Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino




Haiti: quasi metà dei feriti sono bambini

Il terremoto di Haiti sembra essersi ‘accanito’ soprattutto sui bambini che sono stati i più colpiti dal sisma: si stima infatti che circa la metà di tutti i feriti nella tragedia che ha colpito l’isola caraibica, ovvero qualcosa come 250 mila persone, siano bambini o adolescenti (110 mila in tutto).
Lo riporta oggi l’ANSA.
È la stima fatta attraverso un software che studia le conseguenze delle catastrofi sulla popolazione pediatrica, sviluppato da ricercatori dell’ospedale pediatrico di Los Angeles e della University of Southern California. Il programma é destinato proprio a scoprire quanti bambini rimangono coinvolti in disastri come questo e anche per elaborare le migliori strategie di aiuto alla popolazione pediatrica, quindi per stimare quanti e quali medicinali servono alle piccole vittime di terremoti, uragani, alluvioni o frane. Il disastroso terremoto di Haiti, con la scossa più devastante, quella del 12 gennaio, che ha raggiunto magnitudo 7,3, ha provocato, secondo i dati ufficiali diffusi dal Governo, oltre 111 mila vittime.
Inoltre si parla di qualcosa come 250 mila feriti e un milione di senza tetto, scrivono gli autori del lavoro eseguito con il software ‘Pediatric Emergency Decision Support System’ (PEDSS) – Sistema di Supporto Decisionale nelle Emergenze Pediatriche. Secondo i ricercatori californiani i bambini sono i più colpiti: non solo moltissimi sono rimasti orfani ma, su un totale di 250 mila feriti, siccome il 35% della popolazione di Haiti ha meno di 15 anni, la stima è che i bambini rimasti coinvolti nel terremoto siano almeno 110 mila, spiega Jeffrey Upperman, che ha contribuito a sviluppare il programma, cioé il 44% di tutte le persone coinvolte. Dividendo per classi di età i bambini e ragazzi da 0 a 18 anni che sono stati feriti dal terremoto, i ricercatori stimano che i feriti sono 548 per i neonati tra zero e il primo mese di vita; 6.027 tra un mese e un anno; 19.725 tra uno e tre anni; 12.710 tra 4 e 5 anni; 18.403 tra 6 e 8; 18.243 tra 9 e 11; 35.419 tra 12 e 18.
Secondo le stime di PEDSS le fratture, i traumi addominali ma anche i disturbi d’ansia sono i problemi principali cui sono andati incontro i bambini. Il software predice anche di quanti e quali medicinali e altri strumenti sanitari questi bambini possono avere bisogno in base alle ferite riportate, e può quindi essere di aiuto per organizzare e orientare i soccorsi, concludono gli autori del lavoro, che hanno anche creato il blog ‘Haiti Pediatric Action Blog’ sul sito http://think-fast-decisions.blogspot.com/ per gestire l’emergenza pediatrica haitiana.


Haiti: dieci americani fermati per traffico illegale di bambini
Dieci persone accusate di voler 'rubare' bambini

WASHINGTON - Dieci cittadini americani, cinque uomini e cinque donne, sono stati fermati dalle autorità di Haiti al confine con la Repubblica Dominicana con l'accusa di voler "rubare" da Haiti 33 bambini di età compresa tra i due mesi e i 12 anni. I dieci americani sono stati posti in stato di arresto dalla polizia haitiana e si trovano ora a Port au Prince. Secondo alcuni media americani, che citano fonti vicine alla polizia di Haiti, vi sono "ragionevoli sospetti" che i fermati volessero espatriare illegalmente perché coinvolti in un traffico di bambini riguardante adozioni illegali. Una delle donne arrestate, che dice di essere originaria dell'Idaho e di essere la leader di un gruppo umanitario denominato New Life Children's Refuge, ha negato le accuse. Tuttavia secondo quanto riferito dalle autorità haitiane i dieci non hanno alcun documento con sé per provare che i bambini rientrano in adozioni regolari. "Qui non siamo di fronte a un'adozione, qui siamo di fronte a un furto" ha dichiarato uno dei funzionari haitiani.


Esami di maturità, scelte le materie

Greco al classico e matematica allo scientifico. Elenco delle materie su YouTube
ROMA - Come un fischio d'inizio partita, la selezione delle materie per la seconda prova scritta ha dato oggi una sorta di avvio ufficiale alla Maturità 2010. Una maturità che quest'anno porterà con sé una importante novità: per l'ammissione all'esame di Stato sarà necessario conseguire almeno il sei in ogni disciplina di studio oltre che nel voto di comportamento (come già avvenuto nel 2009 per l'ammissione all'esame di licenza).
Una escalation di severità, dunque, rispetto allo scorso anno quando per l'ammissione all'esame di Stato era stata sufficiente la media del sei, comprensivo del voto di comportamento. Anche quest'anno il ministro Gelmini ha scelto il suo canale su youtube (www.youtube.it/mariastellagelmini) per diffondere il tanto atteso elenco (messo anche on line, come al solito, sul sito del ministero). E adesso i circa 500.000 studenti che tra cinque mesi dovranno affrontare l'esame conclusivo del secondo ciclo di istruzione potranno cominciare a rimboccarsi le maniche per approfondire lo studio delle discipline su cui verterà il secondo scritto, in calendario per il 23 giugno. Il giorno prima si svolgerà la prima prova, il tema di italiano uguale per tutti gli indirizzi, e il lunedì successivo toccherà al cosiddetto "quizzone" che anche quest'anno sarà messo a punto dalla singole commissioni. Il ministro lo scorso gennaio aveva annunciato l'intenzione di mettere mano a questa verifica ipotizzando un sistema simile alla terza prova adottata alle medie con il test Invalsi (Istituto nazionale per la valutazione del sistema dell'istruzione), ma l'idea, seppur rimasta in piedi, non si è ancora concretizzata.


Morte improvvisa causa mutazione 2 geni
È uno studio di Peter Schwartz dell'Università di Pavia

La presenza simultanea, in un individuo,di due mutazioni geni che raddoppia il rischio di morte improvvisa o sindrome del QT lungo. A dare il nome alla malattia è l'allungamento di uno specifico parametro dell'elettrocardiogramma. Peter Schwartz, direttore della cattedra di Cardiologia dell'Università di Pavia, ha evidenziato come il combinarsi di due mutazioni a carico dei geni KCNQ1 (fattore di rischio già noto ai ricercatori) e NOS1AP raddoppia il rischio di morte improvvisa



Osteoporosi nei bambini. Rara e spesso asintomatica

Poco diffusa e qualche volta non riconosciuta dagli stessi medici, spesso deriva da altre patologie come celiachia, disturbi nutrizionali, paralisi muscolari e disturbi endocrini. Per arrivare alla diagnosi è necessaria la valutazione della densiometria ossea. Terapie: sì ai bisfosfonati, ma con cautela. I bambini soffrono già di osteoporosi? Purtroppo, sì. Un concetto strano per tante mamme, che vedono i primi anni di vita come l’immagine della salute. Fra l’altro, spiega il prof. Giuseppe Saggese, direttore della Clinica Pediatrica all’Azienda Ospedaliero-Universitaria Pisana e già Presidente della Società Italiana di Pediatria, non è nemmeno quantizzabile la sua incidenza proprio perché, soprattutto nelle fasi iniziali, non dà alcun disturbo. È molto spesso la conseguenza di altre malattie come l’artrite reumatoide, le leucemie, le affezioni tumorali. La terapie di oggi hanno allungato infatti il decorso di vita in questi pazienti e quindi si indaga anche sul versante del metabolismo dello scheletro.
Sottovalutata e trascurata - La frequenza dell’osteoporosi in età evolutiva non è nota con esattezza, probabilmente perché questa condizione non viene sufficientemente diagnosticata per le scarse conoscenze culturali da parte dei medici, per la difficoltà di eseguire accertamenti strumentali adeguati e per il fatto che la malattia può rimanere asintomatica per lungo tempo.

Conseguenza di altre malattie - Nella maggioranza dei casi l’osteoporosi si sviluppa come conseguenza di altre patologie o condizioni di fondo. In questi casi si parla di osteoporosi secondaria, ad esempio da scarso uso (in particolare si può sviluppare in bambini con paralisi muscolare), malassorbimento cronico, disturbi nutrizionali, alterazioni endocrine ecc. La celiachia, in particolare, ha diversi volti. Non più la tradizionale diarrea cronica, bensì un ritardo di crescita isolato un ritardo dello sviluppo puberale, un’anemia. Ma la celiachia può manifestarsi solo con osteoporosi per il ridotto assorbimento di vitamina D e calcio. Esistono comunque anche forme di osteoporosi cosiddette primarie, più rare, rappresentate essenzialmente da forme genetiche, come ad esempio l’osteogenesi imperfetta. Quando è lecito il sospetto - Il pediatra deve sospettare una condizione di osteoporosi in presenza di fratture ricorrenti (spontanee o conseguenti a traumi modesti), di dolori ossei (in particolare a livello della colonna vertebrale) e di deformità invalidanti esiti di fratture precedenti.
Ulteriori accertamenti - Per la diagnosi è necessaria l’esecuzione di esami ematici e di accertamenti strumentali, in particolare la misurazione dei valori della densità minerale ossea per mezzo della “densitometria ossea”. L’interpretazione delle indagini densitometriche deve essere affidata a personale con esperienza nella gestione dell’osteoporosi del bambino in quanto i valori di riferimento nel bambino sono completamente diversi da quelli dell’adulto. Deficit di calcio e vitamina D - Una volta diagnostica, l’osteoporosi deve essere opportunamente trattata. Il primo approccio, nelle forme secondarie, è quello di trattare adeguatamente la patologia di base che ha portato all’instaurarsi dell’osteoporosi. È importante, inoltre, correggere gli eventuali deficit di calcio e/o di vitamina D. A questo punto, se necessario, è possibile avvalersi dell’utilizzo di farmaci specifici per la cura dell’osteoporosi. Bifosfonati,ok….ma - In questi ultimi anni è stata acquisita una certa esperienza nell’utilizzo dei bisfosfonati, farmaci che agiscono inibendo i processi di riassorbimento osseo. I bisfosfonati devono essere utilizzati con molta prudenza e solo in casi accuratamente selezionati; la loro somministrazione deve sempre essere effettuata sotto stretto controllo medico. La diagnosi e la terapia dell’osteoporosi del bambino, pertanto, deve essere affidata a centri dalla provata esperienza nella gestione delle malattie del metabolismo osseo del bambino


Curare malati terminali accorcia la vita
Dato riportato in un seminario.

Chi assiste una persona in stato vegetativo ha un'aspettativa di vita di 7 anni inferiore alla media', afferma un medico fiorentino. Il medico, direttore di una unità operativa di riabilitazione neurologica, ha citato i dati di uno studio italiano nel corso di un seminario sulla fine della vita.


Tumore utero: vaccino a una bimba su 3
Proposto prezzo sociale per raggiungere anche altre fasce

Una bambina su tre si è già vaccinata contro il papillomavirus umano, principale responsabile del tumore al collo dell'utero. Ma la battaglia contro l'Hpv è lontana dall'obiettivo di immunizzare in 5 anni il 95% delle donne di quella età. Al giugno 2009 erano coperte il 34% delle ragazze nate nel '97 e il 26,7% nella 'coorte' di nascita '96. Diverse le politiche delle Regioni: Basilicata, Friuli, Piemonte, Toscana, Valle d'Aosta hanno introdotto più' coorti in offerta gratuita.
La gestione della pandemia: c’è bisogno di più trasparenza?
Questo è il titolo dell’audizione che si tenuta il 26 gennaio scorso presso l’Assemblea Parlamentare del Consiglio Europeo (PACE), organizzata dal Committee on Social, Health and Family Affairs. L’audizione è la risposta alla mozione di Wolfang Wodarg – ex Presidente della Commissione Sanità del Parlamento europeo – che ha chiesto un’indagine sulla gestione della pandemia da parte dell’OMS e sul ruolo dell’industria del farmaco nelle decisioni prese. Sul sito del Parlamento Europeo si può trovare tutta la documentazione dell’evento: dal video dell’udienza e della conferenza stampa, alla sintesi scritta delle relazioni di Wodarg, Fukuda (OMS), Hessel (European Vaccine Manufacturers), Keil (Professore dell’Università di Münster, Germania). La discussione, molto vivace, ha coinvolto i parlamentari di vari paesi europei e ha messo in luce una diffusa perplessità sui motivi del cambiamento della definizione della pandemia - che ha abbassato drasticamente la soglia della massima allerta mondiale - e sull’eventuale influenza dell’industria del farmaco. Tra le tante criticità sollevate, ci sono anche i conflitti di interesse degli esperti delle commissioni dei più alti livelli decisionali. Paul Flynn (parlamentare del Regno Unito) produrrà un resoconto della giornata per il Parlamento Europeo che valuterà se procedere con un’indagine ad hoc. Si tratta di un evento di particolare interesse, da seguire con attenzione.
Nel sito del Parlamento Europeo è presente la documentazione dell’audizione.
http://quaderniacpnews.blogspot.com/2010/02/la-gestione-della-pandemia-ce-bisogno.html


Il bisturi facile dei ginecologi italiani. Soprattutto nelle strutture private

Record di parti chirurgici nel nostro Paese: cesaree quattro nascite su dieci, un tasso quasi doppio rispetto al resto dell'Europa. Le cause? Disinformazione tra le donne, medici "pigri" e denaro facile...
Nel nostro Paese il ricorso alla parto con taglio cesareo ha raggiunto livelli allarmanti. Non che sia una novità, già nel '94, infatti, l'Italia era il secondo paese del mondo, dopo il Brasile, per numero di intervernti. Ma la situazione, anziché migliorare, è peggiorata: il rapporto "Osservasalute" rileva che la cifra è in continuo aumento, si è passati dall'11% del 1980 al 38,3% del 2008, quando il valore individuato dall'Organizzazione Mondiale per la Sanità come limite a garanzia del massimo beneficio per la salute di mamme e bambini è del 15% e la media europea si attesta intorno al 20-25%.
Come se non bastasse, ecco un'altro dato sospetto: si registra una spiccata variabilità su base interregionale, con percentuali tendenzialmente più basse nell'Italia settentrionale e più alte nel Sud, probabile indizio, afferma l'Istituto Superiore della Sanità, di "comportamenti clinico-assistenziali non appropriati". Indizi che vengono rafforzati se si considera che le percentuali più elevate di cesarei vengono registrate nelle case di cura private "convenzionate" rispetto agli ospedali pubblici e nelle strutture che assistono un basso numero di parti annui. Sulla base di queste considerazioni ci si chiede perché in Italia si faccia così frequentemente ricorso al parto cesareo. Le risposte sono molteplici, imputabili a diversi fattori.

Si comincia con  la gravidanza, che nel Belpaese, rispetto al resto d'Europa viene fortemente medicalizzata fin dall'inizio della gestazione, per numero di ecografie e consultazioni mediche. A ciò si aggiunge, sovente, una scarsa consapevolezza da parte delle donne, dovuta a una diffusa a disinformazione sul valore dell'esperienza del parto naturale, spesso offuscata dalla paura del dolore. Le lacune 'culturali' delle gestanti si estendono all'idea che il cesareo sia più sicuro per la salute della mamma e del neonato rispetto al parto vaginale; una credenza da sfatare se si considera in realtà che non esiste prova alcuna che l'intervento, in assenza di situazioni cliniche che ne giustifichino l’esecuzione, sia più raccomandabile. Anzi. Un altro fattore responsabile dell'aumento di interventi è da imputarsi, in alcuni casi, alla scarsa disponibilità del medico ad assumersi la responsabilità di seguire un travaglio naturale, che può durare svariate ore, rispetto alla "tempestiva praticità" offerta dal bisturi (un cesareo si risolve in 20 minuti circa). Last but not least si incontrano motivi economici e malcostume. Il parto cesareo, infatti, fa lievitare i costi del sistema sanitario. Come si legge su Giornalettismo: "Mediamente un parto cesareo costa quasi il doppio di un parto naturale. 5.000 euro e più, contro i 2.800-3.000 euro di un parto naturale. Quindi, più parti cesarei si traduce in più costi per il nostro Servizio sanitario. Ma, allo stesso tempo, vuol dire anche più introiti per le strutture private “convenzionate”.


Sì a famiglie atipiche
Studio Usa mette in dubbio convinzioni su figure parentali

Avere due figure genitoriali distinte per sesso non è indispensabile per la famiglia. Lo afferma uno studio Usa. Lo studio ha esaminato le ricerche in letteratura sulle famiglie formate da un solo genitore o da due dello stesso sesso. 'La convinzione che un bambino abbia bisogno di un genitore maschio e di una femmina -spiega una ricercatrice- è adottata acriticamente, ma non ci sono evidenze che il sesso dei genitori sia significativo per lo sviluppo psicologico'.


1 bambino su 10 “sente le voci”

Quasi il 10% dei bambini tra i 7 e gli 8 anni ha allucinazioni uditive, cioè “sente le voci”, ma la maggior parte di questa percentuale non vive questa esperienza con stress. Lo afferma uno studio pubblicato dal British Journal of Psychiatry.
I ricercatori olandesi dell’University Medical Center di Groningen coordinati da Agna A. Bartels-Velthuis hanno preso in esame 3870 alunni di scuole elementari della loro città: più del 9% ha riferito di aver sentito “voci che nessun altro può sentire” almeno una volta nell’anno precedente, ma solo il 15% di questi bambini ha ammesso che questa esperienza ha causato sofferenza, e solo il 19% ha dichiarato che le allucinazioni uditive hanno interferito con i normali pensieri. “Queste voci, queste allucinazioni uditive, sembrano avere un impatto minimo sulla vita quotidiana dei bambini”, spiega la Bartels-Velthuis, “e i genitori non devono preoccuparsi molto: nella maggior parte dei casi il fenomeno scomparirà dopo poco tempo. Il mio suggerimento è: rassicurate i vostri figli, osservateli da vicino ma non allarmatevi”. Avere allucinazioni uditive è un segnale di elevato rischio di schizofrenia in età adulta, ma nell’infanzia non è così: la grande maggioranza di chi soffre di allucinazioni uditive durante l’infanzia infatti non sviluppa una patologia mentale col passare degli anni.
Fonte: The British Journal of Psychiatry 2010; 196:41-46 doi: 10.1192/bjp.bp.109.065953


Bambini ambidestri: maggiori difficoltà di comportamento

I bambini ambidestri hanno più probabilità di sviluppare disturbi linguistici, comportamentali e scolastici: è quanto emerge dallo studio pubblicato su Pediatrics dai ricercatori dell`Imperial College London, in Inghilterra.
Gli studiosi hanno condotto la ricerca su 7.871 bambini, intervistati a 7-8 anni e, poi, a 15-16, fra i quali erano presenti 87 ambidestri. Al termine dell`esperimento è emerso che questi ultimi mostravano maggiori probabilità di soffrire, rispetto agli altri, di problemi comportamentali, scolastici e del linguaggio sia durante l`infanzia che nel corso dell`adolescenza.
"Lo studio - spiega Alina Rodriguez, ricercatrice dell`Imperial College London - suggerisce che alcuni bambini in grado di utilizzare entrambe le mani in modo indifferente avrebbero maggiori difficoltà in ambito scolastico e comportamentale. La spiegazione potrebbe essere ricercata in alcune differenze cerebrali, ma occorrono ulteriori ricerche per approfondirne la conoscenza".


Ue: meno infezioni da alimenti. In Italia la salmonellosi al primo posto

Diminuiscono le infezioni da cibo in Europa ma il loro numero rimane ancora troppo elevato: oltre 5.300 casi segnalati. Colpite 45.000 persone, con 32 morti. Nel 35% dei casi si è trattato di salmonella. Le fonti di epidemia più frequenti sono state le uova, uova (23%), seguite da carne di maiale (10%). In Italia la salmonellosi è al primo posto anche se la frequenza è in netto calo: 5,4 casi per 100.000 abitanti.


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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a cura di Irene Bruno e Alessandra Perco Haiti: quasi metà dei feriti sono bambini
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Il bisturi facile dei ginecologi italiani. Soprattutto nelle strutture private
Sì a famiglie atipiche
1 bambino su 10 “sente le voci”
Bambini ambidestri: maggiori difficoltà di comportamento
Ue: meno infezioni da alimenti. In Italia la salmonellosi al primo posto. Medico e Bambino pagine elettroniche 2010;13(2) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS1002_10.html

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