Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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Striscia... la notizia

a cura di Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino



Rischio inquinamento chimico in casa. Le cinque norme per proteggere i bimbi


Attratti dai cibi spazzatura? Tutta colpa degli endocannabinoidi

Uno studio condotto da ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia mostra il meccanismo biologico alla base del piacere dato dal junk food. Potrebbe essere un primo passo verso la messa a punto di una nuova generazione di farmaci anti-obesità
I cibi grassi sono per il nostro organismo come una droga. Non è un semplice modo di dire, ma il risultato di uno studio condotto da ricercatori del dipartimento Drug Discovery and Development dell'Istituto Italiano di Tecnologia e pubblicato oggi sui Proceedings of the National Academy of Sciences. Il team ha identificato infatti il meccanismo biologico che rende così piacevoli, per il palato e per il cervello, i cibi grassi e che vede coinvolti gli endocannabinoidi, sostanze prodotte naturalmente dal corpo umano, ma che devono il proprio nome al fatto che il THC, il principio attivo della Cannabis, ne mima gli effetti. È in questo modo che nasce la sensazione di desiderio per i cibi che sono all'origine dell'epidemia di obesità.
Dallo studio, tuttavia, arriva una buona notizia di quasi immediata applicazione clinica: i ricercatori hanno osservato che un antagonista del recettore CB-1 (rimonabant) fa sì che il bisogno di ingestione dei grassi diminuisca.


Alcol e obesità: così il fegato dei ragazzi va in tilt

Si chiama binge drinking la sbornia di ultima generazione tra i ragazzi e consiste nel bere una grande quantità di alcol molto velocemente per ubriacarsi il prima possibile. Già da sola sarebbe sufficiente a fare danni gravissimi nell'organismo dei più giovani. Tuttavia, se la cattiva abitudine viene perseguita in presenza di obesità o di altri disturbi tipici della sindrome metabolica che comportano il problema del fegato grasso, la pratica diventa una vera e propria bomba a orologeria in grado di accorciare sensibilmente l'aspettativa di vita.
È quanto emerge da uno studio condotto dall'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù e pubblicato sulla rivista Alcohol and Alcoholism, che ha preso in esame l'associazione e l'amplificazione dei danni al fegato generati da alcool e obesità insieme. Secondo le ultime statistiche dell'Istituto superiore di sanità, in Italia, a darsi alla bottiglia sin dalla tenera età è il 42% dei ragazzi e il 21% delle ragazze minorenni. L'alcool seduce anche i bambini: 18 su 100 tra i minori di 16 anni hanno adottato almeno un comportamento a rischio alcool-correlato.


Batterio killer: zero rischi per i bimbi

«Attenzione, ma nessun allarmismo per l'Italia rispetto all'epidemia di Escherichia Coli 0104:H4»: questa la posizione del dottor Giuseppe Di Mauro, Presidente della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale – SIPPS, che ribadisce come nessun caso sia stato ancora segnalato in Italia.

La SIPPS rassicura tutti i genitori, precisando che il ceppo batterico che sta preoccupando l'Europa ha finora colpito, nel 90% dei casi, adulti in età superiore ai 20 anni. La terribile complicanza rappresentata dalla Sindrome Uremico-Emolitica ha coinvolto soltanto eccezionalmente soggetti in età infantile, contrariamente a tutta la casistica riportata nella letteratura, dove si dimostra come i più colpiti da patologie analoghe siano generalmente i bambini di età inferiori ai 5 anni. A tutt'oggi è stato registrato un solo caso letale, che ha riguardato un bambino di 2 anni d'età.


Bambini: sonno a rischio con tv, web e videogames

Il sonno dei più piccoli sembrerebbe essere messo a dura prova dall'abitudine di guardare la tv, giocare ai videogames e navigare in rete prima di dormire. A sostenerlo, i ricercatori del Seattle Children's Research Institute (Stai Uniti) in uno studio pubblicato su Pediatrics. La ricerca ha coinvolto seicento bambini tra i tre e i cinque anni e ha dimostrato come i bambini che assistono a programmi violenti durante il corso della giornata o che prima di dormire guardano la tv, navigano in rete o giocano ai videogames, siano più inclini a sviluppare disturbi del sonno. Michelle Garrison, coordinatore dello studio, consiglia ai genitori di preferire per i più piccoli contenuti multimediali non violenti ed evitare «che i piccoli assistano a qualsiasi spettacolo a partire da un'ora prima di andare dormire».


Fumo in gravidanza: colesterolo alto nel neonato

Fumare durante i nove mesi di gestazione, si sa, è dannoso per la salute del nascituro. Nessuno studio scientifico, tuttavia, ha mai confermato con dati concreti quali siano gli effetti di questo brutto vizio sul bambino: una ricerca australiana, condotta su oltre 400 bambini di otto anni, ha oggi valutato le conseguenze che, a lungo termine, possono manifestarsi nei figli di fumatrici. Dai risultati emersi sembra che il fumo di sigaretta abbassi i livelli di colesterolo 'buono' , non solo alla nascita ma anche negli anni a venire, predisponendo maggiormente i bambini a sviluppare malattie cardiovascolari in età adulta. Anche se è noto che fumare in gravidanza sia nocivo, ancora oggi si stima che lo faccia il 15% delle future mamme.


Bambini: attenzione ai cellulari
Il telefonino fa male alla salute, è realtà o leggenda? Sembrerebbe vero, almeno secondo gli ultimi studi condotti sull'effetto che i campi magnetici di cellulari e wi-fi esercitano sulla salute. Tanto che la Società Italiana di Pediatria ha annunciato, durante un convegno proprio su questo tema tenutosi a Roma nei giorni scorsi, un approfondimento necessario per confermare questi effetti negativi. Inoltre, si stanno elaborando delle raccomandazioni per i genitori affinché conoscano meglio il potenziale pericolo di questi strumenti e riducano i tempi di esposizione dei loro bambini.
 

I viaggi a rischio dei bimbi (in auto): Sei su dieci viaggiano senza seggiolino.

MILANO - Il sessanta per cento dei bambini italiani viaggia in automobile senza essere stato messo sul seggiolino. Forse i genitori al volante non sanno che gli incidenti stradali sono la prima causa di morte nella fascia d'età fra i 5 e i 14 anni. Solo nel 2009, secondo gli ultimi dati Aci/Istat, in media è morto un bimbo di quell'età ogni cinque giorni. Per questo il nuovo Codice della strada (articolo 172) impone l'obbligo di utilizzarli ed è severo con gli indisciplinati. La multa, infatti, arriva sino a 306 euro e la sottrazione di cinque punti dalla patente. Non conviene fare i «pirati». Se si ricommette l'infrazione, entro due anni dalla prima, scatta la sospensione del permesso di guida fino a 2 mesi.


Rischio inquinamento chimico in casa. Le cinque norme per proteggere i bimbi
Le autorità della salute e ambientali canadesi stilano la top 5 dei possibili pericoli casalinghi e danno i consigli da seguire per rendere più sicuro l'ambiente domestico. A partire da polvere, plastica, detersivi, vernici e, in cucina, il pesce

L'ultima campagna di sensibilizzazione arriva dalle autorità della salute ed ambientali canadesi, la Canadian Partnership for Children's Health and Environment , che indicano una "top five" dei fattori di rischio inquinamento chimico in casa, raccomandando le buone norme da seguire per proteggere i più piccoli nel loro habitat quotidiano.
  • La prima dritta riguarda la polvere. Passare spesso aspirapolvere o lo straccio su pavimenti e mobili aiuta ad eliminare una delle fonti principali di esposizione a sostanze tossiche, piombo incluso.
  • Ridurre il più possibile uso di detersivi e spray in casa, perché all'interno degli ambienti chiusi possono rilasciare esalazioni che rimangono a lungo nell'aria. Meglio tornare ai rimedi della nonna, usando magari il bicarbonato per pulire i sanitari e l'aceto mescolato ad acqua per pulire i vetri
  • Se si ristruttura casa, i calcinacci, le vernici, le colle per mobili o moquette, possono essere pericolosi per bambini e donne in gravidanza, meglio dunque tenerli lontani da ambienti in fase di ristrutturazione.
  • La plastica in cucina; si raccomanda di non utilizzare contenitori in plastica da riscaldare al microonde, perché le sostanze chimiche possono passare negli alimenti e nelle bevande.
  • Sempre in cucina si deve fare attenzione anche all'alimento che sembra più sano per i piccoli, alcune varietà di pesce, come il tonno, possono contenere elevati livelli di mercurio, con rischi per la salute se si consuma in quantità elevate.


Addio per sempre al corsivo?

Una percentuale ormai largamente maggioritaria degli adolescenti di tutto il mondo non utilizza mai (o addirittura non sa utilizzare) la scrittura in corsivo. Si tratta di una normale evoluzione della comunicazione umana oppure di un imbarbarimento? Quello che è certo è che il fenomeno è sempre più evidente: Jimmy Bryant, docente alla Central Arkansas University, racconta che quando chiede in aula di alzare la mano a chi scrive abitualmente in corsivo, nessuno studente ‒ ormai da anni ‒ risponde. Colpa del minor tempo dedicato dai docenti delle scuole primarie a insegnare la scrittura in corsivo: questa è l'accusa. La grafologa di Tucson Heidi H. Harralson ha notato un trend evidentissimo: la qualità della scrittura in corsivo della gente sta calando vistosamente e inesorabilmente. “Mi capita sempre più spesso di analizzare scritture in corsivo inconsistenti e poco comprensibili. Per fare un esempio, tutti firmiamo in corsivo: ebbene, le firme tendono a essere sempre più spesso astratte, semplicistiche, illeggibili”. “La grafia corsiva è un linguaggio dell'anima, diversifica, rende unici. Ed è invece proprio di questo che i giovani sembrano avere paura, preferendo nascondersi dietro l' omologazione dello stampatello”, spiegava qualche anno fa al quotidiano La Repubblica la pedagogista clinica Giuliana Ammannati.
Dovremo allora dire addio alla calligrafia, alla bellezza struggente di certi corsivi? Sarà pure il progresso, ma non è anche la fine di un'arte?” si domanda Richard S. Christen dell'University of Portland
Fonte: Zezima K. The case for cursive. The New York Times 27/04/2011.


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it; brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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a cura Valentina Abate, Irene Bruno e Alessandra Perco Attratti dai cibi spazzatura? Tutta colpa degli endocannabinoidi
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Bambini: attenzione ai cellulari
I viaggi a rischio dei bimbi (in auto): Sei su dieci viaggiano senza seggiolino.
Rischio inquinamento chimico in casa. Le cinque norme per proteggere i bimbi
Addio per sempre al corsivo?. Medico e Bambino pagine elettroniche 2011;14(7) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1107_10.html

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