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a cura di Irene Bruno
Presidio Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di Pediatria
Indirizzo per corrispondenza: irene.bruno@tele2.it
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AIFA: qualche precisazione

In questi giorni si è abbattuta una tempesta sull'Agenzia Italiana per i Farmaci (AIFA) creando disorientamento nella gente. È utile fare alcune precisazioni visto che l'informazione è stata molto approssimativa e spesso non veritiera.
1. Occorre tener distinti due aspetti: uno si riferisce a un'accusa di corruzione a carico di un funzionario dell'AIFA che non è il numero due dell'Agenzia come erroneamente e ripetutamente riportato, ma il sostituto del delegato italiano presso l'Agenzia europea del farmaco (EMEA). L'altra si riferisce al responsabile dell'Agenzia e riguarda aspetti di tipo amministrativo che non hanno nulla a che fare con la corruzione.
2. I mass-media hanno riportato come capo di imputazione per l'AIFA la dizione “disastro colposo”. Si tratta di un allarme ingiustificato perché se esistono farmaci dannosi è necessario dire quali sono e soprattutto procedere al loro ritiro dal commercio. La Commissione attivata dal Ministro del Welfare ha ritenuto che non vi siano preoccupazioni per la salute pubblica. Va ricordato che non esistono farmaci innocui: tutti hanno in varia misura accanto agli effetti benefici anche effetti tossici.
3. È stata riportata all'attenzione del pubblico la nimesulide. Occorre chiarire che il mantenimento in commercio di questo farmaco non dipende dall'AIFA, ma dall'EMEA che ha ritenuto favorevole il rapporto beneficio-rischio purché si limitino le dosi e i tempi di trattamento. Il membro italiano all'EMEA (uno dei trenta) non è un dipendente dell'AIFA ma un esperto nominato dal Ministro della Salute.
4. L'accostamento fra l'era Poggiolini e l'attuale direzione dell'AIFA è improponibile. Dopo Poggiolini la CUF ha cancellato dal Prontuario Farmaceutico Nazionale circa 2 miliardi di euro di fatturato dovuti a farmaci inattivi o con scarsa documentazione scientifica. L'AIFA, unica agenzia in Europa, nel 2007 è riuscita a ridurre la spesa dei farmaci del 6 per cento pur migliorando il livello di assistenza farmaceutica dell'anno precedente. Fra l'altro, grazie alle negoziazioni dell'AIFA, i prezzi dei farmaci rimborsati dal Servizio Sanitario Nazionale sono mediamente inferiori di circa il 15% rispetto agli altri Paesi europei. I farmaci di fascia C hanno invece un costo superiore rispetto a quello degli altri Paesi europei perché la legge impedisce all'AIFA di controllarne la dinamica.

Silvio Garattini
Direttore Istituto di Ricerche Farmacologiche “Mario Negri”


Abusi sessuali su minori da parte delle forze di pace Onu e di operatori umanitari

Casi di abusi e sfruttamento sessuale di minori, anche di sei anni, da parte della forze ONU di peacekeeping e operatori umanitari, continuano a verificarsi in paesi in emergenza e sono sottostimati e poco documentati anche a causa della paura delle vittime di parlarne e denunciarli.
È quanto emerge dal nuovo Rapporto di Save the Children “Nessuno a cui dirlo”: una ricerca qualitativa frutto di interviste, gruppi di discussione e incontri che hanno coinvolto bambini, bambine, operatori umanitari, personale delle missioni ONU di peacekeeping, addetti alla sicurezza, in nazioni in situazioni di emergenza o post conflitto. La ricerca segue di 2 anni uno studio analogo condotto in Liberia da Save the Children.
“Nonostante le recenti dichiarazioni di impegno a risolvere il problema da parte dei governi e delle organizzazioni internazionali”, commenta Valerio Neri, Direttore Generale di Save the Children Italia, “il nostro rapporto documenta come abusi nei confronti di minori permangano e continuino in paesi e aree in emergenza e come queste situazioni restino per lo più sommerse. È necessario fare molto di più affinché i bambini non continuino a soffrire in silenzio e siano invece incoraggiati e aiutati a denunciare quanto hanno subito”.
La paura di parlare è ancora molto forte, emerge infatti con evidenza dalla ricerca di Save the Children. I bambini temono che, se parlano, l'abusante possa cercarli e fare loro del male, che le agenzie umanitarie smettano di dare loro gli aiuti, temono di essere stigmatizzati ed emarginati dalle famiglie e comunità o addirittura puniti.
“Tutto questo ci lascia intendere”, continua il Direttore Generale di Save the Children, “che per ogni abuso identificato ce ne sono probabilmente molti che rimangono nascosti e sconosciuti”.
Le persone non parlano perché hanno paura che poi le agenzie non lavoreranno più qui e noi abbiamo bisogno di loro, dichiara un ragazzo del Sud Sudan.
Sono prevalentemente orfani, o separati dai genitori, o con famiglie che dipendono dagli aiuti umanitari - secondo il dossier di Save the Children - i bambini vittime degli abusi da parte di adulti che lavorano per la comunità internazionale. Spesso i minori sono indotti a subire gli atti sessuali in cambio di cibo, soldi, sapone, in rari casi di beni “di lusso” come il cellulare. A prevalere per numero sono le bambine rispetto ai maschi e l'età media delle vittime è di 14-15 anni, anche se il rapporto attesta di abusi anche ai danni di bambini di 6 anni.

Per fare fronte al problema, Save the Children fa tre raccomandazioni che al momento sono all'attenzione della task force ONU sulla Protezione dallo sfruttamento e abuso sessuale:
  • la realizzazione da parte delle Nazioni Unite di un efficace meccanismo di denuncia su base locale, in quei paesi dove vi è una significativa presenza di personale internazionale, cosicché i bambini e/o i loro genitori sappiano come denunciare gli abusi subiti e siano prese misure immediate e risolutive nei confronti di chi li commette;
  • l'istituzione di una figura di controllo, a livello globale, un “global watchdog”, che monitori gli sforzi delle agenzie internazionali nel contrasto agli abusi e promuova le risposte più efficaci su questo fronte;
  • l'incremento degli investimenti destinati a risolvere alle radici il problema, attraverso per esempio riforme legislative, campagne di sensibilizzazione dell'opinione pubblica, lo sviluppo di sistemi nazionali di protezione dell'infanzia.



Infanzia, Italia: politiche, strumenti e risorse contro povertà e discriminazioni ai danni dei minori

  • Il 24% dei minori italiani, quasi uno su quattro, è esposto a rischio di povertà.
  • Sono circa 900.000 i giovani che abbandonano prematuramente gli studi.
  • Permangono, sebbene continuino a rimanere sommersi, fenomeni di sfruttamento e abuso, quali lavoro minorile, prostituzione e pedo-pornografia on line.
  • C'è una tendenza a utilizzare la detenzione preventiva per i minori, in particolare per quelli stranieri, e a non rispettare le misure di protezione previste per i quelli che vengono ascoltati in un processo.

Sono alcuni problemi che emergono dal 4° Rapporto su “I diritti dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia”, dossier sulla condizione dei minori nel nostro paese e sul grado di rispetto della Convenzione ONU sui Diritti dell'Infanzia e dell'Adolescenza (CRC) presentato oggi alla vigilia dell'anniversario della ratifica della Convenzione da parte dall'Italia, avvenuta il 27 maggio 1991. Il rapporto è stato redatto dal Gruppo CRC composto da 73 organizzazioni e associazioni, coordinato da Save the Children Italia. Il dossier identifica tra le sue raccomandazioni l'adozione di un Piano Nazionale Infanzia, la non più rinviabile istituzione di un Garante nazionale per l'Infanzia e l'Adolescenza, politiche e risorse espressamente destinate alla tutela dei minori, soprattutto a quelli che vivono in situazioni d'indigenza, sfruttamento, sottoposti a varie forme di violenza o discriminazione, come i minori stranieri o quelli che fanno parte di minoranze.
“L'attività di monitoraggio che abbiamo condotto nel corso di quest'anno fornisce una chiara fotografia sulle necessità e i problemi dell'infanzia nel nostro Paese, sull'attuazione o la violazione dei diritti dei bambini/e e degli adolescenti presenti in Italia” commenta Arianna Saulini, Coordinatrice del Gruppo per la Convenzione sui Diritti dell'infanzia e dell'Adolescenza (Gruppo CRC). “Il rapporto tuttavia non vuole essere solo un momento di denuncia sulle carenze del nostro sistema, ma anche un utile strumento di lavoro per coloro che nella nuova legislatura saranno responsabili delle politiche dell'infanzia e dell'adolescenza in Italia, nell'ottica del consolidamento del confronto istituzionale avviato negli scorsi anni e volto ad migliorare l'attuazione dei diritti garantiti dalla Convenzione”.


Myanmar, l'UNICEF accoglie con soddisfazione la decisione del Governo birmano di aprire agli aiuti

Sono ancora moltissimi i bambini che in Myanmar hanno bisogno di aiuti salvavita, a tre settimane di distanza dal ciclone Nargis.
L'UNICEF accoglie con soddisfazione la promessa del Governo birmano di facilitare la consegna degli aiuti nelle aree del disastro, dove le ultime stime indicano in 2,5 milioni le persone colpite, il 40% dei quali sono bambini.
Il Governo del Myanmar ha acconsentito all'invio di operatori umanitari internazionali nelle aree disastrate - indipendentemente dalla loro nazionalità - e ad espletare con maggiore rapidità le procedure necessarie per i visti.
Le autorità stanno inoltre considerando di garantire nelle aree colpite il permesso di allestire basi per lo stoccaggio degli aiuti e per la logistica, nonché l'ulteriore dispiegamento di elicotteri e battelli.
Con tali garanzie per l'accesso al personale internazionale, l'UNICEF conta di velocizzare sensibilmente le operazioni di raccolta dati sulle condizioni di donne e bambini.
Centinaia di missioni esplorative e di soccorso sono già nelle aree devastate dal ciclone, distribuendo kit con aiuti salvavita, teli impermeabili per allestire ripari d'emergenza, compresse per la potabilizzazione dell'acqua, medicine, zanzariere ed altri generi di prima necessità. In molte delle aree che accolgono popolazioni sfollate l'UNICEF ha inoltre allestito diversi “spazi a misura di bambino”, luoghi protetti in cui i bambini ricevono cibo, acqua potabile, vaccinazioni ed assistenza. Tra le priorità dell'UNICEF vi è inoltre riportare al più presto possibile i bambini a scuola, un passo fondamentale per aiutarli a riprendersi dal trauma subito e migliorare la qualità della loro vita. “Prima riusciamo a rendere operative le strutture scolastiche e gli “spazi a misura di bambino”, più facilmente riusciremo a migliorare la condizione dei bambini”, ha affermato Anupama Rao Singh, direttore dell'Ufficio regionale dell'UNICEF per l'Asia orientale e il Pacifico, in missione tra il 23 e il 27 maggio nelle aree dell'Irrawaddy colpite dal ciclone Nargis. Per rendere ciò possibile, l'UNICEF sta inviando via mare kit scolastici e ricreativi, dal momento che l'anno scolastico, previsto per il 1° giugno, non avrà inizio in questa data per la maggior parte dei bambini delle zone disastrate. Fin dai momenti immediatamente successivi il disastro, l'UNICEF ha fornito varie tipologie di aiuti sanitari, per l'acqua e l'igiene, l'istruzione.
Prima dello scoppio dell'emergenza, l'UNICEF era già presente in Myanmar con 130 operatori umanitari, un ufficio centrale e 9 uffici distaccati sul campo.


Bibite inadeguate a reidratare

I ricercatori britannici del Watford General Hospital, nell'Hertfordshire, hanno smentito il luogo comune che consiglia di idratare i bambini che soffrono di vomito o diarrea con bibite gasate appositamente sgasate. “Quando i bambini vanno incontro a disidratazione, in caso di attacchi di diarrea o vomito acuti - spiegano sugli Archives of Disease in Childhood - non ci sono alternative alle soluzioni orali tradizionali, che contengono un bilanciato contenuto di sali e zuccheri, indispensabile a ristabilire chi ha perso molti liquidi”. Dunque non ha alcun fondamento scientifico l'alternativa comune a base di bibite gassate tradizionali a cui è stata eliminata un po' di anidride carbonica. “Contengono troppi zuccheri e pochi sali minerali, rispetto ai drink pensati proprio per reidratare”, aggiungono i medici che lavorano al dipartimento di emergenza dell'ospedale britannico. Vista l'assenza di studi scientifici in merito i ricercatori si sono affidati alle indicazioni contenute sulle etichette e le hanno confrontate con le raccomandazioni suggerite OMS, che ha fissato il contenuto di sali e zuccheri ideale per reidratare. È ovviamente emersa una forte inadeguatezza.


Il vaccino vince l'epidemia

I casi di morbillo registrati nelle ultime settimane in Liguria sono 56, altri casi sono comparsi anche nel basso Piemonte e la Toscana, ma già a dicembre dello scorso anno altre segnalazioni arrivavano dall'Emilia Romagna dalla Lombardia, e dalla Puglia. Anche se i casi di morbillo registrati in 31 Stati europei nel 2007 sono stati complessivamente il 53% in meno, rispetto al 2005 e al 2006, in molti Paesi, tra cui l'Italia, l'incidenza della malattia rimane elevata. “Per questo motivo è importante diffondere ulteriormente la vaccinazione, come stabilito dal Piano Stato Regioni per l'eliminazione del morbillo e della rosolia congenita del 2003 - sottolinea Fabrizio Pregliasco, virologo del Dipartimento di Sanità Pubblica, Microbiologia, Virologia dell'Università di Milano - Solo arrivando a una copertura vaccinale della popolazione superiore al 95% è possibile tenere sotto controllo la malattia e prevedere una sua eliminazione”. La vaccinazione contro il morbillo è associata a quella contro la rosolia e la parotite (vaccinazione trivalente) ed è eseguita in un'unica iniezione nel braccio e prevede due dosi. Più dell'80% dei bambini sottoposti alla vaccinazione trivalente non ha effetti collaterali. Il vaccino non provoca encefalite o meningite, conclude Pregliasco, “Anche i dubbi sulla correlazione tra vaccinazione trivalente e comparsa dell'autismo sono stati del tutto fugati”.


Senza un genitore si impara meno

I disturbi dell'apprendimento rappresentano un problema ad altissima frequenza di segnalazione all'inizio della vita scolastica. E non è un caso che adulti deviati socialmente o con turbe psichiatriche maggiori siano stati bambini con disagi scolastici. Tra le ipotesi di possibili cause, è stata esplorata l'eventualità che una separazione dai genitori, non necessariamente a causa di un divorzio, aumenti le difficoltà di apprendimento. Un fatto già evidente, dicono i ricercatori, quando il bambino è ancora alla scuola materna. E se molto è noto sugli effetti della separazione sulla vita emotiva, meno (a oggi) si sa degli effetti prodotti a livello scolastico. Un nuovo studio, pubblicato sulla rivista Ambulatory Pediatrics, ha preso in considerazione 1619 bambini tra i 4 e i 6 anni residenti a Rochester ed entrati alla scuola materna nel 2003, cerca di ovviare alla lacuna. L'indagine ha rilevato che il 18% dei bambini era rimasto separato da un genitore per oltre un mese prima di cominciare la vita scolastica e i bambini che avevano vissuto un'esperienza simile erano risultati peggio degli altri nella capacità di apprendere nuovi compiti e nell'alfabetizzazione, non invece nel linguaggio e nella capacità di discorso.


Bambini e occhiali, un binomio vincente

Come convincere un bambino che non vede bene a indossare gli occhiali? Basta dirgli che i suoi compagni di scuola e i suoi amichetti lo troveranno estremamente più intelligente e brillante, parola di scienziati. È emerso infatti da uno studio della University of Ohio, che il quattrocchi è molto apprezzato dai suoi coetanei e che gli occhiali non influenzano l'opinione dei bambini rispetto alla piacevolezza dell'aspetto, al desiderio di giocare insieme o alle capacità in ambito sportivo.
Lo stereotipo del bambino con gli occhiali non bravo nello sport, senza amici e che non piace alle sue compagne mina enormemente l'autostima di un bimbo che degli occhiali ha bisogno per vederci meglio, per seguire le lezioni e guardare alla lavagna. Per valutare la veridicità di questo stereotipo un gruppo di ricercatori ha coinvolto in un test 70 bambini ai quali sono state mostrate delle coppie foto (con e senza occhiali) di altri 24 bambini.
Dopodiché è stato chiesto ai piccoli partecipanti di rispondere a sei domande riguardanti i bambini delle foto:
  1. con chi preferiresti giocare?
  2. chi ti sembra più intelligente?
  3. chi ti sembra migliore nello sport?
  4. chi ti sembra più bello?
  5. chi ti sembra più timido?
  6. chi appare più onesto?
Le risposte dei bambini hanno mostrato che mentre gli occhiali conferiscono un'aria di maggiore intelligenza e onestà non influenzano in maniera significativa gli altri aspetti presi in considerazione dal questionario. Quindi non si appare meno sportivi o meno belli o meno simpatici. Questo risultato dovrebbe aiutare i bambini che hanno bisogno degli occhiali a portarli con meno timore e soprattutto a non aver paura di dire a casa o alla maestra che si ha difficoltà nel leggere da lontano o nel vedere bene alla lavagna; queste difficoltà possono portare problemi scolastici, e allora sì che i compagni potrebbero non apprezzarli abbastanza.
Fonte: Walline JF, Sinnott L et al. What do kids think about kids in eyeglasses? Ophthalmic and Physiological Optics 2008;28(3):218-24.


Bambini con le mammelle grandi, colpa dell'obesità

La sempre maggiore diffusione dell'obesità ha portato alla ribalta il problema delle mammelle pronunciate anche nei bambini di sesso maschile, la ginecomastia. Come risolverla? Se lo domanda il settimanale Times.
“In realtà”, spiega Christian Duncan, chirurgo plastico specializzato in obesità, “mentre alcuni teenager o bambini sono semplicemente grassi e quindi hanno mammelle pronunciate, quelli che sviluppano ginecomastia devono affrontare un problema più serio e complesso: la crescita di tessuto ghiandolare sotto i capezzoli, causato da uno sbilancio ormonale durante l'adolescenza. Alcune volte il problema si risolve da solo, a volte occorre intervenire. E ci sono prove che l'obesità comunque abbia un ruolo nello scatenare l'alterazione ormonale”.
Gli interventi chirurgici per risolvere la ginecomastia sono in costante aumento. Ma non si potrebbe intervenire diversamente? “Tentiamo di insegnare a questi ragazzi a cambiare stile di vita, a mangiare meno e meglio, cerchiamo di spingerli a fare sport, ma sempre più spesso non ci danno retta. Si chiudono in loro stessi, spesso sono vittime di bullismo, e la loro unica prospettiva diventa la liposuzione”.
Fonte: Hawkes N. Obesity fuels growing ‘boy-boob' problem. The Times 20/05/2008.


Conservanti nei cibi: c'è un legame con l'iperattività nei bambini?

Il benzoato di sodio, uno dei conservanti più diffusi nei cibi, è da tempo sotto accusa: secondo alcuni studi potrebbe stimolare l'iperattività nei bambini. Si susseguono da mesi articoli scientifici sul tema che, però, non riescono a definire una posizione chiara pro o contro questo composto. L'ultimo in ordine di tempo è un editoriale comparso sull'ultimo numero della rivista British Medical Journal. Circa due mesi fa sulla rivista Lancet è stato pubblicato un articolo in cui si è valutato l'effetto di due miscele di alcuni coloranti e del conservante benzoato di sodio sul comportamento dei bambini, suggerendo un collegamento tra queste sostanze e l'aumento di iperattività nei più piccoli. Lo studio aveva dimostrato che i piccoli esposti a queste sostanze sembravano avere alcune delle caratteristiche tipiche dei bambini che soffrono di sindrome da deficit di attenzione e iperattività. A pochi mesi di distanza l'Agenzia di sicurezza alimentare europea (EFSA) ha confutato questo articolo, di questo si discute nell'editoriale del BMJ, perché secondo il panel di esperti ad oggi ci sono evidenze limitate sull'effetto che tali additivi avrebbero sull'attività e sull'attenzione in alcuni bambini. La storia ovviamente non finisce qui. Il lavoro di revisione sui coloranti sarà completato entro la fine del 2008: solo allora la Commissione Europea e le autorità nazionali degli Stati membri decideranno se sarà il caso di adottare particolari misure per proteggere la salute dei consumatori.
Fonte: Food additivies and hyperactivity. BMJ 2008;336:1114.


Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire. Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete a irene.bruno@tele2.it).

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a cura di Irene Bruno AIFA: qualche precisazione
Abusi sessuali su minori da parte delle forze di pace Onu e di operatori umanitari
Infanzia, Italia: politiche, strumenti e risorse contro povertà e discriminazioni ai danni dei minori
Myanmar, l’UNICEF accoglie con soddisfazione la decisione del Governo birmano di aprire agli aiuti
Bibite inadeguate a reidratare
Il vaccino vince l’epidemia
Senza un genitore si impara meno
Bambini e occhiali, un binomio vincente
Bambini con le mammelle grandi, colpa dell’obesità
Conservanti nei cibi: c’è un legame con l’iperattività nei bambini?. Medico e Bambino pagine elettroniche 2008;11(5) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS0805_10.html

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