Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Maria Valentina Abate1, Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino




Le boccacce fanno bene a bambini
Sono un modo per esprimersi e dar spazio alla fantasia

Inibire smorfie e boccacce in un bambino? Niente di più sbagliato, avvertono gli esperti, ai più piccoli servono e fanno bene. E possono essere anche uno strumento per imparare l’alfabeto. Le boccacce sono un modo per comunicare e dare spazio alla fantasia oltre che ‘un atto liberatorio che i bimbi usano per farsi capire’, dice Federico Bianchi di Castelbianco, psicoterapeuta infantile. Per i piccoli creato un ‘abbecedario’ di 8 metri e mezzo, con 52 faccine per insegnare l’ABC.


Scuola: merenda di frutta gratis
Coldiretti, torna progetto Ue ‘frutta nelle scuole’

A 1.340.000 bambini in 8400 scuole primarie saranno distribuiti 7,4 milioni di kg di frutta e verdura nel nuovo anno scolastico. L’iniziativa di Coldiretti vuole incentivarne il consumo e educare ad assumere abitudini alimentari corrette. In Italia un bambino su 4 non consuma ortofrutta a tavola e inoltre - afferma Coldiretti - la merenda di metà mattina a scuola di 8 bambini su 10 è troppo abbondante; l’11% non fa colazione e il 28% la fa in maniera non adeguata.



Non spiate i figli su Facebook, parlate

Scervellarsi per entrare nel mondo di Facebook, magari creando un proprio profilo e diventando ‘amici’ dei propri figli, è inutile, anzi quasi dannoso. Lo affermano gli esperti dell’ospedale Bambin Gesù di Roma, secondo cui per controllare i ragazzi l’unica arma è il dialogo. “Per un genitore e un figlio, i social network altro non sono che la proiezione in rete della qualità delle relazioni vissute quotidianamente tra le pareti domestiche - spiegano i neuropsichiatri e gli psicologi dell’ospedale romano -. Non ci si può aspettare che un bambino o ancor di più un adolescente, poco avvezzo a rapportarsi ai genitori in maniera trasparente, accetti di sentirsi osservato attraverso la rete”. Tra i 16 milioni di utenti italiani di Facebook, circa 3 milioni hanno meno di 18 anni, una fetta seconda solo agli over 36 e agli utenti tra i 19 e i 24 anni, a cui corrispondono probabilmente sei milioni di genitori in apprensione, spinti anche dalle notizie di cronaca. Ma cercare di spiare i figli, magari appropriandosi dei codici di accesso e entrando nel profilo, è sbagliato: “Entrare nel profilo di un figlio è come sbirciare nel suo diario segreto”. La ricetta rimane quella di sempre, il dialogo: “L’approccio migliore è la creazione di una relazione solida tra genitore e figlio - concludono gli esperti - che permetta all’adolescente di affrontare ogni argomento, eventuali ansie. Ciò significa instaurare una rapporto di fiducia tra genitore e figlio, che faccia sentire l’adolescente accolto e non giudicato, in modo da consentire anche richieste di aiuto nella consapevolezza di potersi sentire protetto e difeso dai propri genitori, anche se si tratta di dover riferire cose non piacevoli e da cui si viene normalmente messi in guardia”.


L’anno che verrà per gli alunni disabili

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L’anno scolastico che sta per iniziare per gli alunni disabili sarà ricco di spiacevoli novità.
Il primo dato da considerare con attenzione corrisponde alla loro progressiva crescita numerica (16.500 in più negli ultimi tre anni) per un totale complessivo che raggiungerà le 190.000 unità.
Come il sistema scolastico italiano si prepara ad accogliere i suoi alunni più fragili e a rispondere alla aspettative dei loro genitori? È largamente condiviso da medici, insegnanti e operatori, l’idea che una scuola accogliente e specializzata rappresenti per ogni bambino disabile la migliore terapia.
L’interrogativo è quanto la scuola risponda a questi requisiti di cui hanno assoluto bisogno i circa 165.000 alunni disabili psichici (di questi i cosiddetti “gravi” sono il 75%). Per i restanti alunni disabili cosiddetti “lievi” è invece il sistema scolastico adeguato o necessita di ulteriori supporti?

La storia della integrazione scolastica nel nostro Paese è scandita da alcuni punti fermi: risorse umane, qualità professionali e organizzazione del tempo scuola.
Capitolo risorse umane. Gli insegnanti specializzati raggiungeranno nell’anno scolastico 2010-2011 il numero di 90.469 unità (dati MIUR), il che significa che esiste, solo facendo riferimento agli alunni disabili gravi, un saldo negativo di oltre 40.000 insegnanti.
Capitolo competenze professionali. Si consideri che gli insegnanti di sostegno, per uno strano fenomeno tutto italiano, sono tali solo per il periodo che consente loro di acquisire il punteggio che li abilitano a ritornare alle loro materie di origine. Si stima che oltre il 60% non è un insegnante di sostegno “puro”, ma si troverà a svolgere questo delicato compito per un tempo oscillante tra i 5 e gli 8 anni. Capitolo organizzazione del tempo scuola. Il governo Berlusconi sta lavorando in più direzioni, con la riduzione del numero di classi complessive, l’aumento del numero di alunni per classe e l’aumento oltre le due unità di alunni disabili per ciascuna classe.
La principale conseguenza sul piano della organizzazione scolastica è stata la creazione di mega classi con 4 o 5 alunni disabili, all’interno delle quali un insegnante di sostegno fa quello che può; ma bisogna avere l’onestà di riconoscere che non è possibile, in classi così composte, assicurare una qualità minima del tempo scuola.
È verosimile che assisteremo alla progressiva espulsione dal sistema scolastico dei bambini disabili, colpevoli di rallentare le performance dei loro compagni normodotati o, ma questo nessuno avrà mai il coraggio di affermarlo, di rappresentare un costo economico insostenibile per una nazione con un debito pubblico così elevato.
La tragedia di questa vicenda, che coinvolge più di un milione di famiglie e cittadini italiani, è la stolta ignavia che accompagna le discussioni dei nostri politici mentre i disabili e i loro genitori sprofondano nell’abisso di indifferenza e di solitudine.


Mapping genetico per spiegare l’asma infantile

Un team di ricerca internazionale tra cui ricercatori del Karolinska Institutet ha trovato sei varianti genetiche che possono spiegare quasi il 40 per cento di tutti i casi di asma nei bambini. I risultati si basano su un’indagine genetica di 10.365 asmatici e 16.110 soggetti di controllo.



Artrite di Takayasu in bambini e adolescenti

L’artrite di Takayasu è una vasculite devastante della aorta ei suoi rami principali. Le manifestazioni cliniche nei pazienti pediatrici sono meno specifici che negli adulti: nei bambini la malattia si presenta con febbre, artralgie e ipertensione.
http://www.medsurfnews.com/contents/en/5702/display/takayasu...
http://rheumatology.oxfordjournals.org/content/49/10/1806.short?rss=1


Via libera a una legge sulla dislessia che superi le discriminazioni

La Commissione Cultura del Senato ha approvato ieri in via definitiva la prima legge sulla dislessia mai varata in Italia: “Disturbi specifici di apprendimento in ambito scolastico”, prima firmataria la senatrice PD Vittoria Franco, che pone fine a anni di discriminazioni nei confronti dei bambini dislessici, intelligenti quanto e più dei loro coetanei, ma con serie difficoltà, dovute alla malattia, nel leggere, scrivere, far di conto.
Con la nuova legge, invece, gli insegnanti dovranno essere consapevoli del fatto che per valutare, in modo giusto e corretto, gli alunni dislessici e con disturbi di apprendimento servono criteri differenti: compiti più brevi, interrogazioni orali al posto delle verifiche scritte, attenzione al contenuto dei temi più che agli errori ortografici, o alla capacità di risolvere un problema più che alla conoscenza mnemonica delle tabelline. Una diagnosi precoce e una formazione specifica per gli insegnanti, come prevede la legge, consentiranno ad esempio un intervento più efficace per evitare l’isolamento dei bambini e per permettere loro un sereno e proficuo inserimento nel mondo della scuola e nell’attività quotidiana. La legge è stata approvata all’unanimità in commissione Cultura.


Dal ministero della salute un decalogo per l’uso corretto dei farmaci

È stata pubblicata sul sito del Ministero della Salute una mini-guida con dieci consigli ai cittadini per l’uso sicuro dei farmaci. Dall’assunzione alla conservazione, con particolare attenzione ai disturbi che possono comparire durante la cura, viene sintetizzato tutto quello che c’è da sapere per evitare pericolosi ‘fai da te’. Ecco, dunque, le dieci ‘istruzioni per l’uso’:
1) Assumo farmaci solo su indicazione del medico e non perché consigliati da un parente o da un amico, oppure perché ne ho sentito parlare alla tv o letto informazioni su riviste o su internet.
2) Voglio essere informato della cura che sto facendo. Non esito a chiedere al medico o al farmacista tutte le informazioni sui farmaci che devo prendere e, se non ho capito bene, chiedo di ripetere con parole più semplici.
3) Parlo apertamente con il medico. Porto sempre la lista dei farmaci che sto prendendo, anche quelli prescritti da altri. Riferisco se sto facendo uso di prodotti omeopatici, erboristici, fitoterapici, integratori o altri preparati acquistati in negozi specializzati.
4) Informo il medico se sono allergico ai farmaci. Anche durante il ricovero, devo sempre riferirlo ai camici bianchi e agli infermieri.
5) Riferisco al medico i disturbi apparsi durante la cura. Lui mi dirà come comportarmi.
6) Rispetto le indicazioni fornite dal medico. Controllo sempre che il farmaco da assumere sia quello prescritto e che la quantità sia quella indicata. Se sbaglio medicina o quantità, prima di prendere iniziative, consulto il medico. Se mi dimentico di prendere un farmaco, non ne prendo due successivamente.
7) Presto attenzione se devo assumere più farmaci. Riferisco al medico o al farmacista la difficoltà a ricordare tutti i nomi e gli orari di assunzione e chiedo di avere un promemoria.
8) Non sostituisco i farmaci né modifico la cura prescritta di mia iniziativa. Quando sono ricoverato riferisco quali medicine sto prendendo e, per evitare interazioni, non prendo i farmaci che eventualmente ho portato da casa.
9) Conservo i farmaci in modo sicuro. Li ripongo in un luogo asciutto, al riparo dalla luce o, se indicato, in frigo e lontano dalla portata dei bambini. Separo quelli che hanno la confezione o il nome simili e possono trarmi in inganno e quelli per i bambini da quelli per gli adulti. Non lascio i blister o i flaconi aperti a portata di tutti. È buona abitudine conservare i medicinali nelle proprie confezioni originarie, con il foglietto illustrativo. prima di assumerli, controllo la scadenza e la corretta conservazione, osservando eventuali cambiamenti di colore e odore. Non lascio i farmaci in auto, specie d’estate o se è esposta al sole.
10) Se assisto qualcuno, non esito a chiedere aiuto.





Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a valentina_aba@yahoo.it;brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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a cura Maria Valentina Abate, I. Bruno e Alessandra Perco Le boccacce fanno bene a bambini
Scuola: merenda di frutta gratis
Non spiate i figli su Facebook, parlate
L’anno che verrà per gli alunni disabili
Mapping genetico per spiegare l’asma infantile
Artrite di Takayasu in bambini e adolescenti
Via libera a una legge sulla dislessia che superi le discriminazioni
Dal ministero della salute un decalogo per l’uso corretto dei farmaci. Medico e Bambino pagine elettroniche 2010;13(8) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1008_10.html

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