Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

Marzo 2011 - Volume XIV - numero 3

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Maria Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino





Ridi e vivi di più
Essere felici per una vita più lunga e sana

Se ne aveva già il sentore, ma ora è ufficiale: la felicità allunga la vita. Ed Diener, psicologo dell'Università dell'Illinois, lo ha dimostrato revisionando più di 160 ricerche effettuate sull'argomento. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Applied Psychology.
Una parte dello studio si è basata sul monitoraggio di 5.000 studenti universitari, tenuti sotto controllo per ben 40 anni, ed è emerso come pessimismo e emozioni negative riducessero l'aspettativa di vita nei soggetti analizzati. Un'altra ricerca, apparsa sull'European Heart Journal, ha dimostrato inoltre che sorrisi, felicità e soddisfazione quotidiana riducono l'insorgere di malattie cardiovascolari.


Malattie rare, 30 milioni di malati. "Più ricerca e assistenza per tutte"

ROMA - Rari ma tanti. E' su questa apparente contraddizione che la Giornata mondiale delle malattie vuole attirare l'attenzione; un fenomeno che solo in Europa conta quasi 30 milioni di malati, il 6-7% della popolazione. Sono numeri che fanno riflettere perché spesso si tende a sottostimare il problema, eppure le malattie poco comuni sono quasi 8mila e ognuna di queste colpisce cinque persone su diecimila.
I pazienti affetti da patologie rare affrontano, con le loro famiglie, dei percorsi terapeutici (e di vita) fatti spesso di diseguaglianze e discriminazioni e la Giornata mondiale a loro dedicata - che si celebra oggi con lo slogan "Rare but equal" - vuole rivendicare e sostenere un accesso equo, per questa particolare categoria di pazienti, alle cure sanitarie e ai servizi sociali, ai farmaci ed ai trattamenti orfani. Essere colpiti da una patologia insolita, infatti, comporta spesso delle difficoltà aggiuntive, a partire dalla scarsa diffusione sul territorio di strutture specilizzate. Soprattutto adesso che, grazie ai passi avanti fatti dalla ricerca, le prospettive di vita di questi malati sono più lunghe. Questa maggiore attenzione nei confronti di queste patologie poco comuni ha consentito di allungare la sopravvivenza dei malati, ma allo stesso tempo ha posto nuovi problemi. "Oggi  -  dice Maria Domenica Cappellini  -  c'è una nuova priorità: il futuro dei malati. Bisogna prendere atto della situazione e migliorarla. È essenziale investire nella ricerca per trovare delle cure e non dei rimedi palliativi. Inoltre è importante fornire un supporto socio-sanitario ai malati".
Le informazioni sulle malattie rare e sulla relativa rete nazionale sono disponibili sul sito dell'Istituto superiore di sanità , sui siti delle Regioni, e possono essere richiesti al Telefono Verde Malattie Rare (TVMR) al numero 800.89.69.49. Il TVMR, raggiungibile gratuitamente da tutta Italia e anche dai cellulari, è attivo dal lunedì al venerdì dalle 9 alle 13. 


Perché e come la tubercolosi si è riaffacciata in Italia Dopo che diversi bambini sono stati contagiati a Milano tornate preoccupazioni che appartenevano al passato

MILANO - È arrivato in queste settimane da Milano l’ultimo allarme: nella scuola elementare Leonardo Da Vinci, una delle più grandi della città, è scoppiata una piccola epidemia di tubercolosi. Su circa 900 bambini che frequentano l’istituto, 12 hanno sviluppato la malattia e 155 sono risultati positivi al test di Mantoux, che indica la presenza del batterio, che può tuttavia restare in forma latente per molti anni e persino non manifestarsi mai. I medici che seguono la vicenda hanno ancora molti interrogativi su come il batterio abbia potuto raggiungere l’interno dell’istituto e diffondersi, dato che il contagio non è poi così facile. Di certo c'è invece che, prima di questo episodio, ai genitori della Leonardo termini come "tisi" o "mal sottile" potevano richiamare al più suggestioni letterarie d’altri tempi. Ora, invece, la tubercolosi è lì, e per le strade di Città Studi, il quartiere della scuola, non si parla d’altro. DIFFUSIONE - Ma la vicenda milanese non è unica. Ogni anno in Italia sono notificati al Ministero della Salute circa 4.500 nuovi casi di tubercolosi, per lo più nel Centro-Nord, con Milano e Roma a guidare la classifica delle città più colpite. «Si tratta però di una sottostima, perché non tutti i malati ricevono una diagnosi . Secondo l’Organizzazione mondiale della sanità (Oms), ogni anno la tubercolosi uccide nel mondo due milioni di persone, mentre i nuovi casi sono nove milioni e mezzo. I PROBLEMI - «Ci sono pochi medici capaci di riconoscere la tubercolosi, che può essere confusa con altre malattie e viene spesso identificata tardi. L’argomento, infatti, era quasi uscito dalle facoltà di medicina e al personale sanitario oggi manca l’esperienza necessaria. Inoltre, i vecchi strumenti di sorveglianza epidemiologica, come gli screening con il test di Mantoux nelle scuole o fra i militari di leva, sono stati abbandonati e non si sono messi a punto metodi alternativi». TRASMISSIONE - Una lotta più efficace contro la tubercolosi nel nostro Paese è necessaria anche perché, sebbene da una decina di anni il numero di casi sia stazionario, in futuro la situazione potrebbe cambiare, anche per via dell’incremento dei flussi migratori. «Già oggi la metà dei casi è diagnosticata in persone immigrate, che provengono soprattutto dai Paesi dell’Est e dal Nord Africa».


Quei tre mesi di latte materno che formano il gusto per la vita

Secondo una ricerca dell'Università di Philadelphia, il periodo dai 2 ai 5 mesi è determinante per "costruire" il palato del neonato e l'abitudine ai sapori, anche quelli più "difficili". Così la mamma è in grado di orientare le scelte alimentari future del figlio

ROMA - I sapori assorbiti attraverso il latte materno formano i gusti del bambino, in particolar modo tra i 2 e i 5 mesi di vita. Lo afferma uno studio dell'Università di Philadelphia presentato al meeting dell'American Association for the Advancement of Science, in corso a Washington. I ricercatori hanno dimostrato la loro teoria dando sistematicamente ai neonati un latte artificiale arricchito dal sapore amarognolo e acido, che però i piccoli hanno continuato a cercare ed apprezzare anche nei mesi successivi e fino all'adolescenza. Bambini a cui questo latte era stato dato dopo i sei mesi di vita, invece, lo hanno rifiutato.
''Abbiamo dimostrato che il periodo tra i 2 e i 5 mesi di vita è fondamentale per formare il gusto - ha spiegato Gary Beauchamp, uno degli autori della ricerca - e crediamo che la madre sia in grado di orientare questo processo, ad esempio mangiando molta frutta e verdura durante la gravidanza e l'allattamento''.
Lo studio conferma l'importanza del latte materno, il cui valore non è sempre stato riconosciuto da tutti.


"Frutta nelle scuole", via le merendine ma l'Europa ignora il piano anti-obesità

In un anno speso appena un terzo del budget Ue. La Commissione ammette: troppa burocrazia per accedere ai fondi. E si impegna a semplificare le procedure per il futuro. Il bilancio italiano è più incoraggiante: siamo il paese che ha sfruttato meglio gli aiuti comunitari

ROMA - Nonostante il problema dell'obesità infantile coinvolga in Europa circa 5 milioni di bambini (22 milioni sono, invece, in sovrappeso), l'iniziativa dell'Unione europea di distribuire frutta nelle scuole, per scoraggiare il consumo di merendine industriali piene di zuccheri e grassi, non è decollata. Nell'anno scolastico 2009-2010, infatti, nei 23 paesi che hanno aderito al progetto è stato speso appena un terzo del budget messo a disposizione dall'UE per il progetto "Frutta nelle scuole": 33 milioni sui 90 disponibili.
Perché il progetto non ha funzionato? Il rappresentante della Commissione europea, Lars Hoelgaard, ha dato qualche spiegazione davanti alla commissione Agricoltura del Parlamento Europeo. "La prima ragione - ha detto - è che si tratta di un progetto co-finanziato: vuol dire che lo Stato, o le autorità locali, devono metterci una parte di risorse, e non tutti hanno reputato opportuno stanziare fondi sul progetto. In Germania, per esempio, solo 7 Regioni su 16 hanno partecipato". Ma Hoelgaard ha anche ammesso che ci sono stati problemi di natura burocratica: troppe pratiche amministrative richieste per accedere ai fondi
Rispetto agli altri Paesi europei, complice anche la tradizione culinaria 'mediterranea' in cui frutta e verdura sono molto presenti, il bilancio italiano non è così sconfortante, in particolar modo se si guarda ai dati riferiti all'anno scolastico in corso. Il primo anno del programma "Frutta nelle scuole" (2009/2010), finanziato con 26 milioni di euro - di cui 15 comunitari e 11 di fonte nazionale - ha raccolto l’adesione di oltre 4.000 scuole primarie, coinvolgendo un totale di 868.900 alunni. Quest'anno le adesioni sono più che raddoppiate: più di 8mila scuole primarie, per un totale di di 1.340.00 alunni, con al primo posto la Lombardia, seguita da Puglia e Sicilia. (vedi Tabella)
Anche i finanziamenti per l'anno scolastico in corso sono stati maggiori: in totale 36 milioni di euro, di cui circa 21 dall'UE e 15 da fondi statali. Il problema dell’obesità e del sovrappeso nei bambini ha acquistato un’importanza crescente, sia per le implicazioni dirette sulla salute del bambino (ipertensione, iperinsulismo, diabete tipo 2 e steatosi) sia perché l’obesità infantile rappresenta un fattore predittivo di obesità nell’età adulta. Nei 27 paesi Ue, ben 22 milioni di bambini sono sovrappeso e 5,1 milioni obesi, e il fenomeno è in costante crescita. Il costo di queste patologie ammonta a 150 miliardi di euro di spese sanitarie, oltre alla perdita di produttività.


Elogio dell'acqua di casa. "E' sana e controllata"
Sotto esame l'oro blu dal rubinetto: secondo le ultime ricerche e gli esperti non esiste ragione nutrizionale o di sicurezza per non berla: è solo questione di gusto. E ora l'Europa blocca la terza richiesta di aumentare i limiti consentiti anche per arsenico, fluoruro e boro

L'inversione di tendenza è in atto e sembra inarrestabile. Sarà l'effetto delle tante campagne, da quelle locali come "Imbrocchiamoci" a Venezia o "Acqua in brocca" ad Arezzo, a quelle puramente consumeristiche, come quella della Coop, che ha pubblicato un dossier completo sull'acqua di rubinetto e sulla minerale, certo è che i consumatori hanno scoperto il valore dell'acqua di casa propria, e ne è prova il diminuito consumo di acqua in bottiglia. Certo, c'è anche una motivazione economica, e del resto l'acqua di casa costa 0,001 centesimi al litro contro una media di 26 centesimi di quella in bottiglia. Ma c'è anche una ragione ambientale ed energetica, di risparmio sulle bottiglie in Pet e sui trasporti. Soprattutto, però, i consumatori si sono accorti che l'acqua del rubinetto è buona. Tanto che viene servita in caraffa nelle mense scolastiche e aziendali di molti Comuni.
"Non c'è nessuna ragione nutrizionale né tanto meno di sicurezza per non bere l'acqua di rubinetto - spiega Laura
Rossi, ricercatrice Inran, l'istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione - che resta quella preferenziale per tutti, bambini compresi. È in genere un'acqua ricca di minerali e il fatto che in alcune città sia ricca di calcio - come a Roma - è un valore e non un disvalore, come alcuni credono. Secondo recenti ricerche, che hanno contraddetto quanto si riteneva prima, anche il calcio dell'acqua può essere assorbito, sebbene in maniera ridotta rispetto al latte e i derivati. E non è vero che fa venire i calcoli, anzi chi è predisposto deve bere molto. Discorso analogo per il sodio: il quantitativo di sodio nell'acqua, anche in quelle che ne sono molto ricche, è risibile e incide pochissimo sul totale del nostro introito giornaliero. Motivo per cui è inutile comprare un'acqua che contiene meno sodio di un'altra, così come non ha senso comprarne una in farmacia per il biberon dei neonati, a meno che la propria acqua non sia molto ricca di fluoro, o ancora acquistarne una che stimola la diuresi: tutte le acque la stimolano, compresa quella di rubinetto".
Attenzione però a non fare allarmismi, precisa Legambiente nel suo rapporto sulle acque potabili: quella a rischio riguarda soltanto l'1,7 per cento della popolazione, gli altri 59 milioni di italiani hanno un'acqua di rubinetto sicura, controllata e di buona qualità. E se ha un po' di sapore di cloro, basta lasciarla all'aria: il cloro è un gas ed evapora. Quanto ai filtri, funzionano di più quelli ad osmosi inversa o a raggi Uv; quelli a carbone attivo delle caraffe sono molto blandi.


Crisi: Unicef, bambini più poveri dell’area Ocse in Portogallo e Spagna, seguite dall’Italia

Il Portogallo e la Spagna sono i due paesi dell'area Ocse con il tasso di poverta' infantile piu' alto, secondo il Rapporto Card9 ''I bambini dimenticati'', realizzato dal Centro di Ricerca Innocenti dell'Unicef. Il rapporto paragona i tassi prima e dopo la deduzione delle tasse e il pagamento degli aiuti sociali. In Portogallo la poverta' infantile e' del 21,2% - il dato piu' alto dei 21 paesi Ocse - e scende al 18,7% dopo l'intervento dello stato. Seguono Spagna con il 18,7% e il 17,2% Italia, Inghilterra, Polonia e Irlanda. All'altro estremo si situano invece Finlandia (15,2% e 5,2%), Paesi Bassi (10,7% e 5,4%) e Svezia (12% e 5,7%). Il rapporto sottolinea che tutti i paesi, senza l'intervento dello stato avrebbero un indice di poverta' infantile uguale e superiore al 10%. (ANSA, 3 dicembre 2010).
“Questo dato che vede l’Italia tra i paesi con maggiore povertà infantile è ancora più preoccupante se si considera che, secondo il rapporto per Save the Children della Fondazione Cittalia ANCI pubblicato quest’anno, sono circa 1 milione le mamme in condizione di povertà con almeno un figlio minorenne e il 7,5% sono sole ad affrontare i problemi di sussistenza. Ma anche quelle in coppia o che vivono in famiglie scontano condizioni di povertà significative.”


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it;brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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a cura Maria Valentina Abate, I. Bruno e Alessandra Perco Elogio dell'acqua di casa. "E' sana e controllata"
Crisi: Unicef, bambini più poveri dell’area Ocse in Portogallo e Spagna, seguite dall’Italia'>Ridi e vivi di più
Malattie rare, 30 milioni di malati. "Più ricerca e assistenza per tutte"
Perché e come la tubercolosi si è riaffacciata in Italia Dopo che diversi bambini sono stati contagiati a Milano tornate preoccupazioni che appartenevano al passato
Quei tre mesi di latte materno che formano il gusto per la vita
"Frutta nelle scuole", via le merendine ma l'Europa ignora il piano anti-obesità
Elogio dell'acqua di casa. "E' sana e controllata"
Crisi: Unicef, bambini più poveri dell’area Ocse in Portogallo e Spagna, seguite dall’Italia. Medico e Bambino pagine elettroniche 2011;14(3) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1103_10.html

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