Rivista di formazione e di aggiornamento professionale del pediatra e del medico di base, realizzata in collaborazione con l'Associazione Culturale Pediatri

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a cura di Irene Bruno
Presidio Ospedaliero di Monfalcone (Gorizia), Unità Operativa di Pediatria
Indirizzo per corrispondenza: irene.bruno@tele2.it

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15 Settembre 2006


Sintomi del disordine da stress post-traumatico e depressione tra i bambini nelle aree colpite dallo tsunami nel sud Thailandia
Circa 20.000 bambini sono stati direttamente coinvolti dallo tsunami che ha interessato sei province del sud-ovest della Thailandia il 26 Dicembre 2004. Scopo di questo studio è stato quello di valutare la prevalenza di sintomi da Disturbo da Stress Post Traumatico (PTSD) e depressione dopo lo tsunami tra i bambini in quelle aree, dopo 2 e 9 mesi dall'accaduto. I bambini dei villaggi colpiti presentavano il PTSD con una incidenza più che doppia rispetto agli altri. Oltre a esserne maggiormente colpiti, questi bambini non mostravano una diminuzione dei sintomi a distanza di 9 mesi dall'accaduto.

Le strategie per ampliare il mercato dei farmaci
Inventare una malattia un modo per fare soldi: la strategia delle multinazionali per convincere i potenziali consumatori e ampliare il mercato dei farmaci. In inglese si chiama “diseases mongering”, o mercantilizzazione delle malattie, il frutto avvelenato delle conquiste della medicina occidentale, prigioniera dei suoi stessi successi. Si tratta di un fenomeno che consiste nell'ampliare il mercato di un farmaco, utilizzando la capacità di convincere la gente d'essere malata e spingendola ad esprimere il bisogno di essere curata.
Un impressionante inventario dei metodi cui fanno ricorso i grandi gruppi industriali, a livello mondiale, si trova in un libro “Gli inventori delle malattie” (Ed. Lindau) scritto da un giornalista scientifico tedesco, Jörg Blech. Il suo è un implacabileJ'accuse nei confronti della medicina moderna.
La strategia: “Ogni persona sana è un malato che non sa ancora di esserlo”…ultime, quelle dell' “insonnia del turno di notte”, della “tigre in gabbia”, “del colon irritabile”. …ecco dunque comparire la “depressione del paradiso” che minaccerebbe, pare, i pensionati di Maiorca, che così hanno la loro dose di stress.

Teddy”, cure baby on-line
L'articolo de Il Sole 24 Ore Sanità (19 luglio 2006)
Primo bilancio di attività della Task force europea per lo sviluppo dei farmaci pediatrici. Attiva da settembre una banca dati europea on-line per le medicine pediatriche autorizzate (oggi non più di 300, di cui 74 autorizzate dall'EMEA, contro le 1000-1500 usate abitualmente sui mini-pazienti). Tra i progetti presi in carico da “Teddy” spicca anche la proposta di prevedere comitati etici ad hoc per le sperimentazioni cliniche pediatriche, oggi necessarie per autorizzare nuovi farmaci in base al regolamento UE.

Italiani: genitori-automobilisti più indisciplinati

In Europa gli italiani sono considerati tra i guidatori più indisciplinati. Non rispettiamo le regole, specialmente in città e quando viaggiamo con i figli.
Purtroppo gli atteggiamenti scorretti, come la scarsa protezione in auto dei minori, provocano ogni anno in Italia la morte di 100 piccoli passeggeri (1400 in Europa: secondo la Società italiana di traumatologia della Strada; 1000 si sarebbero salvati se fossero stati correttamente allacciati ai seggiolini) e il ferimento di altri 10.000.
Anche un campione, analizzato dalla DOXA, di 2.000 soggetti con patente, conferma che gli italiani sono davvero dei "genitori automobilisti" imprudenti. Un dato fra i tanti: in città, su 100 bambini fino ai quattro anni di età, ben 23 viaggiano pericolosamente senza seggiolini o cinture; la percentuale sale al 43% se si prende in considerazione la fascia di età successiva sino agli 8 anni e arriva al 48% nella fascia di età dopo gli 8 e sino ai 14 anni. Fuori città: il 16% dei bambini da 0 a 4 anni viaggia senza protezione; la percentuale arriva al 33% fino a 8 anni e al 35% fino ai 14. L'esperienza quotidiana dice, poi, che resta alto il numero dei piccoli viaggiatori tenuti sul sedile anteriore fra le braccia di un passeggero: si tratta di un comportamento assolutamente incosciente, perché, come pochi evidentemente sanno, un bambino di 6 kg, a una velocità di 50 km orari, in caso di incidente arriva a "pesare" fino a 150 kg. Quindi diventa difficilmente controllabile, anche per l'abbraccio più serrato.

Una ripassatina è d'obbligo: l'articolo 172 del C.d.S. precisa chiaramente chi è obbligato all'uso del seggiolino, ma senza scomodare i testi di legge possiamo riassumere così le disposizioni:
I bambini da 0 a 13 kg di peso: vanno sistemati nei seggiolini del cosiddetto "gruppo 0+".
Il gruppo "0+" è un'estensione prevista dalla normativa del precedente "gruppo 0" che ammetteva pesi fino a 10 kg; così facendo è stata prolungata la vita utile del seggiolino fino a circa 15 mesi di età. I seggiolini del "gruppo "0" e "0+" vanno sempre montati contromarcia, perché il corpo del bambino non è ancora in grado di sostenere senza gravi danni l'impatto contro la cintura di sicurezza in caso di urto, ed è invece opportuno che l'energia cinetica venga distribuita su un'ampia superficie che interessa tutta la schiena piuttosto che concentrarsi nei punti di contatto fra la cintura e il corpo. Montando un seggiolino contromarcia sui sedili anteriori, occorre far attenzione all'airbag passeggero, come spieghiamo più avanti.
I bambini da 9 a 18 kg di peso vanno trasportati coi seggiolini omologati "gruppo 1".
Oggi sul mercato si trovano molti seggiolini con doppia omologazione, "0+" e "1", che quindi possono soddisfare le esigenze di trasporto fino a circa 4 anni di età. Si montano contromarcia quando il peso del bambino è sotto ai 9 kg e frontemarcia al di sopra, sempre seguendo con scrupolo le istruzioni del libretto che per legge deve accompagnare ogni seggiolino.
Dispongono di cinture proprie a più punti e si fissano all'auto con la cintura dei grandi, fatta passare all'interno della struttura. Questa cintura deve essere ben tesa per impedire qualsiasi spostamento in avanti, e un po' di attenzione va prestata anche alla chiusura delle piccole cinture del bambino, che non deve assolutamente giocarci, rischiando di aprirla.
I bambini da 15 a 25 kg hanno sistemi di ritenuta omologati "gruppo 2".
Si tratta di una tavoletta di rialzo e, a volte, di un piccolo schienale asportabile. Il corpo del bambino è trattenuto dalle cinture originali dell'auto e il seggiolino, in questo caso, ha il solo scopo di far passare il nastro nei punti corretti, sopra il bacino (e non sul petto) e sopra la clavicola (non sul collo).
Da 22 a 36 kg quasi non si può più parlare di bambini (loro comunque si offenderebbero moltissimo), ma le tavolette vanno usate ugualmente, a meno che la statura non consenta, anche agendo sulle regolazioni in altezza di cui dispongono molte auto, di far passare la cintura nel punto corretto.
Come per le classi di peso inferiori, anche in questo caso troviamo prodotti con doppia omologazione e qualcuno addirittura tripla, che copre cioè i gruppi 1, 2 e 3.

La plastica è ormai nella catena alimentare
Assorbita da pesci di cui poi ci nutriamo. Ma presente anche in contenitori per la conservazione del cibo.
La plastica è entrata definitivamente nella catena alimentare dell'uomo. Ne sono certi gli scienziati riuniti a Erice (Trapani), dove durante la 36esima Sessione dei Seminari internazionali sulle emergenze planetarie.
«L'enorme quantità di plastica dispersa negli oceani a livello globale produce particelle nocive che vengono liberate nelle acque, contaminando i pesci e altri organismi marini che trattengono sostanze come il policarbonatoplastico (Pcb), la diossina e altre molecole teratogene. Entrando in questo modo nella catena alimentare dell'uomo».
«Il bersaglio principale di queste sostanze è l'apparato riproduttivo maschile e femminile. E il periodo di maggiore vulnerabilità verso questi componenti è quello della gravidanza. Durante la gestazione, infatti, la donna trasmette al feto questi elementi, che vanno a intaccare gli organi della mamma e il cervello del nascituro provocando effetti permanenti».
A essere assimilate sono soprattutto «la diossina, il Pcb, il Pvc (Polivinilepolidrato) e altre sostanze». Come ulteriori conseguenze della diffusione di sostanze plastiche nella catena alimentare, gli studi epidemiologici presentati oggi a Erice dimostrano un eccessivo sviluppo del seno, una maggiore frequenza di casi di obesità e asma, ma anche disfunzioni immunitarie. «Sebbene si tratti ancora di cambiamenti ormonali di lieve intensità quello che ci preoccupa è la diffusione globale di queste sostanze plastiche e dunque l'ampiezza del numero di persone colpite dei loro effetti. E un altro elemento che suscita preoccupazione nella comunità scientifica internazionale è la certezza che queste sostanze plastiche saranno trasmesse di generazione in generazione mutando, sebbene gradualmente, il patrimonio genetico dell'uomo». Purtroppo l'allarme non arriva soltanto dagli ambienti marini «le sostanze plastiche sono presenti anche nei contenitori metallici che utilizziamo quotidianamente per la conservazione dei cibi o per la loro cottura a microonde».



Questa rubrica si propone di fornire notizie di interesse sanitario generale e brevi aggiornamenti dalla letteratura pediatrica “maggiore". Lo scopo è che il lettore abbia la sensazione di sfogliare un giornale scegliendo i titoli che più lo interessano: nessuna pretesa pertanto di sistematicità e di commento che va oltre il breve riassunto di quelli che sono i principali risultati e le possibili implicazioni pratiche o di ricerca. Si parla di opinioni di giornalisti, novità dalla letteratura, e come tali vanno lette: la storia ci insegna che ogni commento, ogni ultima novità, non va considerata una verità assoluta né applicata l'indomani, ma va presa come un aggiornamento da far maturare nel cassetto attendendo le conferme e i cambiamenti di opinione che solo il tempo e l'esperienza possono fornire.
Questa premessa è anche un invito ai lettori a essere parte attiva della rubrica. Vi chiediamo di suggerirci articoli/news/pubblicazioni che avete avuto modo di leggere e che ritenete meritevoli di segnalazione (scrivete airene.bruno@tele2.it).

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Irene Bruno La plastica e' ormai nella catena alimentare'>Sintomi del disordine da stress post-traumatico e depressione tra i bambini nelle aree colpite dallo tsunami nel sud Thailandia
Le strategie per ampliare il mercato dei farmaci
Teddy, cure baby online
Italiani: genitori-automobilisti piu' indisciplinati
La plastica e' ormai nella catena alimentare. Medico e Bambino pagine elettroniche 2006;9(7) https://www.medicoebambino.com/?id=NEWS0607_10.html

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