Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

M&B Pagine Elettroniche

Striscia... la notizia

a cura di Irene Bruno1 e Alessandra Perco2
1Presidio Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di Pediatria
2Redazione di Medico e Bambino




Rimini: nelle scuole, menù BIO con prodotti di libera terra
Bioagricoltura Notizie

I prodotti delle terre liberate dalla mafia nelle mense delle scuole primarie riminesi. In seguito al recente affidamento del servizio di ristorazione scolastica nelle scuole primarie del Comune di Rimini alla ditta Gemeaz Cusin Ristorazione srl sarà possibile infatti, come richiesto nel bando di gara, utilizzare per una volta al mese pasta da agricoltura biologica proveniente dalle terre liberate dalla mafia. Il grano usato per produrre questa pasta è frutto del lavoro dei giovani delle cooperative sociali che coltivano le terre confiscate alla mafia e degli agricoltori siciliani che, conferendo il loro raccolto, ne sostengono il progetto. Grazie alle Cooperative ‘Placido Rizzotto' e ‘Lavoro e non solo' aderenti a Libera questi terreni, assegnati al Consorzio “Sviluppo e Legalità”, sono tornati fertili e produttivi dopo anni di abbandono, costituendo ora un'importante risorsa economica all'insegna della legalità. (Ansa.it per NEWSFOOD.com).
Bioagricultura Notizie] Anno VII, Numero 8, Venerdì 13 marzo 2009.

Gestione dei comuni avvelenamenti
American Family Physician
Nel numero di Marzo dell'American Family Physician vengono rivisitate le raccomandazioni pratiche per il trattamento dei comuni avvelenamenti dei bambini.
L'uffici antiveleni americano ha ricevuto più di 2,4 milioni di chiamate per avvelenamento nel 2003. La maggior parte degli avvelenamenti riguardavano ingestioni orali (76%), erano accaduti a domicilio (97%) ed erano accidentali (più dell'80%). I bambini sotto i 6 anni rappresentavano il 52% degli esposti, di questi il 38% erano bambini con meno di 3 anni.
Spesso la sostanza ingerita risulta essere non tossica. Il medico, a ogni modo, deve sempre avere a sua disposizione il numero del centro antiveleni e conoscere, in caso le prime misure di trattamento necessarie.
In caso di avvelenamento, inizialmente va fatta una rapida valutazione e stabilizzazione di vie aeree, respiro e circolazione, seguite, se necessario dall'adatta terapia specifica, quando necessaria.
Quello che il clinico deve saper riconoscere e trattare sono soprattutto le intossicazioni da paracetamolo, farmaci anticolinergici (dagli antistaminici agli psicofarmaci), anticoagulanti, farmaci per il cuore (Ca-antagonisti, beta-bloccanti, digossina….), alcuni funghi e organofosfati, agenti colinergici nicotinici come gli insetticidi, i salicilati, le sostanze simpaticomimetiche come caffeina, amfetamine, cocaina…

Gli esami di laboratorio nel sospetto di intossicazione inizialmente includono: dosaggio di bicarbonato, elettroliti, urea, creatinina (per valutare funzionalità renale o diselettrolitemie), la glicemia, un ECG per valutare eventuali cardiotossicità, il tempo di protrombina, la saturazione, i livelli di acetaminofene nel sangue e l'HCG in ragazze puberi.
Tranne per i casi più gravi, la decontaminazione gastrica (carbone attivo o lavanda gastrica) non sono più raccomandati di routine. Anche l'uso del proemetico ipecacuana non è più raccomandato.
Anche se un bambino con pochi sintomi può essere osservato a domicilio, alcuni tossici con lunga emivita possono richiedere una sorveglianza (per es. carbamazepina, sali di ferro, meprobamato, apirina o teofillina) più lunga.
Altri farmaci possono presentare un meccanismo di assorbimento ritardato, come gli anticoagulanti, gli inibitori delle monoaminossidasi, le sulfaniluree, gli ormoni tiroidei e le intossicazioni da funghi. Altri effetti tossici ritardati si possono avere da metabolici tossici come nel caso dell'acetominofene, l'acetonitrile, o il dapsone.
Le raccomandazioni cliniche specifiche, di evidenza C, sono le seguenti:
  • Dopo una possibile o certa ingestione di tossici i pazienti con sintomi respiratori, circolatori o neurologici devono essere trasportati in ambulanza in pronto soccorso.
  • Nel valutare un paziente con sospetta intossicazione, il clinico deve documentare età e sesso del paziente, tipo di probabile esposizione e tutte le medicine presenti a domicilio.
  • Un bambino asintomatico ma con probabile ingestione di tossici va monitorato comunque nel sospetto di reazioni tardive.
  • La lavanda gastrica è raccomandata unicamente entro 1 ora dall'ingestione e va fatta soltanto da medici esperti in questo settore.
  • Tranne se dato entro un'ora dall'ingestione, la somministrazione di carbone attivo non è indicata.
  • Lo sciroppo di ipecacuana non è più raccomandato.

Am Fam Physician 2009;79:397-403.

Sono i virus comuni a causare il diabete
BBC News Thursday, 5 March 2009.
Sono stati riscontrati segni di infezione da enterovirus nel tessuto pancreatico di più del 60% di bambini con diabete di tipo 1, ma in quasi nessun bambino senza questa malattia. Inoltre circa il 40% dei pazienti con diabete di tipo 2 presentava segni di infezione nelle cellule producenti insulina. Questo studio, pubblicato su Diabetologia, fa sorgere, ovviamente, la possibilità di pensare a un vaccino. Anche se è ben noto che esiste una genetica predisponente, possono comunque essere coinvolti importanti fattori ambientali. Questo studio è stato fatto grazie alla raccolta, durata 25 anni, di campioni di tessuto di bambini inglesi morti entro un anno dalla diagnosi di diabete di tipo 1. Il virus è stato trovato soprattutto nelle cellule producenti insulina. I ricercatori suggeriscono che nei bambini con predisposizione genetica per diabete tipo 1, l'infezione da enterovirus possa stimolare una reazione immune responsabile del processo di distruzione delle beta cellule.

Rifinire i trattamenti per i disturbi dell'alimentazione

I disturbi dell'alimentazione sono patologie che si presentano comunemente e hanno molte complicanze associate, compreso un alto tasso di suicidio. L'attenzione dello sviluppo delle terapie è stata posta sulla psicoterapia, in particolare sull'uso della terapia cognitiva-comportamentale (CBT). L'uso della CBT nella bulimia nervosa ha ricevuto un grado A di evidenza nelle linee guida del National Institute for Health and Clinical Excellence, sebbene abbia mostrato un'evidenza meno chiara, riguardo ai benefici, per l'anoressia nervosa.

La salute psichica del bambino: strumenti, metodi e obiettivi
Il 6 marzo, presso l'Auditorium Gaber del Palazzo Pirelli (Milano), si è tenuto il convegno “Dalla parte del bambino”, dedicato alla tutela della salute psichica del bambino e al benessere della sua famiglia, promosso dall'Istituto scientifico (IRCCS) “Eugenio Medea” di Bosisio Parini (Lecco) con la collaborazione del Centro nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie e con il patrocinio della SINPIA (Società Italiana di Neuropsichiatria dell'Infanzia e dell'Adolescenza). L'Istituto Eugenio Medea rappresenta la sezione di ricerca dell'Associazione “La Nostra Famiglia” ed è oggi l'unico istituto scientifico italiano riconosciuto per la ricerca e la riabilitazione nello specifico ambito dell'età evolutiva. La vasta rete dei centri dell'Associazione “La Nostra Famiglia” permette di attivare un osservatorio epidemiologico di grandi proporzioni: annualmente l'Associazione ha in carico oltre 20.000 pazienti. Secondo le rilevazioni eseguite dal Progetto Prisma, l'8,2% dei preadolescenti soffre di un disturbo mentale clinicamente diagnosticabile. In particolare, il 6,5% dei soggetti in età preadolescenziale presenta disturbi d'ansia e depressione, mentre l'1,2% manifesta disturbi “esternalizzanti” come i disturbi della condotta, l'ADHD o il Disturbo Oppositivo-provocatorio. Approfondiamo l'argomento con il Dottore Massimo Molteni, neuropsichiatra infantile, Direttore Sanitario dell'IRCCS Eugenio Medea, relatore al convegno “Dalla parte del bambino”.
Dottor Molteni, oggi il bambino è adeguatamente protetto? Viviamo in una società “dalla parte del bambino” o è necessaria una maggiore attenzione per la promozione della salute mentale in età evolutiva?
Il bambino non è per niente protetto: è coccolato, “viziato”, adultizzato, ma non c'è attenzione alla promozione della sua salute mentale. Il bambino ha bisogno di un sano rapporto “educativo”, ha bisogno di comunicazione chiara, semplice e coerente. Ma non può la famiglia metterlo in atto da sola, se il mondo sociale circostante agisce in direzione opposta.

Proteggere l'infanzia e la preadolescenza vuol dire in modo univoco tutelare la struttura e il benessere della famiglia?
Tutti i lavori epidemiologici sottolineano come la “scarsa capacità educativa” familiare sia un importante fattore di rischio nei disturbi “esternalizzanti”, così come i conflitti familiari, di cui il divorzio è spesso l'epifenomeno più grave e clamoroso, sono un altro fattore di rischio, specie per i problemi di natura ansioso-depressiva. Dovrebbe essere scontato “investire” sulle famiglie, non solo con politiche economiche e sociali, ma anche aiutando a sviluppare adeguate competenze genitoriali e relazionali prima che le giovani coppie inizino la convivenza: la famiglia mononucleare ha interrotto la comunicazione intergenerazionale delle attitudini genitoriali.
Quali interventi preventivi suggerisce per contrastare l'insorgenza del disagio e della sofferenza nei soggetti più vulnerabili (geneticamente e/o socialmente)?
La ricerca ci sta aiutando a individuare gli ambiti socio-familiari più a rischio, su cui agire con interventi prevalentemente di sostegno sociale e educativo. In generale dovrebbe essere ripensata l'offerta di ambiti ricreativi per i bambini e della stessa scuola: non è però la quantità di servizi a essere primariamente importante, ma la coerenza tra questi e il modello sociale. Se le agenzie educative propongono modelli teoricamente corretti, ma non coerenti con i modelli sociali in essere, i bambini subiscono negativamente questa contraddizione e nei soggetti più fragili, si genera la sofferenza. Tuttavia, se i modelli sociali prevalenti sono pericolosi per lo sviluppo del bambino, come è possibile costruire un intervento educativo coerente?
Quanto è importante il ruolo della scuola e del contesto sociale di appartenenza nella valutazione dei bisogni del bambino?
Il luogo naturale di valutazione è la famiglia: scuola e contesto sociale sono validi partner, che però non possono sostituirsi a essa.
È possibile la diagnosi clinica in neuropsichiatria infantile?
Non solo è possibile, ma deve essere fatta, utilizzando strumenti e metodologie adeguate. Troppe volte si confonde la valutazione relazionale con la diagnosi clinica: sono due prassi diverse con finalità diverse. La diagnosi è il momento fondamentale per definire le strategie di aiuto più consone individuando i bambini che presentano una sofferenza psichica clinicamente evidente. La valutazione relazionale può essere utile per “personalizzare” la terapia più adeguata, evidenziando i punti di forza su cui agire.
Quali modelli organizzativi possono risultare più efficaci sia nel campo dell'intervento che della prevenzione?
Sono necessari servizi territorializzati, integrati con le varie agenzie educative: nulla vieta però che si usi il web per comunicare e sviluppare interventi di supervisione a distanza. Inoltre i servizi territoriali se non sono “aiutati” a entrare in relazione sistematica con centri di riferimento sovra zonali, essenziali per ragioni epidemiologiche per gestire la salute mentale in età evolutiva, si isteriliscono e diventano incapaci di ogni azione: oggi sono insufficienti sia gli uni che gli altri e per di più si continua a teorizzare l'autoreferenzialità dei vari servizi territoriali. Il web (web counseling, un esempio di piattaforma informatica a supporto della rete dei servizi), potrebbe essere uno strumento utile per modificare l'organizzazione: uso di strumenti di valutazione on line, scambio di documenti, condivisione di novità scientifiche e forum dedicati per costruire una comunità di professionisti orientata al paziente; non dovrebbe essere né difficile, né particolarmente costoso.
Quali problemi etici pone la ricerca scientifica in neuropsichiatria infantile?
Grossi problemi: il bambino non è in grado di scegliere e quindi la sperimentazione deve essere valutata con maggiore attenzione, per evitare sia i rischi che l'uso strumentale dei minori. E questo è vero anche per confrontare modelli di riabilitazione o psicoterapia. A maggior ragione per la sperimentazione farmacologica. In questo campo è necessario evitare la demonizzazione: si finisce per lasciare i minori senza farmaci specifici adeguatamente sperimentati. Bisogna però smettere di immaginare che l'unica ricerca debba essere “farmacologica”: per la salute mentale dell'età evolutiva i farmaci hanno e avranno un ruolo marginale.

Condanna contro Nestlè e Tetrapack per il latte per bambini contaminato

«La commercializzazione del “prodotto inquinato” comporta una responsabilità di natura contrattuale»
Milano - In Italia è arrivata la prima sentenza, emessa dal giudice Salvatore Fisichella, di condanna della multinazionale del latte Nestlè e delle multinazionali di confezionamento TetraPack. Si tratta di una importante vittoria del Codacons della Sicilia, che aveva sollevato il caso del latte per bambini contaminato da sostanze chimica. Il segretario nazionale dell'associazione dei consumatori, Francesco Tanasi ha commentato che anche contro colossi internazionali, difesi da primari studi legali italiani, è possibile ottenere giustizia. «La vittoria del Codacons in Sicilia contro la Nestlè e le TetraPack- spiega Tanasi- essendo la prima in Italia servirà a fare giurisprudenza in una controversia che appariva ai più persa in partenza proprio per la notevole differenza di forze in campo».
La vicenda - La sentenza ha riguardato il noto caso del latte prodotto dalla Nestlè Italiana SpA in TetraPack, NIDINA 1 e NIDINA 2 e successivamente MIO sequestrato in data 22 novembre 2005, dal Corpo Forestale dello Stato, in esecuzione dell'ordinanza della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno, in circa 30 milioni di litri di latte per bambini della Nestlè: «Mio», «Mio Cereali», «Nidina 2», con scadenza settembre 2006, «Nidina 1», quest'ultimo con scadenza maggio 2006, venduti nei supermercati, negozi e farmacie. La misura precauzionale del sequestro era stata disposta a seguito dei risultati delle analisi effettuate dall'Arpa - Agenzia Regionale per la Protezione Ambientale della Regione Marche, successivamente a un primo sequestro di due milioni di litri di latte, riguardante solamente la qualità «Mio» e «Nidina 2», avvenuto il 9 novembre. Tali analisi accertarono, in tutte le confezioni in scadenza a maggio/settembre 2006, l'alterazione del latte e la presenza di tracce di un componente chimico, identificato come IsopropilThioXantone (ITX), utilizzato come fotoiniziatore di inchiostri nella fabbricazione di imballaggi, nelle confezioni in TetraPak a stampa off-set.
Contaminazione del cartone - Il Corpo Forestale dello Stato ha chiarito che l'isopropylthioxanthone è un fissativo usato nella stampa tipografica per polimerizzare gli inchiostri; esso si fissa una volta esposto a raggi ultravioletti. Pertanto, accade che i fogli stampati si sono «sporcati» con questa sostanza, causando la contaminazione del lato del cartone che finisce a contatto col latte e si presume che il problema si sia creato proprio nella fase di polimerizzazione. In pratica il predetto componente aveva contaminato gli alimenti contenuti negli involucri. I genitori di due bambine, che avevano consumato il latte in questione si rivolsero al Codacons per la tutela dei loro diritti e per chiedere al giudice il risarcimento del danno.
La condanna - Il giudice di pace di Giarre (Catania) ha stabilito che «la commercializzazione del “prodotto inquinato” comporta una responsabilità di natura contrattuale ed extracontrattuale in quanto si profila non solo una ipotesi di inadempimento contrattuale ma anche una ipotesi di responsabilità per il danno alla salute che la commercializzazione comporta». E ancora, continua il giudice: «Nello specifico gli attori hanno fornito prova idonea che a seguito dell'acquisto del latte Nestlè e della somministrazione dello stesso alle proprie figlie, subirono un danno di natura psicologica determinato dal turbamento e dalla preoccupazione che la prole possa essere contaminata a causa della sostanza “inquinante”. Nello specifico il giudice ha condannato la Nestlè Italiana SpA, la Tetra Pack International SA e la Tetra Pack Hispania SA, in solido tra loro, al pagamento a favore dei genitori delle piccole che avevano utilizzato il prodotto alimentare adulterato sia del danno patrimoniale che del danno non patrimoniale nonchè al pagamento delle spese legali.

Breast-Feeding may reduce risk for SIDS by Half Throughout Infancy


L'allattamento al seno reduce il rischio di morte improvvisa (SIDS) del 50% a tutte le età dell'infanzia, secondo uno studio pubblicato a marzo su Pediatrics.
Obiettivo dello studio era di valutare l'associazione tra alimentazione del bambino e SIDS.
Sono stati appaiati 333 bambini morti per SIDS con 998 bambini controllo. L'allattamento materno esclusivo all'età di due settimane era presente nel 49,6% dei bambini che avevano avuto la SIDS e nell'82,9% dei bambini controllo.
L'allattamento al seno esclusivo all'età di un mese è risultato associato a un dimezzamento del rischio SIDS. Per questo motivo lo studio conclude di inserire nelle raccomandazioni contro la SIDS l'allattamento al seno.
Pediatrics. 2009;123:e406-e410.

Amici a quattro zampe, i consigli ai bambini

Il ministero del Welfare fornisce alcune semplici regole per imparare a comunicare con il cane. Le ‘dritte' anche per i più grandi.
- Il cane comunica con la coda, le orecchie, lo sguardo, la postura e i vocalizzi. Con ogni suo gesto esprime qualcosa e può interpretare i gesti e il comportamento dei bambini in modo diverso. Il ministero del Welfare fornisce alcuni semplici consigli rivolti ai bambini per imparare a comunicare con il cane e per diventare ‘amici'.
Ecco le regole, dettate come se fosse l'animale a parlare al piccolo padrone:
1) Rispettami, parlami in modo calmo, lasciati annusare, accarezzami dolcemente. Non tirarmi la coda o le orecchie.
2) Non disturbarmi mentre sto mangiando, quando sono legato o quando sono con i miei cuccioli. Ricorda che quando sono nella macchina del mio proprietario, non voglio che nessuno si avvicini.
3) Evita di guardarmi dritto negli occhi se non mi conosci perché potrei sentirmi minacciato e reagire in modo scortese.
4) Se mi sto azzuffando con altri cani non provare a separarci, ce la sbrighiamo da soli.
5) Chiedi il permesso al mio proprietario prima di accarezzarmi.
6) Se voglio un oggetto che hai in mano (gioco, biscotti), lascialo. Resta immobile e attendi che mi allontani.
7) Prima di accarezzarmi, chiamami con il mio nome; se non mi avvicino lasciami in pace, ho altro per la testa.
8) Quando ringhio o mostro i denti nel momento in cui mi accarezzi, sarà meglio per te che avverti un adulto. Ma soprattutto non disturbarmi e allontanati con calma senza correre.
9) Infine, quando corro verso di te fermati anche se sei spaventato, porta le braccia lungo il corpo e guarda per aria rimanendo in silenzio, altrimenti mi verrà voglia di rincorrerti.

Anche gli adulti, se non sanno come approcciarsi correttamente a un cane, possono rischiare un morso. E sono comunque i soli a poter prevenire aggressioni nei confronti dei bambini. Ecco dunque le regole che valgono per i più grandi:
1) Un adulto deve sempre vigilare in modo attivo sull'interazione tra cani e bambini.
2) Gli adulti devono considerare con serietà ogni segno di disagio o aggressività e chiedere aiuto a un medico veterinario comportamentalista.
3) Non sottovalutare mai i segnali di minaccia: il ringhio è il primo e il più frequente di questi segnali. In caso, chiedere aiuto allo specialista.
4) Quando invitiamo persone ospiti in casa nostra, assicuriamoci di controllare adeguatamente il nostro cane.
5) Se il nostro cane è di temperamento territoriale o ‘guardiano' non lasciare mai le porte socchiuse né per uscire sul pianerottolo né per uscire dal giardino.
6) Se sulla strada si sta avvicinando un cane minaccioso, fermarsi e restare immobili senza guardarlo né parlargli.
7) Non mettere le mani nei cancelli o nelle auto se dentro c'è un cane, anche se sembra dormire o guardarci con scarso interesse.


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a brunoi@burlo.trieste.it; alessandra.perco@gmail.com.

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a cura Irene Bruno e Alessandra Perco La salute psichica del bambino: strumenti, metodi e obiettivi
Condanna contro Nestlč e Tetrapack per il latte per bambini contaminato
Breast-Feeding may reduce risk for SIDS by Half Throughout Infancy
Amici a quattro zampe, i consigli ai bambini '> Rimini: nelle scuole, menų BIO con prodotti di libera terra
Gestione dei comuni avvelenamenti
Sono i virus comuni a causare il diabete
Rifinire i trattamenti per i disturbi dell'alimentazione
La salute psichica del bambino: strumenti, metodi e obiettivi
Condanna contro Nestlč e Tetrapack per il latte per bambini contaminato
Breast-Feeding may reduce risk for SIDS by Half Throughout Infancy
Amici a quattro zampe, i consigli ai bambini . Medico e Bambino pagine elettroniche 2009;12(3) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS0903_10.html

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