporea subito dopo il vaccino e per quanto tempo dormivano. 
Si è visto che i bambini che hanno ricevuto la vaccinazione nel primo pomeriggio e che hanno avuto un leggero innalzamento della temperatura corporea sono stati quelli che hanno dormito di più nelle 24 ore successive alla vaccinazione.
Dopo la vaccinazione è normale avere un piccolo innalzamento della temperatura corporea: dovrebbe essere un segnale che le difese immunitarie rispondono bene all' immunizzazione.
Ci sono studi contrastanti sull'uso del paracetamolo subito dopo la vaccinazione per abbassare la temperatura corporea e aiutare a meglio dormire i bambini: se altri studi confermeranno questo, sarà sufficiente fare la vaccinazione di pomeriggio piuttosto che ricorrere al paracetamolo.


Rapido aumento di peso del neonato e rischio obesità

I neonati che prendono troppo peso fra 1 e 6 mesi sono quelli più a rischio obesità fra i 5 e i 10 anni: è quanto sostiene uno studio condotto presso l'università di Harvard e pubblicato sulla rivista Archives of Pediatrics and Adolescent Medicine.
Gli Autori dello studio hanno revisionato i dati relativi a 44662 bambini di età compresa fra un mese e gli 11 anni e hanno valutato i dati relativi a peso e altezza durante i primi 24 mesi di vita del bambino e poi all'età di 5 e 11 anni. Dalla valutazione di questi dati gli studiosi hanno visto che se la crescita del neonato nei primi sei mesi di vita è molto rapida vi è una maggiore probabilità di obesità fra i 5 e i 10 anni.
Anche se si nota un'eccessiva crescita nei primi mesi di vita cosa si può fare realmente? Gli Autori dello studio pensano che seppure nei primi mesi di vita del bambino non si può attuare alcuna contromisura significativa, di fronte ad una crescita percentile troppo elevata si possono prendere contromisure per l'obesità durante l'infanzia del bambino


Bimbi in macchina

Anche i bimbi di pochissimi mesi, grazie agli appositi seggiolini di sicurezza, posso viaggiare in macchina ma l'importante è che non si addormentino incustoditi. Questo è l'allarme che arriva da una ricerca pubblicata sul British Medical Journal ed effettuata in Australia dai medici dello Starship Children's Hospital di Auckland in collaborazione con il Department of Physiology della University of Auckland.
Gli studiosi hanno analizzato 43 neonati che avevano sofferto di apnea e mancanza di ossigeno notando che solitamente ciò era avvenuto mentre dormivano sul proprio seggiolino di sicurezza in macchina. Gli studiosi per capire questo fenomeno hanno in particolare fatto ricostruire dai genitori la posizione dei propri figli in macchina quando erano stati trovati cianotici, ed il risultato è stato che i bimbi piccoli quando sono sul seggiolino svegli tendono a piegare la testa in avanti premendosi il torace con la mascella e che nella stessa posizione, che ovviamente rende difficoltosa la respirazione, poi si addormentano col rischio di diventare cianotici. La conclusione è stata che i genitori dovrebbero categoricamente evitare di lasciare i bimbi in auto a dormire nel seggiolino e anzi dovrebbero abituarli, proprio nei primi mesi di vita, a non assumere posizioni pericolose per la loro respirazione.


Bimbi più intelligenti se allattati al seno più sono i mesi, più aumenta il QI

Studiosi della Jagiellonian University di Cracovia hanno analizzato per anni la crescita intellettiva di 468 bebè, confrontandola con quella di coetanei alimentati con latte artificiale: è risultata da 2,1 a 3,8 punti superiore. Rimane il mistero su quale sia "'ingrediente" magico

L'allattamento al seno aumenta il quoziente intellettivo (QI) dei bimbi. Lo afferma il risultato di una lunga ricerca epidemiologica svolta da Wieslaw Jedrychowski dell'università Jagiellonian di Cracovia, in Polonia, pubblicata di recente sull'European Journal of Pediatrics e riportata dal magazine Scientific American.
Sono innumerevoli le ricerche che negli ultimi anni hanno dimostrato la superiorità del latte materno su quello artificiale, sia per il corretto sviluppo del bebè sia per la prevenzione di molte malattie. Ma forse il latte di mamma fa qualcosa di più che assicurare al bebè una salute di ferro. A una domanda, però, gli studiosi non sono riusciti a dare una risposta "chimica": qual è l"ingrediente magico del latte materno che fa la differenza aiutando lo sviluppo dell'intelligenza del bambino? Qui la scienza arriva a ipotizzare che possa non trattarsi di un semplice composto chimico che manca nel latte artificiale. Piuttosto, potrebbe essere un 'ingrediente complesso basato sulla qualità del latte ma soprattutto sulla speciale interazione che si crea fra madre e figlio durante la poppata.


Bambini, capricci e scatti d'ira:la cosa migliore è non fare nulla
Gli sbalzi d'umore dei più piccoli sono improvvisi e spesso ci lasciano inermi. Un gruppo di ricerca americano ha provato a indagarne le componenti sonore.

Il bambino sta giocando, calmo e beato. A un certo punto qualcosa lo turba: è l'inizio dell'inferno. Pianti, urla e grida disperate. Calci, pugni e una disperazione che sembra inconsolabile. Gli scatti d'ira, o più comunemente i capricci, rappresentano agli occhi degli adulti il lato più imperscrutabile dei loro piccoli simili. Se per i genitori sono fonte di frustrazione e senso di inutilità, per alcuni possono arrivare a essere uno dei deterrenti alla riproduzione. Nell'impresa si sono cimentati tre studiosi americani dell'Università del Connecticut, e un neuropsicologo pediatrico presso l'Università del Minnesota. Dopo essersi sorbiti ore di piagnistei, i ricercatori sono arrivati alla conclusione che le scenate dei bimbi, sono in realtà riconducibili a modelli e ritmi ben precisi e possono dunque essere considerate materia di scienza a tutti gli effetti. Bocciata la linea dell'interventismo: entro certi limiti, queste esplosioni di emozioni devono essere lasciate libere di seguire il loro corso. "Lo scopo della ricerca pubblicata sulla rivista Emotion è quello di fornire a genitori e insegnanti degli strumenti più adeguati per rispondere a questi fenomeni, dando allo stesso tempo ai medici una chiave aggiuntiva per distinguere i capricci ordinari dai campanelli d'allarme di eventuali disturbi".


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it; brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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Trapianto di polmone da vivente primo via libera alla legge
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Il vaccino? Meglio di pomeriggio!
Rapido aumento di peso del neonato e rischio obesità
Bimbi in macchina
Bimbi più intelligenti se allattati al seno più sono i mesi, più aumenta il QI
Bambini, capricci e scatti d'ira:la cosa migliore è non fare nulla. Medico e Bambino pagine elettroniche 2012;15(1) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1201_10.html

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