Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Maria Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino




Un progetto europeo per migliorare la cura dei tumori infantili

I bambini che sopravvivono a un cancro, sebbene guariti, crescendo sono spesso vittime di problemi fisici o psicologici associati alla patologia o alle cure seguite. Per dare impulso a nuove cure farmacologiche contro i tumori e per migliorare la qualità della vita di coloro che sono guariti, 16 istituti di ricerca con sede in 11 Paesi europei hanno deciso di unire le proprie forze e avviare uno studio unico nel suo genere nell'Ue.
Il progetto Pancaresurfup, Pancare childhood and adolescent cancer survivor care and follow-up studies, che ha ricevuto quasi 6 milioni di euro dall'Unione Europea, ha preso il via a Lund (Svezia). Il progetto punta a garantire l'accesso alle cure sperimentali a un numero maggiore di pazienti in giovane età. Fino a oggi, infatti, adolescenti e ragazzi hanno avuto un accesso limitato alle cure sperimentali poiché, nella maggior parte dei casi, non vengono seguiti da centri specializzati in oncologia pediatrica. Ora, invece, sono proprio questi centri a offrire le sperimentazioni più adatte per la cura dei tumori che colpiscono gli adolescenti, spesso diversi dalle patologie più diffuse tre gli adulti.
Secondo gli esperti, solo quest'anno, saranno quasi 20mila i ragazzi fino ai 19 anni a cui verrà diagnosticato un tumore. Il tasso di guarigione dipende in larga parte dalla tempestività della diagnosi e dalle cure rivoluzionarie messe a punto di recente. Sebbene gli effetti tardivi delle cure antitumorali non riguardino solo i bambini, la loro somministrazione in una fase di crescita e sviluppo rende eventuali effetti tardivi più seri di quelli sperimentati dai pazienti affetti da cancro in età adulta. La consapevolezza dei rischi per la salute può portare gli specialisti a variare la terapia in modo tale da limitarne gli effetti negativi. La radioterapia, per esempio, viene utilizzata raramente per la cura dei linfomi Hodgkin e la quantità massima di antracicline (una classe di farmaci utilizzati nella chemioterapia) è stata ridotta notevolmente. Questo, appunto, l'obiettivo del progetto 'Pancaresurfup': sviluppare linee guida basate su dati empirici per il follow-up dei pazienti pediatrici sopravvissuti al cancro. Un campione di più di 80 mila pazienti costituirà la base di una serie di studi eziologici sulle conseguenze delle cure antitumorali. Una maggiore consapevolezza delle conseguenze delle cure antitumorali può aiutare pazienti e dottori a pianificare in modo adeguato il follow-up e medici e pazienti a prendere importanti decisioni sulla salute di questi ultimi.


Salute. farmaci per malattie rare: arriva l'intesa

Un aiuto concreto a pazienti e familiari per la ricerca di farmaci non sostituibili per la loro patologia rara e di difficile reperibilità, perché non prodotti a livello industriale oppure richiesti, specialmente in campo pediatrico, in dosaggi particolari. La Federazione italiana malattie rare Uniamo e l'Unione professionale farmacisti (U.p.farm) hanno stilato un protocollo d'intesa che mira a sviluppare in modo ancora più efficace e capillare il "Progetto farmaci orfani" per i malati rari e i loro familiari. Molti di questi farmaci essenziali per i malati rari - spiegano le associazioni promotrici - una volta assicurata la reperibilità della materia prima, possono essere preparati nei laboratori galenici delle farmacie in modo personalizzato: un vero farmaco su misura per il paziente. Oltre a risolvere il problema della disponibilità di farmaco "vicino a casa" la rete di farmacie galeniche fa sì che cure fondamentali possano proseguire anche in seguito a dimissioni da centri specialistici ospedalieri, garantendo, oltre alla continuità delle cure, l'allestimento secondo linee guida concordate e un prezzo controllato.
Con l'accordo raggiunto tra Uniamo e Upfarm sarà realizzato un database, consultabile sul sito di Uniamo (www.uniamo.org) e sul sito di U.P. Farm (http://www.upfarm.it), dove potranno essere identificate le farmacie aderenti al progetto più vicine al domicilio del paziente, inoltre verrà promossa una nuova formazione e cultura sul farmaco, con seminari, eventi, e con il coinvolgimento di università ed enti regolatori, oltre che un'apertura verso istituzioni nazionali ed europee.
L'iniziativa non ha la presunzione di risolvere il problema dei farmaci orfani ma vuole dare un supporto concreto ai pazienti affetti da malattie rare fornendo, per quei farmaci realizzabili galenicamente e che non richiedono tecnologie di produzione sofisticate, certezza sul loro reperimento, sicurezza sulla loro preparazione ed economicità.


Emergenze psichiatriche al Bambino Gesu’ in forte aumento

Ben 191 casi nel 2009 e poco più di 200 nel 2010: sono i numeri della psichiatria d'emergenza, ovvero degli accessi al pronto soccorso dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù di ragazzi con problemi di natura psichiatrica. L'emergenza in ambito psichiatrico viene definita come la rottura di un equilibrio con l'ambiente con relativo scompenso delle relazioni psicosociali, che presuppone una rapida risposta dell'organizzazione sociale stessa per evitare la crisi. Negli ultimi anni il fenomeno ha assunto dimensioni particolarmente significative: i dati Istat 2006 parlano infatti di un notevole aumento a livello nazionale del numero di ricoveri di minori per disturbi psichiatrici dal 1999 al 2003. Inoltre, secondo gli ultimi dati ufficiali rilevati dalla Regione Lazio nel 2005 il totale degli accessi di minori al pronto soccorso con diagnosi psichiatrica è stato di circa 2500 casi.
"Tra le principali cause, sottolinea Stefano Vicari, responsabile di Neuropsichiatria Infantile dell'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù ricordiamo: esordi psicotici, disturbi depressivi gravi con propositi suicidari, tentativi di suicidio, gravi disturbi del comportamento in fase di massima gravità e intensità, abuso di sostanze, disturbi alimentari non trattabili o con grave rischio di vita, disturbi ossessivo-compulsivi o di fobia complessa, disturbi emozionali con perdita del controllo degli impulsi e stato di agitazione psicomotoria".


Istat, spesa sanitaria: 1800 euro all’anno pro capite

La spesa sanitaria pubblica supera i 110 miliardi di euro, pari al 7,3 per cento del Pil, e ad oltre 1.800 euro annui per abitante (2009). La spesa sanitaria pubblica italiana è molto inferiore a quella di altri importanti paesi europei. Lo afferma l'Istat. Le famiglie contribuiscono con proprie risorse alla spesa sanitaria complessiva per una quota pari al 21,3 per cento. La spesa sanitaria delle famiglie rappresenta l'1,9 per cento del Pil nazionale e ammonta a 1.178 euro per famiglia (anno 2008).
L'Italia è tra i paesi Ue con il maggior numero di medici in rapporto alla popolazione residente, quasi 410 ogni centomila abitanti (2009). In tutte le regioni, tra il 2002 e il 2007, si è verificata una convergenza verso la media nazionale del numero di posti letto ospedalieri per mille abitanti (passata da 4,3 a 3,7). Le regioni nel complesso sono interessate da circa 650 mila ricoveri ospedalieri di pazienti non residenti e da oltre 570 mila ricoveri di pazienti provenienti da una regione diversa da quella di residenza (2008).


Più canne e diete per adolescenti: rapporto pediatri 2010 fa il quadro sui comportamenti ragazzi

Cala il consumo di sigarette e alcolici ma cresce quello di “canne” così come un'altra pericolosa abitudine, quella delle diete fai da te. È questo il quadro che emerge dal Rapporto 2010 della Società italiana di pediatria sugli adolescenti. Meno di uno su tre dichiara di fumare sigarette, dato in lieve calo rispetto al 2009, come diminuisce il consumo di alcolici, che comunque rimane alto (beve birra il 47%, vino il 40%, liquori il 18%). Cresce invece il consumo di canne.


Tra i teeneger il web batte la tv. rapporto 2010 su adolescenti italiani, è il primo sorpasso

Per la prima volta Internet supera la tv fra gli adolescenti: a registrare la vittoria del pc sullo schermo televisivo è il rapporto 2010 della Società italiana di pediatria. Gli intervistati, nello studio che ha riguardato 1.300 studenti fra i 12 e i 14 anni, che passano più di 3 ore al giorno sul web (17,2%) superano quelli che passano più di tre ore al giorno davanti al piccolo schermo (15,3%), dato in calo rispetto allo scorso anno quando il 22% guardava la tv più di tre ore al giorno.


I bambini dormono meno e il 30% ha problemi di sonno

Il sonno dei bambini è sempre più difficoltoso, breve e difficile. Dovrebbero dormire almeno 8 ore per notte ma spesso ne dormono meno, 6-7 ore, perché vanno a letto sempre più tardi. Situazione che si complica con l'adolescenza, quando con discoteche e uso dei computer fino a tardi si finisce per andare a letto molto tardi, alterando i cicli di sonno-veglia, con ripercussioni comportamentali che possono tramutarsi in disturbi psichiatrici. A lanciare l'allarme è Maria Pia Villa, direttore del centro del sonno dell'ospedale Sant'Andrea di Roma e coordinatrice del gruppo di studio di medicina del sonno della Società Italiana di Pediatria. "Quando si dorme male, si va a letto tardi e si sta troppo tempo davanti al pc, si crea una situazione di ipereccitabilità - spiega la pediatra - ed eccessivo lavoro mentale che non fa bene. Con l'andare in discoteca, da cui si torna alle 3-4 di notte, i cicli di sonno veglia si alterano, con gravi problemi che possono diventare psichiatrici".


Braccio di ferro aveva ragione: gli spinaci fanno muscoli

Mangiare gli spinaci potenzia davvero l'azione dei muscoli, ma non per il contenuto in ferro. Bensì per la quantità di nitrato inorganico contenuto nella verdura. La scoperta arriva da uno studio pubblicato su Cell Metabolism dai ricercatori del Karolinska Institutet in Svezia guidati da Eddie Weitzberg. È sufficiente una piccola dose, equivalente a quella contenuta in due o tre barbabietole rosse o in un piatto di spinaci: i ricercatori hanno registrato, nei volontari alle prese con una cyclette che hanno consumato circa 300 grammi di una delle due verdure al giorno per tre giorni, una maggiore efficienza muscolare con minor dispendio di ossigeno. I risultati dello studio mostrano che l'aumento di nitrati nella dieta può avere un effetto piuttosto immediato, in soli tre giorni. I ricercatori però avvertono: non è ancora chiaro cosa potrebbe accadere nel caso in cui si consumino alti livelli di nitrati inorganici per lunghi periodi di tempo.


A caccia di pediatri: inchiesta in 9 città
L'associazione Altroconsumo indaga sulla disponibilità di pediatri in alcuni capoluoghi italiani. Dappertutto il numero è insufficiente, fanno eccezione solo Torino e Palermo. Ma la cura giusta non è aumentare il numero di pazienti per medico

C'è chi ha accettato l'unico pediatra libero sul territorio e deve fare 15 chilometri in auto per raggiungerlo. E chi, non avendo trovato un medico con orari adeguati alle proprie esigenze lavorative, è costretto a sentirlo solo al telefono. Trovare un pediatra nelle grandi città può essere un'impresa difficile. E in periodi come questo, in cui sei bambini su dieci sono a letto con l'influenza stagionale, è davvero una missione impossibile. A lanciare l'allarme è l'associazione indipendente dei consumatori Altroconsumo, che in un'inchiesta condotta in nove capoluoghi italiani denuncia le lacune del sistema pediatrico pubblico, quello del Servizio sanitario nazionale.
Indagini allo sportello. Poco è cambiato oggi rispetto alle due precedenti indagini del 2000 e del 2007, che avevano già messo in evidenza un grosso problema di disponibilità di pediatri. Altroconsumo per la terza volta torna sul campo monitorando gli sportelli Asl (40, tra ottobre e novembre 2010) dove si sceglie e revoca il medico di famiglia e il pediatra di libera scelta. Le città coinvolte nello studio sono Milano, Roma, Torino, Napoli, Genova, Bari, Firenze, Bologna e Palermo. A tutti gli sportelli sono state chieste le informazioni necessarie per scegliere un pediatra. L'obiettivo era quello di verificare sia la qualità e la completezza delle informazioni fornite dagli impiegati, sia la disponibilità di medici con posti liberi. Sono stati anche visitati i siti internet delle Asl, controllando la presenza di indicazioni utili e l'eventuale possibilità di scegliere il pediatra online.
Come si sceglie il pediatra. La convenzione che disciplina il rapporto tra pediatri e Asl è valida a livello nazionale. Ogni regione poi può decidere nello specifico le concrete applicazioni degli accordi. La convenzione spiega che le Aziende devono provvedere a informare adeguatamente i cittadini sul curriculum formativo e professionale del pediatra e sulle caratteristiche dell'attività professionale (ubicazione e orario dello studio, aderenza a forme associative, uso di procedure informatiche, disponibilità telefonica, disponibilità del personale di studio, caratteristiche strutturali e strumentali, ecc.) "È nero su bianco - spiega Altroconsumo - i cittadini devono poter accedere a queste informazioni". Dove? Allo sportello "scelta e revoca del medico e del pediatra" delle Asl. Ma, come rivela l'inchiesta dell'associazione, non sempre è facile o possibile ottenerle.
La logica dei numeri. A Milano, Napoli, Firenze e Bologna i pediatri con posti liberi sono pochissimi, (guarda la Tabellahttp://canali.kataweb.it/kataweb-consumi/pediatri-per-tutti). E le famiglie sono costrette ad accontentarsi di medici che non sempre soddisfano le loro esigenze. Per questo, chi se lo può permettere economicamente opta per il pediatra privato. Perché i pediatri sono così pochi? Secondo Altroconsumo è una questione di numeri: la convenzione che regola il rapporto tra pediatri e Asl prevede che in ogni Comune ci sia un pediatra per ogni 600 abitanti di età tra zero e sei anni. Il medico può avere in cura fino a 800 pazienti, ma anche molto più grandi, tra 0 e 14 anni di età. In realtà a sei anni un bambino potrebbe essere trasferito dal medico di base. In genere, però, i genitori preferiscono lasciare i bambini in cura dal pediatra fino ai 14. "Questo - sottolinea Altroconsumo - genera un grande problema di gestione: il numero di pediatri è stabilito in base ai bambini che hanno meno di sei anni ma, in pratica, i pazienti in cura dal medico sono molti di più. A Milano, per garantire la copertura pediatrica obbligatoria, è stato aumentato il numero di pazienti per ogni medico. Una soluzione tampone: sarebbe stato più opportuno aumentare i pediatri".
Del problema si è occupata anche l'Antitrust, evidenziando come il meccanismo di calcolo del numero di pediatri non sia idoneo a garantire un adeguato servizio all'utenza. "Assieme a Cittadinanzattiva - conclude Altroconsumo - ci siamo rivolti al ministero della Salute per chiedere la modifica del calcolo del numero dei pediatri: i bambini hanno diritto a un servizio migliore".


In Italia mancheranno 20 mila medici

L’ipotesi di aumentare i contratti finanziati dallo Stato e di riconvertire i piccoli ospedali
In Italia mancheranno 20 mila medici
ROMA - È un’emorragia inesorabile. Se non verrà tamponata porterà in breve al dissanguamento della sanità pubblica in termini di medici. I dirigenti ospedalieri, i primari e gli aiuti per usare termini più masticati dai cittadini, sono in via di estinzione. Uno dei problemi urgenti da risolvere secondo lo schema di Piano sanitario nazionale per il triennio 2011-2013 approvato ieri dal Consiglio dei ministri nella sua forma preliminare. Il documento che indica obiettivi e correttivi è all’inizio del cammino. Dovrà essere votato dal Parlamento. Tra i capitoli nevralgici, le risorse umane. Previsioni nere. La stima è che entro il 2015 diciassettemila medici lasceranno ospedali e strutture territoriali per aver raggiunto l’età della pensione. In parte non verranno rimpiazzati per la crisi economica e i tagli del personale. In parte mancheranno i rincalzi. Dovremo anche noi ricorrere all’assunzione di stranieri come Gran Bretagna e Stati Uniti?

Vedi anche la notizia riportata sul Blog di Medico e Bambino:


Ong, vittime 8mila bambine al giorno . Bonino, viola diritti universali; parte raccolta firme per Onu

"Decidi tu che segno lasciare". È questo lo slogan, accompagnato da un'immagine che raffigura una lametta e una penna, della nuova campagna mondiale promossa da 'Non c'é pace Senza Giustizia’ per ottenere una risoluzione dell'Onu contro le mutilazioni genitali femminili. Una pratica che, secondo la ong, ogni giorno viene inflitta a 8mila bambine nel mondo e che, fino ad oggi, ha coinvolto circa 150 milioni di donne.
"Il nostro obiettivo è ottenere dall' organismo che rappresenta tutto il mondo la messa al bando di una pratica che viola i diritti universali", ha evidenziato la vicepresidente del Senato Emma Bonino nel corso della presentazione della campagna. Oggi nei maggiori Paesi dell'africa sub-sahariana e in alcune capitali europee le donne di tutto il mondo celebreranno, con manifestazioni e dibattiti, la 'Giornata internazionale di lotta alle mutilazioni genitali femminili'. "È una tradizione patriarcale, non religiosa, che non riguarda solo il continente africano" ma anche Paesi come "Bolivia, Indonesia, Kurdistan e Yemen. E coinvolge le comunità di immigrati in Italia", ha ricordato la Bonino, secondo la quale una risoluzione dell'Onu nel 2011 è necessaria "innanzitutto per fare chiarezza su ciò che è reato e ciò che non lo è" poiché in molti Stati la pratica è ritenuta legale.





Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it;brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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Ong, vittime 8 mila bambine al giorno. Bonino, viola diritti universali; parte raccolta firme per Onu . Medico e Bambino pagine elettroniche 2011;14(2) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1102_10.html

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