Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino



Autismo: discriminare non è da Paese civile
Quando per educare un figlio la madre chiama i carabinieri
Individuazione e trattamento di ittero neonatale
La videocapsula è utile e sicura nei bambini
Aumento virulenza di Clostridium difficile: richiesta di un nuovo trattamento
Sanità: Anaao calcola effetti manovra, per giovani medici -37 mila euro in 3 anni
I medici convenzionati compatti dicono no al blocco contrattuale
Galenici pediatrici: audizione al Css


Autismo: discriminare non è da Paese civile

"Quanto riportato dai mezzi di informazione relativamente al caso di una bambina affetta da autismo in provincia di Reggio Emilia non è degno di un Paese civile" è quanto afferma il Presidente della Società Italiana di Pediatria, Alberto G. Ugazio a commento della notizia dell'ennesimo maltrattamento che vede protagonista un minore. "La settimana scorsa - prosegue Ugazio - oggetto di una situazione analoga era stata una ragazza down sul litorale laziale. Episodi preoccupanti che raccontano di un'Italia che non ha rispetto dei propri bambini e - cosa ancor più grave - dei bambini in condizioni di particolare fragilità".
Al disagio per l'essere affetti da una malattia, cronica o congenita, si somma il dolore dello stigma, del rifiuto e dell'emarginazione a cui esponiamo questi bambini. I pediatri italiani, attraverso la solida articolazione sul territorio nazionale, fatta di pediatri di libera scelta, di reparti ospedalieri e policlinici dedicati all'assistenza di bambini e ragazzi, possono e devono contribuire a far crescere questo Paese per farlo diventare "un Paese a misura di bambino". 
"Partire dalla scuola per educare la cittadinanza al rispetto di chi ci sta attorno è solo un inizio che può dare risultati nel medio e lungo periodo. È necessario e impellente - conclude il Presidente della SIP - intervenire con azioni tempestive e capillari quali ad esempio aiutare i genitori e gli insegnanti a conoscere i diritti dei propri piccoli. I bambini ci guardano. Con fiducia e speranza. Dobbiamo essere all'altezza delle aspettative". 
Fonte: Ufficio stampa SIP


Quando per educare un figlio la madre chiama i carabinieri
Un ragazzino di 13 anni era ossessionato dai videogiochi. I militari gli hanno sottratto la Playstation

Che cosa fare con un figlio adolescente che rimane per giorni attaccato al suo videogioco, rintanato in camera, rinunciando ad andare a scuola e rifiutando persino il cibo? Che cosa fare? Troppo tardi per minacciarlo con il classico: guarda che chiamo il lupo cattivo! Un tredicenne non si fa certo intimorire da così poco, e oggi forse anche un bambino di tre anni ci farebbe su una sana risata. Troppo presto per urlare: o la smetti o ti sbatto fuori di casa! Troppo pericoloso cercare di farlo rinsavire con due schiaffoni: i ragazzi di quell’età, oggi, non si sa mai come possono reagire. E poi le sberle sono decisamente fuori moda. Dunque, che fare? Una mamma dei dintorni di Genova, dopo averle provate tutte, ha deciso di chiamare i carabinieri, come facevano una volta le mogli di fronte a unmarito violento. E pare, infatti, che il ragazzo ricorresse alla violenza allorché la madre cercava di distoglierlo dalla sua ossessione. Insomma, i carabinieri sono arrivati e, dall’alto della loro autorità, hanno fatto quel che i genitori, a quel punto, non sarebbero mai riusciti a fare: hanno sequestrato al ragazzino la console con alcuni «wargame», il cui uso, peraltro, era autorizzato solo agli adulti. Pare che il giovane avesse da poco scoperto la possibilità di collegarsi online con altri utenti per giochi della durata di diversi giorni.

La notizia è di quelle degne di far riflettere a più livelli, e sono domande pressoché tutte scontate: sulla dipendenza psichica indotta da certi congegni elettronici; sulla reclusione volontaria cui si sottopone un ragazzo isolandosi dal mondo esterno; sul potere (quasi nullo?) che ha la famiglia di rompere questa rassicurante ed estraniante coazione a ripetere; sulle relazioni «deboli» di padri e madri con i figli; sul nuovo rapporto degli adolescenti con la realtà (virtuale e/o fisica) eccetera. Diciamo la verità, anche in tempi di famiglie in bilico come i nostri, non è facile accettare alla cieca l'escamotage di quella madre quarantenne (probabilmente in preda a una crisi di nervi): delegare all'autorità costituita la propria responsabilità, per richiamare al mondo il figlio inebetito o in fuga verso altri pianeti non necessariamente felici, anzi. Ma pur riconoscendo che non è un gran segno di autorevolezza, non è neanche difficile mettersi nei suoi panni (a proposito, dov'era il padre, nel frattempo?): per rompere la routine autistica dell'isolamento adolescenziale, diciamo alla disperata, possono andar bene anche i carabinieri. In fondo sappiamo che negli ultimi anni si sono moltiplicati i casi di adolescenti depressi rimasti barricati nella propria stanza per anni, vittime di giochi elettronici o di altre prigioni online: ne è nata anche un'ampia bibliografia che classifica questi fenomeni generazionali con il termine giapponese hikikomori, che letteralmente significa «confinati», «chiamati fuori».

Chiamati fuori da chi? Da se stessi, al punto da scegliere una non-vita eremitica (con i piedi in casa delle famiglie d’origine e la testa nella blogosfera) piuttosto che affrontare la velocità angosciante del mondo. E non c’è da meravigliarsi che dal Giappone, dove è nata, questa sindrome ( che porta nei casi più gravi all’ospedalizzazione o al suicidio) sia arrivata da anni nei Paesi occidentali, e dunque in Italia. Certo, il ricorso al carabiniere ha tutta l’evidenza dell’ultima spiaggia per genitori disperati: la stessa che induce, appunto, una moglie maltrattata a chiamare il 118. Una terapia choc. Sarebbe stato molto meglio non arrivare a tanto, ovvio: evitare l’apartheid domestico (è il sociologo Zygmunt Bauman a ritenere che ormai si vive in tanti bunker privati autosufficienti anche all’interno delle proprie case) e magari favorire nei figli un senso della realtà attraverso l’imposizione di qualche limite senza necessariamente aborrire tutto ciò che crea conflitto e divisione. È pur vero che se in passato si sbagliava per eccesso di sicurezza autoritaria (che si chiamava autoritarismo), oggi i genitori sbagliano perché hanno troppo timore di sbagliare: e preferiscono eclissarsi o evitare di prendere posizione. Una telefonata tempestiva ai carabinieri risolve le emergenze (e può essere una fortuna), non aiuta certo a crescere i propri figli.


Individuazione e trattamento di ittero neonatale

Il 19 maggio, il National Institute for Health and Clinical Excellence (NICE) ha pubblicato un nuovo orientamento per la valutazione e il trattamento di ittero neonatale. La linea guida, che è stata sviluppata dalla National Collaborating Centre for Women's and Children's Health, raccomanda modifiche sostanziali alla pratica attuale in tutto il Servizio Sanitario Nazionale per i bambini dalla nascita fino a 28 giorni di età, compresi i neonati pretermine in Inghilterra.
Niente di nuovo, forse, per la comune pratica clinica di chi già applicava le linee guida americane.
Ad ogni modo le linee guida NICE stabiliscono che nei neonati che appaiono itterici e che hanno più di 35 settimane di età gestazionale si dosi la bilirubina con bilirubinometro transcutaneo. Vengono poi identificati i bambini a maggior rischio di ittero: quelli nati sotto le 38 settimane di EG, quelli che hanno avuto dei fratelli con ittero neonatale, quelli allattati esclusivamente al seno, e quelli che appaiono itterici già a 24 ore di vita. La NICE ha inoltre stilato dei grafici che stabiliscono i valori soglia a cui iniziare la fototerapia in base a età gestazionale e giorni di vita, stabilendo inoltre i valori per pensare alla fototerapia, alla fototerapia multipla, alle immunoglobuline ev o alla exchange tranfusion.
Pediatria - lunedì 31 maggio 2010


La videocapsula è utile e sicura nei bambini

La videocapsula per endoscopia è sicura e utile nei bambini che pesano dagli 11,5 kg in su, secondo questo studio pubblicato su Gastrointestinal Endoscopy.
L’utilità in campo diagnostico della videocapsula nei bambini è risultata simile a quella dell’adulto e maggiore che per l’adulto per quel che riguarda la valutazione di una sospetta malattia infiammatoria cronica intestinale.
In questo studio le principali indicazioni alla capsula sono state la malattia infiammatoria cronica intestinale, la poliposi, il vomito persistente, la malattia linfoproliferativa post trapianto.


Aumento virulenza di Clostridium difficile: richiesta di un nuovo trattamento

La rapida diffusione di un ceppo particolarmente virulento di Clostridium difficile ha indotto lo sviluppo di nuovi orientamenti clinici che si concentrano su come i medici devono attivare trattamenti su misura sulla base della gravità della malattia dei pazienti.
Il cambiamento maggiore sta nelle nuove raccomandazioni che dicono di scegliere l’antibiotico in base alla gravità della malattia del paziente. La definizione di malattia lieve moderata o grave data in queste linee guida si basa sul numero di globuli bianchi e sui valori della creatinina. La malattia complicata grave include la presenza di ipotensione o shock o ileo o megacolon. Queste definizioni sono basate sui sintomi e sugli esiti valutati durante le epidemie canadesi.
Il trattamento e la prevenzione delle infezioni ricorrenti è ancora difficoltoso. Le linee guida indicano che il 6%-25% dei pazienti presenta una ricorrenza di malattia. Il trattamento con metronidazolo o vancomicina non previene le eventuali ricorrenze. Se l’infezione ricorre una seconda volta, il trattamento viene di solito fatto con boli di vancomicina orale. Per chi non risponde neppure a questo trattamento le opzioni non sono ancora definite chiaramente. Esistono due farmaci, indicati per altre condizioni, che sembrano promettenti per il trattamento del C. Difficile. Uno è la rifamixina, da utilizzare alla fine del trattamento con vancomicina, l’altro è la nitazoxamide che sembrerebbe essere leggermente più efficace della vancomicina.


Sanità: Anaao calcola effetti manovra, per giovani medici -37 mila euro in 3 anni

Roma, 31 mag. (Adnkronos Salute) - Si cominciano a fare i conti sui tagli della manovra finanziaria messa a punto dal Governo. L'Anaao Assomed, il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn ha calcolato il peso e le ricadute che il provvedimento avrà sui medici della sanità pubblica. Solo per i più giovani, si calcola una perdita di circa 37 mila euro in tre anni. "Se, come si legge nel testo pubblicato sulla stampa ma non ancora in Gazzetta Ufficiale 'il trattamento economico complessivo dei singoli dipendenti, anche di qualifica dirigenziale, ivi compreso il trattamento accessorio, non può superare il trattamento in godimento nell'anno 2010', ne deriva che i giovani medici del Ssn subiranno una perdita che potrebbe arrivare fino 37 mila euro nel triennio 2011-2013". Infatti - spiega l'Anaao Assomed in una nota pubblicata sul sito web - questi professionisti al raggiungimento dei 5 anni di anzianità di servizio e al superamento della corrispondente valutazione tecnico-professionale, hanno diritto su base annua a una retribuzione di posizione minima contrattuale di 3.608 euro e a un incremento dell'indennità di rapporto esclusivo pari a 7.648 euro, come previsto anche dal contratto appena sottoscritto, cui è da aggiungere il mancato incremento contrattuale per il triennio 2010-2012 (5,5% delle voci retributive). A pagare non saranno però solo i camici bianchi più giovani. Per l'Anaao Assomed, "i medici ospedalieri che dal 2011 al 2013, a causa della carenza di organico legata al blocco del turn over, per garantire la continuità assistenziale verranno chiamati a effettuare straordinario, turni notturni, festivi e reperibilità in eccesso rispetto al 2010, non riceveranno la relativa remunerazione del lavoro svolto. A dispetto dell'articolo 36 della Costituzione che stabilisce che il lavoratore ha diritto a una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro". Nella stessa situazione potrebbero trovarsi anche i direttori di struttura complessa e i responsabili di struttura semplice nominati nel periodo 2011-2013. Professionisti che, calcola l'Anaao Assomed, "avrebbero il riconoscimento giuridico della nuova posizione, ma non gli incrementi economici rinviati al 2014". Per il principale sindacato della dirigenza medica del Ssn, "l'iniquità è del tutto evidente nel confronto con i manager del settore pubblico, a cui viene chiesto solo un contributo forzoso del 5% per la quota parte di retribuzione superiore a 90mila euro, del settore privato nemmeno chiamati a contribuire al risanamento dei conti. Inoltre - conclude l'Anaao Assomed - emerge anche un profilo di incostituzionalità per il taglio chirurgico degli stipendi fatto dai tecnici di via XX Settembre poiché discrimina in modo selettivo una categoria di cittadini".


I medici convenzionati compatti dicono no al blocco contrattuale

Le organizzazioni sindacali dei medici convenzionati hanno espresso al Governo il fortissimo disagio dell'intera categoria per le disposizioni contenute nella manovra finanziaria, che prevede il blocco degli accordi collettivi nazionali per il triennio 2010-2012. In una nota congiunta Fimmg, Fimp e Sumai, chiedono al Governo di prendere in considerazioni le loro ragioni. "Il potenziamento dell'assistenza primaria - riferisce la nota - rappresenta per il Servizio sanitario nazionale un'esigenza improcrastinabile per la sostenibilità del Ssn e dell'intero sistema di tutela della salute del Paese. Solo attraverso il progressivo sviluppo della medicina di iniziativa nei confronti dei malati cronici, della prevenzione, della continuità assistenziale, dell'assistenza domiciliare e dell'integrazione socio-sanitaria può essere evitato o ritardato il ricorso alle più costose cure ospedaliere".  "È in atto nel Paese - spiegano i sindacati - un percorso di cambiamento e riorganizzazione dell'attività professionale dei medici convenzionati, promosso dallo stesso Governo e dalle Regioni e condiviso dalle categorie. Il blocco dei rinnovi contrattuali congelerebbe per tre anni questo processo limitando tra l'altro l'efficacia dei piani di rientro delle Regioni in disavanzo, che necessariamente devono puntare su una riduzione della spesa ospedaliera. Non è intenzione delle categorie che rappresentiamo sottrarsi ai sacrifici richiesti dalla grave congiuntura economica a tutti i cittadini europei - sottolineano i sindacati - ma chiediamo al Governo di prendere in considerazione queste nostre riflessioni, al fine di rimuovere il blocco. Riteniamo - concludono - che la forza di queste argomentazioni sia di gran lunga superiore a qualsiasi manifestazione di piazza".


Galenici pediatrici: audizione al Css

Prosegue l'impegno della Federazione per la promozione della galenica
Alla Commissione V del Consiglio superiore di Sanità, si è svolta l'audizione di una delegazione federale. Dopo l'inquadramento generale della tematica dello sconfezionamento del farmaco industriale, anche in riferimento alle preparazioni galeniche pediatriche, trattato dal Presidente della Federazione Andrea Mandelli, è intervenuto il dott. Federico Marchetti, dell'Istituto per l'infanzia “Burlo Garofalo” di Trieste, componente del Working Group Pediatrico dell’AIFA, che ha sottolineato il ruolo cruciale delle preparazioni galeniche nel trattamento dei bambini, per i quali molto spesso il medico deve prescrivere dosaggi ad hoc; a questa testimonianza si sono affiancate le esperienze in ospedale, trattate dal dottor Silvano Giorgi, responsabile dell'Area Galenica della SIFO, e le esperienze sul territorio, presentate dal dottor Pierandrea Cicconetti, farmacista di comunità. «Abbiamo fatto presente - ha dichiarato Andrea Mandelli al termine dei lavori - come questa attività non possa essere considerata una produzione industriale, ma la risposta ai bisogni specifici e individuali di un paziente molto particolare». In Italia in questo settore permane tuttora un'area grigia dal punto di vista normativo, cui si dovrebbe ovviare a vantaggio della tutela della salute. All'audizione ha partecipato anche una delegazione di Farmindustria, che si è detta d'accordo sull'impostazione che la Federazione ha dato alla tematica.
«Siamo soddisfatti di questo primo passo. La Federazione ribadisce così il suo impegno per questo aspetto qualificante della professione, che sottolinea ulteriormente il ruolo del farmacista nell'accesso alle cure in ospedale e sul territorio, Anche in questo momento obiettivamente non facile la Federazione prosegue nella sua azione tesa a mettere la figura del farmacista al centro del servizio sanitario. La tematica dello confezionamento sarà ora affrontata nella prossima sessione plenaria del Consiglio superiore di sanità prevista per i primi giorni di luglio» ha concluso Mandelli.


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

Vuoi citare questo contributo?

a cura di Irene Bruno e Alessandra Perco Autismo: discriminare non è da Paese civile
Quando per educare un figlio la madre chiama i carabinieri
Individuazione e trattamento di ittero neonatale
La videocapsula è utile e sicura nei bambini
Aumento virulenza di Clostridium difficile: richiesta di un nuovo trattamento
Sanità: Anaao calcola effetti manovra, per giovani medici -37 mila euro in 3 anni
I medici convenzionati compatti dicono no al blocco contrattuale
Galenici pediatrici: audizione al Css. Medico e Bambino pagine elettroniche 2010;13(6) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1006_10.html

Copyright © 2019 - 2019 Medico e Bambino - Via S.Caterina 3 34122 Trieste - Partita IVA 00937070324
redazione: redazione@medicoebambino.com, tel: 040 3728911 fax: 040 7606590
abbonamenti: abbonamenti@medicoebambino.com, tel: 040 3726126

La riproduzione senza autorizzazione è vietata. Le informazioni di tipo sanitario contenute in questo sito Web sono rivolte a personale medico specializzato e non possono in alcun modo intendersi come riferite al singolo e sostitutive dell'atto medico. Per i casi personali si invita sempre a consultare il proprio medico curante. I contenuti di queste pagine sono soggetti a verifica continua; tuttavia sono sempre possibili errori e/o omissioni. Medico e Bambino non è responsabile degli effetti derivanti dall'uso di queste informazioni.

Unauthorised copies are strictly forbidden. The medical information contained in the present web site is only addressed to specialized medical staff and cannot substitute any medical action. For personal cases we invite to consult one's GP. The contents of the pages are subject to continuous verifications; anyhow mistakes and/or omissions are always possible. Medico e Bambino is not liable for the effects deriving from an improper use of the information.