Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Maria Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS 釘urlo Garofolo, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino




Riproduzione assistita e difetti congeniti

Dal momento che la riproduzione assistita sta diffondendosi sempre maggiormente, ci si posti il problema della relazione eventuale di questa tecnica con le malformazioni congenite: sono stati usati i dati di un registro perinatale dell'Ontario relativo al 2005 e riguardanti donne sottoposte ad induzione dell'ovulazione (298), inseminazione intrauterina (173), inseminazione in provetta (319) e confrontando tali dati con un campione di controllo rappresentato da 60.170 donne non sottoposte ad alcuna tecnica riproduttiva.
Rispetto ai controlli, le donne del gruppo studiato erano significativamente pi avanti negli anni, avevano meno figli precedenti e presentavano una meno frequente abitudine al fumo di sigaretta. La prevalenza dei difetti congeniti maggiori, diagnosticati in epoca prenatale o perinatale stata significativamente maggiore nei bambini concepiti con metodi artificiali (2.9% contro 1.9%).
La prevalenza di difetti gastrointestinali, cardiovascolari e muscolo-scheletrici stata maggiore, ma non la prevalenza di difetti del tubo neurale o facciali.
Non c定 al momento una ipotesi univoca che spieghi questa maggiore associazione. Sappiamo che le tecniche di gravidanza artificiale comportano un aumento di rischio di difetti congeniti, ma non sappiamo il perch: la causa stessa dell'infertilit potrebbe essere alla base di queste malformazioni, ma rimaniamo nel campo di ipotesi.
Quello che necessario invece informare le donne di questa possibile evenienza negativa, quando decidono di ricorrere a tecniche artificiali di fecondazione.


Cautele sull置so della TAC nei bambini

L弾secuzione di una TAC pu rappresentare un utile strumento diagnostico, a volte indispensabile. Non va dimenticato per che la TAC come e pi di altre tecniche radiologicheespone l弛rganismo a importanti quantit di radiazioni che, se ripetute ed eccessive possono aumentare il rischio cancerogenico. I bambini, in particolare, in quanto individui in crescita, presentano un importante turnover cellulare e quindi una maggiore vulnerabilit agli effetti delle radiazioni. Al momento non stabilita una soglia sicura delle quantit di radiazioni, il rischio di cancro comunque risulta essere cumulativo e aumenta in maniera proporzionale alla dose ricevuta.


Il follow-up dei pazienti con pregresso tumore infantile

Bench l'80% dei bambini trattati per il tumore sopravvivono, molti hanno speciali esigenze mediche per decenni dopo, secondo i nuovi dati australiani. Quando diventano adulti, i pazienti con pregresso tumore infantile hanno un rischio quasi cinque volte maggiore di un secondo tumore rispetto alla popolazione generale e hanno 7,5 volte pi probabilit di morire prematuramente.
Il follow up va quindi mantenuto.
The Lancet Oncology, Volume 11, Issue 10, Page 924, October 2010


Troppo "schermo" fa male ai bambini ma in Italia uno su 2 ha la TV in camera

Secondo una nuova ricerca inglese, guardare stare davanti al PC o alla televisione per pi di due ore al giorno riduce le capacit di concentrazione e di comunicazione. Intanto un'indagine del ministero della Salute disegna un ritratto preoccupante dei ragazzini italiani e del loro stile di vita

Questo il ritratto dei bambini italiani come emerge dalla seconda indagine "Okkio alla Salute" - promossa dal ministero e dall'Istituto superiore di sanit - che ha misurato le abitudini e i comportamenti di oltre 42.000 scolari di terza elementare: 21mila dei 42mila interpellati hanno la televisione in camera.
Proprio sull'abuso di televisione, computer e videogiochi un nuovo allarme arriva da una ricerca appena pubblicata sulla rivista Pediatrics: i ragazzini che passano pi di due ore al giorno di fronte a uno schermo, sia quello del computer o della televisione, hanno pi probabilit di avere difficolt psicologiche; in particolare di vedersi ridotte le capacit di concentrazione e di comunicazione con gli altri.
Se passano troppo tempo davanti alla TV o al PC si muovono poco, non socializzano fra loro e si isolano. I programmi e gli spot sono veloci, offrono tutto e subito, le storie hanno ritmi rapidi e questo ha come conseguenza la difficolt a pianificare a scuola. Per non parlare poi del rischio obesit".
"Sarebbe bene non far vedere la televisione a quelli che hanno meno di sei anni per i quali la TV pu anche portare a ritardi nello sviluppo del linguaggio. La visione TV andrebbe evitata dopo cena, ma anche quando il bambini si appena svegliato; ai pi grandi andrebbe spiegata la differenza tra realt e finzione e si dovrebbe infine preferire un film in DVD alla TV commerciale.


Il bullismo anche femmina

Aumentano i casi tra le bambine e si abbassa l'et: individuati episodi anche nelle scuole materne
convegno della Societ italiana di pediatria

Intimidazioni, aggressioni e soprusi sono sempre pi comuni nell'infanzia e a scuola. Ogni giorno, nel 49,9% delle classi italiane si compiono atti di bullismo. Un fenomeno che non pi solo tipico degli adolescenti maschi: un bullo su sei femmina e si registrano episodi anche nella scuola materna. ォIl bullismo inizia generalmente dagli 8 anni - spiega - perch quello il momento in cui inizia a strutturarsi il concetto di classe, e quindi anche quello del suo leader. In Italia e all'estero stiamo raccogliendo episodi del genere anche nelle scuole materne, dove bimbi di 4 anni vengono aggrediti da gruppi di tre, cinque coetanei. Si inizia con le vessazioni verbali e a volte si finisce con le aggressioni fisiche. A scatenare i bulli nell'infanzia generalmente la diversit, razziale o della disabilit. Nelle scuole medie e al liceo si aggiunge anche l'omofobiaサ. L'altro fenomeno in crescita quello del bullismo femminile: ォLa bulla femmina quasi sempre intelligente e brillante, si circonda di altre ragazzine brillanti e intelligenti e crea una cintura di insicurezza attorno alla vittima con chiacchiere e calunnie su mail, sms, social networkサ. Per arginare e combattere il bullismo si deve agire soprattutto sul fronte della prevenzione, ォcon un'alleanza forte tra scuola, famiglia e istituzioni, e dall'altro creando dei centri di riferimento per il recupero di questi ragazzi. Il bullo che non viene fermato e seguito spesso entra nei circuiti della criminalit o pratica mobbing sul posto di lavoro, mentre le vittime diventano adulti con disturbi del comportamento e dell'alimentazione, fino ad arrivare a tentare il suicidioサ.


Il dolore anche dei bambini

Il prelievo del sangue. La frattura della caviglia. L段nfiammazione all弛recchio. Sono condizioni comuni e ricorrenti, dolorose anche per i bambini e i neonati, ma non ne viene tenuto conto in maniera adeguata. E' ancora forte, infatti, la convinzione che il bambino non provi dolore. La gestione del dolore nei piccoli pazienti viene lasciata alla discrezione del singolo operatore. Spesso accade che il nostro obiettivo terapeutico sia solo la malattia, come ad esempio l弛tite, e non il sintomo dolore. Da qui la necessit di diffondere le conoscere, di formare e sensibilizzare le figure professionali che entrano in contatto con il dolore del bambino", come ci si propone di fare con il manuale. Ancora oggi, per, in ospedale si stima che pi dell80% dei ricoveri pediatrici sia dovuto a patologie che presentano, fra i vari sintomi, anche il dolore.
Circa il 60% degli accessi al Pronto soccorso pediatrico dovuto a dolore, e il 70-80% dei bambini operati lamenta la presenza del sintomo. L段ncidenza del dolore elevata anche nell誕mbulatorio del pediatra di base.
L80% dei casi di dolore pu essere gestito in modo ottimale dal pediatra di base e dal medico di riferimento ospedaliero se preparati e formati. Il rimanente 20% fa parte della patologia difficile, ad esempio il dolore neuropatico o quello che si accompagna a patologie ad andamento cronico. La letteratura dice che il dolore acuto pu essere controllato quasi nel 100% dei casi. Per il dolore cronico, che si accompagna a patologie gravi, il livello di insuccesso pi alto: pu arrivare al 30% dei casi. In questo 30% dei casi c定 la necessit di un intervento multispecialistico, per cui ci deve essere lo psichiatra, lo psicologo, il farmacologo e l弾sperto di dolore.

Per approfondire:
Vai al comunicato stampa dell但ssociazione Culturale Pediatri (ACP)


Salute: giornata ONU lavaggio mani

Lavarsi le mani con acqua e sapone specialmente in alcuni momenti critici in particolare dopo aver usato i servizi igienici e prima di toccare gli alimenti, contribuisce a ridurre l段ncidenza delle malattie diarroiche di oltre il 40%e le infezioni respiratorie acute di oltre il 23%, eppure questo semplice comportamento non viene praticato regolarmente.
E uno degli interventi sanitari pi efficaci e meno costosi per prevenire malattie infettive nei paesi in via di sviluppo, ma una buona pratica da consolidare anche nei paesi ricchi. I medici raccomandano di praticare per almeno due minuti quest'attivit igienica, ma questo consiglio sembra essere seguito molto pi dal gentil sesso che dai maschietti. Una ricerca inglese ha messo in luce, infatti, che gli uomini si lavano le mani molto meno rispetto alle donne.


Obesit infantile cresce a ritmi vertiginosi, i Paesi in via di sviluppo i pi colpiti

L'obesit infantile sta diventando una sorta di "epidemia" che a livello globale cresce a ritmi vertiginosi, +50% negli ultimi vent'anni (dal 4% del 1990 al 6% del 2010), soprattutto nei paesi in via di sviluppo.
Ma anche l'Italia, complici stili di vita tutt'altro che salutari, caratterizzati da poco sport e molta tv, si trova costretta ad affrontare l'emergenza obesit, se vero che in base agli ultimi dati che arrivano dall'Organizzazione Mondiale della Sanit pi di 1 bambino su 5 tra gli 8 e i 9 anni obeso (21%) e quasi 1 su 2 in sovrappeso (45,6%), con una percentuale pi elevata nei bambini (48,8%) che nelle bambine (42,2%).
Basterebbe leggere i risultati dell'indagine che il ministero della Salute ha commissionato all'ISS per capire che il problema obesit strettamente legato alle cattive abitudini alimentari e agli scorretti stili di vita dei nostri ragazzi. Secondo l'indagine, infatti, il 9% dei bambini italiani tra gli 8 e i 9 anni non fa colazione e ben il 30% non la fa adeguata. Inoltre 1 bambino su 4 non mangia quotidianamente frutta e verdura, mentre il 50% consuma bevande gassate o zuccherate nell'arco di una giornata. E brutte notizie arrivano anche sul versante dell'attivit fisica.
Mentre 1 bambino su 2 ha l'adorata televisione in camera, solo il 20% dei bambini pratica sport pi di una volta la settimana. Senza contare che circa il 70% dei bambini non ha l'abitudine di andare a scuola a piedi e solo 1 su 4 (26,8%) gioca pi di 2 ore al giorno all'aria aperta nei giorni feriali."In Italia si fanno gi tante iniziative ma non si fa ancora abbastanza. Servono interventi non solo a livello locale ma a livello nazionale e in pi settori, perch non sufficiente intervenire sulla scuola o sull'educazione" per risolvere il problema.


Citta' nemiche dei bambini
Niente tempo libero e gioco spontaneo, esperienze importanti
Citta' sempre meno a misura di bambino: l'80% non gioca piu' fuori e scompare il tempo libero.
Per quelli nati fino agli anni '70 era ancora l'epoca del marciapiedi sgomberi di auto e moto. Di viali tranquilli dove disegnare con il gessetto la Campana, divertirsi a nascondino e ai quattro cantoni negli ampi cortili dei condomini prima che fossero adibiti a parcheggi di motocicli oppure a giardini incalpestabili. Tutto cambia.
Meglio in uno spazio all'aperto. Perch quella che potrebbe sembrare la naturale evoluzione della vita moderna uno dei motivi alla base dei disagi degli adolescenti di oggi: abuso di alcol e droghe, suicidi, bullismo, potrebbero essere spiegati anche dal fatto che ォai nostri piccoli manca oggi la libert di movimento e il tempo liberoサ. le buone citt- fanno molto per i bambini: dedicano all'infanzia notevoli risorse economiche e umane, ma non rispondono alle loro reali esigenze. La citt prepara infatti per i bambini spazi separati e specializzati come giardinetti, ludoteche, parchi tematici e tutte le proposte educative. Sempre spazi protetti e vigilati da adulti. La scuola occupa buona parte del tempo quotidiano con le ore di classe e con i compiti per casa. La famiglia impegna il tempo rimanente "regalando" ai figli le scuole pomeridiane di sport, di lingua o di attivit creative, ma pur sempre scuole. Il tempo che rimane viene trascorso davanti a uno schermoサ. In altre parole: i bambini non si vedono pi per strada. L'80% non gioca pi all'aria aperta.
scompare il tempo libero. La possibilit di uscire di casa da soli per incontrarsi con amici, scegliere con loro un gioco e un luogo adeguato. Vivere insieme, anche se all'interno di un giusto confine di regole dettate dalla famiglia, le esperienze dell'avventura, della scoperta, del rischio, e non vedere l'ora di tornare a casa per raccontarle. Invece, ォnon potendo vivere esperienze autonome - ha spiegato lo studioso - i bambini non conoscono l'esperienza dell'ostacolo, del rischio, della frustrazione, del successo, nei tempi e nei modi giusti. L'assenza di queste esperienze "forti", impossibili alla presenza di adulti vigilanti, produce un accumulo di desiderio che potr realizzarsi solo quando i bambini non saranno pi bambini, ma adolescenti. Quando avranno per la prima volta la chiave di casa in tasca o un motorino sotto il sedere. Chi non ha potuto fumare di nascosto ha pi facilit a subire il fascino dello spinello, chi non ha potuto sbucciarsi le ginocchia in bicicletta pi facile che subisca incidenti gravi in motoサ.


Quando informazione fa rima con prescrizione

Che impatto hanno le attivit promozionali e comunicazionali intraprese dalle aziende farmaceutiche presso i medici sulla qualit, la quantit e i costi delle prescrizioni? Se lo domanda una revisione sistematica pubblicata dalla rivista PLoS Medicine.
I ricercatori australiani dell旦niversity of Queensland di Brisbane coordinati da Geoffrey K. Spurling hanno effettuato una approfondita ricerca in Medline (dal 1966 al 2008), International Pharmaceutical Abstracts (dal 1970 al 2008), Embase (dal 1997 al 2008), Current Contents (dal 2001 al 2008) e Central (The Cochrane Library Issue 3, 2007) per analizzare i dati sull弾sposizione dei medici a informazione (promozionale o scientifica) da parte delle aziende, visite di informatori del farmaco, inserzioni pubblicitarie sulle riviste, presenze a meeting e a congressi sponsorizzati, informazione via posta o e-mail, forniture di software per la prescrizione elettronica, partecipazione a trial clinici sponsorizzati. Obiettivo, misurare l段mpatto di tutto questo sulla qualit, la quantit e i costi delle prescrizioni.
ネ emerso che con rare eccezioni l弾sposizione a informazioni provenienti direttamente dalle aziende (in una forma o nell誕ltra) associata a una pi elevata quantit di prescrizioni e a costi pi elevati. Commenta Spurling: 迭accomandiamo ai medici di seguire i principi pi elementari della cautela quando effettuano prescrizioni, e di tenersi il pi possibile al riparo dalle informazioni che arrivano direttamente dalle aziende farmaceutiche.

Fonte:
Spurling GK, et al. Information from Pharmaceutical Companies and the Quality, Quantity, and Cost of Physicians' Prescribing: A Systematic Review. PLoS Med 7(10): e1000352. doi:10.1371/journal.pmed.1000352.



Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica 杜aggiore". Lo scopo che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che pi lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicit e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novit dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novit, non va considerata una verit assoluta n applicata l段ndomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l弾sperienza possono fornire. Questa premessa anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it;brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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a cura di M.V. Abate, I. Bruno e Alessandra Perco Riproduzione assistita e difetti congeniti
Cautele sull置so della TAC nei bambini
Il follow-up dei pazienti con pregresso tumore infantile
Troppo schermo fa male ai bambini ma in Italia uno su 2 ha la TV in camera. Medico e Bambino pagine elettroniche 2010;13(9) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1009_10.html

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