Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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Striscia... la notizia

a cura di Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino





Si vive al chiuso, non si guarda lontano. Così il mondo diventa sempre più miope

Spazi chiusi, orizzonti vicini. Una ricerca dell'università di Cambridge lancia l'allarme soprattutto per i bambini e consiglia: "Ogni ora in più alla settimana che trascorrono all'aria aperta riduce del 2% il rischio del calo della vista". Non sappiamo più guardare lontano. A forza di mettere a fuoco schermi o fogli di carta, gli occhi hanno perso l'abitudine di fissare l'orizzonte. E fra le conseguenze c'è l'aumento della miopia nei paesi industrializzati. Negli Stati Uniti il disturbo della vista più comune che esista (un miliardo e mezzo di persone nel mondo) è passato dal 25 per cento del 1972 al 42 del 2004. Un italiano su quattro è miope, costretto molto spesso a indossare gli occhiali fra l'età delle elementari e quella dell'università. Ma libri, tv e computer sembrano questa volta innocenti. Né carote e mirtilli sono più considerati toccasana. Le principali nemiche della miopia sono le ore trascorse all'aria aperta. Lo si era iniziato a notare una manciata di anni fa, e oggi uno studio presentato all'American Academy of Ophthalmology in corso a Orlando conferma che per bambini e adolescenti ogni ora in più alla settimana trascorsa all'aria aperta fa diminuire la probabilità di diventare miopi del 2%.


Bambini: aumentano i disturbi agli occhi per colpa dell'inquinamento

Che lo smog e l'inquinamento facciano male lo sappiamo bene, poichè sono spesso causa di forme allergiche, asma, difficoltà respiratorie, ma a quanto pare a soffrirne molto sono anche i più piccoli, che rischiano di avere dei problemi agli occhi. A dimostrarlo è stato uno studio condotto da Paolo Nucci, rinomato oculista pediatrico e primario dell'ospedale San Giuseppe di Milano, attualmente in fase di pubblicazione sul “British Journal“. Lo studio in questione è stato condotto su un campione di 120 bimbi tra 1 e 12 anni, in un periodo di 18 mesi, da Settembre 2009 a Febbraio 2011. Ebbene, quello che è emerso è che il 42% dei piccoli pazienti soffre di rossore e prurito, ammiccamento, dolori, lacrimazione e secrezione oculari, e tutto questo è dovuto appunto all' inquinamento.


Bimbi malati? Leggere attentamente le avvertenze

Avere un bimbo a casa malato, con la febbre o una malattia esantematica, sicuramente è una situazione che può gettare le mamme nella confusione. Oltre a rassicurare il bambino, spesso spaventato perché si sente poco bene, le mamme devono stare all'erta per identificare eventuali sintomi o peggioramenti e prendere decisioni immediate. La Food and Drug Administration, l'ente governativo americano per la regolamentazione di prodotti alimentari e farmaceutici, mette in guardia dai possibili errori che una mamma, può commettere nel seguire una prescrizione medica per il bambino. Ecco alcuni consigli degli specialisti per far sì che una cura sia efficace.
  • Leggere attentamente il foglietto illustrativo: qualsiasi sia il farmaco è bene essere informati sulle modalità di somministrazione e i possibili effetti collaterali. Senza fidarsi della propria memoria, anche se si è ascoltato attentamente il pediatra o si è già utilizzato lo stesso prodotto: leggere nuovamente non fa mai male.
  • Sapere esattamente in quale quantità va somministrato il farmaco: c'è differenza tra cucchiaio, cucchiaino, misurino o quantità specifica in millilitri. Generalmente, la maggior parte dei prodotti ad uso pediatrico sono dotati del dosatore specifico: mai sostituirlo con qualcos'altro, anche se ci sembra simile.
  • Niente fai-da-te: volete dare un farmaco a vostro figlio, in aggiunta a quello che vi ha prescritto il pediatra? E' meglio confrontarsi con il medico poiché l'interazione tra due farmaci, nel bambino, può essere controindicata.
  • Non giocare al dottore: in qualsiasi caso di dubbio, è sempre bene chiamare il pediatra. Perché una mamma sa sempre cos'è meglio per il proprio bambino, ma in questi casi il consiglio del pediatra è essenziale.

FONTE: Food and Drug Administration


Una terapia intensiva del diabete di tipo 1 dimezza i rischi

Una terapia intensiva del diabete di tipo 1 dimezza i rischi, operando un costante controllo della glicemia nelle prime fasi del suo esordio. Un approccio di questo tipo è in grado di produrre enormi risultati e preservare la funzione renale per decenni. La nuova scoperta grazie ad uno studio pubblicato online sul New England Journal of Medicine in concomitanza con la presentazione dei risultati  in una riunione scientifica.
Un controllo periodico della glicemia sin dalle prime fasi subito dopo la diagnosi di diabete di tipo 1 e continuando, con questa metodologia per un periodo di sei anni e mezzo,  ha ridotto della metà il rischio a lungo termine di sviluppare malattie renali. Il rischio di insufficienza renale è stato dimezzato, ma la differenza non è statisticamente significativa.


Autismo, una scoperta italiana. L'effetto della terapia sarà misurabile

Lo studio pubblicato sul Journal of autism and developmental disorders mostra che sarà possibile verificare l'esito dei trattamenti riabilitativi esaminando le connessioni della sostanza bianca del cervello e accertando di volta in volta quale intervento sia più efficace
Autismo è sinonimo di buco nero, patologia incomprensibile per eccellenza. Anni di studi hanno associato il disturbo che impedisce di relazionarsi con l'esterno alle cause più svariate, fino a dire che la colpa è dei genitori, di quella "madre frigorifero" che il figlio l'ha amato poco o male. Oggi la teoria psicologica è stata del tutto accantonata e la scienza concorda sul fatto che l'autismo sia una malattia neurologica. Ma i dubbi e le divergenze sulle strategie di intervento sono ancora molti.
Una ricerca italiana appena pubblicata sul Journal of Autism and Developmental Disorders mostra che sarà possibile misurare gli effetti delle terapie riabilitative esaminando le connessioni della sostanza bianca del cervello e verificando di volta in volta quale terapia sia più efficace. Alla scoperta si è arrivati attraverso la risonanza magnetica con una tecnica d'avanguardia, la DTI (Diffusion Tensor Imaging), che permette di visualizzare le connessioni tra le aree funzionali cerebrali e di osservare le modificazioni che avvengono a livello di fibre neuronali nel corso di ogni singola terapia


Sanità: censiti 122 mila celiaci, stimati 600 mila
Dati ministero Salute, raddoppiati in 4 anni, quasi 2/3 donne

La prevalenza della celiachia sia nei bambini che negli adulti è stimata intorno all'1%, per cui se si considera che la popolazione in Italia raggiunge gli oltre 60 milioni di abitanti significa che in teoria il numero dei celiaci si aggira intorno ai 600.0000 contro i 122.482 effettivamente diagnosticati e censiti. E' quanto si legge nella relazione annuale 2010 sulla celiachia che il Ministero della Salute ha inviato al Parlamento e che si può leggere sul sito internet dello stesso dicastero.
Stando ai dati dei soli pazienti ufficialmente censiti, si scopre che in soli 4 anni le persone colpite sono più che raddoppiate, passando dalle circa 64 mila del 2007 alle oltre 122mila del 2010. Mentre nell'ultimo anno l'incremento si aggira intorno al 10%. Le Regioni che ospitano più celiaci sono ancora Lombardia (15,3%), Lazio (11,2%) e Campania (11%). Dai dati raccolti emerge inoltre che le donne celiache (oltre 86 mila nel 2010) sono più del doppio dei maschi (quasi 36 mila). Un dato in realtà prevedibile, considerato che la celiachia è una malattia con una componente autoimmune, ossia mediata da fattori ormonali che ne regolerebbero l'insorgenza e per i quali si svilupperebbe maggiormente nelle donne. Nel 2010 il Ministero della Salute ha stanziato 2.610.875,94 euro, fondi destinanti a Regioni e Provincie Autonome, per la somministrazione di prodotti senza glutine nelle mense delle strutture scolastiche e ospedaliere e nelle mense delle strutture pubbliche.



Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it; brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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Sanità: censiti 122 mila celiaci, stimati 600 mila'>Si vive al chiuso, non si guarda lontano. Così il mondo diventa sempre più miope
Bambini: aumentano i disturbi agli occhi per colpa dell’inquinamento
Bimbi malati? Leggere attentamente le avvertenze
Una terapia intensiva del diabete di tipo 1 dimezza i rischi
Autismo, una scoperta italiana. L'effetto della terapia sarà misurabile
Sanità: censiti 122 mila celiaci, stimati 600 mila. Medico e Bambino pagine elettroniche 2011;14(10) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1110_10.html

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