Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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Striscia... la notizia

a cura di Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Clinica Pediatrica, IRRCS “Burlo Garofolo”, Trieste
2Redazione di Medico e Bambino


In aumento le neomamme depresse
Le nascite e i parti stanno diventando più complicati
Disturbi del sonno nei bambini e negli adolescenti con nefropatia cronica non dipendente da dialisi
I tassi di stroke pediatrico potrebbero essere doppi prima di quanto gli USA stimano
"Ingaggiato dal Miur per essere imparziale e poi bersagliato da raccomandazioni...“
PPI nella prima infanzia
Ridurre le morti infantili per diarrea
Adozioni indipendenti, il modello americano
Allarme Avvocati: figure più preparate per sostenere i minori
Guatemala: SOS infanzia
Terapia comportamentale nell'autismo



Lo stress sarebbe responsabile del 70% delle patologie mortali
Università La Sapienza
Secondo un recente studio il 70% dei cittadini italiani morirebbe per malattie causate dallo stress. Queste le cifre della ricerca del Dipartimento di Studi Clinici dell'Università La Sapienza di Roma in collaborazione con l'Associazione italiana contro lo stress e l'invecchiamento cellulare (Aisic). A cercare di correre ai ripari sul piano della prevenzione sono gli stessi medici, che attraverso il presidente dell'Ordine di Roma, Mario Falconi, hanno proposto l'istituzione di una commissione permanente sullo stress. L'Aisic ha spiegato che tra le malattie generate dallo stress ci sono le patologie cardiovascolari, tumori, broncopolmonite cronica ostruttiva, cirrosi epatica e malattie intestinali. Oltre a mettere a rischio la vita dei cittadini, lo stress è anche causa di ipertensione, che colpisce il 25% degli italiani. L'inquinamento ambientale, tra cui quello acustico che agisce anche quando si dorme, è tra i principali fattori di rischio per la maggior parte della popolazione, visto che tre persone su quattro vivono in aree urbane e passano in media, in un anno, 500 ore nel traffico. Ma barricarsi in casa sarebbe peggio: negli ambienti chiusi - riferisce l'Aisic - l'inquinamento è sette volte superiore rispetto a quello esterno. L'associazione ha ricordato che un cittadino su tre è ansioso e uno si cinque si rivolge allo psichiatra. La depressione aumenta tra i più giovani e colpisce il 15-20% degli italiani, ma solo al 18% di questi viene fornita una terapia appropriata. È stato calcolato che il costo delle cure per malattie riconducibili a stress è stato, nell'ultimo anno, pari a più di metà della Spesa Sanitaria Nazionale. Secondo l'Oms, il solo costo economico fatto di giornate di lavoro perse a causa del disturbo da stress in Italia è di 5 miliardi di euro in un anno

IN AUMENTO LE NEOMAMME DEPRESSE
Congresso SIP
Aumentano le donne in gravidanza e le neomamme depresse, ed a rischio sono anche i bebè. A puntare i riflettori sul fenomeno sono gli psichiatri riuniti a Roma per il quarantacinquesimo Congresso nazionale della Società Italiana di Psichiatria (SIP). Il 10-20% delle neomamme va infatti incontro a depressione durante o dopo la gravidanza e da una ricerca condotta dall'Unità Operativa di Psichiatria dell'Università Tor Vergata di Roma su circa 400 pazienti con disturbi dell'umore, emerge che un terzo di loro ha avuto madri con depressione in gravidanza. I figli di mamme depresse inoltre, avvertono gli specialisti, manifestano più spesso problemi di linguaggio, difficoltà di sviluppo e sono loro stessi a rischio di problemi psichiatrici durante l'infanzia, l'adolescenza e l'età adulta. Da qui l'invito all'azione: tra gli obiettivi della Sip, infatti, anche quello di promuovere programmi di sostegno alle madri nei primi tempi dopo il parto attraverso personale qualificato. La depressione vera e propria colpisce tra il 10 e il 20% delle neo-mamme e la sua insorgenza può essere lenta e manifestarsi nell'arco dei primi mesi dopo la nascita già con conclamati e gravi quadri depressivi. Esistono campanelli d'allarme ben precisi che la donna stessa, ma soprattutto i suoi familiari, non dovrebbero trascurare: come l'estrema e immotivata preoccupazione per la salute del bambino, o la tendenza a trascurare se stessa e il bambino. In presenza di questi sintomi è opportuno chiedere aiuto a un medico specialista. Le donne più a rischio sono soprattutto quelle che hanno già sofferto di episodi depressivi ma sono in pericolo anche le ragazze giovani e sole

LE NASCITE E I PARTI STANNO DIVENENDO PIÙ COMPLICATI

Il numero di degenze di puerpere con parti e nascite non complicati è diminuito del 43% tra il 1997 e il 2007, passando da 544000 a 312000, secondo i dati rilasciati la scorsa settimana dall'Agency for Healthcare Research and Quality (AHRQ).
Questo calo è stato compensato da un significativo aumento del numero di ricoveri per complicanze. Durante questa decade, il numero di ricoveri ospedalieri per donne con pregresso taglio cesareo è aumentato del 107%, passando da 271000 a 562000; i ricoveri di donne con pressione alta tale da complicare la loro gravidanza o il parto sono aumentati del 28%, da 185000 a 235000; i ricoveri di donne con trauma perineale durante il parto è aumentato del 22%, da 713000 a 868000.
Anche le ospedalizzazioni dei neonati sono aumentate del 21%.
AHRQ News and Numbers. October 1, 2009.

DISTURBI DEL SONNO NEI BAMBINI E NEGLI ADOLESCENTI CON NEFROPATIA CRONICA NON DIPENDENTE DA DIALISI

Disturbi del sonno nei bambini e negli adolescenti con nefropatia cronica non dipendente da dialisi sono stati riscontrati in più di un terzo della popolazione in questo studio ed il tipo più comune è stato il restless leg syndrome (sindrome delle gambe senza riposo-RLS) e i movimenti parossistici delle gambe-PLM, l’insonnia e la sonnolenza diurna. I pediatri dovrebbero essere consapevoli dell'incidenza relativamente alta dei disturbi del sonno tra i bambini e gli adolescenti con nefropatia cronica. (Pediatria - lunedì 28 settembre 2009)
I TASSI DI STROKE PEDIATRICO POTREBBERO ESSERE DOPPI PRIMA DI QUANTO GLI USA STIMANO
Una nuova analisi che cercava sia i codici ICD-9 (International Statistical Classification of Diseases and Related Health Problems, 9th revision) ed i dati di imaging scopre che l'incidenza di stroke tra i bambini potrebbe quasi raddoppiare rispetto a quanto era stato riportato in precedenza.
L'incidenza di stroke in età pediatrica era stimata tra lo 0,54 e l'1,2 per 100000 bambini; secondo l'attuale ricerca, ottenuta da archivi radiologici, risulterebbe essere del 2,4 su 100000. Sembrerebbe che gli stroke avvenuti in epoca neonatale non vengono registrati come tali, ma come encefalopatie, epilessia, paralisi cerebrale...Inoltre, in questo studio sono stati valutati unicamente gli infarti ischemici e non quelli emorragici, l'incidenza di stroke potrebbe risultare ancora maggiore. L'unico studio prospettico volto a stimare l'incidenza di stroke pediatrico riporta una incidenza del problema ancora più alta (7,9 per 100000)

"INGAGGIATO DAL MIUR PER ESSERE IMPARZIALE E POI BERSAGLIATO DA RACCOMANDAZIONI..."
Un medico ricercatore statunitense denuncia un episodio di corruzione all'interno del sistema di valutazione del ministero dell'Università e della Ricerca
Contattato per la valutazione di alcuni progetti con la promessa del massimo riserbo ha invece ricevuto richieste di voti alti dagli interessati. E ha declinato l'incarico, "con disgusto"

ROMA - Claudio Fiocchi è un medico ricercatore nato a Roma, laureato in Brasile e residente da molti anni negli Stati Uniti. Per conto del ministero italiano dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca avrebbe dovuto dare il suo giudizio su un paio di progetti scientifici. E sulla base di questo giudizio il Miur avrebbe poi deciso se finanziarli o no. Ma il professor Fiocchi questo giudizio non se l'è sentita di darlo: pochi giorni dopo aver accettato l'incarico, gli sono piovute addosso insistenti richieste "di una decisione favorevole" e "del più alto voto possibile". Tentativi di raccomandazione, insomma. Malgrado la garanzia avuta dal ministero sul mantenimento del suo anonimato. Una storia "forse fin troppo comune da voi", commenta con amarezza Fiocchi. Ma per lui, che partecipa da tempo alla valutazione dei progetti dei National Institutes of Health Usa, sulla base dei quali vengono assegnati i fondi federali, queste pressioni non sono affatto normali, tanto che alla fine ha deciso di declinare l'incarico, "con disgusto", "ma anche con molta tristezza". E di raccontarlo a Repubblica: "Forse quando verrò in Italia molti colleghi non mi saluteranno. Ma molti mi diranno che ho fatto bene".

Fiocchi lavora come ricercatore nel campo delle malattie digestive al Cleveland Clinic Foundation Lerner Research Institute. "Per via della mia attività di base - spiega - da molto tempo sono coinvolto nel sistema "peer-review" dei National Institutes of Health, che assegnano i fondi del governo federale basandosi esclusivamente sul valore intrinseco delle proposte scientifiche, che sono esaminate da comitati composti da vari ricercatori, i "pari" della persona che richiede fondi per la ricerca. Inoltre, partecipo anche a "review systems" in vari altri Paesi, tra questi l'Italia". Nel luglio di quest'anno infatti il professor Fiocchi ha ricevuto dal Miur la richiesta di verificare la validità di alcuni progetti scientifici. "Le faccio notare che l'ultimo paragrafo di quest'invito - rileva il ricercatore - dichiara che il processo deve essere condotto in 'stretta confidenza' e che la persona che accetta di fare la valutazione deve aderire a 'principi di etica e confidenzialità'".

Giusto. Peccato che appena "una settimana dopo aver accettato di valutare uno dei progetti", racconta il professore, "ho ricevuto un paio di email da parte degli stessi ricercatori del progetto che avrei dovuto valutare, nelle quali dichiaravano che erano consapevoli del compito assegnatomi, e mi chiedevano non solo una decisione favorevole, ma anche il voto più alto possibile per garantire che ricevessero i fondi". Ma i ricercatori italiani vanno anche oltre, e cercano gli amici degli amici: "Passati pochi giorni un mio ex-fellow (allievo, ndr) italiano, che ha studiato nel mio laboratorio negli Stati Uniti, è stato contattato al telefono e sollecitato perché intercedesse presso di me".
A questo punto Fiocchi non ne può più: "Faccio questo lavoro da molti anni, e non mi era mai successo. Oltre che negli Stati Uniti ho lavorato per il Cile, l'Argentina, l'Australia". Così decide di scrivere al Miur per declinare l'incarico, spiegandone dettagliatamente le ragioni: "Avevo accettato di essere un valutatore di questo progetto - si legge nella lettera inviata il 5 agosto all'ufficio Prin del Miur - ma circostanze recentemente emerse mi forzano a lasciare l'incarico".
Il professore enumera i "contatti indesiderati", quindi conclude: "Considerando i conflitti di interesse ed i problemi etici creati da queste circostanze, non mi resta che rifiutare di valutare il progetto. Infine, devo confessare che è con disgusto ma anche molta tristezza che prendo questa decisione".
Una lettera amarissima. Che a tutt'oggi, oltre un mese dopo, non ha ricevuto alcuna risposta.

PPI NELLA PRIMA INFANZIA

Dopo l'immissione in commercio degli inibitori di pompa protonica (PPI), il loro uso è andato costantemente aumentando, sia nella popolazione adulta sia in quella infantile, malgrado la mancanza di evidenza sulla loro utilità nel reflusso esofageo del bambino. Con uno studio sponsorizzato dall'industria farmaceutica e realizzato in sedi internazionali, 162 bambini piccoli (età compresa tra 28 giorni e 12 mesi) affetti da malattia da reflusso sono stati randomizzati ad essere trattati per 4 settimane con una monodose giornaliera di lansoprazolo oppure con placebo.
In tutti i bambini i sintomi venivano registrati dai genitori su un diario e non erano stati ridotti dagli interventi non farmacologici messi in atto. Dopo 4 settimane non si è registrata differenza tra i due gruppi nell'outcome primario, stabilito nella riduzione di almeno il 50% del pianto correlato con il pasto (presente nel 54% dei soggetti di entrambi i gruppi). Anche gli outcome secondari hanno ottenuto la stessa frequenza, indipendentemente dal trattamento. L'unica differenza è stata rappresentata da una maggior frequenza di effetti collaterali anche gravi (infezioni delle basse vie respiratorie) nel gruppo trattato con il PPI (12% contro 2%).

Il commento a questo articolo:
La presenza o meno di reflusso esofageo dovrebbe essere dimostrata mediante accertamenti, soprattutto in questa fascia di età; pertanto i risultati negativi di questo studio devono essere presi con cautela. In ogni caso, questo studio (il più ampio nella sua categoria) dimostra che, qualora i PPI vengano utilizzati in età molto giovani in modo empirico, non funzionano. Se a questo fallimento aggiungiamo la maggior frequenza di effetti collaterali anche gravi, l'uso empirico di un PPI nei bambini piccoli deve essere proscritto.

RIDURRE LE MORTI INFANTILI PER DIARREA
Circa 1,5 milioni di bambini muoiono per diarrea ogni anno. Tuttavia, un trattamento salvavita semplice ed economico con ORS e pastiglie di zinco diminuisce la gravità e la durata dell'attacco di diarrea. Queste ed altre strategie preventive sono evidenziate in un nuovo rapporto UNICEF e OMS sulla malattia.
World Health Organization
Il report, Diarrhoea: why children are still dying and what can be done, scrive 7 punti ritenuti quelli essenziali per ridurre le morti da diarrea durante l’infanzia e una strategia preventive per assicurare risultato a lungo termine. I 7 punti sono:
  • fluidoterapia per prevenire la disidratazione;
  • zinco;
  • vaccinazione per rotavirus e morbillo;
  • promozione dell’allattamento al seno precoce ed esclusivo e supplementazione con vitamina A;
  • promozione del lavaggio delle mani con sapone;
  • migliorare qualità e quantità dell’acqua compreso il trattamento e la conservazione dell’acuqa nelle case
  • informazione sanitaria llargata.
Pediatria - venerdì 16 ottobre 2009


ADOZIONI INDIPENDENTI. IL MODELLO AMERICANO
Negli Stati Uniti le donne che non possono tenere con sé i propri figli possono scegliere la coppia a cui farlo adottare. Questo accade con le adozioni indipendenti, un servizio a pagamento gestito da un avvocato e un’agenzia come controparte. Un sistema legale e diffuso nella maggior parte dei 50 stati americani.
Ne abbiamo parlato con Micheal Goldstein, avvocato e padre adottivo, nonché consulente legale dell’agenzia “Forever Families Through Adoption”.
Che cos’è un’adozione indipendente?
Un’adozione indipendente è gestita da un avvocato e come controparte da un’agenzia. Le adozioni indipendenti sono legali nella maggior parte degli stati americani; ogni stato ha i propri regolamenti sul tema delle adozioni.
Come si svolge un processo di adozione indipendente?
Innanzitutto ci tengo a precisare che le famiglie che adottano con un’adozione indipendente accolgono bambini molto piccoli. In estrema sintesi l’iter è questo: gli aspiranti genitori adottivi incontrano il loro avvocato per capire come funziona il sistema poi la coppia fa sapere, attraverso internet o inserzioni sui giornali, che vuole adottare un bambino. Dall’altra parte, quando la madre biologica trova un annuncio di aspiranti genitori adottivi può chiamarli direttamente. Una volta avvenuto il primo contatto tra i genitori adottivi e la madre biologica, quest’ultima chiamerà l’avvocato. A questo punto si inserisce l’avvocato. La madre biologica esprimerà all’avvocato il suo interesse nei confronti dell’adozione e della futura coppia adottiva. L’avvocato manderà alcune informazioni alla donna come l’album contenente la storia della coppia, insieme a tutti i documenti degli aspiranti genitori adottivi. A questo punto la madre biologica può decidere se dare in adozione il proprio figlio. Una volta che il bambino è nato la madre firmerà il consenso per l’adozione, anche se esiste un periodo di tempo in cui la madre può decidere di revocare l’adozione. Nello stato di New York, per esempio, questo periodo è di 3 mesi.
Oltre ai costi dell’avvocato, quali altri costi ci sono per la coppia?
Dipende dallo stato, comunque la famiglia adottiva deve metter in conto anche i costi legati alla gravidanza e alle cure mediche della madre biologica. Questo viene deciso dal tribunale


ALLARME AVVOCATI: FIGURE PIÙ PREPARATE PER SOSTENERE I MINORI
Per il bene dei minori coinvolti nelle liti civili occorrono avvocati più preparati, deve essere garantita la tutela dell’anonimato e nessun tipo di coinvolgimento nei conflitti familiari. Sono queste alcune delle modifiche proposte dall’Unione camere minorili al codice deontologico forense per tutelare il benessere psico-fisico dei figli.
I rappresentanti di tutte le associazioni forensi che si occupano di diritto di famiglia, si sono riuniti nei giorni scorsi a Milano e hanno discusso di questo problema. Lo riporta oggi il quotidiano “Avvenire”.
La legge 149 del 2001, entrata in vigore nel luglio del 2007 dopo quattro proroghe, prevede per i procedimenti sulla potestà e sulla adottabilità l’assistenza legale del minore e dei genitori o degli altri parenti sino al quarto grado. Molti avvocati hanno pensato così di superare l’empasse del mercato dedicandosi a cause che riguardano i conflitti familiari. I procedimenti a cui ci si riferisce si svolgono davanti al Tribunale per i Minorenni in camera di consiglio e non trovano applicazione le regole del processo ordinario che garantiscono il contraddittorio delle parti e fissano i termini per gli adempimenti. In sostanza la presenza degli avvocati è obbligatoria per tutte le parti (genitori e figli), ma la legge non indica chi deve nominare l’avvocato del minore.Da qui l’esigenza di pensare perlomeno a regole di condotta che tengano conto della delicatezza della materia. Questa assenza di norme crea non poche difficoltà e incertezze.


GUATEMALA: SOS INFANZIA
I bambini del Guatemala stanno vivendo sulla loro pelle gli effetti del rafforzamento delle organizzazioni criminali. Nonostante la legge contro la tratta di esseri umani approvata dal Parlamento guatemalteco lo scorso marzo, sono ancora drammaticamente diffusi nel Paese gli episodi di traffici di minori; la denuncia arriva dall’agenzia di informazione americana CRIN – Child Rights International Network. Sarebbero 15mila i bambini e adolescenti vittime delle reti criminali.
La nuova legge aveva istituito un organismo governativo, il Segretariato contro lo Sfruttamento di Persone, proprio per sventare le organizzazioni criminali e dare assistenza ai minori vittime di traffici.
Tuttavia l’ente non è mai stato operativo a causa dei tagli del Governo ai finanziamenti. Città del Guatemala ha dovuto ridurre anche gli stanziamenti destinati agli agenti della Polizia preposti a controllare i traffici di minori. Ad oggi sono solo 10 nell’intero Paese. Del resto il Guatemala è il Paese dell’America Latina che più ha conosciuto crisi, ingiustizie e sviluppo disordinato negli ultimi anni. Il Paese vive essenzialmente di agricoltura e turismo. Troppo poco per i suoi 13 milioni di abitanti. Basta poi una stagione particolarmente arida perché anche gli alimenti base per la sopravvivenza divengano indisponibili: a causa della siccità, quest’anno il 36% del raccolto del mais e il 58% di quello di fagioli sono andati perduti. E così il 75% della popolazione vive sotto la soglia di povertà.

TERAPIA COMPORTAMENTALE NELL'AUTISMO

Negli USA viene calcolata in circa 1 su 150 la prevalenza dell'autismo, in cui gli interventi terapeutici ottengono purtroppo pochi risultati. Dal 1987 è stato consigliato un intervento comportamentale che possa insegnare ai bambini autistici ad ottenere piccoli e graduali miglioramenti. Adesso un gruppo australiano ha realizzato una metanalisi di studi randomizzati in cui tale approccio comportamentale è stato confrontato con altri tipi di interventi in età prescolare (dai 18 mesi ai 6 anni). Degli studi considerati, solamente 4 sono stati giudicati metodologicamente corretti e di campionatura sufficiente: in ognuno di questi studi l'approccio comportamentale è stato paragonato alle terapie abituali, concludendo che per quanto riguarda i progressi cognitivi, il linguaggio e i risultati comportamentali non si sono viste differenze tra le due proposte terapeutiche.
Il commento a questo articolo: Lo studio porta a risultati poco incoraggianti: il problema dell'autismo rimane grave e di difficile affronto, e solamente una grande esperienza del centro cui i bambini autistici devono essere affidati può portare a risultati tangibili.


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l’indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l’esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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a cura di Irene Bruno e Alessandra Perco Lo stress sarebbe responsabile del 70% delle patologie mortali
In aumento le neomamme depresse
Le nascite e i parti stanno diventando più complicati
Disturbi del sonno nei bambini e negli adolescenti con nefropatia cronica non dipendente da dialisi
I tassi di stroke pediatrico potrebbero essere doppi prima di quanto gli USA stimano
"Ingaggiato dal Miur per essere imparziale e poi bersagliato da raccomandazioni..."
PPI nella prima infanzia
Ridurre le morti infantili per diarrea
Adozioni indipendenti, il modello americano
Allarme Avvocati: figure più preparate per sostenere i minori
Guatemala: SOS infanzia
Terapia comportamentale nell'autismo. Medico e Bambino pagine elettroniche 2009;12(9) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS0909_10.html

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